Impianto stereo
 

Impianto stereo

Prodotti

Modernariato

di Pietro Lisacchi, Pinuccia Carbone

In questa guida analizzeremo le caratteristiche fondamentali di un impianto stereo. Avete la necessità di sostituire quello un po più vecchiotto e mafunzionante che avete in casa e, una volta giunti presso il vostro negozio di fiducia, vi siete sentiti ancora più indecisi, vista l’enorme scelta offertavi dal reparto in questione? Il commesso vi ha confuso ancora di più le idee con le sue spiegazioni troppo tecniche? Allora, è proprio il caso di leggere questa guida!

Storia dell’impianto stereo

La storia del moderno impianto stereo comincia con la nascita del primo grammofono a partire dagli anni ’80 del 1800. Come molti di voi ricorderanno, questo embrionale sistema di ascolto della musica, lontano anni luce dai concetti di alta fedeltà e qualità digitale, era l’antenato del successivo giradischi, che serviva sempre alla riproduzione di dischi in vinile, ma che implementava un altro tipo di meccanismo per il suo funzionamento. Il successivo giradischi restò in voga per moltissimo tempo e, nel corso degli anni, le componenti che lo costituivano divennero sempre più precise e affidabili, tanto che, tutt’oggi, ci sono in commercio dei giradischi professionali che vengono utilizzati dai dj’s di tutto il mondo.

Mano a mano che gli anni passano però, si affaccia sul panorama dei supporti per la riproduzione musicale la cassetta. Quest’ultima riscosse sin da subito un grandioso successo perchè era molto più versatile del vecchio vinile, aveva delle dimensioni contenute e, a differenza del vinile stesso, poteva essere registrata. Parallelamente, incominciano a diffondersi sul mercato i primi embrionali sistemi Impianto stereo, costituiti da un giradischi, un amplificatore di piccole dimensioni e una doppia piastra per le cassette.

A partire da questo momento, il mercato di questi supporti impenna vertiginosamente perchè la cassetta permetteva, a differenza del vinile, la registrazione su un altra casseta vergine o, addirittura, la registrazione da vinile a cassetta. La vera rivoluzione fu compiuta nel 1979, quando dal lavoro congiunto di Sony e Philips nasce il compact disc che segna, da quel momento in poi, la nascita del formato audio digitale. A partire da quello storico momento, tutte le case di produzione di impianti Impianto stereo hanno migliorato sempre di più i loro prodotti costruendo quelli che oggi sono i moderni sistemi di ascolto musicale presenti sul mercato. E’bellissimo notare come da un grammofono si sia potuti arrivare all’attuale compact disc nel giro di quasi 100 anni. E c’è da scommettere che la tecnologia, in futuro, ci riserverà delle grosse novità in merito all’alta fedeltà !

Caratteristiche di un impianto stereo

Un impianto Hifi, abbreviativo di “high fidelity”, è un sistema che permette l’ascolto della musica. Questo sistema, chiamato in gergo “stereo”, può essere di due tipi:

  • compatto: è l’impianto stereo che ritroviamo maggiormente nei negozi specializzati; è caratterizzato dal fatto di essere un unico sistema, monoblocco, che integra le diverse componenti, sintonizzatore radio, lettore cd e tape player (riproduttore di cassette).

  • modulare: il sistema è composto dalle componenti che non sono integrate all’interno di un unico sistema, come nel caso del compatto, ma sono separate tra loro.

Detto questo, compatto o a componenti separate, un buon impianto stereo deve essere composto da un sintonizzatore radio, un lettore di compact disc (cd), un riproduttore di cassette a due vani, di cui uno adibito alla registrazione da cd a cassetta o da cassetta a cassetta, un equalizzatore per la regolazione del suono, e due casse acustiche.

Il sistema radio dovrebbe essere dotato di sistema Rds, che vi permette di non perdere le stazioni memorizzate nel caso spostiate l’impianto in un altro luogo, di memorizzarle per poi richiamarle, all’occorrenza, semplicemente premendo un tasto; per quel che riguarda il lettore cd, le funzioni standard di riproduzione, stop, ricerca e ripetizione dei brani dovrebbero essere garantite da ciascun sistema con dotazione minima.

