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Il cappotto è un capo indispensabile in ogni guardaroba, più di un accessorio di moda e più di un capospalla con l’unico scopo di proteggerci dal freddo. Per una donna il cappotto, come in generale l’abbigliamento, è anche un modo per esprimere il proprio modo di essere, di vivere lo spazio e anche la moda.
Il re del guardaroba
La storia del costume ci insegna che fin dall’antichità l’apparenza inganna, ma solo chi vuole farsi ingannare, perché un abbigliamento curato non solo dal punto di vista estetico – aspetto preponderante nell’era contemporanea – ma anche funzionale, rappresenta un atto comunicativo preciso, ci colloca nello spazio sociale e, cosa non secondaria, nello spazio fisico: gli abiti infatti svolgono come prima funzione quella di coprirci e il cappotto in maggior misura di coprirci dal freddo.
Ecco perché la scelta non può prescindere da considerazioni di ordine puramente atmosferico. Va da sé che chi vive in zone più fredde non potrà, se non per periodi molto limitati, utilizzare un cappotto di panno ma dovrà scegliere presumibilmente un capo più imbottito. Ma è anche altrettanto vero che la scelta di una donna terrà conto anche di altri aspetti, legati alla moda, al proprio gusto e alla bellezza del capo da acquistare.
Per questa ragione scegliere un cappotto non è più un atto meramente funzionale, ma diventa un’esperienza estetica di tutto rispetto. Il piacere di fare shopping è certo noto a tutte, per quanto non sempre venga vissuta positivamente, da alcuni, la noia di girare per negozi alla ricerca del capo giusto se non perfetto. Per altri, invece, è proprio la ricerca ad aggiungere valore al capo che finalmente acquistato arricchirà il guardaroba.
La scelta del cappotto, infatti, in quanto capo importante e allo stesso tempo spesso più costoso rispetto ad altri elementi del guardaroba, implica un’accurata ricerca del modello più adatto, considerando le caratteristiche fisiche di chi lo indosserà ma anche materiali, fattura e non ultimo un prezzo adeguato e corrispondente alle attese e alle caratteristiche del capo.
Per i motivi appena esposti si verificano tendenzialmente due possibilità generali: la scelta di un capospalla unico, classico, duraturo e di ottima fattura, che sia l’unico re del guardaroba invernale, oppure la scelta di un cappotto classico meno costoso da affiancare ad altri capispalla alternativi, come giubboni, piumini e giacche. In ogni caso, rimane il fatto che il cappotto non può mai mancare nell’armadio di una donna, che sia classico o sportivo.
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Caratteristiche
La caratteristica principale e più ovvia di un capospalla è, come detto, quella di coprirci dal freddo. Ma anche quella di completare una mise invernale, con un sapiente abbinamento all’abbigliamento, sia nel caso di un cappotto classico “che stia bene su tutto”, sia nel caso di modelli o colori più particolari da miscelare con gli altri capi del proprio guardaroba.
La scelta di modelli, colori e materiali rimane naturalmente affidata al gusto personale, mentre sono necessari alcuni accorgimenti che definirei quasi tecnici per acquistare un capo che soddisfi tutte le caratteristiche richieste ad un cappotto. Per esempio è importante controllare sempre l’etichetta di composizione del capo, che spiega – per legge – quali sono e in che percentuale i tessuti utilizzati per la confezione e le modalità di conservazione e lavaggio.
Un’altra caratteristica indispensabile di cui tener conto è, prima che il modello che ci fa innamorare in vetrina, lo stato del proprio armadio: per intenderci, è pericoloso uscire di casa alla ricerca del cappotto perfetto e innamorarsi di un capo che sarà pur perfetto ma stride inesorabilmente con il resto del proprio armadio o, peggio, con il proprio stile consueto.
Nulla di male nel voler aggiornare il proprio modo di vestire o il proprio guardaroba, magari con un colore un po’ sopra le righe. Ma purché lo si faccia consapevolmente e senza lasciarsi prendere dall’entusiasmo del momento: il pentimento è dietro la prima anta dell’armadio, quando aprendolo vedrete che nulla di ciò che avete si sposa con il cappotto nuovo. Nel migliore dei casi rinnoverete il guardaroba, nel peggiore il cappotto nuovo metterà le ragnatele in un angolo.
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Scegliere il modello
Dopo aver individuato lo stile che fa per voi, è il momento di scegliere il modello più adatto al vostro fisico, che vi valorizzi senza nascondervi perché, anche se il cappotto per definizione “copre” non è detto che debba annullare lo stile che vi è proprio o penalizzare il vostro aspetto.
