
Ci sono delle professioni in cui è richiesto un particolare abbigliamento. Ovviamente è strettamente connesso con la specifica attività che si deve svolgere. Spesso sono le stesse aziende a fornire divise e camici. Oppure ci si può rivolgere autonomamente da rivenditori specializzati in questo. Ricordiamo che un abbigliamento da lavoro può essere utilizzato, anche, da persone impegnate in determinati hobby.
- Caratteristiche
- Fibre tessili
- Dall’industria in poi…
- Abbigliamento sanitario
- Dove e come acquistare
- Produttori
Caratteristiche
L’abito non fa il monaco verrebbe da dire. Ma ci sono professioni in cui, spesso, è richiesto o è necessario un determinato abbigliamento. La maggior parte dei lavori in cui si richiede un determinato modo di vestire riguardano personale che lavora in industrie, professioni sanitarie, ma non solo. Si sta diffondendo, infatti, anche in altri settori. Pensiamo anche alle belle vetrine di Roma o Milano, dove ai commessi è richiesto un determinato abbigliamento. Certo non è una divisa. Ma evidentemente questa “necessità” dà maggior senso di professionalità all’esterno. Pensiamo a chi lavora in fabbrica. Per esempio in un’industria del settore alimentare. Sono richiesti, almeno, camice, cuffietta, mascherina e guanti. Oppure un’equipe medica di un ospedale. Hanno bisogno di “vestirsi” dalla testa ai piedi.
L’abbigliamento da lavoro deve essere riservato allo svolgimento delle attività, pertanto va indossato e smesso nello stesso luogo di lavoro. Di solito in questo “modo di vestire” è preferibile evitare gioielli, orologi, e, comunque, tutto ciò che possa intralciare le attività che si compiono abitualmente. L’abbigliamento da lavoro deve essere, altresì, decoroso e pulito. Proprio come se fossero i nostri vestiti abituali. Infatti, la pulizia e l’ordine che richiediamo a noi stessi nella vita quotidiana dev’essere riportata anche sul posto di lavoro. sono fattori che determinano la nostra immagine e quella dell’azienda o struttura in cui si lavora. Gli indumenti da lavoro, tra l’altro, sono anche necessari per evitare incidenti o prevenirli. Se si pensa ad operai o chi lavora in particolari situazioni di rischio. Per cui più che abbigliamento c’è necessità di accessori. Per esempio i caschi gialli da usare sulle impalcature o mascherine e guanti monouso.
Bisogna, poi, curare molto l’igiene del vestiario da lavoro. Esso è utilizzato in determinati ambienti e, pertanto, può attirare e trattenere microbi. Il lavaggio spesso è affidato ad aziende specializzate esterne. Ma in alcuni casi il lavaggio avviene in casa, nella nostra lavatrice. È importante non mischiare ad altri indumenti (quelli che usiamo ogni giorno). Bisogna quindi lavarli da soli, seguendo le indicazioni sull’etichetta. È opportuno usare detersivi con forte azione antibatterica. In modo da avere una pulizia più profonda. Necessaria, come dicevamo, perché sono indumenti usati in particolari ambienti.
Fibre tessili
Bisogna ricordare che l’abbigliamento da lavoro viene “indossato” per diverse ore quotidianamente. Magari otto ore di seguito. Ciò vuol dire che non sono da sottovalutare le piccole informazioni che, questa guida cercherà di illustrare. Di solito siamo molto attenti, nell’acquistare un capo. Ci teniamo alla buona fattura del tessuto. Se esso è di buona qualità. Secondo me dobbiamo avere la stessa “forma mentis” anche per ciò che riguarda questo tipo di abbigliamento Innanzitutto bisogna ricordarsi che si lavora e non si è in un dato posto né per far festa né per essere il più elegante della situazione. L’abbigliamento da lavoro richiede particolari accortezze. Pertanto, è opportuno, valutare (anche in base alle nostre esigenze) le diverse fibre tessili. Innanzitutto su tutti i capi d’abbigliamento c’è l’etichetta. Essa deve riportare la qualità del tessuto con cui è fatto l’indumento.
È importante saperlo, poiché, ci sono soggetti che possono avere un’intolleranza a qualche tessuto. Soprattutto le fibre sintetiche, nate in laboratorio. Nate dal mix di sostanze chimiche, che per quanto possano essere all’avanguardia ed innovative potrebbero non essere tollerate dal PH della pelle. Possiamo distinguere le fibre in naturali, artificiali e sintetiche. Quelle naturali sono di origine animale, vegetale o minerale. Lana, cotone, lino sono tra le più diffuse. Tra quelle di origine minerale, ricordiamo l’amianto. Questo viene impiegato per la resistenza al calore, nella realizzazione di tute antincendio. Abbiamo, poi, le fibre artificiali. Nate dal mix di ingredienti naturali e composizioni chimiche. Si distingue, la raion viscosa. Questo particolare tessuto è impiegato per indumenti industriali. Le fibre sintetiche, infine, costituiscono la maggior parte degli indumenti da lavoro. Perché hanno caratteristiche di resistenza adatta alla creazione di uniformi ed abiti da lavoro. Resistenti se sottoposti a notevoli sollecitazioni. Tra essi il poliestere.
