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Il termine asparago deriva dal greco aspharagos, che significa germoglio. Questa parola può indicare sia la pianta intera sia i germogli che la caratterizzano.
L’asparago è particolarmente conosciuto per le sue proprietà diuretiche e la sua storia è lunghissima, addirittura millenaria. Gli asparagi possono essere distinti in asparagi maschi ed asparagi femmine: si tratta per questo motivo di una specie dioica. Le femmine si caratterizzano per portare i frutti e delle piccole bacche rosse che contengono i semi.
La parte commestibile dell’asparago è chiamata turione, mentre le sue radici prendono il nome di rizomi. I gambi degli asparagi vanno raccolti prima che raggiungano una consistenza eccessivamente dura. Le sue foglie sono estremamente ramificate ma anche piùttosto esili e minute. Ricordiamo che gli steli più lunghi degli asparagi sono quelli ad avere la consistenza più morbida, a differenza di quanto accade in altre specie di verdure nelle quali son le parti più piccole ad essere caratterizzate dalla maggior tenerezza. Possiamo coltivare gli asparagi nei campi oppure in serre che prendono il nome di asparagiaie.
La semina si può effettuare tra i mesi di marzo e di giugno, facendo attenzione a trovare una terra ricca e piùttosto friabile e a piantare le verdure con una decina di centimetri di distanza l’una dall’altra. Questo suolo inizierà la produzione di asparagi all’incirca dopo due o tre anni a partire dal momento della semina ed essa potrà continuare per dieci-dodici anni circa.
Per quanto riguarda le diverse tipologie di asparagi, distinguiamo l’asparago bianco, dal sapore sottile e delicato, l’asparago verde dal gusto intenso e dolciastro e l’asparago viola dal gusto lievemente amarognolo.
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