I collant, ecco un indumento indispensabile per ogni donna: per la donna in carriera che va al lavoro con un elegante e formale tailleur, per la ragazza che sceglie una gonna sbarazzina cui abbinare dei collant divertenti e colorati, per la fashion victim che li indossa, in inverno, sotto quei pantaloncini corti in lana che si vedono spesso indossati dalle ragazze nei locali di tendenza e che, nel loro paradosso, sono uno dei risultati della moda a tutti i costi.

Storia delle calze collant

Inventati nel 1959 dal francese Allan Gant, si diffusero rapidamente tra le donne di tutto il mondo, trascinati dallo straordinario successo della minigonna negli anni sessanta, che ha reso le gambe uno tra gli strumenti di seduzione più utilizzati e potenti. Si tratta di calze che coprono il corpo a partire dal basso ventre sino al piede compreso. Realizzate originariamente in nylon, sono oggi disponibili in diversi materiali: elasthane, una fibra elastica, microfibra, lana, seta, cotone.…

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Tipi di collant

La pesantezza, e quindi lo spessore dei collant, si misura in denari: i denari corrispondono al peso in grammi di 9000 metri di filato: l'espressione 10 denari quindi indica che 9000 metri del materiale che compone i nostri collant pesano 10 denari. E' facile ora comprendere, in relazione a quanto detto, che più il numero di denari è piccolo, più avremo tra le mani un indumento leggero e trasparente. Il numero di denari può variare da 8 fino a più di 100.

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Acquistare i collant

Dove acquistare i collant? Se quello che vi serve è un indumento da portare ogni giorno, magari sul lavoro, potreste scegliere il classico collant in lycra, proposto a prezzi più che accessibili nella grande distribuzione, magari optando per un modello a compressione graduata, che grazie alla diversa elasticità delle sue parti, favorisce la circolazione e promette gambe più leggere.

Se invece quello che cercate è un capo colorato, o ancora qualcosa di più sexy, con ricami o applicazioni, potreste dirigervi nei negozi Calzedonia o Goldenpoint, grandi catene di negozi presenti in tutta Italia dedicati proprio all'intimo e ai collant dove potrete trovare materiale proprio per tutti i gusti.

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Migliori marche

  • http://www.lepel.it
    L’azienda produttrice di calze e collant, nasce dall’ acquisizione di diverse aziende, che oggi formano una delle più affermate ditte per la produzione di collant. Il gruppo CSP nasce nel 1973, ma anno dopo anno acquista altre piccole aziende, specializzate nel settore. Oggi il gruppo Csp diffonde in suoi prodotti non solo in Italia ma in tutta Europa, con risultati davvero eccellenti.

  • http://www.cotonella.it
    L’azienda nasce nel 1972, in provincia di Brescia. Inizialmente è solo un laboratorio di modeste dimensioni che lavora per conto di terzi. Oggi l’ azienda è cresciuta notevolmente, e con i suoi tre stabilimenti è uno delle maggiori produttori di calze e collant in Italia con i suoi 80.000 capi prodotti giornalmente. Cotonella è considerata un leader nella produzione di capi in Lycra.

  • http://www.bellafonte.com
    Con la sua trentennale esperienza, il Calzificio Bellafonte produce collant di ottima qualità, poiché si serve solo di materiali di ottima qualità, sempre all’ avanguardia. Grazie alle tecnologie di oggi, questa azienda permette allo stesso cliente di scegliere i disegni che più si preferiscono per i propri collant. Grazie alla cura delle sue lavorazioni, questo calzificio ha ottenuto facilmente la certificazione di qualità.

  • http://www.vignoni.net
    Vignoni è una delle più note aziende di produzione di calze. Nasce nel 1957 e grazie alla sua costanza e all’impegno continuo, oggi è uno dei più rinomati produttori di calze a livello internazionale. Con lo sviluppo dell’azienda, si sono moltiplicate le unità operative, così come i suoi impiegati. Oggi la Vignoni, grazie alla sua considerevole estensione conta circa 480 addetti.

  • http://www.calzificioselene.it
    L’ azienda è sita in Puglia e da oltre 10 anni lavora ogni tipo di calza, specialmente collant, servendosi dei migliori tessuti e di macchinari sempre all’ avanguardia. L’azienda, grazie all’ esperienza dei suoi lavoratori e ai continui controlli dei prodotti nelle diverse fasi della lavorazione distribuisce la sua merce a livello internazionale, basando la propria filosofia sulla qualità delle materie prime utilizzate.

