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><channel><title>Guidaacquisti.net &#187; Attrezzature industriali</title> <atom:link href="http://www.guidaacquisti.net/_categorie/attrezzature-industriali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.guidaacquisti.net</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 31 Jul 2010 13:17:52 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator> <item><title>Utensili ad aria compressa</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/utensili-ad-aria-compressa.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/utensili-ad-aria-compressa.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:44:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.guidaacquisti.net/?p=10255</guid> <description><![CDATA[Gli utensili ad aria compressa sono attrezzature dotate di grande resistenza e potenza. Sono disponibili modelli per qualsiasi lavoro, che stiate costruendo un pavimento, ridipingendo il soggiorno o semplicemente facendo piccole riparazioni, potrete scegliere tra trapani, smerigliatrici, chiodatrici e spruzzatori per vernici. Caratteristiche Compressori Chiodatrici Caratteristiche Gli utensili ad aria compressa, o utensili pneumatici, presentano [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-10279" title="Utensili ad aria compressa" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Utensili-aria-compressa.jpg" alt="" width="640" height="482" /></p><p><strong>Gli <em>utensili ad aria compressa</em> sono attrezzature dotate di grande resistenza e potenza. Sono disponibili modelli per qualsiasi lavoro, che stiate costruendo un pavimento, ridipingendo il soggiorno o semplicemente facendo piccole riparazioni, potrete scegliere tra trapani, smerigliatrici, chiodatrici e spruzzatori per vernici. </strong></p><ul><li><a
href="#Caratteristiche">Caratteristiche</a></li><li><a
href="#Compressori">Compressori</a></li><li><a
href="#Chiodatrici">Chiodatrici</a></li></ul><h2><a
name="Caratteristiche"></a>Caratteristiche</h2><p>Gli utensili ad aria compressa, o <strong>utensili pneumatici</strong>, presentano molti vantaggi rispetto agli attrezzi elettrici. Ad esempio, offrono un maggior momento torcente e una maggiore potenza rispetto agli attrezzi convenzionali. In genere durano più a lungo rispetto alla loro controparte elettrica perché hanno meno parti mobili. Infine, sono semplici da utilizzare. Basta collegarli al vostro compressore e potrete iniziare ad usarli.</p><p>Gli utensili ad aria richiedono un compressore separato che alimenti i singoli attrezzi. Assicuratevi che la pressione del vostro compressore corrisponda a quella richiesta dagli utensili. In questo modo potrete far funzionare i vostri utensili ad aria compressa alla massima potenza.  Inoltre, acquistate solo utensili ad aria compressa compatibili con il vostro compressore.</p><p>E’ necessario che il collegamento tra utensile e compressore sia perfetto, per prevenire perdite d’aria e di potenza.  Esiste un utensile ad aria compressa per qualsiasi tipo di lavoro. Alcuni dei più comuni utensili ad aria compressa sono trapani pneumatici, martelli pneumatici, lubrificatori, chiodatrici ad aria compressa, spruzzatori per vernici, avvitatori e giraviti pneumatici, lucidatrici e smerigliatrici pneumatiche e pistole di gonfiaggio.</p><h3><a
name="Compressori"></a>Compressori</h3><p>Gli utensili pneumatici hanno bisogno di una fornitura costante di aria compressa per funzionare bene. Prima di scegliere un compressore, considerate attentamente la potenza e la capacità. Unità con motori più potenti e con maggiore capacità possono generare pressioni più elevate per periodi di tempo più lunghi, fornendo una maggiore potenza ai vostri utensili elettrici. La maggior parte degli utensili ad aria compressa richiede una certa quantità di pressione per funzionare correttamente, perciò assicuratevi che il compressore che scegliete sia abbastanza potente da supportare i vostri utensili più esigenti. Esistono due tipi di compressori: a pistone e compatti.</p><ul><li> <strong>A pistone</strong><br
/> Utilizzano una pompa per riempire il serbatoio. Il serbatoio contiene l’aria compressa fino al momento in cui è pronta per essere utilizzata. Quando la pressione dell’aria scende al di sotto di un certo valore, il compressore si riaccende e aumenta la pressione. Esistono compressori a singolo stadio e compressori a doppio stadio. I compressori a doppio stadio creano più pressione e sono maggiormente indicati per i lavori pesanti.</li><li><strong>Compatti</strong><br
/> Non hanno un serbatoio per conservare l’aria compressa. Al contrario, il compressore rimane sempre acceso mentre fornisce l’aria sotto pressione. Questi modelli sono semplici e leggeri, ma non generano abbastanza pressione per molte applicazioni e di solito vengono utilizzati come propellenti per pistole che spruzzano vernici, colle  o lubrificanti.</li></ul><h3><a
name="Chiodatrici"></a>Chiodatrici</h3><p>Una chiodatrice ad aria compressa può rendere un lavoro impegnativo molto più semplice.  Le chiodatrici pneumatiche sono disponibili in due varianti: a stecca e a bobina.</p><ul><li> <strong>Pneumatiche a stecca</strong><br
/> Contengono da 20 a 40 chiodi contemporaneamente, disposti uno accanto all’altro o “a stecca”. I chiodi sono tenuti assieme con sottili pezzi di filo metallico, carta o plastica.</li><li> <strong>Pneumatiche a bobina</strong><br
/> Tengono i chiodi all’interno di un contenitore metallico. I chiodi sono tenuti assieme da un filo metallico e formano una striscia lunga e flessibile Le chiodatrici pneumatiche a bobina possono contenere fino a 300 chiodi.</li></ul><p>Gli utensili pneumatici spesso sono ideati per applicazioni specifiche come lavori di falegnameria, rifiniture e riparazioni dei tetti.</p><ul><li> Per lavori di falegnameria: le chiodatrici per lavori di falegnameria sono ideate per lavori pesanti e prolungati.</li><li> Per rifiniture: le chiodatrici per rifiniture sono più piccole e utilizzano chiodi più leggeri.</li><li> Per riparare i tetti: le chiodatrici per riparare i tetti sono ideate specificatamente per  assicurare le assi.</li></ul><p>Le chiodatrici possono usare due diversi tipi di grilletti, professionali e semiautomatici.</p><ul><li> <strong>Automatiche</strong><br
/> Le chiodatrici professionali sparano il chiodo immediatamente dopo aver premuto il grilletto e il loro utilizzo richiede pratica.</li><li> <strong>Semiautomatiche</strong><br
/> Altri modelli, più indicati per i principianti, richiedono un processo in due fasi: si preme il grilletto e si appoggia la canna sulla superficie da inchiodare.</li></ul><p>Le chiodatrici possono essere dotate di una varietà di funzioni, come un più preciso controllo della profondità e grilletti di dimensioni maggiori, che possono essere utilizzati con i guanti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/utensili-ad-aria-compressa.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Carrelli elevatori</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/carrelli-elevatori.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/carrelli-elevatori.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 Jun 2010 17:02:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.guidaacquisti.net/?p=10195</guid> <description><![CDATA[I carrelli elevatori, uno degli strumenti di lavoro dell’industria moderna, sono disponibili in una varietà di modelli e dimensioni per facilitare il lavoro nei magazzini. Altre imprese commerciali utilizzano i carrelli elevatori per scaricare la merce. Riflettete su quali siano le vostre esigenze, in modo da selezionare un modello che soddisfi le vostre esigenze. Caratteristiche [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-10199" title="Carrelli elevatori" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Carrelli-elevatori.jpg" alt="" width="640" height="522" /></p><p><strong>I <em>carrelli elevatori</em>, uno degli strumenti di lavoro dell’industria moderna, sono disponibili in una varietà di modelli e dimensioni per facilitare il lavoro nei magazzini. Altre imprese commerciali utilizzano i carrelli elevatori per scaricare la merce. Riflettete su quali siano le vostre esigenze, in modo da selezionare un modello che soddisfi le vostre esigenze.</strong></p><ul><li><a
href="#Caratteristiche">Caratteristiche</a></li><li><a
href="#Tipologie">Tipologie</a></li><li><a
href="#Come scegliere">Come scegliere</a></li></ul><h2><a
