Friedrich Nietsche amava dichiarare che “la sensualità affretta spesso la crescita dell’amore, così che la radice rimane debole e facile da strappare”. Cosa rispondere? Assolutamente un uomo dei suoi tempi il baffuto e poliedrico filosofo dell’800 che però, credo, non abbia mai disdegnato e respinto una bella donna in guepière e baby doll. Ad ogni secchione la sua pupa. Per carità, evviva il pudore e la virtù, ma almeno a letto vogliamo farli sognare (ed impazzire) questi uomini che troppo spesso mal giudichiamo? Ecco cinque pezzi di cui non potrete (e non potrà!!) più fare a meno…correte a prendere carta e penna.

Storia della biancheria intima

Se come afferma un anonimo pensatore “la bellezza è opinabile, ma sulla bruttezza sono tutti d’accordo”, da sempre l’uomo ha cercato ogni rimedio e soluzione per apparire più fascinosi ed attraenti agli occhi non solo degli altri, ma di noi stessi che ci guardiamo nei mille specchi della vita. Già i Romani amavano prendersi cura del proprio corpo. Vanitosi e narcisi, adoravano i massaggi, i profumi, gli olii e quant’altro.

Allenavano la propria muscolatura quasi quotidianamente e, udite udite, gli uomini non tolleravano la vista di seni femminili troppo grandi o, peggio ancora, cadenti e flosci. Questo perché risvegliava in loro il ricordo dei costumi delle donne barbare, evidentemente per loro riprovevoli e disgustosi: le popolazioni germaniche, infatti, avevano capi assai arcaici e rudi: nessun tipo di mutande o simili, ritenute superflue visto l’uso regolare di calzoni e pantaloni.

Nello specifico pare che i Goti tenessero a pelle delle tuniche bianche mentre i Longobardi utilizzassero un indumento protettivo per i genitali e, addirittura, delle vere e proprie camicie da notte. Ma tornando ai romani che tanto disprezzavano i seni pericolanti, c’è da aggiungere che, ovviamente, le donne non potevano che regolarsi di conseguenza. Gli accorgimenti erano due: o ci si affidava al “mamillare”, una fascia di cuoio che appiattiva il petto e ne conteneva la crescita, o allo “strophium” che, esattamente come i più moderni reggiseno criss-cross, sosteneva senza stringere o comprimere. Se però il problema persisteva ed il seno era davvero abbondante, si ricorreva al cosiddetto “cestus”, un corpetto di cuoio soffice e morbido o addirittura ad un vero e proprio corsetto che, partendo dall’inguine, raggiungeva la base del petto.

Quest’ultimo ha una storia assai antica che giunge direttamente dalla cima dell’Olimpo in cui, pare, sia stata per prima Venere a consigliarlo a Giunone, notoriamente prosperosa, a cui, tra l’altro, si deve l’aggettivo “giunonica”. Insomma, sia che vi rispecchiate in Venere, dea dalle forme perfette per antonomasia, o nella più sfacciatamente opulenta Giunone, non lasciate nulla al caso: la biancheria intima più adatta a voi sta fremendo da dietro quella vetrina del negozio in fondo alla strada. Vi sta letteralmente aspettando. Chiamando. Tendete l’orecchio: non sentite anche voi quella vocina?

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Calze e collants

Immortale il ricordo di quello streap-tease, un pò grossolano ed ironico ma assolutamente degno di nota, che Sophia Loren improvvisò di fronte ad un Marcello Mastroianni inebriato, in una celebre scena del film “Ieri, Oggi e Domani”. Nel film Altman “Prêt-à-porter”, Altman realizzerà il replay di questa glorioso spogliarello davanti al quale, tra l’altro, Mastroianni si addormenterà. Ma questa è un’altra storia. Il punto è che sfilarsi un’autoreggente seduce. Incanta. Strega. Conquista per sempre. E se nel vostro cassetto non ce n’è alcuna traccia, correte a comprarne un paio, perché funziona davvero.

La calza non segue soltanto i vostri passi e la linea della vostra gamba, ma ogni vostra esigenza e necessità. Ogni vostro capriccio e vanità. D’altronde la calza nasce con la donna e con il suo naturale ed innato sex appeal e proprio per questo vive in simbiosi con ciascuna di noi. Le tiriamo, le graffiamo con l’unghia fresca di manicure, le strappiamo definitivamente con la zip dello stivale…ma poi le risistemiamo con un po’ di smalto ed entrambe, noi e le calze, siamo pronte per nuove avventure. Possiamo disprezzarle per la loro delicatezza o amarle alla follia per la loro grande comodità, ma comunque non ci libereremo mai di loro. Perché? Perché l’inverno è troppo duro e rigido da sopportare a piede nudo e perché gli uomini ne vanno pazzi.

