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L’ olio d’oliva è una sostanza liquida untuosa non solubile in acqua, estratto dalla spremitura delle olive, usato come condimento in cucina.
Olio d'oliva
È una produzione tipica delle zone mediterranee, l’ulivicultura, oramai conosciuta da millenni. L’ulivo impiega diversi anni per raggiungere uno stadio in cui è possibile ricavare una quantità considerevole per produrre olio.
La pianta si presenta come un arbusto nodoso sempreverde, e la maturazione delle olive avviene tra ottobre e dicembre, a seconda delle varietà. La raccolte delle olive può avvenire in modo manuale o meccanico. Alla raccolta segue il processo di spremitura nei frantoi e l’ottenimento dell’olio.
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Tipi di olio
Le diverse colorazioni dipendono dal terreno di coltivazione e ciò gli conferisce o meno un sapore più o meno intenso. L’estrazione dell’olio si dive in molitura, gramolatura e estrazione, la decantazione e il filtraggio permettono di ottenere l’olio pronto all’uso. Naturalmente le olive vengono lavate e private delle foglie prima di essere spremute.
Per gustare l’olio d’oliva il modo migliore è assaggiarlo sul pane o versarlo in un bicchierino, scaldarlo tra le mani e sentirne gli odori che si liberano e poi assaggiarne alcune goccie per comprenderne l’intensità. Gustare l’olio permette di individuare il sapore dominante, dal fruttato al mandorlato al piccante. Oggi va delineandosi una vera cultura dell’olio d’oliva considerato come un prodotto tipico italiano importato in tutto il mondo.
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Varietà di olive in Italia
In Italia abbiamo 500 varietà di olive, ciascuna permette di produrre un olio dal colore e dalla profumazione diversa. L’impiego dell’olio è conosciuto per salse, bruschette, insalate, per minestroni e verdure, cotto è impiegato per i fritti, gli arrosti, i soffritti, i ragù e cosi via. Nel campo medico il suo utilizzo è consigliato in pazienti con colesterolo e favorisce la digestione, per questo è preferibile utilizzarlo a crudo e per fritti.
Si conserva in contenitori di vetro. Si classifica in extravergine, ottenuto dalle olive con spremitura meccanica, vergine con acidità elevata, sansa d’oliva ricavato dai derivati scaturiti dopo aver estratto l’olio. Oggi viene impiegato anche nella cosmesi grazie alle sue proprietà fortemente idratanti e lenitive.
Le varietà italiane di olive da olio sono innumerevoli e si sono affermate zona per zona attraverso una esperienza colturale plurisecolare. La coltura dell'olivo in Italia è rivolta soprattutto verso la produzione di olive da olio; in alcune regioni, tuttavia, si producono anche olive da destinare alla mensa, con varietà adatte a scarso contenuto in olio.
Tale produzione riveste particolare importanza in Sicilia e in Puglia (75% del totale), meno in Calabria, Lazio, Campania, Marche e Basilicata. Le olive per essere commestibili vengono sottoposte a vari procedimenti a seconda della varietà e dello stadio di maturazione al quale vengono utilizzate (olive verdi e olive nere). Le olive da mensa vengono preparate conciate in salamoia allo stato verde e nere, conservate sottolio, salate, essiccate, farcite.
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Come si produce l'olio d'oliva
La materia prima per l'estrazione dell'olio è rappresentata dalle olive, il cui peso varia entro limiti amplissimi (da g 1,3 a g 20); così pure variano i rapporti in peso tra la parte carnosa e il nocciolo, nonché, secondo la provenienza e le condizioni stagionali, i rapporti tra i diversi costituenti del frutto. Nel tipo medio d'oliva (g 3 circa) il nocciolo rappresenta il 10— 30% del peso del frutto. Le olive fresche di peso medio presentano approssimativamente la seguente composizione: acqua, 50%; olio, 22%; proteina grezza, 1,60%; idrati di carbonio, 19,10%; cellulosa grezza, 5,80%; ceneri, 1,50%.
Le olive, prima dell'estrazione, vengono lasciate un po' a sé, distese possibilmente su un'ampia superficie; in tal caso esse perdono parte dell'acqua di vegetazione ed hanno quindi una composizione un po' differente dalle olive fresche. Il tenore in acqua può abbassarsi al 35 - 40% e quello in olio innalzarsi al 30 - 35%. La composizione dell'olio che si ottiene varia secondo Io stato di maturazione del frutto, che è bene sia colto poco prima del suo completamento.