name="Caratteristiche"></a>Caratteristiche</h2><p>Come quello di un’automobile, il prezzo di un carrello elevatore varia a seconda della marca, e il prezzo non sempre è direttamente correlato alla qualità e all’affidabilità. I prezzi possono variare a seconda della geografia, delle vostre esigenze specifiche e del venditore. Le marche leader tipicamente costano di più e offrono una tecnologia più avanzata, una buona resistenza all’uso e maggiore affidabilità a lungo termine. Prima di iniziare a cercare un carrello elevatore o di parlare con il venditore, dovete sapere esattamente per che cosa vi serve. Come per ogni attrezzatura, la sicurezza dovrebbe essere la vostra priorità.</p><p>Quanto saranno pesanti e grandi i vostri carichi? I carrelli elevatori sono classificati a seconda del peso che possono sollevare, a partire da 1361 kg fino a 2260 Kg e oltre. I modelli da 1361 kg, 2260 Kg e 3629 Kg sono i più diffusi, quelli da 2260 Kg rappresentano lo standard per le industrie.</p><p>Le dimensioni del vostro carico determineranno di quale capacità avete bisogno. La capacità di un carrello elevatore si basa, in genere, su un “carico centrale” da 60 cm, cioè la distanza dal centro di gravità del carico ai suoi lati è 60 cm.  Il modo più semplice per capire è pensare che un carrello elevatore può sollevare il suo peso massimo se il carico è un cubo da 120 cm. Se i vostri carichi sono particolarmente lunghi o alti, il carrello non sarà in grado di sollevare il peso massimo. Conoscere le dimensioni e il peso dei vostri carichi tipici vi permetterà di comunicare al venditore la capacità esatta di cui avete bisogno. Considerate anche la variabilità dei vostri carichi. Se i vostri carichi sono sempre delle stesse dimensioni, potete sapere esattamente di quale capacità avete bisogno. Tuttavia, in un ambiente più vario, o in uno nel quale le dimensioni dei carichi variano, potreste acquistare un carrello che abbia una capacità maggiore rispetto a quella che vi serve attualmente, in modo che  vi possa essere utile anche in futuro.</p><h2><a
name="Tipologie"></a>Tipologie</h2><p>Esistono due tipi di carrelli elevatori: carrelli elevatori elettrici, alimentati solo da una batteria interna e carrelli elevatori a combustione interna, che usano un motore tradizionale che può essere alimentato da vari combustibili. Nella maggior parte dei casi, un carrello elevatore elettrico sarà più caro di un modello identico a combustione interna. I costi di operatività del carrello sono cruciali nel determinare il suo costo generale. Tali costi includono  il prezzo del carburante, la manutenzione e il tempo richiesto per effettuarla, olio, batterie e filtri.</p><ul><li><strong>Elettrici</strong><br
/> Sono ottimi per lavorare in ambienti interni e ben pavimentati (non sotto la pioggia). Sono alimentati da grandi batterie al piombo acido — le stesse della vostra automobile, ma molto più grandi e potenti. I carrelli elevatori elettrici hanno diversi vantaggi. I carrelli elevatori elettrici non producono emissioni, un fattore importante se state lavorando in ambienti interni. Tra i modelli a combustione interna, solo i carrelli a propano possono essere utilizzati all’interno, e richiedono che l’ambiente abbia una ventilazione molto buona. Modelli a gas e diesel non possono essere utilizzati in ambienti interni. Anche se i carrelli elettrici hanno un costo iniziale più alto rispetto ai modelli a combustione interna (carrelli elettrici nuovi possono costare dal 20 al 40% in più rispetto a modelli simili IC), hanno un costo di alimentazione per ora di lavoro inferiore.</p><p>I carrelli elevatori elettrici generano meno rumore rispetto ai modelli IC, un grande vantaggio negli ambienti interni. Dal momento che i carrelli elettrici hanno meno parti che si muovono e sono usati in ambienti più puliti di quelli nei quali si usano i carrelli IC, tendono ad avere una durata di vita maggiore. I carrelli elettrici non hanno l’esigenza di dover immagazzinare il carburante. In genere le batterie offrono una potenza sufficiente per un normale turno di otto ore (cinque o sei ore di utilizzo continuativo). Ricordate che le batterie vanno ricaricate. Ricaricare una batteria richiede otto ore, più altre otto per aspettare che la batteria si raffreddi prima di essere utilizzata. Per via di questi tempi, se avete bisogno dei carrelli per due o tre turni di seguito, dovrete comprare delle batterie extra.<br
/> Avrete anche bisogno di una base per ricaricare le batterie. Dovrebbe essere posta in un luogo asciutto, ventilato, a temperatura controllata.</li><li><strong>A combustione interna</strong><br
/> Possono sollevare i carichi più pesanti e sono una scelta obbligata se avete bisogno di una capacità superiore a 6.800 Kg. In genere sopportano meglio determinati tipi di abuso rispetto ai carrelli elevatori elettrici — nello specifico, usare un carrello per spingere o trascinare dei carichi, piuttosto che per sollevarli e trasportarli — e in genere hanno migliore accelerazione e velocità massime più elevate. I carrelli elevatori IC hanno un prezzo iniziale più basso, ma costi più alti per ora di lavoro rispetto ai carrelli elettrici.  I carrelli con motori a combustione interna funzionano con una varietà di combustibili: benzina, diesel, gas propano liquido (LPG) o gas naturale compresso (CNG). Per un uso interno/esterno, sono disponibili sistemi duel fuel che permettono di usare alternativamente LPG e benzina. Tra i diversi tipi di carrelli IC, quelli che comportano il costo maggiore per il combustibile sono i carrelli a benzina, i carrelli diesel comportano costi inferiori e i carrelli LPG hanno un costo intermedio.<br
/> I costi del combustibile variano considerevolmente a seconda della zona, perciò dovreste informarvi sui prezzi nella vostra zona prima di decidere quale sia l’opzione migliore. Se avete dei carrelli IC, potete comprare delle attrezzature per rifornirli. Ad esempio, benzina e diesel richiedono depositi e pompe. I carrelli LPG richiedono solo lo spazio per le bombole di riserva, in genere fornite dal venditore di propano. La scelta tra gas, diesel e propano viene fatta spesso sulla base delle attrezzature necessarie.</li></ul><h3><a
name="Come scegliere"></a>Come scegliere</h3><p>Quanto in alto deve essere sollevato il carico? Se usate il carrello per caricare e scaricare da un furgone, non dovreste avere bisogno di una grande altezza; se il vostro magazzino ha degli scaffali alti 9 metri, il carrello deve essere in grado di raggiungere i ripiani più alti. A differenza della capacità di carico, le vostre esigenze di altezza in genere non cambieranno nel tempo: comprate per l’altezza della quale avete bisogno ora.<br
/> In un magazzino, anche le dimensioni del carrello potrebbero essere un problema. I carrelli standard hanno bisogno di corsie larghe 3,3 metri o più per poter operare e ruotare.  Se la larghezza delle vostre corsie è compresa tra 2,5 e 3 metri, avete bisogno di un carrello elevatore per corsie strette (NA); per corsie larghe fino a 1,8 metri, avete bisogno di un carrello per corsie molto strette (VNA). Questi carrelli per corsie strette possono procedere in linea retta lungo il corridoio e sollevare i carichi lateralmente.</p><p>I carrelli dovrebbero avere ruote adatte per il luogo nel quale vengono utilizzati.</p><ul><li> <strong>Cushion</strong><br
/> Realizzate in gomma solida, sono ottime per ambienti interni. I carrelli elevatori che lavorano all’interno di magazzini in genere hanno ruote cushion.</li><li> <strong>Pneumatiche</strong><br
/> Gonfiate con aria compressa costano più delle ruote cushion, ma sono una scelta migliore se dovete lavorare all’esterno. Per sollevare carichi pesanti all’esterno o su terreni sconnessi, vi verranno proposti carrelli a benzina o diesel con ruote pneumatiche.</li><li> <strong>Solide</strong><br
/> Sono l’ideale per ambienti esterni nei quali ci sia un alto rischio di foratura qualora si utilizzassero normali ruote pneumatiche, come falegnamerie o centri di riciclaggio, dove possono essere sparsi vetri o chiodi. Le ruote pneumatiche solide combinano la gomma solida delle ruote cushion con la versatilità delle ruote pneumatiche, e tipicamente costano di più.</li></ul><p>Molti venditori offrono carrelli nuovi o usati, perciò potrete confrontare i prezzi facilmente. Comprare un carrello elevatore usato può farvi risparmiare parecchio, dal momento che in genere costa la metà rispetto a uno nuovo. Come regola generale, le imprese che utilizzano il carrello per più di quattro ore al giorno dovrebbero investire in un carrello nuovo. Con un uso così prolungato, i costi di manutenzione di un carrello usato potrebbero rapidamente annullare il risparmio iniziale.</p><p>Se il carrello verrà usato per un paio d’ore al giorno, probabilmente potreste risparmiare acquistandone uno usato.  Quando a un venditore viene restituito il carrello al termine di un contratto, in genere eseguirà lavori come cambiare le ruote, controllare il motore ed effettuerà eventuali riparazioni meccaniche necessarie, perciò potete sentirvi ragionevolmente sicuri sulle condizioni di un carrello usato. Comprare un carrello usato &#8220;così com’è&#8221; può farvi risparmiare ulteriormente, ma potrebbe avere delle ruote vecchie e in generale potrebbe non soddisfare le vostre aspettative. I carrelli usati possono avere bisogno di più riparazioni.</p><p>Assicuratevi di chiedere che differenza ci sia tra le prestazioni del modello usato e di quello nuovo. Una volta che decidete quale carrello acquistare, cercate di acquistare sempre carrelli della stessa marca. In questo modo dovrete andare da un unico negoziante per eventuali riparazioni e i vostri operatori dovranno imparare a manovrare e controllare un unico tipo di carrello.  Tuttavia, dal momento che non tutti i produttori realizzano tutti i tipi di carrelli, è possibile che dobbiate acquistare macchine specializzate di marche diverse.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/carrelli-elevatori.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Affilatrice</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/affilatrice.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/affilatrice.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Le macchine affilatrici sono impiegate per l&#8217;affilatura degli utensili e si possono distinguere in affilatrici per utensili da tornio e da pialla, affilatrici per punte da trapano, affilatrici universali, affilatrici per lame di sega, affilatrici per frese, per creatori, per maschi, per brocce etc. Affilatrice a punta singola Nelle affilatrici l&#8217;utensile è portato da un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5540" title="Affilatrice" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Affilatrice.jpg" alt="" width="640" height="529" /></p><p><strong>Le macchine <em>affilatrici</em> sono impiegate per l&#8217;affilatura degli utensili e si possono distinguere in affilatrici per utensili da tornio e da pialla, affilatrici per punte da trapano, affilatrici universali, affilatrici per lame di sega, affilatrici per frese, per creatori, per maschi, per brocce etc. </strong></p><ul><li><strong>Affilatrice a punta singola</strong><br