Dopo avervi illustrato le caratteristiche riguardanti la possibile fattura di questi indumenti. È necessario ricordare, in ogni caso, che i vestiti da lavoro non devono ostacolare le funzioni della pelle. Pertanto non devono “aggredire” le normali attività di secrezione e traspirazione.
Dall’industria in poi…
In questa panoramica, si vuole descrivere alcune tipologie di abbigliamento. Nel settore industriale, dove è nasce l’indumento da lavoro. Ad altri categorie di lavoratori, come operai, netturbini che lavorano all’aperto. Oppure di addetti alle mense. Quindi esigenze sono diverse, ma con uno scopo comune: la sicurezza. Nel settore industriale l’abito da lavoro è uno standard. La necessità nasce dall’esigenza degli stessi operai che lavorano utilizzando materiali, che sporcano, lasciano odori, o sono anche pericolosi. Siano essi acqua bollente o un’acido! Quando si parla di settore industriale, infatti, mi riferisco dall’azienda alimentare, a quella che produce materiali chimici. In generale l’abbigliamento è costituito da camici di colore blu, in cotone. La trama è spessa e resistente, poiché sottoposta a lavaggi. Completano la “divisa” delle tute ed i cosiddetti DPI. Cosa sono? I DPI sono dispositivi di protezione individuale. Ovvero scarpe, guanti, tappi, cuffiette per capelli monouso.
Ma esistono anche una sorta di indumenti usa e getta. Come ad esempio i camici “tessuto non tessuto” realizzati con un mix tra cotone e carta, ciò li rende resistenti.
Ma non è solo nel settore industriale, privato, ad utilizzare indumenti da lavoro. Pensiamo, ad esempio, agli operai delle autostrade e strade in genere oppure a coloro che si occupano dello smaltimento di rifiuti. Queste categorie hanno molto in comune. Innanzitutto una divisa compresa da giacca e pantalone, camicia e scarpe. Da notare il loro colore sgargiante-fluorescente, giallo, arancione. Ma anche gli inserti catarifrangenti. Poiché lavorando anche in assenza di luce, sia solare sia artificiale. Sono previste per legge. E sono una sicurezza per il lavoratore. Anche in questo caso sono previsti dei DPI. Possono essere mascherine, caschi antiurto, guanti. L’abbigliamento da lavoro è anche sinonimo di: igiene. In questo caso mi riferisco a chi opera nel settore della ristorazione. Cuochi, camerieri, barman. Sono una categoria che deve usare camici, guanti, cuffiette. Non tanto per una loro sicurezza. Ma per rispettare delle norme igienico-sanitarie nella preparazione degli alimenti. Mi viene da pensare, rimanendo in tema, alle grandi mense aziendali. Oppure alle mense scolastiche. In questo caso un adeguato abbigliamento è completamento di una serie di regolamentazioni.
Abbigliamento sanitario
All’interno di ospedali, cliniche e laboratori di analisi è necessario adottare un adeguato abbigliamento. Innanzitutto è un “segno” di distinguo tra i vari soggetti lavorativi. Dall’altro l’abbigliamento ha un ruolo importante per la mansione svolta. Generalmente è molto comodo, pratico, leggero. Ciò per consentire facilità di movimento. Nel settore sanitario ci sono una serie di figure professionali. Tutte con esigenze comuni, ma anche con diversità in base al ruolo, al lavoro ed al luogo in cui svolgono la loro professione. Medici, infermieri, operatori socio sanitari, hanno di regola una tuta di cotone, con camice e scarpe. Si distinguono anche in base a colori, verde, bianco, azzurro. Come per altri lavori anche in questo caso si adoperano molti accessori monouso. Guanti in lattice, cuffie, mascherine. Se si lavora in laboratori di analisi o anatomia patologica, poi, ci sono accessori come gli occhiali, che riparano gli occhi da eventuali schizzi o schegge.
In ospedale ci sono, inoltre, particolari reparti come la rianimazione in cui anche ai parenti vengono fatti indossare camici, cuffiette, mascherine, soprascarpe, rigorosamente in “tessuto non tessuto” monouso. Una particolare attenzione, per questo tipo di abbigliamento si ha per l’igiene. È un lavoro in stretto contatto con degenti. Rischi sono batteri e spore che si attaccano ai tessuti. Se non si può contare sul lavaggio industriale, e si deve utilizzare il “fai da te”, bisogna sapere alcune cose. Intanto per i capi bianchi, più dell’80%, si può adottare un pre-lavaggio. Ossia un “ammollo” in candeggina. Ma i metodi tradizionali, in lavatrice, sono poco battericidi. Pertanto o si aggiungono, per il bucato, prodotti come il Napisan, oppure si deve optare per altre soluzioni. Ad esempio il lavaggio a secco, è disinfettante. Ma meglio ancora se si sterilizzano i capi. Si avrà un’azione duratura e aggressiva sul tessuto che rimarrà lo stesso intatto. Questo tipo di lavaggi va effettuato in lavanderia. Specificando ai titolari la necessità di lavatura.