Nel caso di un sistema compatto è possibile che sia integrato un lettore multi cd, solitamente a 3 posti, dove potete, quindi, inserire 3 compact disc e poi selezionare quello che più vi piace. Il riproduttore di cassette rappresenta una componente dell’Impianto stereo che sta lentamente scomparendo, vista la diffusione massiccia del cd e dell’mp3, ma è sempre utile per potere riascoltare i vecchi successi usciti quando ancora non esisteva il supporto audio digitale. Solitamente è composto da due vani cassetta, sostanzialmente identici, ma uno, in particolare, offre all’utente la possibilità di potere registrare.

Una delle componenti fondamentali dell’intero impianto è l’equalizzatore, che può essere grafico o manuale: l’equalizzatore grafico consente di regolare il suono tramite un apposito display e dei tasti dedicati a questa funzione; quello manuale non ha display e la regolazione dei toni viene effettuata appunto, manualmente, tramite le apposite manopoline dei toni alti, medi e bassi.

Grande importanza, infine, rivestono le casse acustiche che devono essere adeguate alla potenza dell’impianto. Nel caso di un sistema compatto è la casa di produzione che si preoccupa di scegliere i diffusori migliori per l’impianto; nel caso un sistema a componenti separate, essi devono essere accuratamente scelti per evitare problemi all’amplificatore. Ma tratteremo più avanti questo aspetto.

Impianto stereo compatto

Come già specificato in precedenza, l’impinato Impianto stereo compatto è la soluzione più gettonata dagli utenti. E, questo, per diversi motivi. Innanzitutto, non ci si deve preoccupare di andare alla ricerca delle diverse componenti come accade per il sistema a componenti separate; poi, si ha la certezza che l’impianto non darà problemi di sorta, a meno di malfunzionamenti o difetti di fabbrica, perchè amplificatore, lettore cd, lettore cassette, radio e diffusori vengono testati prima di essere immessi sul mercato; la terza regione è legata, invece, allo spazio che occupa tale sistema, che può essere notevolmente ristretto, soprattutto nel caso di un sistema micro Impianto stereo.

Quest’ultimo, oggi, si è ritagliato una grande fetta di mercato perchè rappresenta un ottimo compromesso qualità/prezzo. E’ piccolo, lo si può mettere in circa 10 cm di spazio, ed è funzionale. Certo, le sue caratteristiche tecniche non sono delle più eccelse, ma vi assicuro che alcuni di essi hanno una qualità sonora che si avvicina moltissimo a quella dei fratelli maggiori.

Se i vantaggi sono numerosi, c’è comunque una componente negativa, e non è irrilevante. Mi riferisco al fatto che spesso le componenti interne utilizzate dalla casa per l’assemblaggio non sono delle più eccezionali anche nel caso di impianti costosi e capita spesso e volentieri che un guasto metta fuori uso, ad esempio, il lettore cd.

Da tutto questo ne consegue, come potete facilmente immaginare, che per riparare anche una sola componente del sistema dobbiate necessariamente portare l’intero blocco dell’Impianto stereo presso il centro assistenza, cosa non proprio piacevole, soprattutto se, come me, non sapete vivere senza musica. In generale, comunque, l’acquisto del compatto è tutt’altro che sconsigliata, soprattutto nel caso dei micro Impianto stereo. Considerando anche il costo al quale vengono venduti, direi che svolgono egregiamente il loro dovere e hanno una vita media abbastanza longeva nel tempo.

Impianto stereo modulare

No tutti sanno che assemblare un sistema Impianto stereo a componenti separate comporta una serie incredibile di vantaggi. Prima di tutto, il sistema viene assemblato con le componenti che voi scegliete. Per cui, potete sbizzarrirvi come meglio credete. Potete, ad esempio, decidere di acquistare un ottimo lettore cd e un amplificatore non molto potente, se, ad esempio, dovete posizionare il tutto in un ambiente abbastanza raccolto.

Da tutto questo deriva che la qualità generale del sistema è notevolmente migliore di un sistema compatto, dato che, si presuppone, abbiate scelto delle componenti di marca per l’assemblaggio. Il rovescio della medaglia è rappresentato qui da due fattori: l’abbinamento amplificatore/diffusori acustici e il prezzo. Per quanto riguarda il primo parametro, dobbiamo dire che non tutti i diffusori vanno bene con qualsiasi amplificatore. Una volta scelto l’amplificatore, in base anche al posto nel quale l’impianto verrà collocato, i diffusori vanno abbinati in base a due valori molto importanti: l’impedenza e la sensibilità.