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Velati, colorati e soprattutto comodi, i collant costituiscono un elemento indispensabile nell'abbigliamento intimo femminile. Non più necessari solo a coprirsi le gambe, oggi rappresentano un fattore di moda tanto quanto gli altri accessori e, come tale, vengono proposti in tanti materiali e numerose fantasie.

In principio era il nylon


Fino a poco meno di settant'anni fa esistevano solo le calze, in seta naturale, lana o cotone e utilizzate sia dalle donne che dagli uomini (in linea di massima più da questi ultimi). E sin da tempi davvero remoti: resti di calze in lana sono stati rinvenuti addirittura nelle tombe di alcuni faraoni egiziani.

Le calze e le calzamaglie di concezione moderna nascono però in epoca medioevale, e nel corso dei secoli le prime vengono utilizzate dalle donne sorrette da alcuni gancetti collegati a una fascia che si legava attorno alla vita, chiamata appunto reggicalze, oppure a un bustier. Ma nuovi materiali erano destinati, nei primi anni del ventesimo secolo, a sconvolgere l'intero mercato delle calze da donna. Negli anni Venti apparve il rayon, la cosiddetta "seta artificiale", mentre alla fine del decennio successivo una piccola azienda che si occupava di produrre della polvere da sparo creò la sua diretta evoluzione, il nylon, un materiale reclamizzato con lo slogan "delicato come una ragnatela, resistente come l'acciaio".

Correva il 1959 quando l'americano Allen Grant decideva di applicare questo nuovo, rivoluzionario tessuto sintetico nella produzione di quelli che sarebbero divenuti i collant (in inglese "pantyhose"). Questi erano composti da due calze tessute separatamente da due macchine circolari e poi unite al centro da un tassello di cotone che ne copriva la cuciture e chiuse alla punta. Una guaina contenitiva rappresentava la parte superiore e per questo l'utilizzo dello slip era (e da molti lo è ancora oggi) considerato superfluo. Alla fine venivano stirate dando loro la forma di una gamba femminile.


L'uso dei collant si diffuse rapidamente, sia per la facilità e la praticità con cui si indossavano che per la sensualità che erano in grado di regalare, con le loro trasparenze, alle gambe delle donne. Soprattutto in concomitanza con la liberalizzazione dei costumi sessantottina, quando tra le donne si diffuse la moda della minigonna, che rendeva l'utilizzo delle calze con tanto di reggicalze di fatto alquanto scomodo.

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Velati e stretch


Ma l'evoluzione, nell'industria delle calze da donna, non si è fermata al nylon. Risale infatti agli anni Sessanta il lancio dell'elastam Lycra, fibra che, unita al nylon nella fabbricazione dei collant, regala un'elasticità e un'aderenza perfetta (da ciò anche i termini usati per indicare le calze che contengono fili di elastam, quali "stretch" o "elasticizzate"). L'elastam, noto nel Nord America e in Australia anche con il termine "spandex", è una fibra sintetica di poliuretano segmentato prodotta dalla DuPont di Nemeurs & Company, una delle più importanti aziende chimiche al mondo, che detiene questo come numerosi altri marchi e brevetti. Riassumendo, quindi, un collant può essere essenzialmente di due tipi: velato (di nylon) e elasticizzato (o stretch, di Lycra).

La prima tipologia di collant ha il vantaggio di garantire una maggiore trasparenza, dovuta alla più pronunciata sottigliezza dei fili. Sono, in buona sostanza, meno voluminosi. Per contro, presentano una minore aderenza alla gamba, non riuscendo a seguirne al meglio la forma.

Fattore particolarmente visibile in "punti critici" quali le caviglie e il ginocchio. Un collant di Lycra, grazie alla prodigiosa elasticità di questo materiale (basti pensare che l'elastam permette l'allungamento del filo fino a sette volte, facendolo poi tornare normalmente alla sua dimensione originale senza fargli perdere elasticità), consente invece un'aderenza impeccabile.

