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Auto sportive

In Motori
4 apr, 2014

Le auto sportive rappresentano uno spin-off del mondo automobilistico professionistico e presentano caratteristiche, sia interne che esterne, che altro non sono se non la trasposizione commerciale e alla portata di (quasi) tutti della tecnologia che permette a un’auto da gara di essere più veloce e anche più sicura rispetto alle altre. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere le migliori auto sportive in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Tipologie

L’interesse del mercato dell’auto nei confronti dei modelli sportivi può essere fatto risalire agli anni ’90, grazie al lancio, da parte della Mazda, di un nuovo modello di spider: la MX5.

Questo successo ha fatto sì che al giorno d’oggi quasi tutte le case automobilistiche abbiano a catalogo almeno un modello sportivo, che vanno ad arricchire un mercato fino a pochi anni fa dominato solo ed esclusivamente da automobili nate da case specializzate nella costruzione di auto sportive, spesso anche a livello agonistico, come la Ferrari, la Lamborghini o la Porsche.

All’interno di questa categoria ovviamente esistono diverse sottocategorie che, soprattutto nell’uso comune, vengono utilizzate indistintamente e spesso anche in modo confuso. Cerchiamo di distinguerle nel modo corretto:

  • Roadster
    È l’auto sportiva per eccellenza, il primo vero modello sportivo che vide i natali negli Stati Uniti negli anni immediatamente precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, ossia in un’epoca che fu testimone dei primi grandi successi in merito alla produzione di automobili, come la celeberrima Ford Model T (prodotta dal ’80 al ’28), fino ad arrivare alla Cadillac V16, risalente agli anni Trenta.

    Il modello originale era a due posti e completamente aperto, anche se era dotata di un tettuccio morbido che poteva essere chiuso in caso di necessità. Ovviamente le esigenze odierne sono un po’ diverse e le case produttrici cercano di andare incontro ai trend del mercato, senza però snaturare lo stile unico di una roadster.
    Il modello attuale, quindi, vede l’aggiunta di finestrini anche se senza montanti.

    L’auto rimane scoperta e sempre dotata di un tettuccio richiudibile e morbido, e sempre con due soli posti, e può essere dotata degli appositi rollbar che riparano l’incolumità dei passeggeri. Nonostante si sia cercato di rimanere il più possibili fedeli al modello originale, non esistono auto sportive, oggi, che possano veramente definirsi roadster.

  • Spider
    La spider è caratterizzata dall’avere due soli posti, il motore posizionato nel cofano e la trazione posteriore; l’autentico modello di spider prevede anche che abbia il parabrezza piatto, così come deve essere molto piatta la linea in generale: questa forma rappresenta la sua caratteristica principale.

    Nella storia della produzione di automobili italiane, fu la Fiat a produrre il primo modello di spider, e più precisamente la Balilla 508 Spider risalente all’anno 1933.

    Altri esempi di spider ‘nostrane’ sono la Duetto dell’Alfa Romeo, quella guidata da Dustin Hoffmann ne Il laureato, per intenderci, la Ginetta g32 e la Barchetta della Fiat. Oltre, chiaramente, alla già citata Mazda MX5, che fece da apripista per la produzione delle moderne spider.

  • Cabriolet (Cabrio)
    Per ‘cabriolet’ si intende la versione aperta di un’auto che originariamente nasce come chiusa, ossia quella che nel linguaggio comune viene definita ‘decapottabile’. La cabriolet è infatti dotata di un tettuccio morbido che può essere richiuso all’occorrenza, solitamente realizzato in tela (soft top) oppure retroattivabile rigido (hard top) realizzato in metallo o plastica.

    A differenza della roadster non deve necessariamente avere due soli posti, e in più i finestrini sono dotati di apposito montante: questo permette, chiudendo la cappotte e tirando su i finestrini, di trasformare una cabriolet in una vera auto chiusa, come una coupé.La sola possibilità di trasformarla con poche, semplici mosse in un’auto aperta le regala la sua connotazione sportiva, anche se sostanzialmente non è molto diversa dal modello chiuso.

    Per diventare una vera e propria auto aperta, però, il modello chiuso deve essere completamente riprogettato: da questo deriva il costo più elevato di un cabriolet rispetto al modello chiuso.

  • Coupé
    Prende il nome dal francese ‘coupé’ che significa tagliato, proprio per le linee particolarmente sfilate, e rappresenta la versione sportiva di una normalissima berlina. Tra tutte le auto sportive, quindi, è l’unico modello ad essere progettato come chiuso.

    Una coupé abbina la sicurezza e il comfort caratteristici di una berlina con il brivido delle prestazioni sportive. I posti a sedere sono quelli che vengono definiti ‘due più due’, ossia due sedili anteriori molto comodi e due sedili posteriori un po’ sacrificati: per questo non è molto indicata per le famiglie o per i viaggi lunghi con più di due persone a bordo.