Potrete scegliere tra mille colori e fantasie, più o meno elasticizzate, autoreggenti per le temerarie pronte a sfidare ogni legge gravitazionale o classiche per le tradizionaliste, a rete, con la famosa riga (durante la guerra disegnata con il pennarello direttamente sulla gamba) o a mezzo dito (con il rinforzo che copre la punta delle dita).

Sia che siate aficionadas del gambaletto che copre il polpaccio o delle parigine (in gergo “Thigh-Highs”) che invece proseguono fino a metà coscia, potrete optare per una calza opaca (dalla trama spessa e scura, solitamente di 40 denari o piu), velata (dalla fibra sottile che va dai 15 ai 20 denari) o velatissima (in fibra finissima di pochi denari che garantisce ed offre il massimo della trasparenza): basta scegliere in abse ai denari, unità di misura utilizzata per definire la trasparenza della calza.

Ovviamente, più basso è il numero che troverete scritto sulla confezione, maggiore sarà la velatura proposta e, con essa, maggiore il rischio di durare meno. Inventato nel 1958, il collant risulta essere la scelta più comoda sebbene la calza, magari accompagnata da un efficace reggicalze o da una più audace giarrettiera, può rivelarsi il miglior alleato nel ribaltare le sorti di una serata che non va come dovrebbe. Insomma, dedicato a chi preferisce il lieto fine.

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Reggiseno: uno, nessuno e centomila

Vero e proprio imperatore della biancheria intima femminile, il reggiseno è l’amico intimo e fidato di ogni donna. Che amiate indossarlo persino sotto al pigiama o che preferiate girare per le strade del mondo senza, ognuna di noi ha, almeno una volta nella vita, provato l’ebbrezza di allacciare quei gancetti dietro le spalle. E ogni maschietto, almeno una volta nella vita, li ha sganciati.

E’ un’emozione, un brivido, un gesto talmente piccolo da risultare estremamente incantevole, intrigante. Magico. La nostra femminilità è tutta in quei gancetti che come una qualsiasi serratura che si rispetti, ha una combinazione da scoprire, decifrare e mettere in atto. La parola d’ordine è delicatezza. Spontaneità. Naturalezza. Candore.

Le stesse qualità con cui ci si dovrebbe avvicinare ad una donna. C’è quello a balconcino (con le coppe a mezzaluna e con il punto di attacco delle spalline –opzionali- molto laterale che lasciano scoperta la parte superiore del seno), quello a triangolo (data la forma triangolare, copre quasi interamente il seno ed è per questa sua grande comodità che viene solitamente utilizzato per usi sportivi o contenitivi) ed il mitico push-up, quello che promette ciò che non possediamo.

Qualche misura in piu, una maggiore procacità…insomma, è quel tipo di reggiseno che esalta il decolleté e che stende chiunque incontriate per la vostra strada. Il Wonderbra, il reggiseno delle meraviglie, brevettato nel 1967 dalla stilista canadese Louise Poirier e che debuttò con la Playtex nel 1994 in America, è tuttora uno dei più acquistati ed è divenuto addirittura un’icona culturale. Per gli sportivi, ci sono reggiseni che garantiscono un miglior sostegno al seno, proteggendolo ed impedendo eccessivi movimenti ed eventuali strappi durante l’attività fisica.

E per tutte quelle che vogliono stupire e tramortire il loro partner, ecco la soluzione più giusta: il cosiddetto reggiseno “sottoseno”: a balconcino in cui le coppe sono talmente ridotte da lasciare praticamente nudi entrambi i seni, compresi capezzoli e areole. più sexy e trasgressive di così!! (poi urgerà una tempestiva e provvidenziale rianimazione al vostro lui, ma questo è un problema che potrete affrontare tranquillamente in un secondo momento).

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Intimo sexy: guepière, bustier e baby doll

Prima di tutto distinguiamo gli uni dagli altri. La guepière è ben diversa dal semplice bustier proprio perché è il classico “due in uno”: il bustino, chiuso sulla schiena con laccetti o piccoli ganci che seguono la silhouette, viene infatti prolungato grazie all’annesso reggicalze ed è munito di stecche che modellano e disegnano le forme del corpo. Alternando tessuti rigidi a trame più elastiche, il seno viene sorretto e messo in risalto dai ferretti che possono essere aiutati in questo (talvolta affaticante!) compito da sottili spalline ton sur ton.

