Lo squisito cioccolato, che da sempre ha fatto venire l'acquolina in bocca ai milioni di estimatori che possiede in tutto il mondo (e non solo a loro), ha una sua lunga storia e per arrivare ai nostri denti subisce una particolare lavorazione che pochi conoscono. In questo manuale, oltre ai soliti prezzi correnti, all'elencazione delle marche, eccetera, focalizzeremo l'attenzione anche su questi aspetti meno conosciuti.

Storia del cioccolato

La storia del cioccolato affonda le radici nell'antichità, ed in realtà anche un asserzione di questo genere è piùttosto restrittiva, in quanto le vere origini del cioccolato sono millenarie; sebbene la pianta fosse presente nell'america meridionale già nel 4000 a.C., si pensa che si fosse dovuto attendere fino al 1000 a.C. per il suo vero sfruttamento agricolo, periodo in cui i Maya si ingegnarono per avere la possibilità di coltivarla (anche ad altitudini maggiori rispetto al cacao selvatico).
Le zone geografiche dove ciò poteva avvenire senza problemi, in quanto il 'theobroma cacao' predilige climi caldi e abbastanza umidi, erano indubbiamente quelle afferenti alla costa del centroamerica, ovverosia quelle che oggigiorno corrispondono pressappoco agli stati del Guatemala e del Messico meridionale.

Il cacao non era utilizzato solamente per scopi alimentari, ma anche per avere le grazie dagli dei; numerosissime sono le rappresentazioni figurative di riti particolari che gli antichi Maya eseguivano utilizzando il cioccolato come offerta propiziatoria.
Fiorirono in questo frangente numerosissime leggende intorno al cioccolato. Per questo motivo il cacao veniva considerato come un qualcosa con un aurea di mistero intorno, arrivandolo persino ad associare ad una particolare dea: Xochiquetzal. Utilizzato nell'america precolombiana come moneta di scambio, arrivò a fare parte del tesoro di Montezuma.

La scoperta del cacao da parte degli europei, al contrario, tardò di molto ad arrivare; nonostante parecchi prodotti fossero stati importati dopo la scoperta delle Americhe, il cacao non ebbe fortuna e fu reputato una 'scoperta non importante' da Isabella I di Castiglia. Solo un secolo dopo si organizzò la prima nave per il trasporto di grandi quantitativi di cacao.
Dopo lo sfruttamento da parte degli spagnoli dei semi di cacao, gli Olandesi sottrassero loro il primato nel 17° secolo; nel 18° secolo a Venezia, nelle botteghe del caffé, veniva servita anche la cioccolata calda. Infine per la realizzazione della vera e propria barretta di cioccolato, che tutti noi oggi conosciamo, si attese fino al 1820.
Col 19° secolo fioriscono le prime grandi industrie di lavorazione della cioccolata, presenti tuttora: la Frey svizzera, la Nestle, e altri.

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Cenni sulla lavorazione del cioccolato

La lavorazione, come abbiamo già accennato, è un procedimento lungo e laborioso che si articola in più fasi. Possiamo distinguere in particolare due tipi di lavorazione: quella che trasforma il seme del cacao in 'liquore' direttamente utilizzabile, e quella che parte dal 'liquore' per creare, tramite svariati passaggi, la barretta di cioccolato. Ricordiamo che dal 'liquore', detto anche massa di cacao è possibile ricavare anche il cacao in polvere, anch'esso molto comune.
Per quanto riguarda la prima fase, essa si suddivide a sua volta in sottofasi ed in particolare:

  • Fermentazione: può essere eseguita in diversi modi, e con diversi tempi, a seconda sia del tipo di cacao che si tratta. In ogni caso essa è solitamente inferiore alla settimana e serve a non far continuare a germogliare il seme e a rammollirne la polpa. Nonostante è il primo dei procedimenti per ottenere il cacao (e da quello ovviamente la cioccolata), è uno dei più importanti.

  • Essiccazione: i cotiledoni (strutture che inglobano i semi) vengono essiccati al sole per al massimo 2 settimane, cosicché possa togliersi tutta l'umidità che potrebbe portare all'ammuffimento degli stessi.

