Arredamento casa in stile classico

Autore Andrea Pilotti

Non più caratteristica esclusiva di case e ville di lusso, l’arredamento classico oggi è simbolo perlopiù di ricercata raffinatezza laddove si opti integralmente per mobili in stile o esemplari limitati, e di gusto e design quando mescolato con altri generi. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche e tipologie di camera da letto, salotto, cucina, bagno e come scegliere l’arredo in stile classico più adatto alla tua casa.

Arredamento in stile classico

Caratteristiche

La scelta di arredare una casa con uno stile classico, al di là di una semplice questione di gusti, è legata inevitabilmente a una serie di vantaggi che può portare sul piano oggettivo. Rispetto a un arredamento moderno (tradizionalmente stiloso ma “freddo”), infatti, una casa classica riesce a comunicare un maggior calore, un senso più deciso di accoglienza domestica. Il problema, per chi non ha esperienza in materia e si trova per la prima volta alle prese con un arredamento classico, è quello di non perdersi in un mare di termini francesi o nomi di regnanti passati a miglior vita da qualche secolo.

È molto difficile anche solo definire l’arredamento classico con un solo aggettivo, o impiegando poche parole, visto che in questo stile rientra in pratica tutta l’arte (e di conseguenza gli stili) che va dal periodo del Rinascimento al Liberty e all’Art Nouveau.

Basta però iniziare a chiarire alcuni punti di riferimento per iniziare a scoprire questo mondo affascinante. In particolare, nella storia del mobile assume molta importanza, tra i tanti nomi di teste coronate cui accennavamo poco sopra, quello di Luigi XVI che, dalla metà del 700 riuscì a dare allo stile bizzarro amato dai suoi predecessori (quali il rococò), uno più naturale e leggero.

In questo periodo infatti prevalse la ricerca della compostezza delle forme geometriche, prevalentemente di quelle greche e romane, etrusche ed egizie, considerate l’emblema della perfezione estetica. Ma come si riconosce, in pratica, un mobile in stile Luigi XVI? Dalla sobrietà delle linee in cui si traduce, di fatto, questa ricerca di semplicità: l’abolizione, proprio in contrasto con gli eccessi del rococò, di curve e decorazioni eccessive, in favore di gambe dritte, linee rette e forme quadrate.

Lo stile neoclassico, per fare un altro esempio, rappresenta la naturale evoluzione di questo discorso, con un’aderenza ancora più ricercata (come suggerisce il nome dato allo stile) ad elementi stilistici greci e romani.

Camera da letto

Simbolo per eccellenza di questo stile è il letto a baldacchino. Nato con la funzione specifica di proteggere chi vi dormiva tanto dalla vista (essenzialmente dei servitori) quanto da luce e insetti, si è sviluppato nel tempo come occasione per adottare fantasiose soluzioni e variazioni sul tema. La struttura del letto a baldacchino si compone di una base e di una parte superiore che sormonta il letto per tutto il suo perimetro, cui poggiano delle tende che possono coprire la struttura stessa sui lati.

E se il letto a baldacchino è stato riadattato in alcune soluzioni moderne abbinandone le forme a tessuti moderni e colorati, nella sua accezione classica si sposa evidentemente con tendaggi ricercati, tessuti ricchi e dal taglio classico in grado di impreziosirne la struttura tanto quando chiamati a coprirne il perimetro, tanto quando raccolti durante il giorno ai suoi angoli.

Per il materiale della struttura, invece, le alternative sono davvero poche: se, infatti, il letto a baldacchino viene anche declinato in proposte in legno, quest’ultime vanno lasciate inevitabilmente ad arredamenti etnici o finanche country. Nella camera da letto classica, in altre parole, il baldacchino deve essere in ottone o ferro battuto.

Al di là dell’importanza che il letto a baldacchino dona alla stanza dal punto di vista meramente estetico, i suoi vantaggi vanno ricercati nell’intimità e nel tono romantico che lo stesso riesce a dare all’alcova. I difetti, invece, si riassumono nell’ingombro evidentemente inadatto a stanze da letto di piccole dimensioni. Per le quali sarà opportuno quindi ripiegare su soluzioni (sempre in ferro battuto o ottone) prive della sovrastruttura e quindi dall’impatto più contenuto ma non per questo meno elegante (ad esempio i letti “en bateau”, a doppia testiera laterale).

Naturali comprimari di una stanza da letto in cui il baldacchino è la star indiscussa sono infine i comodini, una toilette e spesso un tavolino, il “somno” in stile impero, che richiami le linee del letto.

Salotto

Il problema principale è limitare il proprio raggio di scelta. L’amore dei vari stili che confluiscono nell’arredamento classico per i mobili e i complementi da salotto rende infatti la possibilità di scelte virtualmente infinita. Alcuni elementi comuni ai vari stili, comunque, è possibile individuarli: i divani di un salotto di questo tipo hanno infatti in genere gambe piuttosto corte, con il compito di far guadagnare alle loro sedute un’altezza più consona demandato a comodi cuscini imbottiti di piume.

Molto importante è poi una scrivania a vista, come la bureau-plat di stile Impero, e caratterizzata da cassetti e vani a scomparsa, dai quali far fuoriuscire un prolungamento del piano d’appoggio o mensole per disporre oggetti vari. Il tutto con decorazioni che ricordano fiori, ghirlande e foglie.

