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Anguria (cocomero)

8 feb, 2014

L’anguria (cocomero) è uno dei simboli dell’estate. Il suo profumo dolce, il gusto leggermente freddo, rendono l’anguria uno dei prodotti della terra che non possono mancare nelle nostre tavolate estive. Rinfresca, disseta, rende dolce e succoso un pomeriggio al sole. Ma non molti sanno che contiene minerali, vitamine, antiossidanti. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, varietà, proprietà nutritive, benefici per la salute e come scegliere il prodotto di maggiore qualità al giusto prezzo.

Anguria

Caratteristiche della pianta e del frutto

Citrullus lanatus, sapete che cosa è? L’ottima fetta di cocomero che assaggiate durante l’estate quando siete arsi dalla calura. E’ originaria dell’Africa meridionale e tropicale e appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae. Una delle domande che spesso le persone si fanno è se è giusto chiamarla “anguria” o “cocomero”. Nel nord è di rigore il termine “anguria” mentre al sud e al centro prevale il caldo termine “cocomero”.

Facendo un po’ di ricerche si scopre che il termine “anguria” viene dal greco, da agourion, invece di origine latina è “cocomero” che viene dalla parola cucumis. La cosa divertente è che entrambe derivano da un vegetale che un po’ ci ricorda, senza meno zucchero, il cetriolo. In pratica secondo gli antichi l’anguria e il cocomero non sono altro che la versione “zuccherina” della stessa pianta. Un frutto quindi estivo, che matura tra maggio e settembre, per rendere dolcissima ogni nostra estate.

Passiamo ai dettagli tecnici. La pianta dell’anguria appare cespitosa perché striscia e si arrampica. La cosa che lo rende inimitabile è il frutto detto peponide che stando alle terminologie botaniche significa: dalla spessa scorza (esocarpo) e dai volumi considerevoli. La scorza contiene poi quello che rende speciale l’anguria, una parte interna polposa e sugosa (mesocarpo ed endocarpo). Non molti lo sanno ma l’anguria ha dei fiori, formati da cinque petali di giallo brillante. La buccia è levigata, consistente e robusta, assume colorazioni differenti, dal verde chiaro allo scuro, ma a volte ci si trova di fronte ad angurie biancastre o addirittura gialle. Oppure a macchie e striate.

E la polpa? Noi siamo abituati ad affondare i denti in una succosa pasta rossiccia, in realtà esistono polpe gialle, verdi, arancioni e addirittura rosa. Il “cocomero” contiene di solito semi, anche se si sono specie che ne sono prive, in genere riconoscibili per la forma di uovo e per il colore tendente al giallo, nero o bianco. La provenienza è dall’Africa tropicale, dove forme selvatiche vivono, i cui prodotti hanno una varietà di gusti che varia dall’agro al zuccheroso. Ovviamente gli esemplari più dolci sono stati isolati e hanno avuto fortuna nelle coltivazioni antropomorfiche. Si suppone che già quattromila anni fa nella Valle del Nilo le angurie più zuccherine venissero coltivate a tale scopo. Alcuni semi sono stati persino rinvenuti nella mitica tomba di Tutankhamon.

In Asia questo “cetriolo” zuccherino è stato coltivato dal decimo, in Cina, che, a discapito dell’italico colore dell’anguria è il maggiore produttore a livello planetario del frutto. In Europa l’anguria arrivò “solo” nel XIII secolo un regalo dei Mori conseguente alle loro conquiste dei territori. Poi furono scoperte le Americhe dove il frutto ebbe molto successo.

Tipologie

A discapito della sua enorme diffusione l’Anguria ha invece poche e scelte varietà in commercio. Nel complesso, ne esistono però più di 1200 che registrano differenti variazioni di peso (anche se di pochi etti) e tonalità di polpa che come abbiamo detto possono cambiare dal bianco all’arancione, passando per rosa e rosso. Com’è noto l’anguria è anche un frutto da “fiera”, insomma non esiste contadino che non voglia vantarne un esemplare da premio. Nel commercio ci sono angurie che possono anche pesare venti chili e raggiungere dimensioni abnormi che sono vendute ovviamente divise in parti.

Questo è ciò che accade all’americana Crimson Sweet, originaria dell’America Settentrionale ma diffusissima anche nello Stivale. Molto comune è anche la Charleston Gray, la famosa anguria dalla forma allungata che ha tempi di maturazione più lunga rispetto ad altre tipologie. Non esistono solo le “grandi”, note al pubblico ci sono le mignon, in altre parole i cocomeri che sembrano piccoli palloni da calcio. In questi casi la polpa è giallastra e spesso non presentano semi. Notissima in Italia è la Sugar Baby.

L’anguria più insolita è orientale e viene dal Giappone in particolare dalla regione Zentsuji. I produttori avevano un annoso problema d’immagazzinamento dell’anguria causa la sua forma ovale che comprendeva anche spazi vuoti. Come lo risolsero? Facendo crescere angurie all’interno di contenitori quadrati ovvio che il frutto venne della stessa forma. Ovviamente la geometria non ha limiti e visto l’adattabilità dell’anguria ne furono concepite piramidali e poliedriche. Tutti frutti insoliti che però hanno un prezzo più elevato del normale, quasi il doppio, viste le tecniche di coltivazioni necessarie e la riproduzione non in grandi numeri.