La velocità con cui cambiano le mode rende a prima vista piuttosto difficile individuare un modello giusto che sia al passo con i tempi e allo stesso tempo abbastanza duraturo (considerando i prezzi dei cappotti, ci si augura che un capo possa durare almeno un paio d’anni). Ma solo a prima vista, perché dopo aver eliminato dalla rosa dei candidati tutti i modelli che infagottano troppo o sono decisamente poco in linea con il vostro stile consueto, la scelta diventerà più semplice.
Il problema sorge quando, nella selva di proposte moda, rimane poco spazio per un cappotto classico: solitamente, purtroppo, i negozi danno molto spazio alle nuove proposte, per quanto legate alla moda del momento, privilegiando l’acquisto di prodotti dalla vita breve, piuttosto che proporre accanto ad essi gli evergreen che non vedono mai scemare il proprio successo tra i gusti delle donne.
Se cercate un cappotto classico, quindi, il primo consiglio è cercare nei negozi multimarca che propongono diversi modelli di diverse marche tra cui scegliere, oppure nelle grandi catene nazionali che solitamente non mancano mai di riproporre i modelli basic in molte varianti di colore, dal più tradizionale nero ai colori più squillanti.
Le tendenze più nuove privilegiano tagli smilzi, lunghezze ridotte, evocazioni dal sapore retro che non mancano mai tra le proposte moda, notoriamente avida di ripescaggi dal passato. Il cappotto per definizione, però, deve poter stare bene su ogni mise, dall’abbigliamento da giorno a quello da sera. Il capo passepartout per eccellenza, come il classico tubino nero, non può mancare nell’armadio.
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Tessuti e fattura
Scegliere un capo, e maggior ragione un cappotto, implica anche una certa attenzione alla fattura della confezione. Spesso a prezzi alti, giustificati – si fa per dire – dalla marca blasonata, non fa riscontro una buona qualità, approssimativa e scadente.
Dopo essersi lasciate attrarre dal modello, dunque, bisogna prestare attenzione alle cuciture, alla qualità del materiali utilizzati (è sempre preferibile scegliere un capo con una buona percentuale di lane di qualità), ai dettagli sartoriali come pences, colletti, polsini: più sono curati, più il vostro capo ha possibilità di durare inalterato nel tempo.
Importanti, per quanto secondari, anche bottoni ed eventuale cintura, fodera delle tasche e taschini: dover portare il cappotto in “manutenzione” dalla sarta ad ogni pie’ sospinto rischia di annullare il risparmio che avete ottenuto scegliendo un capo senza considerare questi piccoli dettagli.
Dopo aver ispezionato il capo sulla gruccia, è il momento di indossarlo. La prova dello specchio è sempre la più veritiera. Il cappotto deve cadere pulito, senza pieghe o rigonfiamenti ma di contro non stringere e tirare. I punti critici sono spalle e fianchi, ma anche la lunghezza delle maniche. Se la prova specchio è superata, forse avete trovato davvero il cappotto che fa per voi.
Capita spesso che un cappotto di produzione industriale, come tutti quelli che di fatto si trovano nella maggioranza dei negozi – a meno che non ci si rivolga ad un sarto – abbiano qualche piccolo dettaglio da riprendere. Una piccola pence, la lunghezza delle maniche, e la vestibilità del capo può diventare davvero esatta, a dispetto della produzione di massa. È il vostro fisico il vero giudice nella scelta del cappotto.
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La scelta personale
La conformazione fisica acquista un ruolo di primaria importanza nella scelta dei capi di abbigliamento, e ciò è innegabilmente vero. Ma nella scelta del cappotto lo è anche di piu. Perché oltre alla struttura fisica e all’altezza, di cui ciascuno tiene conto nell’acquisto di un capo, nella scelta generale di un capospalla adatto a sé bisogna tenere conto anche di altri aspetti quali l’età, la propria occupazione, il proprio modo di relazionarsi con il mondo. Cosa che avviene, naturalmente, sempre attraverso il proprio essere fisicamente.
Sembra tanto banale ma in effetti non lo è. Perché chi svolge un tipo di lavoro a contatto con il pubblico o una libera professione che comporta anche un certo grado di apparenza sociale, tendenzialmente privilegerà la scelta di capi in linea con il proprio status lavorativo. Diversamente, com’è ovvio, una teenager sceglierà il capo legandolo più al gusto del momento. Pur considerando le dovute eccezioni e la preponderante variabile del gusto personale, va riconosciuto quindi che in certi casi (anche) l’abito fa il monaco.
