Assegno bancario

Autore Andrea Pilotti

L’assegno bancario viene soventemente utilizzato per effettuare pagamenti e spesso ci capita di riceverlo per incassare denaro. In realtà non tutti sanno esattamente come funziona un assegno bancario, come si compila o quali sono le avvertenze per un uso sicuro. Inoltre è molto difficile seguire la legislazione che lo riguarda poiché soggetta a continue modifiche. Ecco allora che vi proponiamo una guida chiara e immediata per utilizzare al meglio questo strumento.

Esempi di Assegno bancario emessi in Italia e nella comunità europea

Come funziona

L’assegno bancario è uno strumento di pagamento per cui il traente (colui che compila l’assegno) autorizza il trattario (ovvero la banca del correntista) a saldare il beneficiario (ovvero il destinatario del pagamento, compreso il correntista stesso che incassa) della somma dichiarata sull’assegno stesso. L’assegno è dunque un titolo di credito, un documento cartaceo che sostituisce il denaro contante. Il denaro viene prelevato dunque dal conto dell’intestatario e versato sul conto, o consegnato, al beneficiario. Per poter usufruire degli assegni bisogna farne richiesta alla propria banca, con cui si stipula una “convenzione di assegno”, che provvederà a consegnare il carnet con gli assegni numerati. È dunque prerogativa imprescindibile avere un conto corrente nella banca a cui si fa richiesta. Un assegno è detto circolare o vaglia cambiario quando è emesso da una banca.

Stipulare una convenzione di assegno

Avendo un conto corrente bancario si può chiedere alla propria banca di stipulare la cosiddetta “convenzione di assegno” che permette al titolare del conto di emettere assegni, e dopo la quale la banca consegna il libretto degli assegni. Questo carnet contiene o dieci o venti assegni ognuno costituito da due specifiche parti: la parte che resta legata alla rilegatura è la “madre” e su di essa vanno riportati l’importo di denaro emesso, la data, il nome del beneficiario, la causale e il saldo del conto corrente. La seconda parte, detta “figlia” è la parte d’assegno compilata che viene consegnata al beneficiario e che documenta la transizione. La perdita o il furto del carnet d’assegni possono costituire un grosso rischio poiché gli assegni potrebbero essere emessi e dunque incassati in modo illecito.

Come si compila

È importante compilare correttamente un assegno perché venga emesso efficacemente.
I dati necessari e obbligatori da inserire sono:

  • luogo di emissione;
  • data di emissione (si dice post-datato un assegno che riporta una data successiva a quella della compilazione. L’operazione è considerata illecita tranne nell’eccezione in cui si tratti del tempo necessario a consegnare fisicamente l’assegno al beneficiario. In ogni caso l’assegno non è compilabile con 4 giorni prima della consegna effettiva);
  • importo da pagare indicato in cifre (anche nel caso di cifra tonda è opportuno che venga scritta seguita da virgola e da due zeri. Ad es. scriveremo 500,00 e non solo 500);
  • importo da pagare indicato in lettere (i centesimi vanno inseriti anche nel caso di scrittura in lettere per le somme intere. L’unica differenza formale è che anziché separarli con una virgola si deve usare il simbolo /. Ad esempio scriveremo cinquecento/00)
    Questo passaggio è molto importante perché se in un assegno la cifra in numeri e quella in lettere non coincidono sarà ritenuta valida la somma in lettere.
  • beneficiario: il destinatario di un assegno può essere un terzo o la persona stessa che lo emette. Nel primo caso bisogna apporre il suo nome, nel secondo è necessario scrivere una delle seguenti formule: “a me medesimo” o “all’ordine mio proprio” così da poter incassare il denaro direttamente alla propria filiale;
  • firma: colui che compila, emette l’assegno deve firmarlo.

Sulla madre del libretto è opportuno annotare per ogni assegno utilizzato: l’importo emesso, l’importo del saldo del conto precedente all’emissione dell’assegno, la data, il nome del destinatario e eventualmente la causale.