Lo schema generale delle varie operazioni necessarie per l'estrazione dell'olio d'oliva per uso commestibile è il seguente: a) frangitura dell'oliva in frangitore meccanico efficiente, che prepara una pasta d'olive adatta alla prima pressione; b) prima pressatura in presse idrauliche a media pressione; e) rimacinatura della pasta alle molazze in pietra oppure in frangitore come sopra; d) seconda pressatura in superpresse aperte o con gabbie; oppure, invece delle operazioni di cui ai punti a), b), e) e d), frangitura meccanica, gramolatura, efficace scolatura spontanea dell'olio separatesi (anche fino all'80% dell'olio totale presente), passaggio del residuo alla pressa continua.
La maggior parte degli oli di prima pressione con caratteri organolettici normali non richiede la raffinazione, mentre più frequente è la necessità di raffinare quelli di seconda pressione; ciò dipende, soprattutto, da un'acidità superiore al 4%. Vi sono casi speciali nei quali la raffinazione è necessaria anche se l'olio di prima o seconda pressione è poco acido. Altro caso speciale può essere costituito dal colore eccessivamente intenso; in questa circostanza si ricorre alla decolorazione totale o parziale con terre attive, previa eventuale deacidificazione.
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Qualità di olio d'oliva
Le principali classificazione della qualità dell'olio sono le seguenti:
- Olio extra vergine d'oliva
ottenuto meccanicamente dalle olive, previo lavaggio, filtrazione e sedimentazione, senza aver subito manipolazioni chimiche e con un massimo di acidità dell'1% in acido oleico, senza tolleranza alcuna;
- Olio sopraffino vergine d'oliva
ottenuto come sopra e con un massimo di acidità dell'1,5% in acido oleico;
- Olio fino vergine d'oliva
ottenuto come sopra, e con un massimo di acidità del 3% in acido oleico;
- Olio vergine d'oliva
ottenuto come sopra e con un massimo di acidità del 4% in acido oleico;
- Olio d'oliva rettificato
ottenuto da oli lampanti, resi commestibili mediante la sola neutralizzazione con alcali e manipolazioni fisiche, con acidità massima dello 0,5% in acido oleico;
- Olio di sansa di oliva rettificato
ottenuto da olio estratto con solventi dalla sansa di olive e da olio lavato, reso commestibile mediante la sola neutralizzazione con alcali e manipolazioni fisiche, con un'acidità massima dello 0,5% in acido oleico;
- Olio d'oliva
miscela di oli d'oliva vergini con olio d'oliva rettificato, con acidità inferiore al 2% in acido oleico; 8) olio di sansa e d'oliva,, miscela d'olio di sansa d'oliva, rettificata con oli d'oliva vergini, con un massimo del 3% in acido oleico. Una successiva modifica al suddetto decreto legge consente la neutralizzazione con mezzi fisici che non provochino nell'olio modificazioni più profonde di quelle provocate dalla neutralizzazione con alcali.
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Migliori produttori d'olio di oliva
- Carli
L’azienda Carli nasce nel lontano 1911 diventando negli anni successivi il fornitore principale di olio extravergine d’oliva di casa Savoia, grazie a vari riconoscimenti ottenuti per l’alta qualità dell’olio prodotto. Con l’evoluzione dei tempi l’azienda ha rimodernato il proprio apparato produttivo utilizzando impianti moderni, e un laboratorio di qualità che certifica il prodotto finale. Un produttore che evoluto anche la modalità di vendita, attraverso internet, catalogo o telefono con consegna direttamente a domicilio.
- Toniolli
l’azienda originaria fu fondata alla fine dell’800, successivamente ampliata e ricostruita a causa di una frana negli anni 40.Il suo olio ha ottenuto il riconoscimento Dop convertendosi anche come prodotto biologico. Presenta sul mercato un prodotto di alta qualità e genuinità, ottenendo anche il riconoscimento come olio caratteristico del lago di Garda, appartenete al consorzio di tutela che è incarica di vigilare sulla corretta produzione dell’olio secondo i parametri previsti dalla legge.