Dove e come acquistare
Premesso che le industrie e le ditte per cui si lavora, dove è richiesto un adeguato abbigliamento da lavoro, forniscono ai dipendenti divise ed accessori. Magari anche “griffati” col marchio dell’azienda. Esistono negozi e rivenditori specializzati nella vendita di abbigliamento da lavoro. Un esempio? Per quanto riguarda un “kit” da operaio è possibile reperire quanto serve (giacca, pantaloni, scarpe, accessori) in un negozio di materiale edile e laterizi. Hanno proprio tutto! Abbigliamento completo, a norma. Per quel che riguarda il settore sanitario, stessa cosa. Le aziende sanitarie forniscono ai dipendenti il necessario. Ma, questo tipo di abbigliamento è facilmente reperibile nelle cosiddette “sanitarie”. Sono quei negozi che vendono prodotti ortopedici e che si occupano, anche, di camici, divise, scarpe. C’è da dire che, poi, esistono negozi specializzati, nei quali è possibile trovare tutto l’abbigliamento da lavoro. Indipendentemente dal settore lavorativo. Si può trovare il giubbino fluorescente, piùttosto che la giacca ignifuga.
L’abbigliamento da lavoro, vive anche su internet. Non è difficile trovate siti, con negozi online, che offrono a prezzi molto convenienti quanto serve. Si perché non dimentichiamoci che tutto a un costo. Una tutina sanitaria con scarpe può costare anche più di 100 euro. Mentre su internet si può risparmiare qualcosa. Quindi per chi ha confidenza con il web può tranquillamente fare shopping sui tanti siti che vendono in rete. Ce ne sono molti e tutti offrono prezzi bassi e vantaggiosi. La scelta è più vasta rispetto alle tradizionali sanitarie. Alcuni, hanno “estro”, con possibilità di acquistare anche capi con colori come l’arancione per camici e tutine come abbigliamento sanitario.
Ce n’è per tutti i gusti! Il web offre quel brio che magari è necessario per affrontare le giornate lavorative.
Produttori
L’abbigliamento da lavoro copre una vasta gamma di settori. Pertanto di seguito sarà mia premura illustrare le aziende produttrici che coprono una grande fetta di figure ed ambiti lavorativi. Queste aziende confezionano l’abbigliamento rispettando canoni, esigenze e normative. Alcune di esse offrono anche un servizio di catalogo online, con possibilità di effettuare preventivi gratuiti.
- http://www.confezionisantambrogio.it
L’azienda produce abiti professionali dal 1974. Specializzandosi in determinati settori come:abbigliamento per comunità, istituti professionali, ristorazione, case di cura e di riposo, imprese di pulizia. Un’azienda che non solo produce, ma vende. Sul sito cataloghi ed offerte. Al suo interno vi è un ricamificio che rende possibile la personalizzazione di ciò che viene ordinato. La produzione quindi è sia standard che secondo le esigenze del cliente. Un ottimo binomio! - http://www.castbolzonella.biz
Produce da oltre 40 anni abbigliamento da lavoro. L’ambito in cui si distingue, particolarmente e nella produzione di tute con requisiti particolari. Ad esempio abbigliamento ad Alta visibilità, Antiacido, Ignifugo. L’altro settore a cui si rivolge è quello alimentare. Un ampio catalogo è consultabile sul sito. Dove si possono trovare anche ottime offerte per acquisti online. - http://www.cirricollection.it
La divisa che diventa un abito. Questa la filosofia di un’azienda nata nel 1986 a Castelfiorentino. Sei linee di abbigliamento destinate al settore alimentare e turistico (hotel, ristorante, catering, cucina, bar). Modelli e tessuti di alta qualità. Sul sito presente un form per richiedere informazioni e cataloghi. - http://www.creazionifutura.it
Dal 1993 come attività prettamente artigianale nella produzione e commercializzazione di abbigliamento professionale in genere e sanitario-ospedaliero. Poi si è specializzata ed ingrandita fino a soddisfare anche altri settori come quello industriale e la ristorazione.
Qualità e professionalità sono le caratteristiche dell’azienda. Sul sito si possono trovare tutti i cataloghi. C’è possibilità di richiedere direttamente preventivi. - http://www.worklinedivise.it
Ristorazione, Estetica/beauty, Ospedaliero/sanitario, tecnico/industriale, accessori. Questi sono i cinque settori di abbigliamento professionale prodotti. Un’azienda che riesce, quindi, a soddisfare tutte le esigenze. È molto ben curato il settore accessori. Che ricordiamo completano un adeguato abbigliamento da lavoro. Sul sito si possono consultare tutte le tipologie di abbigliamento.
L’abbigliamento da lavoro, in ogni caso, deve essere comodo e pratico. Il modo di vestire condiziona, soprattutto, professioni sanitarie o il settore industriale.





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