Benefici per la salute

L’anguria è formata pressoché da acqua, il 93%, e ciò è bene per chi sta a dieta, infatti, il suo apporto calorico, è limitato, poco meno di venti calorie ogni 100 grammi di frutto. In pratica assenti proteine e lipidi, sono gli zuccheri semplici (presenti per il 3%) i maggiori responsabili dell’apporto di calorie. Inoltre tali zuccheri sono in forma di fruttosio. Proprio il basso apporto di calorie e la capacità di saziare dell’anguria la rende un cibo ideale per chi è a dieta. Presenti anche le vitamine come la C e la A e gli antiossidanti come il betacarotene e il licopene. Molti non conoscono il licopene che è il pigmento di colore rosso (quello dei pomodori per esempio) che ha un grande potere antiossidante grazie alla sua funzione anti radicali liberi.

Inoltre, è stato verificato che ha potere protettivo nei confronti del cancro. Potassio e magnesio sono presenti nell’anguria, ottimi alleati contro la stanchezza che prende soprattutto per colpa della calura estiva. Inoltre riequilibrano il livello salino dell’organismo che è sbilanciato dalla sudorazione. Proprio per questo magiare angurie durante l’estate produce benefici effetti disintossicanti e diuretici che aiutano le persone con problemi di ritenzione dei liquidi. La più grande scoperta è avvenuta di recente, grazie al lavoro dell’università texana A&M che ha scoperto che l’anguria potrebbe essere un surrogato naturale del Viagra!

Infatti, stando alle ricerche del College Station, l’anguria contiene un alfa-amminoacido, la citrullina, che è in grado di produrre ossido di azoto il quale ha un importante effetto di rilassamento e dilatazione dei vasi sanguigni. Lo stesso in pratica di Viagra e Cialis vasodilatatori che aiutano le disfunzioni erettili. Il tutto senza effetti collaterali. Solo che chi mangia l’anguria deve sapere un piccolo segreto: la citrullina è quasi assente nella polpa, mentre è molto presente nella scorza. Ciò non vuol dire che i maschi dovranno cibarsi solo di bucce, perché sono già in attivo coltivazioni mirate che arriveranno a produrre angurie con polpa piena di citrullina.

Come scegliere

Scegliere un’anguria non è affatto facile. A meno che non sia venduta già tagliata, in modo da poterne vedere il contenuto, occorre stabilirne la maturità dal solo aspetto esterno. Anzitutto un buon cocomero presenta un aspetto sodo, lucido e ceroso. Il picciolo non deve essere secco, se così fosse l’anguria non sarebbe fresca. Al contrario se notate che da esso fuoriesce un liquido di color arancione allora l’anguria ha sicuramente un buon sapore dolce. Un altro aspetto da valutare, oltre il picciolo, è la buccia. Prima di tutto osservate se l’anguria presenta la zona d’appoggio, una parte più chiara, la cui presenza sta a significare che il frutto è stato colto nel momento giusto. Se notate che questa zona non c’è, allora di sicuro il cocomero è stato raccolto prima del tempo e pertanto non maturo. La buccia, inoltre, deve essere liscia, non presentare ammaccature e deve essere verde con delle venature chiare. Per essere sicuri che l’anguria non sia acerba, è consigliabile sentirne il suono con la mano, se questo è sordo significa che il cocomero è ricco d’acqua e quindi maturo. Se poi l’anguria viene venduta già aperta, la sua polpa deve essere polposa e di un bel colore rosso vivo. Non vi devono essere venature bianche, né semi bianchi e la buccia non deve superare il centimetro.

Come assoporarla

Il modo migliore per assaporare una fetta di cocomero? Assaggiarla, come tutta la frutta, al naturale. E poi tutti sappiamo quanto è rinfrescante una pausa, magari durante una giornata estiva, dedicata solo a questo a questo frutto. Inoltre è noto il suo uso in macedonie e originali spiedini, gelati e semifreddi… senza dimenticare i sorbetti dissetanti. Come al solito però ci si scorda della scorza che è commestibile. Le bucce chiare in Cina sono usate per simil tempura, oppure stufate persino messe sottoaceto.

La stessa abitudine vi è negli Stati Uniti. In Oklahoma, non molti lo sanno, l’anguria è simbolo, e sulla sua natura si svolgono persino dibattiti scientifici per capire se è un frutto o una verdura simbolo. Avete mai brindato al cocomero? Può accadere, infatti, dall’anguria si produce un vino e dai suoi semi dei condimenti, tostati, per gustosi snack. Invece è ottimo il consiglio “della nonna” di evitare di mangiare i semi crudi di cocomero, hanno effetti lassativi. L’anguria è un alimento, per la sua base zuccherina, molto digeribile ma questo non vale per i bambini sotto i tre anni, che non hanno la capacità di elaborare tutti gli alimenti.

Ma c’è un errore comune che facciamo: l’anguria non è un dessert, ma uno starter. Insomma non è un digestivo, avendo molta acqua inibisce, infatti, l’effetto digerente dei succhi gastrici. Quindi andrebbe mangiato a distanza dai pasti. Un po’ come un dolcissimo e freddissimo snack. Ovviamente tutti pensano a mangiare una buona fetta di cocomero, in realtà anche la pelle può giovarne grazie a impacchi a base della sua polpa con effetti tonificanti e rinfrescanti.