Per quanto riguarda il primo parametro, per meglio rendere l’idea, diciamo solo che più basso è, più all’amplificatore è richiesto di erogare corrente. Il suo valore è espresso in “Ohm”; è meglio quindi, abbinare un amplificatore e due diffusori che abbiano la stessa impedenza. Per quanto riguarda la sensibilità, essa indica la pressione sonora che i diffusori possono generare a un metro di distanza quando ricevono un segnale della potenza di 1 watt. Questo valore è espresso in dB (decibel); più alto è, più la cassa suonerà forte a parità di amplificatore. Se, quindi, abbiamo un amplificatore dalla potenza di 50 watt, potremmo benissimo abbinare dei diffusori con uguale impedenza e sensibilità compresa tra 86 e 90 dB, tenendo conto che la pressione sonora di tale impianto è già abbastanza forte per un ambiante di medie dimensioni. Se vogliamo che il nostro impinato sia ancora più potente dobbiamo: scegliere un amplificatore più potente e dei diffusori acustici con maggiore sensibilità.

Un parametro da non sottolineare, inoltre, è quello della potenza dell’amplificatore e delle casse, espressa in watt. In generale, ci sono due tipi di potenza: una di “picco” e una indicata dalla sigla “Rms”. La prima è abbastanza opinabile, nel senso che potrebbe assumere diversi significati secondo la filosofia della casa madre.

Non è, quindi, un valore standard e indica la potenza massima sopportabile da casse e amplificatore per un tempo pari a qualche frazione di secondo prima che essi passino a miglior vita. La seconda, invece, indica la potenza massima continua che possono sopportare diffusori e amplificatore senza mai rompersi. Nella scelta, quindi, delle componeti di un sistema a componenti separate, prestate quindi molta attenzione a questi elementi che vi consentiranno di scegliere il miglior abbinamento casse/amplificatore per i vostro ambiente.

Per quanto riguarda il fattore prezzo, è chiaro che un sistema così costituito è anche abbastanza oneroso. Un lettore di compact disc di discreta qualità può arrivare a costare anche parecchie centinaia di euro, senza contare che le parti più costose sono proprio diffusori e amplificatore. Ma il vantaggio lo si percepisce anche in termini di assistenza in caso di un guasto accidentale. In questo impianto, basterà scollegare la componente da riparare e continuare ad usufruire di quelle restanti senza privarsi di di tutto il sistema così come accade per il compatto.

I diffusori acustici

Come si evince dal precedente paragrafo, i diffusori acustici ricoprono un ruolo fondamentale nella scelta di un impianto stereo. Ovviamente, il “fattore scelta” è obbligatorio nel caso in cui stiate pensando di portarvi in casa un impianto a componenti separate; nel caso di un compatto, il problema non si pone, perchè le casse sono già abbinate all’impianto e non c’è la possibilità di sostituirle, se non successivamente.

Ciò che è importante sapere è che vi sono, a grandi linee, due tipologie di diffusori acustici: quelli a due vie e quelli a tre vie. Ma procediamo con ordine. Quando parliamo di “vie”, si intende il numero fisico di altoparlanti integrati nella cassa, dedicati alla riproduzione dei toni alti, medi e bassi. Ora, la prima tipologia di diffusori, cioè quella a due vie, è così chiamata perchè i coni in questione, per l’appunto, sono due. Più precisamente, quello più piccolino, che sta nella parte superiore del diffusore stesso, si chiama tweeter e serve alla riproduzione dei toni alti; quello più grosso, che si trova nella parte inferiore della cassa, si chiama subwoofer e in un diffusore a 2 vie serve alla riproduzione dei toni medio-bassi.

I diffusori a tre vie si chiamano, invece, così, perchè oltre al tweeter e al subwoofer, è presente anche un altro cono intermedio che serve alla riproduzione dei toni medi. In questo modo, i tre toni sono separati tra loro rispetto a quanto avviene nei diffusori a due vie, dove i toni medio-bassi sono riprodotti unicamente dal sub. Una piccola precisazione sulle dimensioni dei diffusori acustici. Non fatevi ingannare dalle dimensioni. In teroria, una cassa di grosse dimensioni dovrebbe suonare molto più forte di un altra più piccola, ma non è sempre così.

Abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente che i parametri che influenzano la potenza di un diffusore sono l’impedenza, la sensibilità e la potenza espressa in rms. Per esperienza personale, ho avuto diffusori di dimensioni enormi che suonavano più “sporco” e meno forte di diffusori di piccola dimensione. Quindi non fatevi ingannare dall’apparenza e valutate attentamente i principali fattori che influenzano potenza e pulizia del suono. In generale, comunque, reputo i diffusori a tre vie molto più validi dei rispettivi a due vie.