Estetica

Quello che maggiormente colpisce a prima vista in un’auto sportiva è senza dubbio la sua linea compatta e sfilata, una caratteristica che sembrerebbe solo frutto di un capriccio di design, ma che invece ha uno scopo prettamente funzionale: l’aerodinamicità infatti serve a incrementare la velocità, ossia a ridurre l’attrito e la resistenza all’avanzamento del veicolo.

È per questo che le auto sportive non presentano elementi sporgenti, solitamente hanno assetti bassi e musi molto allungati: la forma di riferimento per la loro realizzazione, infatti, è quella della goccia, ovviamente e necessariamente rivisitata in base all’utilità e a un certo gusto estetico.

Un’altra delle caratteristiche che distinguo le auto sportive dalle altre è la presenza di numerose e vistose prese d’aria che servono a garantire una corretta aerazione del motore, che data la sua maggiore potenza necessita di quantitativi maggiori di aria.

Motore

Rappresenta il vero cuore di ogni auto sportiva ed è il principale elemento differenziatore tra le diverse case automobilistiche.

Diverso è infatti il numero di cilindri tra modello e modelli, diverso è il posizionamento dello stesso nella scocca, così come l’inclinazione della bancata.
Ma alcune caratteristiche rimangono identiche per tutte le auto sportive:

  • Potenza
    E’ indispensabile che sia abbondante e generosa, per permettere di raggiungere velocità elevate e grandi capacità di accelerazione.

  • Consumi
    I consumi molto più elevati rispetto alle auto non sportive sono il prezzo da pagare per poter godere delle prestazioni straordinarie del motore.

  • Manutenzione
    Un motore nato per correre è necessariamente più delicato rispetto a un motore comune, e quindi ha anche bisogno di maggiori e più regolari interventi di manutenzione.

  • Rumore
    Ogni modello di auto sportiva ha il suo caratteristico motore, che diventa come la voce stessa, precisa e inconfondibile, di una determinata marca. Ma ecco una curiosità rispetto a questo peculiare aspetto: il celebre direttore d’orchestra Von Karayan, grande appassionato di Ferrari, scrisse a Enzo Ferrari in persona per comunicargli il fatto che nessuna orchestra al mondo avrebbe mai potuto eguagliare la perfezione di un motore Ferrari.

Tecnologia

Ultimamente le case automobilistiche concentrano i loro sforzi maggiori sull’apparato tecnologico, per incrementare il più possibile il comfort ma soprattutto il livello di sicurezza di guidatore e passeggeri, grazie ai continui studi effettuati nel campo delle applicazioni tecnologiche.

Non c’e da stupirsi, infatti, che le auto sportive siano sempre state un passo avanti rispetto alle altre proprio per il fatto di provenire dal mondo delle corse, un mondo che sfrutta la tecnologia non tanto per assicurare il comfort, quanto per incrementare le prestazioni.

Al giorno d’oggi tutte le auto di un certo livello sono dotate di un gran numero di dispositivi elettronici, ma i massimi livelli si raggiungono solo nelle auto sportive. È il modo di applicare queste tecnologia, infatti, che contraddistingue i diversi tipi di auto. Nel mondo delle auto sportive, quindi, la tecnologia viene impiegata per soddisfare le esigenze di un guidatore interessato più a una buona padronanza del mezzo in tutte le condizioni di guida, che non la comfort. Ecco qualche esempio:

  • il volante: solitamente realizzato in pelle e dal look decisamente corsaiolo, può essere dotato di appositi pulsanti che permettono di intervenire sulla conduzione del veicolo, esattamente come avviene nelle monoposto da corsa.

  • il controllo dell’assetto di marcia: soprattutto negli ultimi anni siamo stati testimoni della proliferazione di modelli sempre nuovi di sospensioni e ammortizzatori; successivamente hanno visto la luce il controllo della trazione, della stabilità e dell’imbardata, il tutto per assicurare una maggiore sicurezza alla guida.

L’insieme di tutte queste innovazioni tecnologiche è andata a vantaggio di uno degli aspetti principali delle auto sportive, ossia la tenuta di strada. Purtroppo il prezzo da pagare è la perdita del comfort… ma è un prezzo che i veri appassionati pagano senza alcun problema.

Una delle caratteristiche più distintive delle auto sportive è senza dubbio la capacità di raggiungere elevate velocità in tempi ridottissimi, e allo stesso tempo di poter arrestare il veicolo velocemente e in spazi altrettanto brevi.

Per rendersi conto delle prestazioni di questi modelli di auto basta considerare il fatto che un’utilitaria raggiunge i 100 km/h in 13/16 secondi, mentre a un’auto sportiva ne bastano meno della metà. Da qui si deduce, di conseguenza, anche quanto sia importante che anche l’apparato frenante sia all’altezza della potenza del motore.