  • Torrefazione: Viene ottenuta in appositi forni posti ad una temperatura intorno ai 100°C per quasi 2 ore.

  • Arrivato a questo punto avviene uno spellamento del cotiledone e vengono tolti i germogli, operazioni che in gergo vengono dette decorticazione e degerminazione, dopo le quali i cotiledoni possono essere già venduti, altrimenti si procede con la...

  • Triturazione: essa avviene a caldo, in modo tale che il grasso contenuto nei cotiledoni fonda e si ottenga una massa bruna detta liquore; per amalgamare meglio questa massa si è soliti utilizzare in questa fase come additivo il carbonato di potassio.

Per quanto riguarda la seconda fase, essa si suddivide essenzialmente in:

  • Miscelazione: a seconda del tipo di cioccolato che si vuole ottenere, si aggiungono svariati ingredienti, i più comuni dei quali sono lo zucchero, la vaniglia, eventualmente il latte e il burro di cacao.

  • Concaggio: serve a miscelare in modo più intimo gli ingredienti ad una data temperatura e rompere i grumi presenti; questa fase dura un tempo incredibile, che per i cioccolati più pregiati arriva quasi ad una settimana!

  • Temperaggio: che consiste nel processo di raffreddamento lento del prodotto ottenuto, alla fine del quale avremo finalmente la nostra barretta di cioccolato.

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Tipi di cioccolato

I tipi più comuni di cioccolato sono i seguenti:

  • Cioccolato bianco: è un cioccolato che qui in Italia ha avuto una particolare diffusione grazie anche alla pubblicità a Galak della Nestle, cioccolato bianco per bambini. Ha un colore avorio, riflette la luce in maniera abbastanza marcata, ha un profumo forte, ricco e persistente; nel profumo si può avvertire (oltre al latte) anche il burro, e profuma leggermente di vaniglia e biscotto. Ha un gusto dolce molto forte ed esso al palato non svanisce, risultando particolarmente indicato quando lo si deve accompagnare ad altri dolci.

  • Cioccolato al latte: è il cioccolato che tutti noi conosciamo. Consumato in maggior parte dai bambini, per i quali il cioccolato amaro ha un gusto troppo forte, marcato e non allineato alla loro idea di 'buono', ha un colore marrone chiaro, lucido, col profumo intenso, ricco, che va verso il caramello e il cacao. Grazie alla sua quantità non spropositata (ma percettibile) di grassi, il suo scioglimento al palato risulta molto facile.

  • Cioccolato mi-doux: Unione fra cioccolato al latte e fondente, qui in Italia viene spesso confuso col cioccolato nero, anche se non ha mai avuto una grande fortuna. Il suo profumo ha una leggera sfumatura di liquirizia o caffé.

  • Extra-amaro e amarissimo: È il classico cioccolato utilizzato nelle uova di Pasqua o sui dolci. Possiede un profumo molto forte che rimane nell'ambiente per alcuni minuti.

Inoltre il cioccolato può contenere varie quantità di cacao. Il cioccolato più pregiato può arrivare a contenerne il 99% (es. l'extra-nero della Lindt); in generale la regola dice che più cacao contiene più il cioccolato risulterà amaro al palato. Ma cos'è la parte restante? Beh, oltre lo zucchero 'di rito', il resto risulta costituito da burro di cacao e pasta di cacao.

Per quanto riguarda la tipologia di commercializzazione, il cioccolato può trovarsi in diverse forme. Famosissima la classica barretta (piccola o media nel caso di consumo 'as is', grande (con quadretti di dimensioni maggiori) nel caso di uso su torte e dolci in generale); ques'ultimo viene spesso grattuggiato sopra i dolci oppure sciolto e miscelato appropriatamente con altri ingredienti.

Come cioccolatini, i più famosi sono i gianduia ed i cremini. I gianduia sono fatti sostituendo parte del cacao con nocciole tostate; all'inizio realizzato per una mera questione economica, oggi incontra i gusti di molte persone. I cremini sono realizzati alternando strati di gianduia con strat.