/> Nelle affilatrici  l&#8217;utensile è portato da un sostegno girevole intorno a tré assi ortogonali in modo che mediante la registrazione su apposite graduazioni ogni faccia dell&#8217;utensile venga disposta nella più conveniente giacitura rispetto alla faccia lavorante della mola.</li><li><strong>Affilatrice per punte di trapano</strong><br
/> L&#8217;affilatura delle punte elicoidali è un&#8217;operazione molto delicata perché è necessario garantire le seguenti condizioni: eguaglianza della lunghezza dei due taglienti (altrimenti si ottiene un foro di diametro maggiore di quello dell&#8217;utensile) , ugual inclinazione dei taglienti rispetto all&#8217;asse dell&#8217;utensile e realizzazione di una spoglia sufficiente. Tali condizioni sono ben difficilmente realizzabili con un&#8217;affilatura  manuale e perciò è necessario l&#8217;uso di speciali affilatrici.</li><li><strong>Affilatrice universale</strong><br
/> Le affilatrici universali  possono essere impiegate per affilare frese, alesatori, maschi, creatori, etc. La macchina è completata da tutti gli accessori occorrenti per l&#8217;affilatura dei diversi utensili.</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/affilatrice.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alesatrice</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/alesatrice.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/alesatrice.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Le macchine alesatrici , dette anche barenatrici, hanno come scopo principale la lavorazione e la finitura di superfici cilindriche interne di diametro e lunghezza anche rilevanti. Esse servono anche per lavorazioni di tornitura frontale, foratura, fresatura. In queste macchine il movimento di lavoro è rotatorio ed è posseduto dall&#8217;utensile. Caratteristiche Nella generalità dei casi il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5543" title="Alesatrice" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Alesatrice.jpg" alt="" width="640" height="581" /></p><p><strong>Le macchine <em>alesatrici</em> , dette anche <em>barenatrici</em>, hanno come scopo principale la lavorazione e la finitura di superfici cilindriche interne di diametro e lunghezza anche rilevanti. Esse servono anche per lavorazioni di tornitura frontale, foratura, fresatura. In queste macchine il movimento di lavoro è rotatorio ed è posseduto  dall&#8217;utensile.</strong></p><h2>Caratteristiche</h2><p>Nella generalità dei casi il mandrino è orizzontale, ma si hanno anche alesatrici verticali, a uno o più mandrini, particolarmente adatte per l&#8217;alesatura dei cilindri dei motori. Il moto di avanzamento è rettilineo e può essere posseduto dal pezzo (fissato in apposite scanalature di una tavola mobile su slitte) oppure può essere posseduto dall&#8217;utensile.</p><p>Si possono avere alesatrici con il mandrino ad altezza fissa, nelle quali la tavola è mobile verticalmente; per lavori su pezzi pesanti convengono piuttosto le macchine con mandrino spostabile in altezza.</p><p>Si hanno anche alesatrici nelle quali la barra di alesatura può ruotare in un piano verticale in modo che si possano alesare fori inclinati. Per lavorazioni di alesatura su pezzi di grandissime dimensioni si impiegano alesatrici a montante mobile. Si possono avere anche alesatrici con due o tré barre di alesatura disposte una a  fianco dell&#8217;altra o una sopra l&#8217;altra.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/alesatrice.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Banchi frigo</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/banco-frigo.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/banco-frigo.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Il banco frigo ha subito una grande evoluzione negli anni, inizialmente era visto esclusivamente come strumento per la refrigerazione degli alimenti, mentre oggi rappresenta un vero e proprio elemento di arredamento per bar, macellerie, gelaterie e supermercati. Caratteristiche Il banco frigo, chiamato anche banco refrigerato puo essere: semplice ventilato Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5545" title="Banchi frigo" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Banchi-frigo.jpg" alt="" width="640" height="427" /></p><p><strong>Il <em>banco frigo</em> ha subito una grande evoluzione negli anni, inizialmente era visto esclusivamente come strumento per la refrigerazione degli alimenti, mentre oggi rappresenta un vero e proprio elemento di arredamento per bar, macellerie, gelaterie e supermercati.</strong></p><h2>Caratteristiche</h2><p>Il banco frigo, chiamato anche banco refrigerato puo essere:</p><ul><li><strong>semplice</strong></li><li><strong>ventilato</strong></li></ul><p>Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una sensibile evoluzioni nei materiali che realizzano il banco frigo, garantendone una maggiore affidabilità di lavoro e qualità nella refrigerazione degli alimenti. Un buon banco frigo deve garantire anche bassi consumi energetici, per una questione sia economica che ambientale. In Italia sono diverse le aziende che producono banchi frigo, e nel tempo, data l’attuale tendenza, oltre a garantire l’affidabilità dei propri banchi frigoriferi, si sono specializzate anche nel settore del design. Il banco refrigerato è l’elemento chiave per arredare bar, gelaterie e macellerie, e spesso intorno ad esso si sviluppa l’intero arredamento del negozio.</p><h2>Tipologie</h2><p>A seconda delle proprie esigenze ne esistono di diverse tipologie:</p><ul><li><strong>Verticali</strong> molto utilizzati all’interno dei supermercati e negozi vari.</li><li><strong>Orizzontali</strong> sono i più venduti per l’arredamento di bar, gelaterie e macellerie.</li><li><strong>Combinati</strong>, per la loro grande capienza sono i preferiti dai supermercati di grandi dimensioni.</li></ul><p>Le tipologie più vendute sono quelli per macelleria, bar, gelateria e supermercati. Nella scelta del banco frigo vi consigliamo di valutare con attenzione la qualità dei materiali impiegati per la sua costruzione, visto che un banco frigo, solitamente è sempre accesso, e quindi sottoposto ad uno stress lavorativo continuo nel tempo.</p><p>Molte aziende produttrici di <strong>banchi refrigerati</strong> sono disponibili alla personalizzazione del vostro banco frigo in base alle esigenze della vostra attività commerciale. Uno dei migliori produttori di <a
rel="nofollow" href="http://www.frigomeccanica.com/" target="_blank">banchi frigo</a> a livello europeo è l&#8217;azienda <strong>Frigomeccanica</strong>, situata nel centro Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/banco-frigo.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Brocciatrice</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/brocciatrice.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/brocciatrice.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[La brocciatrice permette di realizzare l&#8217;operazione di brocciatura, la brocciatrice è anche chiamata spinatrice. Le brocciatrici si possono classificare in macchine per interni e macchine per esterni. La brocciatura è un&#8217;operazione che consiste nell&#8217;asportare linearmente e progressivamente il truciolo alla superficie di un corpo, mediante una successione ordinata dei taglienti di uno speciale utensile chiamato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5547" title="Brocciatrice" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Brocciatrice.jpg" alt="" width="640" height="801" /></p><p><strong>La <em>brocciatrice</em> permette di realizzare l&#8217;operazione di brocciatura, la brocciatrice è anche chiamata  spinatrice. Le brocciatrici si possono classificare in macchine per interni e macchine per esterni. </strong></p><p><strong> </strong>La brocciatura è un&#8217;operazione che consiste nell&#8217;asportare linearmente e progressivamente il truciolo alla superficie di un corpo, mediante una successione ordinata dei taglienti di uno speciale utensile chiamato broccia o spina.</p><p>I denti della broccia sono sagomati secondo un profilo coniugato alla solcatura che si vuole ottenere sul pezzo.</p><ul><li><strong>Brocciatrici per interni</strong><br
