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Ammorbidente per lavatrice

In Casa
4 apr, 2014

Chi non desidera abiti morbidi e confortevoli anche dopo innumerevoli lavaggi? L’ammorbidente per lavatrice è un prodotto che ci consente di preservare la morbidezza dei nostri indumenti. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il migliore ammorbidente da mettere in lavatrice in base a criteri di qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore.

Ammorbidente per lavatrice

A cosa serve e come funziona

Esaltata in numerosi spot pubblicitari, la morbidezza dei capi dopo numerosi lavaggi è per alcuni un’esigenza, per altri un piacevole surplus. Il prodotto per eccellenza che ci permette di ottenere questo effetto è l’ammorbidente, concepito specificamente per garantire la morbidezza di un capo dopo il lavaggio.

Gli ammorbidenti sono coadiuvanti di lavaggio, nel senso che accompagnano il lavaggio dei tessuti, quindi integrano l’utilizzo di detersivi o prodotti per la pulizia. La composizione degli ammorbidenti include in prevalenza l’esterquat, molecole ammorbidenti caricate positivamente, la cui origine può essere vegetale o animale. Gli altri componenti sono quasi sempre additivi, profumi, addensanti o perlanti, coloranti ed altre sostanze spesso non biodegradabili.

L’azione di queste sostante è lisciante rispetto alle fibre dei tessuti. In un certo senso l’ammorbidente va a formare una specie di pellicola che aderisce ai tessuti. Ecco perché bisogna usarlo con parsimonia e secondo le dosi suggerite.

L’operazione che un ammorbidente compie è la seguente: il prodotto agisce sull’elettricità statica dei capi appena lavati, eliminandola. Come dicevamo su, le molecole del prodotto si attaccano alle fibre dei tessuti, creando una sottile patina. L’effetto finale sarà una maggiore morbidezza del capo, unita all’eventuale profumo caratteristico del prodotto.

Un prodotto lavato con ammorbidente, oltre ad essere prevedibilmente più morbido, spesso è profumato per via dei profumi utilizzati da molti produttori, e che sicuramente rappresentano un punto di forza, perchè in fin dei conti i capi ci toccherà indossarli. In tanti scelgono gli ammorbidenti soprattutto per la profumazione gradevole che i loro capi assumono a fine lavaggio.

L’utilizzo di ammorbidenti rende inoltre molto più agevole la stiratura, grazie sempre alla composizione del prodotto ed alla riduzione degli attriti tra le fibre, che rende anche più facile e scorrevole il lavoro del nostro ferro da stiro. Quali sono i pro ed i contro dell’effetto “fresh and clean” ottenuto con gli ammorbidenti? Cerchiamo di scoprirlo, e di capire come ottenere un bucato morbido, profumato e pulito.

Come usarlo

L’utilizzo di un ammorbidente standard è solitamente intuitivo, anche se un minimo di esperienza non guasta. Si versa una quantità definita di prodotto, utilizzando convenzionalmente il tappo come misurino (molti tappi sono antigoccia), in una quantità definita d’acqua, se si tratta di lavaggio a mano. Preoccupiamoci sempre di leggere le istruzioni dietro le confezioni!

In lavatrice l’ammorbidente si versa nell’apposita vaschetta (contraddistinta nella maggior parte dei casi da una sorta di asterisco) prima del lavaggio o nell’area destinata al detersivo, e la sua azione è relativa alla fase dell’ultimo risciacquo. Gran parte dei prodotti in commercio suggeriscono di usare una dose (=un tappo) di ammorbidente a lavaggio.

Esagerare con le dosi non rende straordinariamente morbidi i nostri vestiti, bensì agisce negativamente sulla capacità di assorbimento dei tessuti stessi e può non esser tanto gradito alla pelle. Un altro passaggio fondamentale per conoscere a fondo gli ammorbidenti è la valutazione dei pro e dei contro. Quando utilizziamo la funzione di asciugatura di una lavatrice, l’utilizzo di ammorbidenti può accelerare i tempi, per via dell’evaporazione più rapida dell’acqua.

Un altra caratteristica molto amata degli ammorbidenti è il piacevole profumo che conferiscono ai tessuti, e che può durare anche tre giorni. C’è inoltre la facilità di stiratura, della quale abbiamo già parlato. Questi prodotti diminuiscono inoltre l’elettricità statica dei capi appena lavati, specialmente se si tratta di tessuti sintetici.