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Benefici del cioccolato

Il cioccolato, così come il cacao, suo ingrediente base, hanno numerose caratteristiche positive sia a livello metabolico che a livello cardiaco, questo è dovuto in gran parte alle sostanze contenute. Stimolante per il sistema nervoso, regolatore dello stimolo della fame, rinvigorente e tonificante, alcune fra queste sue virtù erano conosciute fin dall'antichità e non a caso in tempi successivi è stato dato un nome particolare alla pianta: 'theobroma cacao', ovvero cacao, cibo degli dei.
Particolare importanza ha poi la presenza di grassi insaturi, che rendono il cioccolato uno degli alimenti più digeribili.
Per quanto riguarda delle molecole caratteristiche del cioccolato, vale la pena ricordare la teobromina, l'anandamide, il triptofano e tracce di caffeina.

Altre virtù, quali quelle del sistema cardiaco/circolatorio, sono state dimostrate solo da un paio di anni: il cioccolato, specie quello fondente, sembra faccia bene al cuore (questo meccanismo è stranamente inattivato dal consumo contemporaneo di latte (ecco perché il cioccolato a latte non apporta gli stessi benefici)), oltre a fare bene alle arterie impendendone l'indurimento. Tra le virtù vere e quelle presunte non sempre tuttavia ci si sa orientare e non sempre si sa perfettamente disgiungere le une dalle altre. Così altre virtù a mio avviso meno documentate, ma pur sempre sostenute da alcuni medici sono:

  • Possibile riduzione della pressione arteriosa.

  • Azione antidepressiva e in generale positiva per l'umore degli individui dovuta alla feniletilammina.

  • Azione afrodisiaca, con particolare aumento della funzione sessuale.

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Aspetti da considerare e normativa vigente sul cioccolato

Quando si compra una tavoletta di cioccolato occorre fondamentalmente guardare la percentuale di cacao che ha. Ovviamente non è detto che una cioccolata con una percentuale maggiore di cacao abbia la garanzia che quella considerata sia la migliore cioccolata in assoluto, ma certamente risulta un'utile cartina di tornasole qualitativa generica.
Un elemento spesso sottovalutato (e non documentato) è la qualità del burro di cacao utilizzato: quello perfetto dovrebbe sciogliersi verso i 20°C, donando al cioccolato quella scioglievolezza particolarmente gradevole al palato.
Esiste poi una lunga discussione sui quantitativi adeguati di pasta di cacao, burro di cacao, latte, eccetera per determinare una buona cioccolata. La politica non è certo rimasta indifferente alle particolari obiezioni o consigli rivolti dai consumatori ai produttori di cacao, ecco perché, almeno a livello europeo, esiste già dal 2000 una legislazione a proposito. Il testo è quello della direttiva 36/2000 raccolta dal nostro governo con Dlgs 178/2003, che stabilisce che per avere il nome 'cioccolata', il prodotto che compriamo debba contenere almeno il 35% di sostanza secca totale (denominata spesso con l'etichettatura cacao minimo: %) di cui, in particolare, all'interno di questo:

  • non meno del 18 % di burro di cacao.
  • non meno del 14 % di cacao secco sgrassato.

Se poi si vogliono associare all'etichetta particolari aggettivi o espressioni che ne sottolineino la qualità, occorre che la sostanza secca totale sia dell'ordine del 43% e 35%, a seconda ci si riferisca a 'cioccolato' oppure a 'cioccolato al latte'.
Inoltre non si può sofisticare il cioccolato con altri grassi che non siano il burro di cacao (o meglio lo si può fare, ma in una misura inferiore al 5%, semplificando la complessa normativa italiana).

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Prezzi e marche del cioccolato

Per quanto riguarda i prezzi, come in molti prodotti del genere differiscono molto da stato a stato, da marca a marca. Alla stesura di questa breve guida (Maggio 2007) i prezzi variano da 1€ ogni 100 grammi agli oltre 5€ per cioccolati particolarissimi e ricercati (come quelli a cui si aggiunge il peperoncino, all'uva o ad altri aromi). Il costo si innalza nel caso in cui si vada a scegliere dei cioccolatini anziché una tavoletta di cioccolata, oppure ancor meglio dei praliné, particolari cioccolatini con ripieno.