Indumento erotico e seducente per eccellenza inventato nel 1945 da Marcel Rochas, la guepière ha un nome per alcuni/e difficile da pronunciare (deriva dal francese “guèpe” ovvero “vespa”, in riferimento a famoso “vitino”), ma una volta indossato lascerà tutti a bocca aperta e sarà difficile dimenticarsene. Per veri intenditori.

Il Baby doll, invece, lanciato di moda dall’omonimo film di Elia Kazan del 1956, da cui lo stesso nome deriva (il nome “doll”, ovvero “bambola” in inglese, era il vezzeggiativo dato alla stessa protagonista del film, Dorothy). Sebbene ci sia chi collega il nome, invece, al modello stesso del capo, molto simile a quello delle bambole, il baby doll è indiscutibilmente una potente arma di seduzione.

Talvolta imprescindibile. Costituito da una camiciola cortissima, spesso abbinato a mutandine coordinate, nasce come sostituto del pigiama, come indumento da notte. Mettendo in mostra gran parte delle gambe e del seno (va indossato rigorosamente senza reggiseno), è oggi sul podio della lingerie tentatrice. Nonostante ce ne siano di tutti i materiali (dalla seta ai sintetici), per chi vuole davvero osare e giocarsi tutto, si può puntare anche al più economico (dal punto di vista dei tessuti, ovviamente). Ce ne sono alcuni in commercio, infatti, con gli oblò nei punti giusti che lasciano poco all’immaginazione (e niente sotto). Per notti very very hot.

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Slip, coulotte, brasiliana, tanga, e perizoma

Anche qui ci vuole una bella differenziazione: d’altronde lo s’imparava già sui banchi di scuola. Nel cesto delle mele vanno le mele, in quello delle pesche vanno le pesche e così via…non si può confondere, ingarbugliare, equivocare. Soprattutto quando si parla di intimo. Perché la lingerie è personalissima, deve calzarci a pennello non solo esteriormente, ma soprattutto dentro: deve farci sentire a nostro agio visto che nella maggior parte dei casi la mostreremo a qualcuno. Ma anche se così non fosse, bisogna scegliere con cura e cautela il modello più adatto alle nostre necessità, gusti e, soprattutto, forme. Per approfondire la NOSTRA conoscenza, quindi, valutare attentamente le opzioni.

Pizzo, cotone, seta…o ancora, lycra, nylon e addirittura tulle. Ecco in quanti materiali potrete trovare il vostro slip prediletto, capo d’indumento che andrà a contatto direttamente con le vostre parti più intime. Elenchiamo: lo slip è quello classico, simile alla forma di quello maschile. Tradizionale. Classico. Comodo. Pratico. Fondamentalmente completo.

Poi c’è il tanga, slip estremamente sgambato che si mostra sui fianchi con un semplice cordoncino/nastrino/laccetto. Per veri intenditori.
Arriviamo al perizoma, croce e delizia per tanti. Posteriormente risulta essere una minima strisciolina di tessuto che va a nascondersi per scomparire completamente all’interno dell’incavo delle natiche: il sedere resta in pratica nudo, al freddo e al gelo. Non brilla per comodità e praticità, c’è chi invece lo usa in qualsiasi occasione e momento della vita. Anche per fare sport. Consigliato per chi ha un lato B brasilianissimo, oggi è invece indossato da moltissime donne di qualsiasi età. Rende giovani e non si vede. Già, non si vede affatto…soprattutto dietro!

A metà strada tra il perizoma e la slip, la cosiddetta “brasiliana” posteriormente ha un triangolo di stoffa che copre solo la parte superiore dei glutei. Proprio per quel suo vedo-non vedo, risulta essere uno dei capi più erotici. Raffinata e per niente volgare, la brasiliana offre in più una grande comodità e libertà di movimento. Praticamente perfetta.

Eccoci all’ultima tappa del nostro viaggio: la coulotte. Slip piuttosto alto, copre tutto il sedere ed una parte delle cosce. Certamente pratica. All’occorrenza sexy. Per donne che sanno cosa vogliono e che non sentono il bisogno di mostrarsi ancora prima di decidere da che parte cominciare.

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I migliori del settore

La scelta varia da portafoglio a portafoglio. Completini deliziosi e perfetti per tutte le taglie e tasche, sono certamente quelli proposti da Intimissimi, presente in tutte le maggiori città d’Italia. Per le calze consigliamo assolutamente Calzedonia, una delle migliori in quanto a qualità, modelli e prezzi. Per gli amanti del classico non dimentichiamo Filodoro, Levante, Omsa e Golden Lady.
Ed infine, per chi ama il bello (e può permetterselo) puntare tutto su La Perla. Non ve ne pentirete.

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