Tra i contro segnaliamo sicuramente la non biodegradabilità di molte componenti degli ammorbidenti più diffusi, e della quale parleremo in seguito; Inoltre, preoccupiamoci di utilizzarne nelle giuste dosi anche perché, quando i capi non vengono correttamente risciacquati, è possibile che sul fondo della lavatrice si depositino residui che rientreranno in circolo nel successivo lavaggio.

Una variabile è infine il prezzo, che appunto può essere notevolmente differente a seconda della marca del prodotto. Il nostro consiglio è provare, e scegliere la soluzione che più ci regala soddisfazioni. Banale ma vero. Molti siti internet dei produttori ci offrono suggerimenti e delucidazioni sui singoli prodotti, che si tratti di ammorbidenti classici, detersivo+ammorbidente o prodotti ecologici.

Ma come usare l’ammorbidente per lavatrice in base agli indumenti da lavare?
Vediamo gli effetti dell’ammorbidente su diverse tipologie di capi, considerando che, a seconda del tessuto e delle modalità di applicazione, l’ammorbidente può produrre effetti diversi e conferire una profumazione più o meno intensa al capo:

  • Con il cotone o la lana: il cotone è un tessuto utilizzato (e le mamme ne sanno qualcosa!) per mantenere stabile il calore del nostro corpo permettendo al sudore di attraversare il tessuto. L’ammorbidente, per via delle sue proprietà su illustrate, va a formare una patina che impedisce lo svolgimento corretto di quest’azione.

  • Con i jeans: con i jeans gli ammorbidenti possono essere un valido supporto, che rende più comoda la “manipolazione” del capo dopo il lavaggio; chi fa molte lavatrici sa quanto sia scomodo da maneggiare un jeans inzuppato!

  • Con stracci e asciugamani: in questo caso l’utilizzo di ammorbidenti, che abbiam detto vanno a formare una leggera patina sul tessuto, rischia di rendere semi impermeabili le nostre asciugamani, oltre a renderle più voluminose. Cosa che potrebbe, ovviamente, non farci piacere.

  • Con la biancheria: come sopra; utilizzare molto ammorbidente significa ridurre, proporzionalmente, la capacità dei tessuti di assorbire acqua.

Diversa è anche la risposta dei tessuti al profumo, che può essere più o meno forte anche a seconda della marca di ammorbidente utilizzato. Ricordiamoci sempre, soprattutto con la biancheria, di risciacquare bene! Se la nostra lavatrice non ha un cassettino ad hoc, sarà bene aggiungere qualche prodotto in grado di eliminare i Sali residui. Alcuni produttori propongono soluzioni 2 in 1 che includono, nella stessa confezione, l’ammorbidente ed il detersivo. Questo tipo di prodotto lascia solitamente, per via dell’ammorbidente, i capi molto profumati.

Spesso contiene sostanze non biodegradabili

Le sostanze utilizzate in molti ammorbidenti sono sicuramente “poco digeribili” per l’ambiente. Questo per via della non biodegradabilità di tali sostanze, che includono additivi o profumi utilizzati per caratterizzare il prodotto. Ciò significa che queste componenti, se raggiungono un bacino d’acqua, risultano essere decisamente inquinanti.

Una soluzione alternativa agli ammorbidenti “chimici” sono gli ammorbidenti “ecologici”, composti spesso soltanto da sostanze biodegradabili come i tensioattivi vegetali (i tensioattivi sono sostanze in grado di rendere più “bagnabili” determinate superfici). Tali tipologie di ammorbidenti contano in molti casi sull’azione dell’acido citrico, in grado di neutralizzare le cariche elettriche dei tessuti, e possono essere utilizzati con la stessa procedura illustrata per gli ammorbidenti “standard”.

Inoltre sono quasi sempre a base di esterquat (di origine vegetale) e profumo, ma non si avvalgono di additivi o ulteriori sostanze come coloranti artificiali. Un buon prodotto ecologico, aggiungiamo, spesso è anche sicuro per la nostra pelle: Si raccomanda comunque, se abbiamo a cuore il problema, di leggere sempre le etichette dei prodotti.

Ricorrere semplicemente all’acido citrico (in percentuale 1/10) o all’aceto bianco (dose: 100ml) può essere, oltre ad una soluzione ecologica ed economica, una procedura in grado di supportare la rimozione di rimanenze di detersivo sui tessuti.