Le marche più famose sono la Frey, la Lindt, la Nestle in tutto il mondo, la Ferrero, Novi, Perugina in Italia; purtroppo la Frey è difficile (se non pressoché impossibile) da trovare in Italia, altrimenti sarebbe un'ottima marca Svizzera (anche se molti svizzeri la snobbano in quanto hanno una maggior varietà di marche).
La Svizzera appunto è una dei maggiori (e migliori) produttori di cioccolata, ma anche il primo fra i consumatori, arrivando a sfiorare la bellezza di 9,5 Kg pro capite annui! Anche il Belgio e l'Olanda hanno ottime tradizioni cioccolatiere, mentre per import complessivo gli Stati Uniti vantano un bel primo posto, con un 20% delle importazioni complessive mondiali.

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Migliori marche di cioccolato

  • Caffarel
    Grande marchio divenuto uno dei simboli del cioccolato italiano, Caffarel è presente sul territorio da oltre 180 anni, periodo in cui ha potuto maturare una grande esperienza nel settore.
    Situata nello stabilimento di Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, l’azienda compie tutte le fasi di trasformazione e lavorazione del prodotto presso la sede centrale, unendo alla ricetta tradizionale tanto apprezzata dal pubblico quelle lavorazioni tecnologicamente avanzate in grado di velocizzare e rendere meno costosi i processi, permettendo così di concentrarsi interamente sul prodotto.

  • Ferrero
    Si fondano intorno agli anni 40 del ‘900 le radici di questa azienda che è diventata velocemente rappresentante dell’Italia nel mondo grazie anche a prodotti storici universalmente conosciuti come la Nutella.
    La sua sede centrale di Pino Torinese è il centro nevralgico della Ferrero, da cui viene diretta l’intera attività e si coordinano le altre storiche sedi. Il principio fondamentale che negli anni ha ispirato il lavoro così produttivo di questa società è l’attenzione alla massima qualità del prodotto, eccellenza che si esprime a partire dai materiali e che passa dalle confezioni finemente lavorate.

  • Domori
    Azienda di recente istituzione fondata da Gianluca Franzoni (alias Mack Domori), ha iniziato nel 1993 con la piantagione del cacao e l’anno successivo si è proceduto al raccolto. E’ iniziata così la sfida.
    La mission della Domori, denominata “Cacao Cult”, attesta la straordinaria passione verso il cacao e il cioccolato che spinge il presidente, passione che come si evince dal sito lo ha portato a lunghe sperimentazioni e lunghe notti insonni alla ricerca della massima qualità per il proprio prodotto.

  • Streglio
    Leader nella produzione di questo affollato settore, la Streglio nasce nel 1885 a Torino ad opera di Pietro Arturo Streglio. All’interno dello stabilimento dell’azienda viene effettuato l’intero ciclo di produzione del prodotto con questo marchio, arrivando alla tostatura delle nocciole e passando dalla tostatura del cacao. Anche per questo brand la qualità è uno dei principi fondamentali, con una rigorosissima scelta delle materie prime combinate nell’offerta per i propri clienti.

  • Arione
    Nata dall’intuizione di Andrea Arione e di sua moglie Rosa, questa azienda nasce nel 1923 come un bar-laboratorio per la produzione di cioccolato. Il successo di questo locale a Cuneo che unisce la produzione e la vendita di cioccolato artigianale ha avuto un grande successo locale, fama che poi si è espansa grazie anche a manifestazioni fieristiche come il Cioccolatò.

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Baci Perugina

Baci Perugina

Alzi la mano chi non ha mai pensato, a San Valentino, ai Baci Perugina. Un binomio ormai indissolubile da decenni, fondato sul gusto e sulla qualità, ma soprattutto sulla poesia e su azzeccate scelte pubblicitarie. Oggi uno dei cioccolatini più consumati in Italia, e non solo in prossimità del San Valentino, i Baci Perugina nascono con il nome di “Cazzotti” negli anni ’20, per via della forma insolita che ricorda un pugno chiuso con una nocca in evidenza.