- Monini
la storia del gruppo Monini inizia negli anni 20 con Zeffiro Monini a Spoleto, ampliandosi successivamente con l’acquisto di terreni nel Lazio, Marche e Romagna. L’unico momento in cui fu interrotta l’attività fu durante la guerra ma negli anni 50 il fatturato incrementò e nel 2000, grazie all’elevata qualità dell’olio, fu fondata una sede anche nel nord America. Il frantoio, viene utilizzato durante l’anno per conferenze e seminari per promuovere la cultura dell’olio extravergine d’oliva.
- Camolio
l’olio Camolio è prodotto da un azienda irrigua siciliana, qui si perpetua la raccolta tradizionale a mano delle olive che vengono nello stesso giorno trasportate al frantoio e molite. Successivamente c’è la fase di spremitura e la conservazione in contenitori in acciaio inox. Il tempo qui ha lasciato inalterata la tradizione, permettendo di ottenere così un olio genuino dall’antico sapore.
- Radano
l’olio Radano nasce sul territorio del Monte Stella, nel salernitano, coltivato su una superficie di circa 15 ettari. La salella è la qualità utilizzata, indicata come specie autoctona. Un tempo lo si produceva con macina che girava grazie al lavoro di un asino, oggi l’impianto ha cambiato struttura e si è modernizzato, ma il profumo e la qualità dell’olio prodotto sono rimasti inalterati nel tempo.
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Nella base di quasi tutte le cucine del mondo c'è l'olio d'oliva, sia per insaporire che per dare maggiore valore nutrizionale. In Italia, poi, è fondamentale quasi per ogni piatto, grazie anche al fatto che siamo grandi consumatori di insalate. Di crudo o cotto con la pietanza non possiamo proprio farne a meno.
A che serve
L'olio è una sostanza grassa che si presenta in forma liquida a temperatura ambiente e che può essere di origine vegetale (olio d'oliva e di semi), animale (olio di balena, di fegato e di merluzzo), o minerale (di combustibile e lubrificanti provenienti dalla raffinazione del petrolio).
L'olio di oliva extravergine e vergine si ricava dalle olive di prima scelta (perfettamente sane e mature) unicamente con operazioni meccaniche quali la frangitura e la pressatura. Gli altri oli, sia che derivino dalla sansa delle olive di prima scelta o dalla pressatura delle olive di seconda scelta (sono considerate di seconda scelta le olive troppo mature o acerbe, bacate, alterate perché cadute a terra), subiscono anche trattamenti chimici.
L'uso più comune dell'olio è per la cucina, la cosmesi, la farmaceutica, i saponi, i carburanti e, un tempo, per le lampade.
Proprio per il largo uso che se ne fa, esistono oltre 750 milioni di coltivazioni di olive nel mondo, di cui il 95% solo nel bacino del Mediterraneo. La maggior parte della produzione arriva dal sud dell'Europa, dal Nord Africa, e dal Medio Oriente. Della produzione europea, il 93% arriva dalla Spagna, dall'Italia, dalla Turchia e dalla Grecia.
Solo in Spagna si produce il 40-45% dell'olio mondiale, mentre la Turchia copre il 25% della produzione mondiale. Negli Stati Uniti l'olio d'oliva proveniente dall'Italia, dalla Spagna e dalla Grecia è considerato il più pregiato e viene venduto a prezzi molto elevati, a volte in confezioni di lusso. Infatti, gli Stati Uniti sono i principali clienti per l'esportazione di olio in Italia, circa il 22% della produzione nostrana arriva in America . Il Paese che fa maggior uso di olio d'oliva è la Grecia, circa 26 litri pro capite all'anno, mentre in Italia e in Spagna circa 14 litri.
Alcuni studi hanno dimostrato che un maggior utilizzo di grassi monoinsaturi favorisce la probabilità dell'insorgere di patologie coronarie, siccome l'olio d'oliva è ricco di grassi monoinsaturi è fortemente consigliato nella dieta giornaliera. Nel 1994 la Food and Drug Administration ha stabilito che la razione giusta per ottenere questi effetti benefici è di due cucchiai da tavola, circa 23 grammi. Altri effetti positivi sono la regolazione del colesterolo, vasodilatazione, antiipertensione.