D’altro canto è sempre più frequente la situazione in cui nell’armadio convivono pacificamente anche stili molto diversi, adatti alle diverse situazioni sociali che si vivono in momenti diversi dell’anno o persino della stessa giornata e non è infrequente il caso in cui accanto ad un cappotto classico nero si trova un cappottino dal taglio non convenzionale in un bel colore squillante.
La scelta, in questo caso, diventa assai più semplice. Al capospalla singolo che va bene per tutte le occasioni si affiancano o addirittura sostituiscono una varietà di opzioni da fare la felicità di qualunque indecisa costretta a scegliere tra le molte proposte dei negozi.
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Dove acquistarlo
La scelta del negozio per acquistare il cappotto diventa dunque decisamente personale. Chi preferisce girare visionerà le molte e varie proposte, ma chi preferisce affidarsi al proprio negoziante di fiducia saprà di poter trovare quello che cerca anche senza confrontare decine e decine di modelli.
C’è però anche la possibilità ulteriore di decidere, oggi, tra griffe e marchi più o meno noti o il low cost, per non parlare della via meno frequentata ma spesso neanche così cara come si crede della sarta per il cappotto su misura. La scelta, ancora una volta, rimane personale e basata sia su questioni di gusti che su ragioni economiche e di tempo. Un cappotto sartoriale avrà certo la vestibilità perfetta ma richiede tempo, una sarta di fiducia, la scelta diretta dei materiali da utilizzare e del modello – che si potrà anche agevolmente copiare per replicare a basso costo un modello di alta moda – e ciò comporta anche un costo tendenzialmente più alto rispetto al pronto moda.
Le catene internazionali ormai diffuse anche in Italia come H&M e Zara possono proporre confezioni di qualità media a prezzi molto concorrenziali e per acquistare un cappotto stagionale fortemente legato alle tendenze del momento rappresentano la soluzione più immediata ed economica, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Anche le catene nostrane come Sisley e Benetton o Stefanel propongono ormai tradizionalmente modelli classici in colori basic di anno in anno, accanto ai modelli più di tendenza.
Diverso è il caso se ci si rivolge ad aziende che dell’artigianalità e della fattura sartoriale hanno fatto il loro vessillo, e che utilizzano spesso materiali di alta qualità come il cachemire. I prezzi, naturalmente, lievitano, ma la durata di un capo di questo livello è proporzionalmente alta.
L’alternativa intermedia è la scelta tra i numerosi marchi di pronto moda più o meno noti che offrono un mix tra classico e tendenze proponendo modelli più vari a prezzi molto eterogenei.
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piumino Fornarina

Quando fa brutto tempo non c’ è niente di meglio che poter contare su un caldo piumino che ci ripari dal freddo della stagione. Uno dei piumino migliori e che ho personalmente testato è il piumino della Fornarina. Grazie all’ utilizzo di piume d’ oca, questo piumino mi ripara totalmente dal freddo. Inoltre il tipo di tessuto impiegato all’ esterno è impermeabile, quindi anche in caso di pioggia rimango asciutta!
La Fornarina è una azienda che produce abbigliamento e che propone, oltre ai piumini anche jeans, maglie, pantaloni, scarpe e tutto il necessario per vestirsi. Fornarina è molto conosciuta tra le ragazze soprattutto per i suoi jeans, e forse non molte sanno della grande qualità di questa marca anche per quanto riguarda i piumini. La Fornarina ne propone di tutti i tipi: corti, lunghi, con o senza pellicciotto, di tanti colori, tutti veramente belli. La cosa migliore di questo piumino Fornarina è la qualità dei materiali impiegati.
I piumini utilizzati in precedenza, infatti, a lungo andare tendevano a perdere piume, perché di spaccavano leggermente. Invece, pur indossando il mio piumino praticamente ogni giorno, a distanza di tempo posso dire che è in ottime condizioni, non si è rovinato per nulla, il pellicciotto è come appena comprato e il piumino sembra praticamente nuovo. Inoltre è stato possibile lavare il piumino in lavatrice senza nessun problema. Insomma, un prodotto di grande qualità che mi ha lasciata del tutto soddisfatta.
Per quanto riguarda il prezzo, esso rientra certamente nella norma, e se comparato all’ effettiva qualità del prodotto, non è per niente troppo costoso. Quindi, se siete incerte su quale piumino acquistare, tenete in considerazione la mia esperienza, perché con un piumino Fornarina potrete esser certi della qualità del prodotto. Torna su |
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