Sebbene l’origine si perda, strano a dirsi per un prodotto del genere, nella leggenda, sappiamo che l’idea fu di Luisa Spagnoli, che creò i cioccolatini con la granella di nocciola avanzata dalla lavorazione di vari prodotti, mentre il nome “Bacio” fu loro attribuito da Giovanni Buitoni, uno dei fondatori della Perugina. La celebre scatola blu con gli innamorati è invece un’idea di Federico Seneca, che curò negli anni ’20 l’immagine dei Baci, rielaborando per la confezione un quadro di Hayez (“gli innamorati”). Ma i baci, ovviamente, non sono soltanto storia e tradizione. Stiamo parlando anche dei tanto acclamati bigliettini con aforismi e frasi celebri, che non puoi far a meno di leggere anche se la cosa può sembrarti alquanto smielata..

Oggi i cartigli sono addirittura oggetti da collezione! Ma soprattutto parliamo di una cioccolata buonissima, all’esterno fondente, dentro gianduia e granella di nocciola, fino al tocco magico, la nocciolina intera che conferisce al bacio la sua forma caratteristica. Il tutto, rivestito da un incarto di stagnola argentata che riproduce un cielo stellato. Oggi la Perugina si è sbizzarrita, non soltanto nella produzione di varianti (il “bacio rosso” alla ciliegia, le barrette di cioccolata al bacio) ma anche e soprattutto nella creazione di confezioni speciali e nel lancio di singolari spot pubblicitari. Innamorati o meno, insomma, la cioccolata è quel che è, e non richiede ulteriori commenti. Baciatevi pure!

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Cioccolata Perugina

Cioccolata Perugina

Adoro la cioccolata fin da quando ero piccolina: bianca, al latte, fondente, con cereali, nocciole, tutta la cioccolata per me è una meraviglia e un vero e proprio piacere da gustare. Se i miei gusti in fatto di tipologia di cioccolata sono molto flessibili, lo stesso non posso dire per la marca della cioccolata. Le ho provate praticamente tutte: alcune troppo dolci, altre troppo grasse e burrose, altre ancora eccessivamente care rispetto alla quantità che offrivano…

La Perugina è la cioccolata per eccellenza! Offre una vastissima gamma di scelta, barrette, cioccolatini semplici, ripieni, al latte o fondenti, e tutti hanno un gusto veramente speciale. Un tipo di cioccolata che utilizzo molto frequentemente è la tavoletta da cinquecento grammi, specifica per preparare torte o biscotti. La composizione della pasta, permetta che venga sciolta a bagno maria molto facilmente. In questo modo riesco a preparare torte e dolci di ogni tipo, farciti, con scagliette di cioccolata, con ottimi budini insaporiti da quadratini sciolti.

Ho provato a cambiare marca, ma i miei dolci non venivano mai come quando utilizzo la Perugina: la cioccolata non si sciogliva bene, rimanevano grumi, era difficile spalmarla e poi rimanevano di una strana consistenza. Per questo motivo è da più di tre anni che la scelta è sempre la stessa, anche perché la barretta classica risulta ottima da mangiare e ideale anche per cucinare i miei iper calorosi dolci!

E a chi mi dice che la cioccolata fa male, fa venire i brufoli o fa ingrassare, io rispondo che se proprio devo ingrassare lo faccio con la cioccolata migliore che esista! Per me resta sempre la migliore e anche se la concorrenza propone sempre novità, la cioccolata buona non la sanno fare tutti, soprattutto mantenendo invariato il sapore del cacao, senza aggiungere grassi superflui, coloranti o sostanze che ne alterano la qualità.

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Ferrero Rocher

Ferrero Rocher

Un concentrato di bontà. Una piccola dorata tentazione. Il Ferrero Rocher è la pralina per eccellenza del “mordi e fuggi”, della trasgressione con piccolo senso di colpa annesso, quando il nostro ennesimo proposito di metterci a dieta si mostra fallimentare. Reclamizzato anni fa da un noto spot, oramai un classico, con la signora chic in giallo ed il cordiale autista Ambrogio a sedarne gli appetiti (non fraintendete!), oggi, coerentemente con l’immagine di allora, è pubblicizzato in un nuovo spot con la presentatrice Caterina Balivo, e racconta di party, esclusività e lusso.