/> Le brocciatrici per interni possono essere orizzontali o verticali. Le brocciatrici verticali sono adatte alla lavorazione di pezzi leggeri, da eseguirsi in una sola passata; hanno minor ingombro e sono di facile sorveglianza. Quelle orizzontali sono invece adatte per brocciature più pesanti e richiedenti più passate.  Esistono anche brocciatrici multiple, nelle quali vengono azionate simultaneamente più brocce.</li><li><strong>Brocciatrici per esterni</strong><br
/> Le brocciatrici per esterni servono alla lavorazione di superfici esterne e possono anch&#8217;esse essere verticali od orizzontali. Le brocce per superfici esterne non hanno la forma di un&#8217;asta dentata come quelle per la lavorazione di superfici interne, bensì hanno l&#8217;aspetto di piastre, le quali vengono fissate all&#8217;incastellatura della macchina. Le brocce esterne possono essere mobili, quando possiedono il movimento di lavoro e strisciano sul pezzo; oppure stazionarie, quando è il pezzo che viene fatto muovere contro la broccia.</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/brocciatrice.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cacciavite</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/cacciavite.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/cacciavite.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Il cacciavite è uno strumento creato specificatamente per inserire e stringere, o allentare e rimuovere le viti. Il cacciavite è composto da una testa o punta, che si impegna con la vite, un meccanismo per applicare torsione ruotando la punta, e alcuni accessori per posizionare e supportare il cacciavite. Manuale Storia Tipologie Cacciavite manuale Un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5549" title="Cacciavite" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Cacciavite.jpg" alt="" width="640" height="409" /></p><p><strong>Il <em>cacciavite</em> è uno strumento creato specificatamente per inserire e stringere, o allentare e rimuovere le viti. Il cacciavite è composto da una testa o punta, che si impegna con la vite, un meccanismo per applicare torsione ruotando la punta, e alcuni accessori per posizionare e supportare il cacciavite.</strong></p><ul><li><a
href="#cacciavite_manuale">Manuale</a></li><li><a
href="#storia">Storia</a></li><li><a
href="#tipologie">Tipologie</a></li></ul><h2><a
name="cacciavite_manuale"></a>Cacciavite manuale</h2><p>Un tipico cacciavite manuale comprende un manico approssimativamente cilindrico, di forma e dimensioni che lo rendono adatto a essere tenuto in mano, e un’asta assiale fissata al manico, la punta della quale ha una forma diversa a seconda del tipo di vite. Il manico e l’asta permettono al cacciavite di essere posizionato e supportato e, quando ruota, di applicare torsione. I cacciavite esistono in una varietà di forme; la punta può essere ruotata manualmente o da un motore elettrico o di altro tipo. Una vite ha una testa con un contorno tale da fissarsi nella punta di un cacciavite appropriato, in modo che l’applicazione di una torsione sufficiente permetta alla vita di ruotare.</p><h3><a
name="storia"></a>Storia</h3><p>Gli armaiuoli chiamano ancora il cacciavite “turnscrew”, nome con il quale ci si riferisce a una parte importante di un set di pistole. La parola era comune nei secoli passati, usata da fabbricanti di mobili, di navi e forse altri commercianti.</p><p><strong>Una lunga tradizione</strong><br
/> Il cacciavite del fabbricante di mobile è uno di quelli con tradizione maggiore, con manico con sezione ovale o ellittica. Questo si attribuisce al miglioramento della presa o ad evitare che l’attrezzo cada dal banco di lavoro, ma non c’è ragione di pensare che queste non siano razionalizzazioni. Questa forma è stata popolare per duecento anni. In genere è associata con una testa piana per viti scanalate, ma è stata usata con teste con molte forme.</p><h2><a
name="tipologie"></a>Tipologie</h2><p>I cacciavite esistono in una grande varietà di dimensioni per rispecchiare quelle delle viti, dai piccoli cacciavite del gioielliere in su. Se un cacciavite non è delle giuste dimensioni e del tipo giusto per la vite, è probabile che la vite venga danneggiata, mentre cerchi di stringerla. Questo è meno importante per PoziDriv e SupaDriv,<br
/> disegnati specificatamente per tollerare meglio un errore di dimensioni. Quando stringi una vite con forza, è importante premere la testa dura nella vite, anche questo per evitare di danneggiarla.</p><p>Alcuni cacciavite manuali hanno un’azione di arpione con la quale la lama del cacciavite è attaccata al manico nella rotazione in senso orario, ma è libera nella rotazione in senso antiorario, quando è impostato per stringere le viti; viceversa per allentarle. Alcuni tipi di cacciavite hanno un manico con testa smontabile (la parte del cacciavite impegnata con la vite). Queste teste sono chiamate punte, come quelle dei trapani, e permettono di avere un manico e diverse teste, per usare il cacciavite con viti di diverse forme e dimensioni. Questo tipo di design ha permesso lo sviluppo di cacciavite elettrici che, come suggerisce il nome, usano un motore elettrico per far ruotare la punta.<br
/> Alcuni trapani possono anche usare le teste dei cacciavite.</p><p>Esistono anche cacciavite manuali con un meccanismo di arpione a spirale per trasformare la pressione (movimento lineare) in moto rotazionale. Precedono i cacciavite elettrici. L’utilizzatore spinge il manico verso l’oggetto, causando a un dente d’arresto in una scanalatura a spirale di ruotare l’attacco della punta e la punta rimovibile.</p><p>L’arpione può essere impostato per ruotare a sinistra o a destra con ogni spinta, o può essere bloccato in modo che l’attrezzo possa essere utilizzato come un normale cacciavite. Un tempo erano molto popolari, ma la produzione di questi strumenti con arpioni a spirale, che usano delle parti proprietarie, è stata largamente abbandonata da produttori come Stanley, anche se si possono ancora trovare nelle aste di attrezzi vintage. Compagnie come Lara Specialty Tools oggi offrono una versione moderna di cacciavite elettrici che usa componenti standard da 0,6 cm. Poichè in questo formato sono disponibili una varietà di punte da trapano, lo strumento può avere una doppia funzione e servire anche da trapano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/cacciavite.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Capannone industriale</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/capannone-industriale.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/capannone-industriale.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Si definisce capannone industriale qualsiasi fabbricato in grado di accogliere un complesso organismo impegnato nel deposito e nella realizzazione di un prodotto. In commercio esistono stabili di diversa metratura e forma, costruiti con criteri e materiali molto differenti. I composti più utilizzati per la messa in opera di un capannone sono tre: acciaio, cls vibrocompresso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
title="Capannone  industriale" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Capannone-industriale.jpg" alt="" width="640" height="441" /></p><p
style="text-align: justify;"><strong>Si definisce <em>capannone industriale</em> qualsiasi fabbricato in grado di accogliere un complesso organismo impegnato nel deposito e nella realizzazione di un prodotto. In commercio esistono stabili di diversa metratura e forma, costruiti con criteri e materiali molto differenti. I composti più utilizzati per la messa in opera di un capannone sono tre: acciaio, cls vibrocompresso e cemento armato.</strong></p><ul><li><a
href="#caratteristiche_e_materiali">Caratteristiche e materiali</a></li><li><a
href="#le_fondazioni_">Le fondazioni </a></li><li><a
href="#le_coperture">Le coperture</a></li><li><a
href="#tipologie_e_accessori">Tipologie e accessori</a></li><li><a
href="#come_scegliere">Come scegliere</a></li></ul><h2><a
name="caratteristiche_e_materiali"></a>Caratteristiche e materiali</h2><p>Il primo si distingue per l&#8217;alto livello di flessibilità e versatilità. Grazie all&#8217;elevata prefabbricabilità dell&#8217;acciaio, i tempi di realizzazione dello stabile sono inferiori rispetto alle strutture costruite con altri materiali. Inoltre, le architetture in acciaio sono tra le più leggere del segmento e questo consente un netto risparmio nella costruzione delle fondazioni. Particolare, quest&#8217;ultimo di grande importanza per la stima dei costi di produzione.</p><p>Il cls vibrocompresso è un materiale di recente applicazione molto impiegato in tutti i tipi di edilizia. Resistente e abbastanza economico, si può utilizzare sia per i muri divisori che per quelli di tamponamento. I blocchi di calcestruzzo vibrocompresso sono in vendita con formati da 40 e 50 centimetri di lunghezza. Lo spessore varia dagli 8 ai 25 cm, mentre per l&#8217;altezza la misura è standard: 25 cm. Nel caso di calcestruzzo vibrocompresso idrorepellente faccia a vista si possono scegliere diverse colorazioni con superfici anticate, levigate e lisce. Una seconda variante del cls è, invece, quella da rivestire mediante intonaco o altro materiale da finitura.</p><p>Chiude il trittico di materiali il cemento armato, da anni tra i composti più usati nell&#8217;edilizia civile e industriale. Composto da calcestruzzo e travi di acciaio, è impiegato sia nella realizzazione dell&#8217;ossatura portante dell&#8217;edificio, sia nella costruzione di muri di sostegno.         Infine, raramente adoperato nella costruzione di <strong>capannoni industriali</strong>, il legno è un materiale che vive una forte crescita commerciale soprattutto per la realizzazione di abitazioni e casolari.</p><h2><a
