Tanga

Il tanga è un indumento intimo che può essere indossato sia da uomini che donne. E’ costituito da una sottile striscia di tessuto posizionata tra le natiche di chi lo indossa, collegata alla parte anteriore attraverso un elastico.

Storia

I tanga discendono dalle primissime forme di vestiti, i perizomi, in genere un indumento maschile, in contrasto con la moderna cultura occidentale per la quale è più accettato per le donne. Si pensa che nacquero tra gli uomini primitivi per nascondere gli organi genitali maschili. Nella storia moderna sono diventati popolari come costumi in Brazile.

La parola deriva probabilmente dall’Old English thwong, che indicava una corda flessibile in cuoio. Probabilmente il tanga è stata la prima forma di indumento conosciuto tra gli uomini; è nato nei paesi a clima caldo dell’Africa Sub Sahariana, dove i vestiti furono indossati per la prima volta 75.000 anni fa. Molte popolazioni tribali, come la popolazione Koisiana del Sud Africa, lo indossarono per secoli. Come il fundoshi giapponese, che ha più di 2000 anni, questi primi indumenti dovevano nascondere gli organi genitali maschili.

Il primo diretto discendente del perizoma, è stato il jockstrap, creato dalla compania di Cicago Sharp & Smith nel 1874. Il primo riferimento storico al tanga dopo il 1900 risale al 1939, quando a New York City il sindaco Fiorello LaGuardia ordinò ai danzatori che ballavano nudi di vestirsi in maniera più appropriata. Il bikini originale, di Jacques Heim and Loius Réard del 1946 — prima volta in cui si utilizzò il termine “bikini” — era costituito da una culotte che posteriormente era simile al tanga. Quello moderno, introdotto nel 1974, si attribuisce allo stilista Rudi Gernreich, e raggiunse una grande popolarità in Sud America, specialmente in Brasile. Negli anni ’90 iniziò ad essere maggiormente accettato in diversi paesi e acquistò popolarità negli Stati Uniti, con un picco di vendite che nel 2006 superò i 2 bilioni di euro.

Il suo utilizzo si modificò nel corso degli anni, come succede sempre con gli indumenti che rivelano gran parte del corpo. Alla fine degli anni ’80, il modello per le donne si era diffuso nella maggior parte dei paesi occidentali, e divenne sempre più popolare attraverso gli anni ’90 per via di telefilm come Baywatch, dove molte delle protagoniste femminili indossavano tanga come costumi da bagno. Nel 2002, il tanga o G-string divenne uno degli indumenti intimi più popolari tra le donne. Uno dei vantaggi è che il G string non si vede attraverso un vestito sottile, dai colori chiari o color pelle. Anche se la popolarità del G-string in America è cresciuta solo negli ultimi dieci anni, in Europa si usa da molti anni.

Tipologie

I diversi tipi includono il modello tradizionale, il G-string, V-string, T-back e il C-string. In Australia i termini G-string e tanga si usano entrambi, ma in genere il termine primario si riferisce a un tipo di calzatura di gomma. Molti linguaggi hanno preso in prestito la parola inglese string (filo) per riferirsi a questo tipo di indumento intimo, in genere senza la G. Una metafora che si usa spesso, specialmente in Sud America, è filo interdentale, che in Spagnolo diventa hilo dental e in Portoghese fio dental. Un termine slang dello Spagnolo Portoricano, usato dagli artisti Reggaeton, è gistro. A volte viene sottolineata la nudità delle natiche, come nel termine spagnolo colaless, a volte la forma a T della schiena.

In Lituano si dice “siaurikės” (“stretto”), in Italiano “perizoma”, in Turco “ipli külot” (“mutandine strette”), e in Bulgaro “prashka” (fionda). In Israeliano il tanga, soprattutto il modello G-string, è chiamato “Khutini” (חוטיני ), dalla parola Khut, che significa String (filo). Similmente, in Iran, si chiama “Shortbandi” (شورت بندی ) in cui “short” (dall’Inglese) significa “corto” e “bandi” significa “con un filo”. Tra i due estremi (un intimo molto coprente e un filo sottilissimo) ci sono molti tipi di indumenti intimi che offrono una copertura intermedia.  Come il tanga, il G-string è essenzialmente un indumento intimo che copre il pube e lascia le natiche scoperte; il termine G-string generalmente si usa quando la striscia verticale che costituisce la parte posteriore dell’indumento non è più larga di un filo. Altri stili simili includono il Brazilian, rio, e il T-back (T-string).  Il nome delle forme a copertura intermedia è dibattutto, venditori differenti usano parole a volte intercambiabili. Esistono molti stili diversi:

  • Tradizionale
    E’ il più diffuso ed è caratterizzato da una striscia di stoffa più o meno larga sulla parte posteriore, collegata alla parte anteriore da due elastici.
  • G-string
    E’ caratterizzato da una striscia di stoffa che non dev’essere più larga che spessa, collegata alla parte anteriore da un elastico. Può essere chiamato anche Rio thong. Dalla metà degli anni ’20, le spogliarelliste e danzatrici erotiche nei paesi occidentali si sono sempre riferite ai tanga che indossavano per le loro performance come a dei G-string. In Israeliano il G-string si chiama khutini ( חוטיני ), dalla parola Khut, che significa Filo. In Lituano si chiama siaurikės (“stretto”), in Italiano perizoma, in Turco ipli külot (“mutandine strette”), e in Bulgaro è conosciuto come prashka (“fionda”). Una metafora che si usa spesso, specialmente in Sud America, è filo interdentale, che in Spagnolo diventa hilo dental e in Portoghese fio dental. Un termine slang dello Spagnolo Portoricano, usato dagli artisti Reggaeton, è gistro.
  • V-string
    Come il G-string è costituito da un unico filo nella parte posteriore che si separa in due parti in corrispondenza dell’elastico o in un piccolo triangolo di stoffa sopra le natiche, ma sotto la vita può avere strisce di tessuto sui fianchi come il T-back.
  • T-back
    La parte posteriore è un pezzo di stoffa che ha la forma della lettera “T”. Il suono della parola viene confuso dai Giapponesi con l’espressione tea bag (bustina di thè), e si è creata talmente tanta confusione che questo tipo di tanga oggi viene chiamato così nei dizionari Giapponesi. Nei dialetti della lingua Cinese, il G-string si chiama comunemente dingziku (丁字褲/丁字裤) che letteralmente significa “pantaloni a forma della lettera T”. In Coreano si dice 티팬티 (“pantoloni a T”).
    Tuttavia, anche in Inglese il termine T-back può avere diversi significati (ad esempio, nella letteratura per bambini l’autore E.L. Konigsburg ha pubblicato il libro T-backs, T-shirts, Coat and Suit).
  • C-string
    Stretto come il G-string ma senza la striscia di stoffa intorno alla vita, lascia una parte a forma di “C” tra le gambe, tenuta in sede da un ferretto interno flessibile. Dal momento che non c’è nessun pezzo di stoffa intorno alla vita, il C-string non si vede attraverso i vestiti e non lascia i segni che i tanga e altri tipi di costumi possono lasciare quando ci si abbronza.
  • A cintura
    E’ ideato per essere usato specificatamente come un supporto atletico per ballerini maschi, specialmente nel balletto. Il suo scopo è proteggere e supportare durante l’attività atletica o la danza senza essere visto attraverso indumenti come la calzamaglia o il body.
  • Cheeky
    Questo modello copre un pò di più, ma lascia comunque scoperti i glutei.