Dove acquistare un impianto stereo

I negozi di elettronica hanno un reparto dedicato all’esposizione e alla prova, in un apposita area adeguatamente predisposta, degli impianti Impianto stereo. Se pensate di scegliere un sistema compatto, valutate attentamente le caratteristiche tecniche di quelli in esposizione. Se avete probelmi di spazio, o l’ambiente nel quale intendete posizionare l’impianto è molto raccolto, potreste anche optare per un micro Impianto stereo, visto che dovreste prediligere dimensioni e potenza contenute.

Per quel che riguarda i prezzi, partiamo da un minimo di 60-70 euro per il micro Impianto stereo a salire per quelli un po più completi e potenti. Massima attenzione se, invece, state per assemblare un impianto con diverse componenti. Qui dovete necessariamente richiedere le specifiche tecniche dettagliate di ciascun componente, soprattutto per quanto riguarda l’amplificatore e i diffusori acustici. Ottimi produttori di impianti hifi sono Harman Kardon ¤ Arcam ¤ Marantz.

Comunque, anche se vi doveste trovare in difficoltà, i commessi saranno ben lieti di soddisfare qualunque vostro dubbio in merito. L’importante è tenere sempre conto dell’effettiva esigenza e dal tipo di utilizzo che si deve fare di tale impianto. Acquistare un Impianto stereo con un amplificatore potentissimo non serve a nulla se deve essere messo nella cameretta di vostro figlio, anche perchè non verrebbe sfruttata neanche un terzo dell’effettiva potenza. Meglio, allora, optare per qualcosa di meno “forte” ma ugualmente valido.

Ciò che a voi interessa è la qualità del suono e, per fare questo, l’unico modo per scegliere attentamente è di provare i diversi impianti per una valutazione più obbiettiva. Sconsigliato l’acquisto su internet a occhi chiusi, o solo basandovi sulle specifiche tecniche. Potete, viceversa, acquistare sul web solo se avete avuto modo di provare l’impianto, o i componenti che avete scelto, in negozio; in questo caso, visto che spesso i prezzi su Internet sono molto più convenienti rispetto a quelli dei negozi veri e propri, l’acquisto è vivamente consigliato.

Migliori marche

  • http://www.philips.it
    La ditta Philips sul mercato da parecchi anni, è considerata leader nel settore della tecnologia, ma non solo. Per quanto riguarda l'elettronica, l'azienda, propone addirittura a livello mondiale, prodotti dotati di una sempre più avanzata tecnologia, avvicinandosi in maniera adeguata alla innumerevole clientela. Tra i prodotti della Philips, vi sono appunto le casse acustiche, mentre se visitate il sito, potrete conoscere meglio l'azienda e i suoi prodotti.

  • http://www.arcam.co.uk
    L'azienda Arcam nasce nel 1976 con la produzione di impianti stereo. Da sempre attenta al design e a rincorrere la tecnologia, i prodotti Arcam durano nel tempo. All'interno del sito, possibilità di ricevere maggiori informazioni sulla ditta Arcam, e visionare le diverse produzioni dell'azienda. Un indirizzo mail è a disposizione per gli internauti che desiderino mettersi in contatto con la Arcam.

  • http://www.marantz.com
    Sul mercato da oltre 50 anni, l'azienda Marantz è specializzata nel settore tecnologico, producendo tra l'altro anche l'impianto stereo. Sul sito ufficiale è possibile fare un percorso storico di questo marchio conosciuto in tutto il mondo. Prodotti di alta fedeltà, gli articoli Marants garantiscono qualità, sicurezza e ottimo funzionamento.

  • http://www.nec.it
    Azienda storica, nata nel lontano 1899, è cresciuta grazie all'esperienza maturata negli anni, nel settore della tecnologia. Tra i prodotti della Nec, ricordiamo oltre a ottimi impianti stereo, anche i telefoni cellulari, gli schermi per computer e i sistemi elettronici industriali. Nel 1973, la Nec dà vita alla prima filiale in Germania. Oggi, la grande azienda conta 57 filiali sparse in 19 paesi, oltre 400 uffici vendita in Oriente e 115 affiliati, per un totale di dipendenti qualificati, che sfiora le 200 mila unità.