name="le_fondazioni_"></a>Le fondazioni</h2><p>Di fondamentale rilevanza per la sicurezza e la durata nel tempo di un capannone, le fondazioni sono l&#8217;anima della struttura. Rappresentano la base di partenza per la messa in opera dello stabilimento ed hanno, ovviamente, un valore determinante sui costi complessivi di produzione. Tecnicamente sono le parti di uno stabile ancorate al terreno, e proprio a quest&#8217;ultimo, le fondazioni trasmettono i carichi cui la struttura è esposta, assicurandone la stabilità. Naturalmente, maggiore sarà la forza delle spinte che toccheranno terra, maggiore sarà la profondità del piano di fondazione, ovvero la parte più bassa dell&#8217;impianto.</p><p>Dimensioni e tipologie dipendono dalla natura del terreno, dalle caratteristiche geologiche e dal tipo d&#8217;impianto che si vuole costruire. A grandi linee possiamo distinguere due categorie di fondazioni, quelle permanenti e quelle mobili. Le prime formano un canale ad U all&#8217;interno del quale lo stabile viene montato. Generalmente il cordolo perimetrale è alto 50 centimetri e largo 30 cm. Il materiale utilizzato per il riempimento del canale è il calcestruzzo.</p><p>Le fondazioni mobili sono, invece, costituite da un cordolo perimetrale in lamiera largo 25 centimetri. Per assicurarlo al terreno vengono utilizzati dei classici tasselli o in alternativa gli ancoraggi. Il vantaggio principale di queste fondazioni sta nell&#8217;estrema facilità di trasporto della struttura. In altre parole, grazie a questo tipo di basamenti il capannone può essere trasferito in un altro sito in maniera rapida e con pochi rischi di danneggiamento. La procedura per eseguire il cambio sede è piuttosto semplice: si smonta lo stabile (sempre che sia possibile, dipende dalle modalità di costruzione), si estraggono le fondazioni e si trasporta il tutto nella nuova locazione. A questo punto se il terreno lo consente, si ancora il cordolo perimetrale e si rimonta il capannone.</p><p>Una seconda classificazione delle fondazioni si ottiene esaminando la profondità di realizzazione. In particolare, si definiscono profondi i basamenti che si estendono per oltre quattro metri al di sotto dell&#8217;edificio; superficiali, invece, le fondazioni che non superano i quattro metri di profondità.</p><h2><a
name="le_coperture"></a>Le coperture</h2><p>Dal seminterrato delle fondazioni passiamo alla parte più alta della struttura, ovvero le coperture. Riparano lo stabile dagli agenti atmosferici e, in alcuni casi, garantiscono un perfetto isolamento termico e acustico. In genere, una copertura è costituita da uno strato superficiale, uno strato impermeabilizzante, uno strato isolante, uno strato per il deflusso dell&#8217;acqua e uno strato di supporto strutturale.</p><p>Le coperture si differenziano per forma e dimensione e possono essere realizzate con numerosi materiali. I composti usati abitualmente sono: lamiera, tegole, fibrocemento naturale, pannelli coibentati e coppi. Solo in casi particolari vengono impiegate le coperture con teli speciali. Per quanto riguarda le forme, invece, le più comuni sono quelle costituite da piani inclinati o quelle piane. Seguono le coperture a raccordi curvilinei e a falde nascoste o continue.</p><p>Una descrizione accurata meritano i pannelli coibentati: creano un perfetto isolamento termico e sono utilizzati in svariati contesti costruttivi. Il principio  base di questi pannelli è la coibentazione: tecnica che permette di isolare due strutture con diverse condizioni ambientali. Tale procedura viene realizzata inserendo tra due materiali un composto con una bassa conducibilità termica o acustica. Di conseguenza, l&#8217;isolamento che si crea può essere termico, acustico e termoacustico. I pannelli coibentati vengono impiegati non solo nell&#8217;edilizia industriale, ma anche in quella pubblica e civile. In taluni casi, sono adoperati per le grandi opere come dighe, centrali energetiche e hangar. Un&#8217;ultima applicazione di questo tipo di coperture è la realizzazione di celle frigorifere.</p><h2><a
name="tipologie_e_accessori"></a>Tipologie e accessori</h2><p>Le dimensioni e le tipologie dei capannoni industriali sono molteplici. Innanzitutto perché ci sono imprese che necessitano di spazi molto ampi, e aziende che, invece, hanno bisogno di superfici piuttosto ridotte. In secondo luogo, in base al tipo di prodotto che si intende fabbricare, sarà inevitabile effettuare una serie di scelte riguardanti materiali per coperture, pareti divisorie e pavimenti. Immaginiamo ad esempio di acquistare un impianto dove lavorare il ferro ad alte temperature.</p><p>Tutto dovrà essere realizzato con composti che sopportano il forte calore, altrimenti i materiali saranno esposti ad una precoce usura.</p><p>Possiamo distinguere due tipologie di capannoni: monopiano e pluripiano. I primi rappresentano la fetta più sostanziosa del mercato made in Italy. Costruiti su un unico piano, sono i più utilizzati per la maggior parte delle destinazioni edilizie. I capannoni pluripiano sono, invece, abitualmente preferiti dalle multinazionali e dai grandi imprenditori per la realizzazione di imponenti strutture riservate alla grande distribuzione.<br
/> Inoltre è bene suddividere gli stabilimenti industriali in strutture prefabbricate e strutture edificate sul posto. I capannoni prefabbricati hanno costi e tempi di realizzazione spesso inferiori rispetto a quelli da costruire ex novo. Il grado di personalizzazione dello stabile è, però, decisamente a vantaggio di chi preferisce innalzare passo dopo passo il capannone.</p><p>Una parte a sé stante è dedicata agli accessori che completano la personalità dell&#8217;impianto. Rientrano nella lunga lista di &#8216;optional&#8217; i seguenti elementi: finestre, porte, punti luce e qualsiasi unità decorativa e ornamentale. Tutti questi particolari giocano un ruolo fondamentale nell&#8217;estetica del capannone, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno. Per quanto riguarda porte, pareti divisorie e finestre, la scelta è molto soggettiva e, di solito, non ha effetti concreti sull&#8217;esito delle attività. I punti luce, invece, rivestono una funzione molto importante soprattutto in assenza di elettricità. Con dei semplici lucernari è, infatti possibile illuminare l&#8217;interno del capannone spendendo poco e ottenendo un buon risultato.</p><h3><a
name="come_scegliere"></a>Come scegliere</h3><p>Arriviamo ora alla sezione forse più importante di questa guida, dove troverete i cosiddetti consigli per gli acquisti. Prima di acquistare un capannone, infatti, è bene avere piena contezza di quali siano i termini del bisogno. In altre parole, è indispensabile avere ben chiaro gli spazi che occorrono e il genere di macchinari di cui si vuole disporre. Poi, bisogna conoscere i materiali con i quali lo stabile in oggetto è costruito, il tipo di fondazioni e di coperture. Argomenti, questi, già trattati nei paragrafi precedenti. In base a quelle che sono le esigenze dell&#8217;acquirente, ci si orienterà verso un tipo di capannone piuttosto che un altro. Di solito una struttura monopiano di media metratura è la più consigliata per un impianto standard. Rivestimenti esterni, pavimentazione, numero di vani e decorazioni varie rappresentano, ovviamente, una serie di elementi importanti non solo per i costi complessivi di produzione, ma anche per l&#8217;estetica dell&#8217;edificio. Per quanto riguarda l&#8217;illuminazione è bene privilegiare la luce naturale proveniente dalle coperture, piuttosto che quella fornita dalle finestre. Quest&#8217;ultima, infatti, considerata la presenza di macchinari, potrebbe creare delle sgradevoli zone d&#8217;ombra.</p><p>Un fattore da non sottovalutare è la zona dove il capannone è situato. Per motivi pratici quali lo scarico e carico merci da parte dei mezzi pesanti e i possibili rumori derivanti dall&#8217;attività produttiva, è sempre meglio preferire zone periferiche lontane dalla città. Non a caso la maggior parte dei depositi e delle industrie sono riuniti in aree che distano qualche chilometro dai centri abitati. Giunti al momento dell&#8217;acquisto, infine, è buona abitudine controllare con accuratezza &#8220;Il permesso di costruire&#8221; rilasciato dall&#8217;ufficio tecnico del comune di competenza al costruttore dello stabilimento. Va ricordato che nell&#8217;atto di concessione sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori, scaduti i quali deve essere necessariamente ottenuta una nuova concessione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/capannone-industriale.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cassetta porta attrezzi</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/cassetta-porta-attrezzi.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/cassetta-porta-attrezzi.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Un oggetto che risulta indispensabile, per tutti coloro i quali si trovano ad operare quotidianamente o anche saltuariamente con utensili da lavoro, è la cassetta porta attrezzi. Essa non è altro che un capiente contenitore portatile dove riporre cacciaviti, martelli, pinze, chiavi, dadi, bulloni ed ogni altro strumento utile per adempiere qualsiasi dovere professionale o [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5553" title="Cassetta porta attrezzi" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Cassetta-porta-attrezzi.jpg" alt="" width="640" height="307" /></p><p><strong>Un oggetto che risulta indispensabile, per tutti coloro i quali si trovano ad operare quotidianamente o anche saltuariamente con utensili da lavoro, è la <em>cassetta porta attrezzi</em>. Essa non è altro che un capiente contenitore portatile dove riporre cacciaviti, martelli, pinze, chiavi, dadi, bulloni ed ogni altro strumento utile per adempiere qualsiasi dovere professionale o qualsivoglia necessità hobbistica.</strong></p><ul><li><a