Lungo le pareti della sala trovano spazio le sedie da parata, dette meublant, con il tipico schienale dritto e dimensioni importanti, o le ormai celebri poltrone Luigi XV, laddove a sedie più contenute in forma e peso (le courrants) è affidato il compito di punteggiare piccole aree conversazione. I mobili di stile neoclassico, in particolare, non cercano del resto l’integrazione con l’ambiente, ma ne emergono come punti focali.

Il che però, d’altro canto, rende anche difficile creare un salotto che risulti ricercato ma armonioso, “ricco” ma non troppo, che insomma non cada preda di quegli stessi eccessi che lo stile classico è andato appositamente cercando per dar risalto alla mobilia da salotto. Particolare attenzione va prestata dunque, se non nell’abbinare in senso stretto, quanto meno nello sposare mobili laccati a elementi in legno intarsiati, elementi dalla solida ma chiara struttura Luigi XVI ai tanti (talora troppi) fregi dello stile Impero. Un po’ di buon senso, oltre che il gusto personale di chi sceglie l’arredamento, devono comunque essere adottati come criteri guida nell’opera di selezione, quanto e più del valore dei mobili stessi.

Cucina

Come è facile intuire, non esiste una cucina di stampo neoclassico, così come non è mai esistita una cucina Impero o Luigi XV. Per le origini moderne in senso lato dell’ambiente cucina così come lo viviamo oggi, e anche per la forma e le dimensioni che assumevano le cucine nei palazzi nobiliari che, tra settecento e ottocento, seguivano e assecondavano la nascita di quegli stili, è evidente che la scelta di una cucina da integrare in una casa arredata in modo classico è più che altro un discorso di scelta di materiali e forme (nonché, eventualmente, di complementi) che riescano a conferire ad elementi moderni il giusto tocco di classicità.

Una scelta che, lontana evidentemente dai materiali utilizzati dalle cucine moderne, non può che sposare il calore e quel senso se vogliamo di sicurezza domestica che solo il legno è in grado di offrire. Una sensazione di antichità giocoforza artificiale ma comunque convincente, cui si può arrivare imboccando la via del legno massello, con materiali prevalenti rappresentati soprattutto da noce, ciliegio e rovere (talvolta, come nel caso del ciliegio, sottoposti a un trattamento mirato a ottenere un effetto “anticato” per ante e superfici). Un piano in granito o marmo può contribuire inoltre a incrementare l’effetto voluto, abbinando al fattore estetico anche tutta la praticità offerta in cucina da un piano lavoro.

Altro fattore importante è il modo in cui si riescono a integrare nella struttura la cappa e gli altri elettrodomestici. Dissimulare la modernità di questi elementi, e quindi il contrasto che si verrebbe inevitabilmente a creare con la classicità del resto, è un imperativo, per assecondare il quale si possono prediligere cappe e forni dal taglio molto ricercato, che rifuggano le linee dritte delle soluzioni moderne, prediligendo curve e decori. Una particolare attenzione per i dettagli (come la maniglia di apertura del forno e le sue manopole, la rubinetteria e i pomelli dei pensili), con una predilezione per materiali quale l’ottone e forme antiche, completerà degnamente l’opera.

Bagno

L’arredamento del bagno parte dal lavabo, che, dalle linee morbidamente disegnate nella porcellana e corredato da una rubinetteria dalle fogge d’altri tempi, in ottone o ferro antichizzato, può essere integrato in un mobile dal taglio altrettanto classico, con piedi arrotondati, una decorazione a cornici sulla parte frontale e un piano d’appoggio in marmo o granito. Lo specchio che sormonta il lavabo può essere quindi ricavato da una cornice importante: con i fregi angolari o a forma di cerchio iscritto in un quadrato (soluzioni di stampo prettamente neoclassico), ovvero dorata e finemente intarsiata in ossequio all’esuberanza tipica dello stile Luigi XV.

Ai lati dello specchio, per garantire allo stesso la giusta luce, è possibile impiegare una coppia di applique in bronzo o due piccole lampade di porcellana bianca con disegni neoclassici. Lo spazio bagno deve essere invece occupato da una vasca su piedi, l’unica, vera soluzione offerta in materia da un arredamento di stampo classico. Reperire una vasca da bagno su piedi effettivamente antica è ovviamente molto meno probabile di quanto non lo sia trovare (presso un negozio di antiquariato piuttosto che su un’asta online) una credenza o un mobile storico.

Tuttavia esistono diverse aziende specializzate nella produzione di vasche che rispondano a questi criteri: in porcellana bianca e dalle linee molto dolci, rette su piedi di metallo (spesso in ottone o ghisa, talvolta in ferro dorato) dalle forme arrotondate e in alcuni casi riecheggianti figure stilizzate classiche di animali. Una buona regola da seguire è quella, in ottemperanza del criterio guida dello stile Impero cui si accennava a proposito degli altri locali della casa, è quello di lasciare che uno solo degli elementi prevalga. Una cornice con specchio molto importante piuttosto che la vasca, un mobile da lavabo molto ricercato piuttosto che una poltroncina Luigi XV disposta in un angolo. A meno di avere un bagno davvero molto grande, infatti, il cercare di abbinare più elementi parimenti vistosi potrebbe avere risultati disastrosi.

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