  • http://www.snellacoustics.com
    La ditta Snell Acoustics, specializzata a livello mondiale, nella produzione di prodotti audio, tra cui gli impianti stereo, nasce nel 1976. Sempre nuovi prodotti e nuovi modelli per la Snell, grazie anche al continuo aggiornamento sulle innovazioni tecnologiche. All'interno del sito ufficiale, potrete conoscere da vicino la ditta Snell Acoustics grazie alla descrizione dettagliata del suo percorso storico. Possibilità di contattare l'azienda via mail.

Stereo Kenwood

Stereo Kenwood

Premetto che del mondo della tecnologia non ne capisco proprio molto…! Ho comprato il mio primo ed unico stereo esattamente nove anni fa. La marca che mi consigliarono era la Kenwood. E non mi ha mai dato problemi. Anche se la tecnologia va avanti, lo so, il mio stereo ha tutto ciò di cui si necessita per ascoltare della buona musica. La qualità di questo stereo mi ha lasciata davvero sorpresa…

Quando l’ ho acquistato sapevo che avrei avuto un certo lasso di tempo in cui per ogni eventuale problema ci sarebbe stata l’ assistenza a risolverlo. Dopo ben nove anni il mio stereo è ancora perfetto ed integro, mai un difetto, qualche spia misteriosa che si accendesse a sproposito, le casse emettono il suono come quando l’ ho acquistato, e pensate…non ho mai neanche avuto la necessità di cambiare la batteria al telecomando! Non so per voi, ma per me sono questi gli apparecchi che vi semplificano la vita, quelli che ti danno il massimo della qualità senza mai richiedere assistenza, preoccupazioni varie…

Anche la linea e il design del mio stereo, nonostante il tempo trascorso sono ancora attualissimi. Il colore argento è sempre di moda, e non mi stanca mai! Il mio stereo Kenwood ha animato le feste degli ultimi anni e ormai ci sono proprio affezionata! Mi permette di sperimentare tutte le impostazioni di cui dispone con la massima facilità e con grande intuito. Le spiegazioni del libretto sono scritte in maniera chiara e dettagliata e per un’ impaziente come me questo è un punto certamente essenziale! Radio, cd e addirittura le mitiche cassette: ascolto di tutto! Non cambierei per nulla questo stereo, anzi consiglio a chiunque voglia acquistarne uno di tenere in considerazione questa mia piccola esperienza che mi ha lasciato del tutto soddisfatta!

HiFi Philips MCM700

HiFi Philips MCM700

Il micro hifi MCM700 della Philips è un sistema audio di medie dimensioni ben rifinito e dalle ottime prestazioni. È realizzato con finiture a specchio che lo rendono elegante e compatto adatto anche al soggiorno, con casse separate. L’amplificatore è dotato di digital sound control con casse da 2×80 W. Ovviamente le casse possono essere anche sostituite con altre più potenti, tutto dipende dall’ambiente in cui si colloca.

La forma triangolare in plastica per l’ingresso del cd, evita la fastidiosa vibrazione del suono, riproducendolo così in maniera nitida. Questo oltretutto conferisce al sistema una struttura insolita e originale. Dispone di un lettore cd che consente anche la lettura degli MP3, con la possibilità di memorizzare fino a 40 stazioni radio preferite. La porta USB consente di collegare una pen driver magari ascoltare la musica scaricata da Internet. Quasi nessun sistema hi fi di piccole dimensioni ha una porta USB, invece l’azienda Philips ha deciso di coniugare praticità, economicità con alta tecnologia, un prodotto che potesse essere accessibile a tutti.

È un mini hi fi molto leggero che può essere anche facilmente trasportato, ma seppur piccolo nelle dimensioni offre un ottima riproduzione del suono, ben amplificato e di qualità. Non essendo dotato di un sistema home teatre si addice per lo più a spazi ridotti, affinché il suono non si disperda. E’ prodotto solo in nero con finiture argento, perché è nato per rispondere ad un target preciso di clientela che cerca un oggetto di qualità ma elegante e non eccessivo. Il sistema è nato dopo un lungo periodo di studio d’analisi di mercato che facevano rilevare sempre più l’esigenza di acquistare un impianto di buona qualità a prezzi contenuti, e l’MCM700 risponde perfettamente a quest’esigenza. È un sistema completo per la tecnologia oggi presente sul mercato, ad un costo contenuto e nel rispetto dei nuovi canoni del design moderno.