href="#Cassetta_porta_attrezzi">Come è fatta</a></li><li><a
href="#Seghetto_alternativo">Seghetto alternativo</a></li><li><a
href="#Pialla_elettrica">Pialla elettrica</a></li><li><a
href="#Chiave_esagonale">Chiave esagonale</a></li><li><a
href="#Chiave_inglese">Chiave inglese</a></li><li><a
href="#Tronchesi">Tronchesi</a></li><li><a
href="#Pinza">Pinza</a></li></ul><h2><a
name="Cassetta_porta_attrezzi"></a>Come è fatta</h2><p>La sua struttura originaria – maggiormente nota al grande pubblico – è costituita da una serie di vani metallici, distinti e semovibili, collegati tra loro per mezzo di un sistema di guide che ne permettono l’apertura secondo uno schema scalare, definito in gergo “a pantografo”. Nel corso del tempo questo modello tradizionale è stato affiancato da numerosi altri, aventi caratteristiche ben diverse sia in termini di materiali (es. plastica) che di conformazione (telaio rigido).</p><p>Tra i più moderni si evidenziano per il particolare gradimento della clientela quelli realizzati in composti plastici (es. polipropilene, apprezzato per la resistenza termica e all’abrasione) e in lamiera. Gli attributi principali di cui tener conto all’atto dell’acquisto sono molteplici: si va dalle dimensioni (piccola, media, grande) alla maneggevolezza (componibile, monoblocco), passando per numero e tipologia di vani (fissi o estraibili), peso e capacità di carico, tipo di chiusure (a cerniera o con lucchetto di sicurezza)…</p><p>Grazie alle centinaia di esemplari costruiti da alcune delle più famose aziende specializzate (Stanley, Terry, Usag…) non è difficile per gli acquirenti trovare tra gli scaffali del negoziante di fiducia quello che si addice perfettamente alle loro esigenze. Le somme da spendere variano a seconda delle prerogative, ma orientativamente si può individuare una fascia di prezzi che oscilla in media tra i 10 € e gli 80 €. Per quanti desiderano risparmiare, senza però rinunciare alla qualità, può essere utile concentrare l’attenzione su marchi meno conosciuti ed al contempo vagliare attentamente tutte le possibilità offerte dai siti di e-commerce e da quelli di aste on line, ebay su tutti.</p><h3><a
name="Seghetto_alternativo"></a>Seghetto alternativo</h3><p>Il seghetto alternativo è uno dei più maneggevoli elettro-utensili esistenti sul mercato e consente portare egregiamente a compimento qualsiasi operazioni legata al taglio di superfici lignee, plastiche e metalliche. Particolarmente indicato per lavori di alta precisione, grazie alla sua distintiva versatilità può essere impiegato per eseguire ogni genere di incisione (curva, rettilinea, sinuosa…) sia da utilizzatori esperti che da soggetti alle prime armi.  Costituito prevalentemente da una struttura in materiale plastico, all’interno della quale è alloggiato il piccolo motore che garantisce il funzionamento della lama posta alla base della stessa, risulta particolarmente leggero (mediamente tra 1 Kg e 2 Kg).</p><p>La potenza varia approssimativamente tra i 300 W e gli 800 W e permette di raggiungere una profondità massima di taglio che nel legno morbido si attesta attorno ai 105 mm; il parametro maggiormente elevato raggiungibile, limitatamente al numero di corse a vuoto, è invece pari alle 3200 unità per minuto. Un altro importante indicatore è quello riferito al grado di inclinazione, il quale dipende dalla presenza accessoria di una suola regolabile che permette di lavorare in pendenza fino ad un massimo di 45°.</p><p>Tra i componenti opzionali che conferiscono un mutevole pregio al seghetto alternativo vi sono senza ombra di dubbio il sistema di controllo della velocità e quello di aspirazione della polvere che consentono rispettivamente di scegliere l’andatura della lama preferita e di operare senza sporcare l’ambiente di lavoro nel quale ci si trova.  Tra i componenti aggiuntivi ricoprono un ruolo di fondamentale utilità le apposite guide, progettate per assicurare un taglio estremamente preciso. I principali marchi presenti in commercio sono Bosch, Hitachi, Metabo, Milwaukee, DeWalt, Makita, Mafell… ed anche in loro relazione i prezzi subiscono notevoli variazioni. I modelli più semplici si possono comprare spendendo cifre che partono dai 15 €, mentre quelli accessoriati possono necessitare di alcune centinaia di euro.</p><h3><a
name="Pialla_elettrica"></a>Pialla elettrica</h3><p>Uno degli utensili impiegati con maggiore frequenza all’interno delle falegnamerie e nei laboratori amatoriali è la pialla, ovvero un arnese progettato per spianare, lisciare e assottigliare il legno. Con il passare del tempo questo si è evoluto dalla versione originale – costituita da un ceppo ligneo dalla forma di parallelepipedo, nel quale si trova incassato obliquamente uno scalpello serrato da un cuneo – a quella elettrica, di concezione moderna, che si differenzia per la maggiore voluminosità della struttura, oltre che per la presenza di un più elevato numero di coltelli, i quali entrano in funzione per mezzo di un motore elettrico che – attivando un apposito albero – ne determina una rotazione dalla velocità mediamente quantificabile in 5000 giri al minuto.</p><p>Sebbene le finalità di impiego siano rimaste le medesime, le modalità di utilizzo sono variate in maniera palese, tanto da conferirne una più agevole maneggevolezza. Il funzionamento mediante connessione alla rete di corrente consente un limitato dispendio di energia umana e permette all’utilizzatore di compiere le diverse operazioni professionali in modo nettamente più veloce assicurando, di conseguenza, un quantitativo superiore di prodotti lavorati nell’arco del periodo temporale preso a riferimento. La maggiore potenza sprigionata, inoltre, è una caratteristica distintiva che ne autorizza l’uso perfino in relazione a superfici di metallo.  Per acquistarne un buon esemplare è consigliabile rivolgersi a rivenditori specializzati che possono consigliare il modello più indicato in relazione al tipo di impiego che si prevede di farne.</p><p>Le ferramenta ed i negozi che trattano articoli per il bricolage o il “fai da te” ne sono gli esempi migliori, anche se non devono essere sottovalutati gli operatori che vendono on-line, in quanto spesso propongono affari allettanti.  Le case produttrici (Kinzo, Casadei, Valex, Hemag, Sicar…) offrono sul mercato una vasta gamma di articoli che appartengono a fasce di prezzo diversificate così da soddisfare ogni tipologia di utente. E’ da tener presente che per portarsi a casa una pialla elettrica di media qualità sono indicativamente necessari almeno 250 €.</p><h3><a
name="Chiave_esagonale"></a>Chiave esagonale</h3><p>Un utensile manuale di estrema utilità impiegato assai frequentemente nelle case e negli uffici per piccoli lavori di montaggio e smontaggio nonché per operazioni di ordinaria manutenzione è la chiave esagonale. Si tratta di un attrezzo costituito da un corpo unico di metallo (prevalentemente in lega di acciaio) dalla forma affusolata e compatta contraddistinto dalla presenza di un anello in corrispondenza di entrambe le estremità. La parte interna dei due anelli è modellata sulle fattezze di un esagono (da qui deriva il termine chiave esagonale) al fine di garantire una perfetta aderenza con i sei lati che caratterizzano bulloni e dadi, al pari della testa delle viti.</p><p>La struttura dell’oggetto garantisce un’eccellente maneggevolezza che consente all’utilizzatore di avvitare e svitare le suddette componenti sia in ambienti spaziosi, dove si possono compiere agevolmente torsioni complete di 360°, sia in spazi angusti dove si può invece procedere attraverso la ripetizione in sequenza di rotazioni parziali. La dimensione di una chiave è determinata dall’estensione del diametro dell’anello e viene segnalata per mezzo di un indicatore numerico apposto nella parte terminale del corpo metallico. In commercio sono disponibili due differenti tipologie di chiavi esagonali che in relazione alla geometria costruttiva dei propri anelli esercitano la forza torcente sulle facce oppure sugli spigoli dei vari organi di collegamento meccanici. Il primo modello garantisce una maggiore preservazione dell’integrità della bulloneria, pertanto risulta di gran lunga preferibile al secondo.</p><p>Un altro dubbio da sciogliere al momento dell’acquisto è la procedura da scegliere. E’ possibile, infatti, comperare un set di chiavi completo (solitamente composto da 12 o 24 unità) o procedere all’acquisizione di singoli pezzi in relazione alle necessità del momento. La prima soluzione, a fronte di un congiunto esborso economico, assicura un discreto risparmio e permette di essere sempre in grado di fronteggiare sopraggiunte evenienze; la seconda, invece, consente di dilazionare la spesa nel tempo, ma espone al rischio di trovarsi sprovvisti dell’attrezzo adeguato al momento di un imprevisto bisogno. Tra i marchi più noti presenti nei punti vendita specializzati spiccano Maurer, Kinzo e Valex.</p><h3><a