La compilazione di un assegno non è da sottovalutare: omissioni o errori potrebbero annullare il documento o permetterne un uso improprio. Le regole da seguire sono:

  • Assicurarsi della correttezza dei dati del destinatario dell’assegno: se nome o ragione sociale sono non coincidono altre persone potrebbero tentare di incassare la somma;
  • ricordarsi di scrivere anche i decimali sia dopo la cifra in cifre che quella in lettere anche se è un importo tondo. Dopo la cifra in lettere si scriverà, ad esempio, /00 e dopo la riscrittura in numeri si scriverà ,00;
  • è prassi utile mettere il simbolo cancelletto # ad aprire e a chiudere la scrittura della somma, in lettere e in numeri, in modo che nessuno possa contraffarla in un secondo momento. (es.: #3.000,00#)
  • controllare che la cifra in numeri corrisponda alla cifra scritta in lettere poiché, se così non dovesse essere, sarà ritenuta valida la somma scritta per esteso;
  • post-datare un assegno non è fiscalmente legale. L’unica eccezione è se si appone la data in anticipo per permettere tecnicamente la consegna dell’assegno al beneficiario. Anche in questo caso non si devono però superare i quattro giorni.

Girare l’assegno ad altri beneficiari

L’assegno, anziché essere immediatamente incassato, può essere girato apponendo una firma nella parte retrostante. In questo modo l’assegno viene consegnato dal beneficiario a un secondo beneficiario. L’operazione può essere fatta più volte con il medesimo assegno purché tutti i beneficiari coinvolti si assumano la responsabilità di coprire l’assegno: se sul conto corrente indicato per il prelievo non è depositata la somma sufficiente, questa dovrà essere assicurata da coloro che hanno girato l’assegno. La “girata bianca” è detta così quando sul retro si mette solo la firma mentre si dice “girata piena” quando si aggiunge il nominativo di colui che riceve l’assegno girato.

Terminologia

  • Assegno scoperto
    Un assegno si dice scoperto quando sul conto dell’emittente non vi è depositata una cifra sufficiente a saldarlo. In questo caso il beneficiario può rivalersi sull’emittente o sulle persone che lo hanno girato ma non può agire nei confronti della banca. Per tentare di ottenere la cifra l’utente inoltra un’azione di regresso che si sviluppa per gradi: il primo step è quello del precetto, il secondo è il pignoramento dei beni ed infine la vendita giudiziale dei beni. Alcune clausole sono imprescindibili per poter attivare un regresso: il titolo di credito deve essere stato consegnato per la riscossione entro i termini legali e la banca deve rifiutarsi di convertirlo in carta moneta tramite un atto di protesto o una dichiarazione sostitutiva di un funzionario della Banca d’Italia. Chiaramente il discorso dell’assegno scoperto vale anche al contrario: colui che firma un assegno deve essere certo di avere sul conto la somma necessaria e deve poterla garantire per il lasso di tempo necessario al ritiro. I tempi per incassare sono di 8-15 giorni dalla data scritta sull’assegno ma perché avvenga l’accredito effettivo potrebbero trascorrere altri 5-7 giorni lavorativi.
  • Assegno non trasferibile
    Aggiungendo all’assegno la clausola “non trasferibile”, scrivendola davanti e facoltativamente anche dietro, si impedisce di girare l’assegno e la somma indicata può così essere ritirata solo dal beneficiario che appare sul documento. Gli assegni con importo pari o superiore a 12.500 € devono essere obbligatoriamente non trasferibili e il nominativo, o la ragione sociale, del beneficiario devono sempre comparire (normativa in vigore dal 25 giugno 2008).
  • Assegno spillato
    Per impedire o fermare la circolazione di un assegno si taglia l’angolino superiore sinistro dello stesso. L’opzione può essere fatta perché un assegno viene incassato o per bloccare la circolazione di titoli di credito rubati. In ogni caso l’assegno si dice spillato.
  • Assegno sbarrato
    Quando un assegno è sbarrato con due righe sul fronte, la banca dell’emittente è obbligata a consegnare il liquido solo a un suo cliente o a un’altra banca. In questo modo l’assegno verrà riscosso solo da un correntista conosciuto. É dunque fondamentale avere un conto presso la filiale se si riceve un assegno sbarrato. Diversamente dalla non trasferibilità, l’azione dello sbarramento non esclude la possibilità di girare l’assegno, anche più volte.
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