Ma non è tutto: il maggiore spessore delle calze di Lycra, per quanto le renda meno trasparenti, ne garantisce evidentemente una maggiore solidità, rendendo questo tipo di collant più resistenti. Rappresentano insomma un'arma in piu, a disposizione delle donne, contro il pericolo sempre in agguato di smagliature e fili tirati. Detto che i collant (e più in generale le calze) di Lycra hanno da tempo sorpassato i modelli in nylon in termini di vendite nel mercato italiano, va precisato che la quantità di fili in elastan nei primi può variare a seconda della casa di produzione. In linea di massima, la percentuale è compresa tra l'8 e il 15% dei fili complessivi adoperati.

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Denari e taglie


Lo spessore, e di conseguenza la minore o maggiore trasparenza dei collant, vengono misurati come per tutte le calze da donna in "denari" (l'unità di misura, il denaro, corrisponde al peso in grammi di 9.000 metri di filo utilizzati per la fabbricazione dei collant): più basso è questo valore, più trasparenti sono i collant, laddove un alto numero di denari identifica modelli meno trasparenti. ma più resistenti nel tempo. Per la cronaca, nel nostro paese i modelli di collant più venduti sono quelli di spessore compreso tra i 15 e i 20 denari.

Molto meno diffuso è invece l'impiego di un'altra unità di misura, pur riportata sulla confezione di alcuni modelli: il Dtex (che unitariamente indica il peso in grami per 10.000, non più 9.000. metri di filo). Per ciò che concerne invece le taglie, queste vengono espresse, così come accade per diversi altri capi di abbigliamento, con metri diversi nei vari paesi. Proprio per questo le confezioni di diversi modelli riportano una tabella che aiuta l'acquirente a capire quale sia la misura più adatta. Per lo piu, in Italia, la misura dei collant viene indicata con numeri romani in ordine crescente, da I a IV, o con le indicazioni "small", "medium", "large" ed "extra large".

Va però segnalato come molto spesso le differenze tra una taglia e la successiva siano così poco marcate da risultare irrilevanti, e ciò sia per quanto riguarda la lunghezza del collant che per le dimensioni del suo slip. Venendo ai colori, il collant ha abbandonato da tempo la triste dicotomia tra nero e color fumo, sposando colori di ogni tipo, dal blu al fucsia, dal giallo al rosso acceso. Non mancano inoltre i modelli impreziositi da disegni e decorazioni di vario tipo. Non a caso negli ultimi anni, in un grande revival dei modelli anche dallo spessore molto pronunciato (sopra i 50 denari), molti stilisti hanno portato in passerella i collant affiancandoli a contrasto, coloratissimi, con dei micro abiti.

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Effetti speciali


Se il collant ha sempre rappresentato, sin dalla sua nascita mezzo secolo fa, un prezioso strumento di seduzione a disposizione delle donne, oggi è in grado di fare per lei anche qualcosa in piu. Come mascherare, dissimulare o perfino correggere alcuni suoi difetti fisici senza che a chi lo indossa tocchi il minimo sforzo. Nascono infatti negli anni Novanta i "collant tecnici", ossia in grado di rendere più armoniose le gambe (e non solo.) meno belle, comprimendo nei punti giusti e offrendo, di conseguenza, un colpo d'occhio decisamente più "snello".

Esistono dunque oggi modelli di collant riposanti, a compressione graduata, con effetto snellente e perfino quelli (capitanati a partire dalla metà degli anni 90, nel periodo del grande boom della biancheria intima "miracolosa" inaugurato dal reggiseno Wonderbra, dai San Pellegrino "Brasil Effect". Un nome, un programma) in grado di sollevare e dare un aspetto più sodo ai glutei. più magre, più slanciate e con un fondoschiena invitabile, il tutto grazie a un paio di collant? Sì, anche se c'è chi lamenta, in questi tecno-collant, un'eccessiva rigidità di base. Il trucco, in altre parole, starebbe nell'elasticità di base sacrificata per modellare adeguatamente la carne in eccesso: meno flessibilità, più compressione.

Anche nei modelli di collant normali, privi di finalità modellanti, la tensione dei fili non dovrebbe essere uguale in tutti i punti. Per aderire bene alla gamba ma senza andare a intaccare il comfort di utilizzo, ad esempio, il collant dovrebbe presentare infatti una maggiore tensione sulla parte superiore del piede, rispetto che al di sopra del ginocchio. Non tutti i collant, anche in Lycra, riescono però a rispettare tale principio: un fattore in più da tenere in considerazione al momento dell'acquisto (o, per meglio dire, al momento di acquistare nuovamente un paio di collant: capo che, come noto, non si prova prima di comprarlo).