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Un po' di storia
Omero lo definiva "l'oro liquido", mentre nella Grecia antica veniva usato per cospargere il corpo degli atleti. Ciò vuol dire che l'olio d'oliva, per gli abitanti del Mediterraneo, è sempre stato considerato molto più che un semplice condimento alimentare ma addirittura un fonte magica di forza e benessere. La parola olio, infatti, deriva dall'antica lingua fenicia el'yon, che vuol dire "superiore" forse proprio per riconoscergli la superiorità rispetto ad altri grassi vegetali o animali disponibili a quel tempo.
L'ulivo, l'albero dal quale nascono e si raccolgono le olive per fare l'olio, è originario del bacino Mediterraneo; olive non coltivate, infatti, erano raccolte già nell'era neolitica circa 8 mila anni A.C. Ulivi selvaggi, non coltivati, potrebbero essersi originariamente prodotti in Asia Minore ma non è ben chiaro quando ne è iniziata la vera e propria coltivazione, se in Asia Minore nel sesto millennio A.C. o lungo la penisola del Sinai nel quarto millennio A.C.
In linea di massima si è quasi certi che le prime coltivazioni si fanno risalire nell'isola di Creta, dove sono state trovate alcune anfore per conservare l'olio, datata 3500 A.C. In alternativa si pensa che il primo olio ricavato dalle olive si faccia risalire al 4500 A.C. in Israele. Nell'est del Mediterraneo esistono ancora alcune presse per olive e alcune risalenti al periodo romano sono ancora in uso.
La prima estrazione di olio, di cui si ha prova, è stata resa nota grazie alla Bibbia ebraica ed è avvenuta durante l'Esodo dall'Egitto, nel XIII secolo A.C. Allora la pressatura delle olive avveniva a mano e l'olio estratto veniva conservato in contenitori speciali conservati e custoditi da alcuni preti. Bisognerà aspettare il 1000 A.C. per vedere le prive vere presse per olive, utilizzate dalle Confederazioni tribali e nel Regno d'Israel. Nonostante ciò non è stato ancora possibile risalire ad una dettagliata storia del procedimento di estrazione dell'olio dalle olive.
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Tipologie
Esistono diversi tipi di olio a seconda della loro origine: vegetale, animale e minerale. Quelli più diffusi sono quelli di origine vegetale, in quanto sono utilizzati in particolar modo per la cucina. Ne esistono due tipologie: olio d'oliva ed olio di semi; l'olio di ricino, anche di natura vegetale, è utilizzato invece come purgante. Come abbiamo già evidenziato, l'olio d'oliva si ottiene dalla spremitura di quest'ultime, mentre quello di semi mediante la pressatura di alcuni semi diversi, come ad esempio quelli di arachide, di girasole, di colza, di mais, di soia, ecc.
Per quanto riguarda l'utilizzo alimentare il migliore è indubbiamente quello d'oliva, grazie alla sua genuinità. Si ottiene, infatti, attraverso una spremitura meccanica che non inficia in nessun modo la composizione chimica e quindi la qualità dell'oliva. Dopo aver raccolto le olive, mediante diverse tecniche che non ne alterino la qualità, vengono portate al frantoio (luoghi attrezzati per la spremitura delle olive), inserite in dei cilindri e ridotte in pasta, dalla quale si ricava il 60-70% dell'olio totale.
Ciò che rimane di questa prima pasta viene nuovamente pressato con maggior vigore per ottenere altro olio, denominato di sansa. A questo punto l'olio può passare attraverso varie raffinazioni, regolamentate da leggi e che permettono di ottenere almeno otto definizioni di olio d'oliva. La più rinomata è quella "olio extra-vergine di oliva", ma vi sono altre denominazioni quali "olio di sansa" o semplicemente "olio d'oliva" e stanno ad indicare, appunto, i diversi tipi di olio prodotti dalle varie raffinazioni effettuate sulle olive.
Fra questi vi sono anche gli oli adulterati, ovvero quelli alterati mediante gli oli esterificati di sintesi. Bisogna stare molto attenti a questo tipo di prodotti, in quanto vengono miscelati con l'olio d'oliva e diventano impossibili da verificare, quindi diventano facilmente soggetti ad usi fraudolenti. Questo tipo di olio, quello esterificato, si ottiene con una sintesi della glicerina con acidi grassi di diversa provenienza, la cui componente può essere manipolata fino ad ottenere un olio molto simile all'olio d'oliva. Per poter sapere come individuare questo tipo di olio basta stare attenti al sapore, di solito quasi del tutto assente, e il colore, molto sbiadito, è difficile ma si con un po' di accortezza si possono "scovare".