name="Chiave_inglese"></a>Chiave inglese</h3><p>Gli attrezzi da lavoro adoperati quotidianamente in ambito lavorativo e domestico sono assai numerosi e vengono destinati ad usi specifici. Tra quelli utilizzati con maggiore frequenza sia da esperti professionisti che da semplici dilettanti vi è indubbiamente la chiave inglese. Essa è uno strumento metallico manuale – solitamente costituito da leghe d’acciaio – progettato per compiere operazioni di avvitamento ed estrazione limitatamente a componenti quali viti, dadi e bulloni. Recentemente, per merito dello sviluppo di nuove tecnologie, sono state introdotte sul mercato delle chiavi rinforzate che possono essere adoperate con l’ausilio di strumenti a percussione, mazze o martelli.</p><p>La caratteristica che distingue l’aspetto di una qualunque chiave inglese è la particolare forma ad U (becco) di una o di entrambe le estremità che diramandosi in direzioni opposte costituiscono le terminazioni dell’affusolato corpo centrale. Nel caso di un becco singolo la chiave viene comunemente definita a “forchetta semplice”, mentre in presenza di due differenti becchi la denominazione muta in “forchetta doppia”. La distanza che intercorre tra le due appendici dello stesso becco varia da un attrezzo all’altro e ne determina la dimensione che viene indicata per mezzo di un indicatore numerico marchiato sul corpo della chiave, in corrispondenza del becco cui si riferisce. La numerazione cresce in relazione all’incremento della distanza suddetta, pertanto maggiore è il numero e più grande è la chiave. Il mercato, limitatamente alle misure, propone all’utenza due diverse tipologie di oggetti basati rispettivamente sul sistema imperiale britannico e su quello metrico, ma indipendentemente da tali parametri tutti i rivenditori li espongono in bella mostra sui propri scaffali.</p><p>Per acquistare pezzi singoli è opportuno recarsi presso i negozi specializzati tra i quali è sicuramente la ferramenta a ricoprire un ruolo di primaria importanza; al contrario per comperare un kit completo è sufficiente recarsi nel reparto “fai da te” di un qualunque supermercato. I prezzi variano in base alla marca di riferimento (Valex, Kinzo, Maurer, Powerfix…) ed oscillano indicativamente tra i 3 € di un singolo pezzo ed i 50 € di un intero set.</p><h3><a
name="Tronchesi"></a>Tronchesi</h3><p>Un set di attrezzi da lavoro non può considerarsi completo se non annovera tra i propri pezzi almeno un utensile a doppia articolazione e con ganasce affilate, adibito al taglio di fili metallici. A tale accademica descrizione corrisponde l’oggetto noto col nome di tronchese che viene adoperato da milioni di persone sia in ambito professionale che in altri settori: bricolage, fai da te, modellismo… Le modalità di utilizzo sono molto semplici indipendentemente dal grado di esperienza raggiunto dall’utilizzatore. E’ sufficiente, infatti, afferrare l’arnese per i manici – solitamente rivestiti in materiale plastico antiscivolo – esercitando una pressione tale da poter tranciare i filamenti precedentemente collocati tra le lame posizionate all’estremità opposta.</p><p>La pressione praticata incide sulla forza sprigionata dalle ganasce, pertanto deve aumentare in proporzione all’incremento del diametro dei fili da tagliare, nonché in relazione alla mutevole compattezza dei materiali che li compongono. In commercio si possono trovare modelli con caratteristiche diversificate in termini di dimensioni (lunghezza variabile tra i 100mm ed i 200mm), peso (solitamente compreso tra i 50g ed i 200g), forma (concava o a sfera) e materiali (prevalentemente acciaio) che sono i fattori responsabili di sensibili oscillazioni di prezzo. Mediamente un consumatore può essere costretto a spendere una cifra attorno ai 5 € per entrare in possesso di un modello standard, ma i più esigenti possono addirittura sborsare fino a 100 € per acquistarne uno di pregio (es. in acciaio INOX).</p><p>Coloro i quali sono interessati a risparmiare ulteriormente possono focalizzare l’attenzione sulle numerose opportunità presenti sul web, dove non è raro imbattersi in venditori che sfruttando la più importante vetrina del commercio elettronico (E-bay, ndr) propongono stock completi a prezzi davvero interessanti. L’alternativa classica del punto vendita tradizionale, come ferramenta o mesticheria, non deve tuttavia essere tralasciata al pari dei negozi della grande distribuzione, specie in occasione di saldi e offerte speciali. Tra i principali produttori che riforniscono i suddetti esercizi presenti sul territorio nazionale si trovano Usag, Oem, Maurer ed Erg Polaris anche se non è poi così difficile imbattersi in attrezzi realizzati da aziende meno note.</p><h3><a
name="Pinza"></a>Pinza</h3><p>Tra gli oggetti che devono trovare posto nelle cassette per gli attrezzi in ogni casa ci sono sicuramente le pinze, ovvero quegli strumenti metallici costituiti da due leve imperniate nei loro incroci, utilizzate prevalentemente per afferrare, tirare, stringere, strappare e per compiere altre azioni similari. Sul mercato è possibile trovarne numerose tipologie destinate ad usi specifici che si differenziano le une dalle altre per caratteristiche morfologiche, qualità dei materiali e conseguentemente per fasce di prezzo. Tra i principali indici di differenziazione legati alla forma si deve notare prevalentemente il parametro della dimensione sulla quale incide in maniera determinante la lunghezza complessiva dell’oggetto.</p><p>Essa a sua volta è influenzata dall’estensione delle ganasce – che possono avere superficie liscia o dentata – e dei manici – che possono essere ergonomici o piatti – che conferiscono alla pinza una diversa maneggevolezza. Altrettanto vasta risulta la gamma dei materiali che variano dal ferro all’acciaio cromato, passando per le più svariate leghe di metalli. La maggior parte dei pezzi in commercio, inoltre, abbina alle materie precedentemente indicate anche sostanze plastiche o resine che applicate in corrispondenza dell’impugnatura fungono da agenti isolanti garantendo così standard di sicurezza più elevati. Tra le funzionalità aggiuntive detenute dai modelli professionali più diffusi si possono notare le opportunità di regolazioni multiple delle branche mediante pulsanti a molla o sistemi manuali ed anche le possibilità di tagli ad alta precisione di fili elettrici e loro cavi di rivestimento attraverso appositi comparti millimetrati. La spesa media per l’acquisto di un esemplare base si aggira attorno ai 4 €, mentre per un oggetto più sofisticato posso esserne necessarie alcune decine.</p><p>I locali maggiormente attrezzati per la vendita di questo tipo di prodotti sono le ferramenta, seguite a ruota dai negozi specializzati in articoli del “fai da te” nei quali si possono trovare articoli di tutte le marche (Usag, Erg Polaris, Maurer, Amati…). Non sono tuttavia da tralasciare le grandi catene di supermercati che iniziano a riservare spazi crescenti tra i propri scaffali ai piccoli attrezzi da lavoro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/cassetta-porta-attrezzi.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Compressore</title><link>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/compressore.html</link> <comments>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/compressore.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Attrezzature industriali]]></category><guid
isPermaLink="false"></guid> <description><![CDATA[Il compressore è una macchina elettromeccanica che sotto l&#8217;azione di un motore elettrico pone sotto pressione un determinato volume di aria. Caratteristiche Volumetrici Dinamici In commercio Curiosità Caratteristiche Letteralmente si definisce compressore una macchina in grado di alzare la pressione di un gas attraverso un procedimento meccanico. Differisce dalla pompa comune perché può essere usato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-5558" title="Compressore" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Compressore.jpg" alt="" width="640" height="452" /></p><p><strong>Il <em>compressore</em> è una macchina elettromeccanica che sotto l&#8217;azione di un motore elettrico pone sotto pressione un determinato volume di aria.</strong></p><ul><li><a
href="#Caratteristiche">Caratteristiche</a></li><li><a