L’aceto può essere comodamente inserito nella vaschetta dell’ammorbidente: se utilizziamo detersivo, l’odore finale sui capi non sarà quello dell’aceto! Un’altra soluzione interessante è quella di utilizzare, nel caso volessimo ricorrere ad ammorbidenti classici, ricariche di prodotto concentrato, che si ritrovano facilmente in commercio. Tale ricarica verrà in seguito diluita in acqua, risparmiandoci l’acquisto di una nuova confezione.

Si trovano in commercio anche ricariche in flaconcini, ma se abbiamo a cuore l’ambiente suggeriamo sicuramente la soluzione in busta. Una raccomandazione non superflua è quella di gettare i flaconi di plastica negli appositi contenitori della raccolta differenziata. Fare uno sforzo in più, in questi casi, non ci costa nulla.

Può irritare la pelle

Conosciuta la composizione di un ammorbidente, verrà ora naturale chiederci se le sue componenti possano essere in qualche modo nocive per la salute del bambino. La domanda può esser posta dalle giovani mamme, alle prese con neonati dalla pelle estremamente delicata, ma riguardare anche eventuali allergie o in generale casi relativi a bambini più grandi ed adulti che soffrono di particolari patologie.

La risposta è semplice: soprattutto per i bambini molto piccoli, la cui pelle è estremamente giovane e delicata, è bene procedere con cautela nell’utilizzo di prodotti che contengono sostanze di origine petrolchimica.

E’ possibile anche che alcuni prodotti possano provocare allergie cutanee o irritazioni, per cui sarà meglio informarci preventivamente, e fare il bucato del nostro bebè separatamente, senza ricorrere ai suddetti prodotti, magari utilizzando del sapone (meglio evitarlo per prodotti ignifughi) o dei prodotti specifici per la prima infanzia.

Detersivi, ammorbidenti e sbiancanti esistono in commercio anche in versioni specificamente concepite per la pelle del bambino. In altri casi, sarà bene risciacquare molto accuratamente i nostri capi, per eliminare residui di sostanze, che spesso restano anche in minima parte appiccicati alle fibre.

Alcuni consigliano di utilizzare per la prima infanzia prodotti naturali come l’aceto bianco o l’acido citrico, che svolgono sui capi la stessa azione dell’ammorbidente. La prima precauzione delle mamme, dunque, sarà quella di verificare che sui capi non persistano residui di detersivi, ammorbidenti o sbiancanti.

Un’altro consiglio è quello di ricorrere a detersivi delicati senza fosfati (oppure a sapone in scaglie). Il secondo caso cui facevamo riferimento ad inizio paragrafo è quello delle allergie o delle dermatiti. La pellicola che si forma sui tessuti dopo l’applicazione di ammorbidenti può essere causa dell’insorgere di tali fenomeni in alcuni soggetti, ed in tal caso sarà bene (precauzione scontata, ma ci teniamo a sottolinearlo) evitare di riutilizzare il prodotto in questione.

Niente allarmismi, però. Si tratta di semplici precauzioni. Nel caso avessimo perplessità o volessimo saperne di più, sarà bene rivolgerci ad un medico.

In alternativa, l’acido citrico

Nel caso in cui non si volesse adoperare l’ammorbidente, quello comunemente acquistato nel supermercato, ci si può avvalere di una valida alternativa: l’acido citrico. Erroneamente si pensa che in sostituzione possa essere adoperato dell’aceto, ma quest’ultimo oltre a non avere alcuna proprietà ammorbidente è anche una sostanza aggressiva che con il passare del tempo potrebbe causare danni alla lavatrice.

Al contrario l’acido citrico pur non avendo profumazione è in grado di ammorbidire i capi d’abbigliamento (anche se non è paragonabile al prodotto acquistato) e soprattutto non inquina l’ambiente. Ma dove acquistarlo e come utilizzarlo?

Possiamo rivolgerci in farmacia oppure nei negozi che vendono prodotti biologici o ancora nei consorzi agrari. Prepararlo e utilizzarlo è semplicissimo, basta aggiungervi dell’acqua. Per un litro di prodotto occorrono 100 grammi di acido citrico mescolati a 900 grammi di acqua, per un costo di 8-9 euro all’anno.

La dose da adoperare durante il lavaggio varia in base al peso del bucato. Solitamente per un bucato di 5 kg occorrono 50 ml di ammorbidente.