Un'altra tipologia molto usata, soprattutto per le fritture, è l'olio di semi, che si ottiene per estrazione con solventi o sottoponendo a pressione meccanica diverse qualità di semi oleosi, che vengono poi successivamente raffinati. Da alcuni anni la legge prevede che questi oli siano venduti in recipienti ermeticamente chiusi e la loro composizione deve essere chiaramente indicata sull'etichetta, il suo costo è nettamente inferiore a quello dell'olio di oliva.
Gli oli di origine animale, invece, non vengono usati per l'alimentazione ma ad esempio come ricostituenti, è il caso dell'olio di fegato di merluzzo, il quale viene ricavato dal fegato fresco del merluzzo. Altri tipi, come l'olio di piede di bue, è usato per alcuni meccanismi delicati come quelli degli orologi o anche per la preparazione di alcune creme da barba.
Infine vi sono gli oli minerali, i quali sono miscele complesse di idrocarburi e derivano per la maggior parte dalla distillazione frazionata del petrolio. Il suo uso è per lo più industriale, come oli lubrificanti, o come additivi per migliorare le caratteristiche di alcune sostanze.
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Benefici e caratteristiche
Abbiamo fino ad ora discusso delle varie tipologie di olio, sottolineando il fatto che il più rinomato è quello d'oliva per le sue caratteristiche, vediamo nel dettaglio quali sono. Innanzitutto la composizione chimica: per il 70-80% è composto da grassi insaturi quali l'acido oleico e quello linoleico che occupa il 4-12%; per quanto riguarda la presenza dei grassi saturi abbiamo il 7-15% di acido palmitico e il 2-6% di stearico. E' importante che la percentuale di acido linoleico sia il più bassa possibile, in quanto questo garantisce una migliore stabilità all'ossidazione.
Ad ogni modo, anche la massima percentuale di acido linoelico presente nell'olio d'oliva la rende più bassa rispetto agli altri tipi di olio. Questo bilanciamento di acidi saturi e insaturi, in queste percentuali, è molto simile alla composizione grassa del copro umano, ed è proprio per questo motivo che l'organismo lo assimila facilmente. L'olio d'oliva moltiplica la sua presenza nei cibi che compongo la cosiddetta dieta mediterranea, dove viene consumato indistintamente sia crudo che cotto. L'olio d'oliva è risultato assolutamente benefico per le persone che ne fanno largo uso, minore incidenza degli infarti e quindi delle malattie cardiovascolari, anche se bisogna sempre usarlo con moderazione a causa dell'elevato apporto calorico.
Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che grazie alle sue capacità antiossidanti può ridurre LDL, ovvero il tanto temuto colesterolo cattivo e addirittura, favorisce quello buono, ovvero l'HDL.
Altri effetti benefici, derivanti dalla regolare assunzione di olio d'oliva, sono l'aumento di produzione della bile e una notevole riduzione del livello di zucchero nel sangue.
E' molto consigliato anche per le donne in attesa, in quanto le cellule del sistema nervoso si costituiscono da acidi grassi essenziali presenti appunto nell'olio d'oliva. Inoltre, consumato crudo, quest'ultimo favorisce la regolarità intestinale della gestante, limitando così eventuali problemi di stipsi. Quando nasce il bambino, poi, in seguito allo svezzamento, l'olio d'oliva crudo è consigliato per la sua alta digeribilità e per lo sviluppo del cervello.
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Coltivazione e raccolta delle olive
Come abbiamo già detto, l'olio d'oliva si ricava dalle olive, le quale a loro volta crescono sulle piante di ulivo. Questi ultimi, crescono su molti tipi di terreni, anche quelli poveri e sassosi. Ad ogni modo, sono sensibili alle basse temperature, alle escursioni termiche improvvise e al ristagno di umidità nel terreno. Lo si trova sia su terreni collinari che in pianura, per lo più su terreni a forte pendenza.