La visual identity del prodotto è infatti molto definita, ci rimanda ad un mondo di sfarzo, ricchezza, aristocrazia. Un prodotto, insomma, che vuole presentarsi in un’aura di lusso e prestigio, nella sua ricca veste non a caso dorata. I Ferrero Rocher sono prodotti dalla piemontese Ferrero, la multinazionale che produce anche Nutella, tic tac e la kinder. Ferrero Rocher nasce nel 1982, seguendo la creazione di altre note praline di casa Ferrero, come il delicato Mon Cheri alla ciliegia, o il Pocket Coffee con ripieno al caffè. Il Ferrero Rocher è una pralina rotonda, in cui si incontrano sapientemente il cioccolato e la nocciola. Il cuore è una nocciolina centrale, protetta da crema di nocciola e da una cialda croccante, a sua volta circondata da uno strato di cioccolato e pezzi di nocciola.

La pralina è avvolta, infine, in una veste di carta crespa dorata, ed adagiata in un pirottino di carta. In commercio si ritrova in piccole e pratiche confezioni da consumare velocemente ma anche in curate confezioni regalo, ed una particolare versione presenta addirittura Ferrero Rocher fondenti ed al cocco! Infine, molto utili le confezioni miste, in cui Ferrero Rocher è abbinato a Mon Cheri, Raffaello o Pocket Coffee, ideali per un gustoso e sicuramente gradito regalo. Un grande successo insomma, testimoniato dalla recente e curiosa notizia proveniente dalla Cina: un’azienda locale avrebbe letteralmente clonato il prodotto distribuendolo un po’ ovunque nel proprio paese, sotto un altro marchio ma nella stessa inconfondibile veste!

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Kinder Bueno

Kinder Bueno

Il Kinder Bueno è uno snack croccante e gustoso prodotto dalla Kinder, azienda di proprietà della piemontese Ferrero. Incarna perfettamente la funzione dello snack, adattandosi (come il termine stesso sottintende) al consumo veloce e fugace, quando si cerca qualcosa da mettere tra i denti, non si ha alcuna voglia di saltare il pasto imminente o di anticiparlo e non si conosce la reale portata del proprio appetito. Il primo punto di forza di Kinder Bueno è il gusto: un ripieno delicato di nocciole e latte, molto cremoso, dentro un wafer interamente ricoperto di cioccolato al latte. Gli ingredienti, riportati nel dettaglio anche sul sito web, includono un 31,5% di cioccolato al latte, ed il prodotto è privo di additivi, coloranti, conservanti e grassi idrogenati.

Il secondo è il formato: una volta aperta la confezione, infatti, troveremo ben due barrette di Kinder Bueno, potendo così scegliere di limitare il nostro snack o dare il via libera all’appetito e scartare anche il secondo. Un altro punto di forza potrebbe essere la sua “ergonomicità”: il Kinder Bueno è infatti a prova di morso, costruito in modo che ogni singolo morso possa portar via una porzione, senza sporcarci le mani e semplicemente tirando fuori di volta in volta dalla plastica un pezzetto di snack. Kinder Bueno è in vendita nella pratica confezione da due pezzi, ma anche nel multipack da 6, nel caso volessimo farne scorta. Si trova facilmente anche nei bar.

Molto interessante la recente trovata della Kinder, quella di lanciare il Kinder Bueno White, ricoperto da cioccolato bianco con granella di cacao e dal ripieno cremoso come nella versione classica. Anche il Kinder Bueno White è in vendita nelle confezioni da 2 e da 6 pezzi, e costituisce una valida golosa alternativa per chi non sa rinunciare ad uno snack facile e leggero.