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name="Caratteristiche"></a>Caratteristiche</h2><p>Letteralmente si definisce <strong>compressore</strong> una macchina in grado di alzare la pressione di un gas attraverso un procedimento meccanico. Differisce dalla pompa comune perché può essere usato solo in presenza di fluidi per i quali valga il principio dei gas perfetti, chiamati fluidi comprimibili.</p><p>Ogni macchina ha un suo rapporto di compressione definito dal rapporto fra la pressione assoluta di mandata e quella assoluta di ingresso. La dicitura 3:1, ad esempio, significa che il rapporto di compressione della macchina è 3. Già nell&#8217;età del ferro (a partire quindi dal XII secolo a.C.) si stima che l&#8217;uomo avesse inventato il mantice, che raffinato durante i secoli, fu largamente impiegato a partire dal 1600 per creare ventilazione nei canali delle miniere. Azionati con motori a vapore, gli unici disponibili all&#8217;epoca, erano in grado di mandare aria compressa a considerevoli profondità nel sottosuolo per garantire ai minatori una corretta, o perlomeno, sostenibile presa d&#8217;aria.</p><p>I modelli alternativi dell&#8217;epoca, sia pure con sempre più frequenti e moderne rivisitazioni, sono rimasti per lungo tempo quelli più comuni. Solo recentemente si sono affacciati sul mercato nuovi tipi di macchine, le volumetric e le dinamiche. Nell&#8217;accezione quotidiana del termine, definisce quella macchina che è in grado di comprimere l&#8217;aria (o altro gas) aumentandone la densità e diminuendo il volume. Il gas così ottenuto ha una forte energia potenziale e una pressione elevatissima.</p><p>In particolare, le macchine che comprimono aria, chiamati appunto compressori d&#8217;aria, producono quella pressione necessaria ad azionare attrezzi quali martelli pneumatici, pistole a spruzzo e sabbiatrici. Esistono però modelli che hanno tutt&#8217;altra funzione, come quelli stradali: macchine che servono per appianare (comprimere, appunto) il manto stradale appena rifatto.</p><h2><a
name="Volumetrici"></a>Volumetrici</h2><p>Come abbiamo detto ne esistono diverse tipologie, la loro diversa denominazione dipende generalmente dalla meccanica di funzionamento. Quelli volumetrici, comprimono l&#8217;aria o il gas in volume indipendente dalle condizioni di mandata e aspirazione. In altre parole, in queste macchine, velocità di rotazione e portata sono direttamente proporzionali, mentre il rapporto di compressione è indipendente dalla suddetta velocità di rotazione. Il tipo più comune fra questi, viene chiamato compressore <strong>alternativo</strong>.</p><p>L&#8217;aria (o altro gas) viene convogliata per aspirazione in un cilindro e poi letteralmente compressa da uno stantuffo. Successivamente, tramite una valvola di controllo, la quantità compressa viene inviata in un serbatoio pronta per essere utilizzata. Fa parte della famiglia delle macchine alternative anche il compressore ad <strong>anello liquido</strong> che, invece delle pale, ha appunto un anello di liquido incomprimibile che consente la tenuta del gas.</p><p>Ha un maggior rendimento volumetrico ma un minor risparmio di energia rispetto al compressore con le palette. Sempre della famiglia dei compressori alternativi, ci sono i compressori <strong>a lobi</strong>. Molto robusti e resistenti, senza parti che sfregano fra loro, producono la compressione grazie a due rotori a due lobi l&#8217;uno che ruotano parallelamente in sincronia fra loro. Chiamati anche <strong>soffianti</strong>, consentono generalmente un rapporto di compressione 2:1.</p><p>Vengono impiegati nei motori a Ciclo Otto (cioè quasi tutti i motori alimentai a benzina), negli evaporatori per comprimere il vapore stesso e nella produzione del vuoto spinto come primo stadio. Esistono poi dei modelli chiamati <strong>a vite</strong>, con meccanica più semplice rispetto ai compressori alternativi e rendimento più elevato: la macchina è infatti soggetta a meno sollecitazioni perché le due viti di diametro differente che producono la compressione, si muovono di moto continuo. Hanno generalmente rapporti di compressione elevati (3:1 o 4:1) e possono essere usati in più stadi.</p><h2><a
name="Dinamici"></a>Dinamici</h2><p>Fanno parte invece della categoria dei <strong>dinamici</strong>, le macchine centrifughe e assiali. Le macchine dinamiche sono chiamate anche <strong>turbocompressori</strong> in grado, però, di raggiungere solo una pressione media. Qui, la maggiore densità del gas viene prodotta utilizzando una ventola montata in un cilindro chiuso. L&#8217;aria esterna, convogliata all&#8217;interno del cilindro, viene accelerata dalla forza centrifuga della ventola in azione. Un diffusore fisso a pale trasforma l&#8217;aria accelerata in pressione e la convoglia in un serbatoio. Per ottenere maggiore densità, possono essere necessari diversi stadi di compressione, cioè può essere necessario ripetere più volte lo stesso procedimento, utilizzando come &#8220;materia base&#8221; l&#8217;aria o il gas già compresso nello stadio precedente.</p><p>Si stanno mettendo a punto modelli dinamici in grado di ottimizzare lo scambio energetico per un miglior rapporto tra peso, dimensioni e ingombro. Le macchine centrifughe e quelle assiali, pur appartenendo al genere di compressori dinamici, presentano delle sostanziali differenze di funzionamento. I centrifughi, infatti, producono la compressione usando la forza centrifuga di una ventola che ruota ad una velocità di migliaia di rad/s, avendo i gas una massa specifica misurata in circa 1/1000 rispetto a quella dei liquidi. Hanno un rapporto di compressione elevato, fino a 10:1 e vengono impiegati prevalentemente per la loro silenziosità e laddove non si voglia creare nessuna contaminazione del gas con materiali fluidi o solidi.</p><p>A causa delle grandi dimensioni, però, si presentano delle limitazioni di utilizzo: non vanno bene infatti per i motori aeronautici, ma sono impiegati negli impianti di refrigerazione a gradi portate e nella sovralimentazione di motori per automobili. Quelli <strong>assiali</strong>, invece, si prestano bene a differenza di quelli centrifughi, ad essere assemblati in stadi per ottenere elevate compressioni del gas; il rapporto di compressione in queste macchine può arrivare fino a 30. Sono macchine impiegate laddove servano elevate compressioni come nei motori a reazione ad uso aeronautico.</p><h3><a
name="In commercio"></a>In commercio</h3><p>Si dividono sostanzialmente in due categorie: quelli per uso industriale e professionale e quelli per hobby e bricolage. Le caratteristiche tecniche e il prezzo variano di molto. Nella prima categoria rientrano i compressori a pistone e quelli adatti a uso continuo con spegnimento automatico. Alcune aziende produttrici sono Atlas Copco, Kaiser, Mattei, Radaelli, Compair Holman, Zanon.</p><p>Gli usi di queste macchine sono fra i più svariati: per il modellismo, per la costruzione di mobili e piccoli oggetti, per la verniciatura, per la pulizia della casa. Anche le automobili dotate di sistema di aria condizionata montano dei compressori appositamente studiati per questa funzione. La Ide Compressors e la Bauer Group sono invece fra le aziende produttrici di sistemi a immersione, necessari per la produzione di aria pura e respirabile. Sono generalmente dati in dotazione ai subacquei e ai vigili del fuoco.</p><p>Si dividono in portatili e fissi. Fra le categorie di impiego dei compressori ad uso professionale c&#8217;è l&#8217;area geofisica e sismica: le strumentazioni di rilevazione utilizzano grandi macchine capaci di una portata volumetrica fino a 3.500 litri al minuto e in grado di raggiungere una pressione pari a  350 bar. Infine, ne esistono di adatti alla carica dei fucili e delle carabine per il tiro a segno.</p><h3><a
name="Curiosità"></a>Curiosità</h3><p>Il termine compressione si presta a molteplici interpretazione negli ambiti più disparati dello scibile umano. In fisica è usato per descrivere un&#8217;azione meccanica che altera le dimensioni di un corpo avvicinandone le molecole di cui è composto. Infatti la compressione non è altro che una riduzione del volume di un solido o di un gas e può essere intesa anche come una trasformazione aerodinamica che determina un aumento di pressione. In ambito metallurgico, la compressione dei metalli o delle polveri può avvenire a caldo o a freddo. Il procedimento a caldo si usa solo per la preparazione di materiali particolari come le leghe diamantate o i materiali di attrito, come particolari leghe. La compressione comunemente intesa, invece, avviene a freddo, cioè a temperatura ambiente: i valori della pressione, compresi tra 1 e 15 t/cmq varia al varial del tipo di metallo da comprimere.</p><p>In ambito medico, invece, la compressione è un termine usato per delineare uno schiacciamento del midollo spinale attribuibile a svariate cause (compressione midollare) o la presenza di lesioni intracraniche che schiacciano l&#8217;encefalo producendo, appunto, una compressione encefalica. È generalmente considerata una condizione morbosa del paziente, causata anche dalla presenza nelle aree cerebrali di tumori o ematomi. In chirurgia, la compressione indica una particolare fasciatura con garza, necessaria per arrestare emorragie a fiotti. Infine, il termine disturbi da compressione, indica le lesioni o le malformazioni che un arto o un organo possono subire se sottoposti a costrizioni più o meno prolungate nel tempo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.guidaacquisti.net/attrezzature-industriali/compressore.html/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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