La riproduzione avviene tramite seme, mediante un innesto delle piantine, ma nella maggior parte dei casi si moltiplica per talea, ovvero prelevando nel mese di febbraio parti di rami vigorosi che si piantano prima in vivaio e, solo dopo quattro/cinque anni, si piantano nell'uliveto vero e proprio. Un altro metodo è quello per polloni, con cui si levano i germogli vitali che nascono al piede della pianta madre. Per garantire una buona produzione, è necessario che il terreno venga concimato nei mesi invernali e che si effettui una potatura periodica per dare miglior forma alla chioma.
Quando finalmente arriva il momento della raccolta, ogni due anni nel periodo ottobre/novembre, sarebbe più indicato procedere con la raccolta a mano delle olive, per non danneggiarne i frutti e la pianta stessa; cosa che accade quando si utilizza la pertica (un lungo bastone) per percuotere i rami e far cadere le olive. Naturalmente, su grosse coltivazioni è quasi impossibile raccogliere a mano. Il momento della raccolta dipende anche dall'utilizzo che se ne fa, per l'olio e le nere da tavola, ad esempio, le olive si raccolgono solo quando sono del tutto mature (cadono anche da sole e si suole mettere una rete intorno ai fusti per non farle perdere o schiacciare); mentre se se servono per le olive verdi da tavola allora il momento migliore è quando sono ancora un po' acerbe, a fine settembre. L'olio ottenuto con le olive non mature risulta aspro e amaro.
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Migliori marche
Come abbiamo visto, gli oli d'oliva non sono tutti uguali, ma passano dallo speziato al fruttato, dal dolce all'amaro ma anche più forti o più delicati. Insomma hanno delle caratteristiche peculiari che li rendono adatti a diversi piatti. Il migliore è quello extravergine, ottenuto con una sola pressione delle olive e non presenta additivi chimici o altre manipolazioni, con un livello di acidità che si aggira sull'1%, mentre quello vergine arriva al 2% e quello d'oliva semplice all'1,5%.
Vediamo quindi cosa offre il mercato degli oli d'oliva:
- http://www.carapelli.com/
Carapelli è forse uno dei nomi più prestigiosi per quanto riguarda la produzione dell'olio d'oliva, in quanto viene prodotto sul territorio Toscano dal 1893. Tutto il processo di preparazione è seguito direttamente dall'azienda, dalla selezione delle olive da raccogliere, all'analisi della materia prima, alla formazione, alla filtrazione, all'imbottigliamento e infine la conservazione. Ultimamente lo stabilimento Carapelli ha ottenuto anche la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2000.
- http://www.italystore.com
L'Oleificio Bassetti produce olio d'oliva esclusivamente da coltivazioni pugliesi. E' dotata di ben 7000 piante di ulivo e le sue piantagioni si estendono per ben 35 ettari. La loro specialità è l'extra vergine, ottenuto con una prima pressatura a freddo che viene poi filtrato ogni 40-50 giorni. Oltre la qualità l'azienda a gestione familiare garantisce anche un ottimo prezzo, solo 3,78 euro a bottiglia da litro.
- http://www.aziendaagricolafrezza.com
L'Azienda Agricola Frezza, che prende il nome dal suo fondatore, Gianfranco Frezza è nata negli anni '50 nella provincia di Verona, dove tutt'oggi ha la sua sede e le sue coltivazioni. L'azienda si contraddistingue anche per un'abbondante produzione di vino, oltre che di olio d'oliva, le cui piantagioni si affacciano direttamente sul Lago di Garda. E' prodotto esclusivamente con olive Casaliva, che danno un gusto fruttato e un bassissimo livello di acidità.
- http://www.bertolli.it
La Bertolli, azienda tutta Toscana fondata nel lontano 1865, è stato il primo a portare la tradizione mediterranea dell'olio d'oliva negli Stati Uniti e oltre, visto che oggi l'olio Bertolli arriva sulle tavole di ben 57 Paesi del mondo. Bertolli offre una vasta scelta per quanto riguarda le tipologie di olio, per avere sempre il giusto abbinamento in tavola.
- http://www.oliolibassi.it
L'azienda Li Bassi nasce in Sicilia, a Se gesta, alla fine degli ani '80 da un giovane imprenditore appena rientrato dagli Stati Uniti. L'olio extra vergine d'oliva del Mediterraneo prodotto da Li Bassi è garantito dalla Certificazione del Prodotto Biologico.
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