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Nutella Ferrero

Nutella Ferrero

La Nutella griffata Ferrero è senza dubbio uno di quei prodotti alimentari che non ha bisogno di particolari presentazioni. In Italia è sicuramente la crema spalmabile alla nocciola più conosciuta, apprezzata e venduta. La versatilità è uno dei suoi maggiori pregi, non a caso, infatti, è possibile trovare centinaia di ricette che ne prevedano l’uso. Può essere adoperata per farcire torte, cornetti e pasticcini, ma anche per condire la pasta o accompagnare alimenti salati come ad esempio le focacce. Nel primo caso il profumo ed il sapore delicato della crema esaltano la dolcezza dell’impasto a differenza di quel che accade nella seconda ipotesi dove, piùttosto, si viene a creare un contrasto tanto insolito quanto delizioso.

Nonostante i molteplici impieghi, la sua classica funzione è quella di guarnire una nuda fetta di pane ed è proprio in occasione di questo semplice connubio che il gusto si esalta in maniera straordinaria ed inimitabile. Una pratica molto diffusa ed alla moda, che trova applicazione prevalentemente nelle feste private, è quella di tagliare in due parti una baguette e di spalmarvi la Nutella all’interno. Si tratta di un’idea originale per preparare in modo semplice e veloce uno snack da servire durante un party.

A seconda delle diverse esigenze di consumo è possibile scegliere se acquistare una confezione “da viaggio” o da “casa”. Nella prima categoria rientrano quelle realizzate in materiale plastico, spesso in formato mono-porzione, che si distinguono dalle altre per la spiccata maneggevolezza. Nel secondo gruppo, invece, rientrano quelle in vetro, progettate in formati appartenenti a tre principali ordini di grandezza: piccola, media e grande. La versione ridotta si distingue dalle altre in quanto è un vero e proprio bicchiere decorato che, una volta consumato il prodotto, può essere utilizzato come tale. La variante maggiore, invece, viene solitamente proposta in modelli usa e getta, ma in circostanze speciali (es. festività) può avere la forma di una brocca o di una caraffa.

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Puro cioccolato fondente extra Novi

Puro cioccolato fondente extra Novi

Il cioccolato rappresenta indubbiamente il prodotto dolciario per eccellenza. Ad un gusto a dir poco prelibato, infatti, abbina una notevole serie di proprietà benefiche per l’organismo, svelate nel corso degli ultimi anni da un imponente numero di ricerche scientifiche. In tale ottica salutistica si colloca anche il “Puro cioccolato fondente extra” a marchio Novi, realizzato con i migliori ingredienti secondo un accurato controllo di tutte le materie prime e del prodotto finito, attraverso il costante monitoraggio delle diverse fasi del processo produttivo. Novi si colloca, quindi, nelle prime posizioni della classifica del cioccolato made in Italy, non solo per gli elevati standard qualitativi, ma anche per l’indiscussa notorietà della marca.

Come non ricordare, infatti, il famoso spot pubblicitario che alludeva e poi smentiva l’origine svizzera degli articoli dell’azienda? Lo slogan rimane saldo nella mente al pari delle peculiarità di ogni tavoletta che si distingue per l’intenso profumo di cacao – fedele a quello degli originali semi – e per il sapore piacevolmente agro. Il colore, lucente e di tonalità nera, solitamente privo di sgradevoli macchie bianche ed aloni, rappresenta certamente un valore aggiunto del prodotto, il quale, ancor prima di essere assaggiato, solletica il gusto mediante la vista. Per quel che concerne, poi, le modalità d’impiego c’è soltanto una parola chiave: versatilità.

Questo tipo di cioccolato, difatti, è adatto sia per essere gustato al naturale, cioè così come si presenta nella confezione, sia per essere accompagnato con altri alimenti, vedi pane e fette biscottate. E’ anche indicato per essere sciolto a bagnomaria ed essere utilizzato per farcire qualsiasi genere di torta o guarnire qualunque avanzo che necessita di essere insaporito, come ad esempio una morbida fetta di pandoro. In commercio – presso la maggior parte dei negozi di alimentari – ne sono reperibili formati dalle svariate dimensioni, ma quello da 100 g è senza dubbio uno dei più diffusi.

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