Sistema Denon D-90

Sistema Denon D-90

Il vinile inizia ad entrare nei musei e ad uscire dalle nostre case, dopo l’avvento del cd e la diffusione dei primi impianti sterei alla portata di chiunque abbia un po’ di spazio in casa e voglia di ascoltare musica ad alta fedeltà. Il sistema Denon D-90 comprende lettore cd, cassette e radio ed è anche bello da vedere, in metallo satinato. Nel 1990 costava 1.050.000 lire.

Lettore CD Philips

Lettore CD Philips

Dopo il walkman e la rivoluzione della musica-à-porter è il momento dell’innovazione del supporto che cambierà il modo di pensare alla musica: arriva il cd. Luccicante, sottile, comodo, futuristico. Le prime pubblicità lo presentavano alla stregua di un vero e proprio gioiello: una ragazza lo portava legato ad un orecchino e poi con nonchalance lo infilava nel lettore cd per ascoltare le ultime hit. Lo mettono a punto Sony e Philips, utilizzando per primi la tecnologia laser. Ma non è (ancora) per tutti: nel 1982 un lettore CD costava 83.500.

Walkman Sony

Walkman Sony

Ecco la vera rivoluzione musicale, affidata non già ad un gruppo che scrisse la storia del rock ma ad una casa produttrice di elettronica, la Sony, che passerà alla storia per la creazione più strepitosa di quegli anni: il walkman. La musica si ascolta ovunque e comodamente, diventa un’esperienza intima e non più necessariamente condivisa. I primi modelli sono ancora pesanti e non troppo belli, ma è solo l’inizio. Nel 1979 costava 35.000 lire.

Yamaha TC800D

Yamaha TC800D

È il momento della musica sintetizzata, delle sperimentazioni psichedeliche e dell’avvento dell’elettronica. Yamaha coglie e propone una strumentazione sofisticata e all’avanguardia, con il registratore TC800D, dalle forme spigolose. Il dolby entra nelle nostre vite, ripulisce i suoni sporchi e inizia il lungo percorso che l’ha portato fino a noi. Nel 1975 costava 13.450 lire.

Radio portatile

Radio portatile

Alla radio si ascoltavano i risultati delle partite al bar o in salotto e allo stesso tempo le prime terribili notizie da quegli anni di piombo che sono passati alla storia come un periodo intriso di sangue e dolore. Duplice il volto dello strumento elettronico attraverso cui chi non aveva ancora la Tv si informava sul mondo. Le prime radio portatili a basso costo le lanciano sul mercato i giapponesi e si diffondono a macchia d’olio. Nel 1969 una costava 14.550 lire.

Philips EL3300

Philips EL3300

Prima del walkman, fu l’era del Philips EL3300, anticipatore della riproduzione sonora portatile. Inventato nel 1964, riproduceva musicassette di appena 10 centimetri, contro l’ingombro dei classici dischi in vinile. Costava 9.900 lire e preparò la strada alla generazione del pop.

Brionvega Ls502

Brionvega Ls502

La tecnologia non si ferma mai e con i primi transistor ecco diffondersi a macchia d’olio le radioline portatili a pile, che accompagneranno la vita quotidiana per decenni e permetteranno di ascoltare la partita della domenica e la propria musica preferita senza dover restare in casa. La celebre radio Brionvega modello Ls502 è stata disegnata da Richard Sapper e Marco Zanuso e nel 1965 costava 13.300 lire.

Juke box Rock Ola

Juke box Rock Ola

Nasce come simbolo della generazione del rock and roll, anticonformista e ribelle. Diventa invece simbolo della gioventù di un’epoca, che ascolta le hit del momento e decreta il successo della “macchina della musica”. Le aziende propongono costantemente nuovi modelli migliorati e il juke-box rimane in auge fino all’avvento dei riproduttori elettronici portatili, che ne scalfiscono il primato ma non l’immagine simbolica. Uno costava 1.130.000 lire.

Jukebox Rock Ola Tempo

Jukebox Rock Ola Tempo

Quasi scomparso dai nostri bar, dove resiste solo come cimelio o rivisitazione nostalgica, negli anni ’50 il juke-box spopolava tra i giovani, che inserivano una dopo l’altra le canzoni più ballate del momento. La forma è cambiata nel tempo, ma il simbolo ha resistito immune, complici anche film e telefilm: come dimenticare Fonzie che l’accende con un pugno in Happy Days? Nel 1959 costava 1.012.550 lire.

 
        Cerca tra le guide gratuite