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Lunga vita ai tuoi collant


Visto e considerato che l'aspettativa di vita di un collant è spesso estremamente ridotta, che tanti, troppi fattori attentano alla loro integrità, minacciandola con smagliature e fili tirati, sarà bene non metterci del proprio, limitando al massimo le possibilità di danneggiarli. Come? Basta seguire poche, semplici regole dettate dal buon senso. Innanzitutto, prima di infilarli è meglio tendere con delicatezza i collant, tenendoli per le estremità. Operazione che va eseguita prestando attenzione a non farli impigliare nelle unghie e, possibilmente, senza anelli.

A questo punto la calza va arrotolata, in modo che non sia necessario far scorrere i piedi lungo tutta la sua lunghezza: anche in questo caso bisogna stare attenti alle unghie (dei piedi) per evitare rischi di rottura. Rottura alla quale è più facile arrivare in caso di calza troppo tesa (meglio quindi preferire una taglia leggermente più comoda) o di presenza all'interno delle scarpe di cuciture o etichette particolarmente robuste, chiodini o qualsiasi altro tipo di sporgenza. Per quanto riguarda invece il lavaggio dei collant, è preferibile quello a mano.

Nel caso di voglia proprio lavarli in lavatrice, va fatto a una temperatura non superiore ai 40°, con un programma breve e senza impostare la centrifuga. Se possibile, inoltre, sarebbe opportuno avvolgere prima i collant un panno o un tessuto, come ad esempio la federa di un cuscino. Per la fase di asciugatura, invece, è preferibile disporli sullo stendibiancheria in orizzontale, anziché appenderli e lasciarli penzolare verticalmente: in questo caso, infatti, si corre il rischio che i collant perdano la loro forma originale. Per ciò che concerne le sole calze velate in nylon, infine, va ricordato che l'usanza (piuttosto radicata, a dire il vero) di lasciare i collant ad asciugare su un termosifone assieme all'altra biancheria può avere effetti nefasti per le calze, che in presenza di fonti di calore tendono a deformarsi.

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Le marche


Considerato un oggetto di moda a tutti gli effetti, oggi il collant è presentato da tutte la case di produzione e distribuzione in un'enorme varietà di colori e fantasie, e quindi di prezzo. Per questo motivo, quasi tutte le aziende propongono diverse prodotti nelle loro collezioni, adatte a ogni gusto e a ogni tasca.

  • Golden lady: creata nel 1967, l'azienda in poco meno di trent'anni è diventata un importantissimo gruppo nel campo della calzetteria femminile, sia nel mercato nazionale che in quello internazionale.
    Infatti, oltre a essere leader indiscusso in Italia, ha una forte preminenza anche nel mondo: il 55 % del fatturato è realizzato all'estero, principalmente in Russia, Regno Unito e Spagna. Fanno parte del gruppo i seguenti marchi: Golden lady, Omsa, Sisi, Philippe Matignon, Arwa, Hue, NY legs, Filidoro.

  • Levante: la storia di questo importante marchio nasce nel 1969, quando una piccola azienda familiare comincia a muovere i primi passi a castel Goffredo, in provincia di Mantova. Dieci anni dopo, l'azienda diventa S.p.A. e compie un grande balzo verso il mercato nazionale e non solo, Il gruppo non produce solo collant per tutti i gusti e canali, ma anche intere collezioni di intimo, a cui ha fatto seguito "l'intimo esternabile", cioè portabile a vista, e quelle dei costumi da bagno.

  • La Perla: nata da un piccolo laboratorio di Bologna nel 1954 ad opera di Ada Masotti, La Perla è una delle più importanti aziende italiane conosciute in tutto il mondo grazie alla fusione tra tradizione e innovazione attuata dal figlio, Alberto, presidente del gruppo, dalla moglie Olga, stilista della prima collezione mare e ora Supervisor della collezione Prèt à porter e dalla figlia Anna, Responsabile dell'immagine e comunicazione. La varietà dei marchi di cui è composta permette all'Azienda di avere un ruolo fondamentale nel mercato.

 

 

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