Libro di fiabe
 

Libro di fiabe

di Samantha Scaloni

Se è vero che i sogni son desideri di felicità…quale posto migliore per navigare nella fantasia delle pagine di un libro? Ovviamente, di fiabe.
Perché tra incantesimi, fate e folletti dei boschi, la magia, si sa, viene da sé…allora, c’era una volta…

Per una buonanotte coi fiocchi

Non è vero che l’importante è farlo addormentare, toglietevelo dalla testa.
Il bambino ha bisogno sì di un buon sonno, ma soprattutto della sua mamma che lo accompagni fin da subito nel dolce mondo dell’incanto e della saggezza, del sortilegio e della vita.

Non c’è niente di meglio per un bimbo (e per la sua mamma) di un buon libro di fiabe che lo educhi non solo alla realtà e ai valori che ad essa fanno riferimento, ma all’immaginazione e alla fantasia.
Per farlo addormentare basterebbe cullarlo con la solita ninna nanna o l’ormai quotidiana filastrocca, ma sarebbe bene andare oltre, prendersi un po’ più di tempo ed investirlo nella sua personalissima educazione alla vita e alla fantasia.

Vi ritornerà tutto con gli interessi: quando, già grande, si ricorderà di quei momenti indimenticabili in cui goffamente cercavate di ricordare l’ultima versione o quando rendevate quella fata così buffa e così impacciata. O quando sarà lui stesso a ricordarsi della storia e, conservandola nello scrigno dei suoi tesori più preziosi, la racconterà a suo figlio. Anche lui nei vostri stessi panni.

Anche lui di fronte ad un libro di fiabe che è parte integrante dell’educazione di un bambino.
E’ un cerchio che si chiude, un passato che si fa presente per riallacciarsi nuovamente al futuro.
Dunque rilassatevi, scegliete la sedia più comoda (o meglio ancora, accoccolatevi accanto a lui, nel lettino) e fatevi cullare da quelle parole antiche.
L’essenziale non è il sonno, ma il sogno.

Cos’è una fiaba

La fiaba rientra a pieno titolo nella narrativa di tradizione popolare, costituita da testi brevi che ruotano intorno ad una serie di personaggi rubati alla fantasia.
Fate, elfi e folletti, ma anche mostri, orchi e giganti. Senza contare il classico principe e la sua principessa.
Solitamente pensate come l’ideale intrattenimento per il bambino, si distinguono dalle favole poiché in esse la componente fantastica è in genere assente e l’intento morale ed allegorico è spesso più evidente.

L’Europa ha alle spalle una intensa memoria orale di fiabe, tramandate di padre (o madre) in figlio, di generazione in generazione, oggetto di grande interesse non solo per il bimbo che le ascolta e ne ricava insegnamenti, ma anche per le discipline etnoantropologiche che le studiano e le analizzano.

Insomma, seppur popolare, ci troviamo di fronte ad una vera e propria tradizione a cui ogni uomo ha, almeno una volta nella sua vita, attinto e apportato modifiche, interpretazioni e personalizzazioni. Una storia, quella delle fiabe, che va ad intrecciarsi con quella dell’uomo e della vita perché con essi ha sempre condiviso il mondo. E quei residui di fantasia che, per fortuna, ancora lo abitano.

Ritorno alle origini

Sebbene secondo il linguista Vladimir Propp la maggior parte dei fattori che costituiscono una fiaba provengano direttamente dai riti e dai miti primitivi (specialmente quelli d’iniziazione), di una cosa possiamo esser certi: il modello ricalcato da quasi tutte le fiabe è pressoché il medesimo.
Ai protagonisti vengono anteposti sempre i cattivi, entrambi coadiuvati, nel bene e nel male, da aiutanti e si comincia sempre col classico “C’era una volta” per poi finire con l’intramontabile “E vissero per sempre felici e contenti”.

Il linguaggio è sempre assai semplice e chiaro, ricco di modi di dire e delle consuete formule popolari. Fondamentali la ridondanza e la ripetizione di vocaboli, nomi e situazioni che favoriscono la memorizzazione e consentono di seguire meglio la storia.

Poiché l’origine è popolare, quella delle fiabe è solitamente la storia della vita di gente povera alle prese con le paure del proprio tempo e con le convinzioni che necessariamente lo accompagnano. Un tempo le fiabe venivano raccontate proprio da contadini e pescatori, montanari e pastori che, una volta raccolta la famiglia intorno al focolare, davano libero sfogo all’immaginazione.
Sono storie che non nascono nel salone del palazzo reale, circondate da ori e lussi, ma nell’aia o nella stalla di un borgo abitato da gente umile e modesta, dedita al lavoro, alla fatica e alla famiglia. E fiabe sono le figlie primogenite di chi conosce bene l’amarezza della vita, l’inclemenza dell’età e la durezza del lavoro e, a pensarci bene, non avrebbe potuto essere altrimenti.

Cos’avrebbe avuto da raccontare un imperatore che poco aveva da sognare giacché ogni suo desiderio si trasformava in un ordine?

Cosa ne avrebbe saputo della vita, quella vera, un principe che di azzurro non aveva nulla a parte gli zaffiri che tempestavano la sua reggia? Ecco allora il successo delle fiabe, storie partorite dalla mente di uomini semplici che parlano all’intera umanità.

Perché proprio le fiabe?

Perché aiutano a crescere. Ogni uomo è stato un bambino. Ed ogni uomo conosce l’importanza di quel momento: la lettura di una fiaba non è solo piacere, godimento ed un invito alle tante agognate ninne, ma anche e soprattutto un’attività che indica al bambino la strada maestra.

In qualche modo gli insegna a comportarsi e ad evitare gli atteggiamenti più sbagliati. Lo prepara al mondo e all’indole della specie umana che lo abita. Gli consente di conoscere fiori, frutti ed animali. Lo mette di fronte al bene e al male, lo spinge al dialogo, al commento e alla formazione di un’opinione su quanto sta ascoltando. Insomma, il libro di fiabe dev’essere assolutamente il primo libro di cui un bambino sente parlare e a cui s’interessa, per cui scaldate la voce e fate un breve ripassino del vostro repertorio in fatto di suoni e vocine da attribuire ai vari personaggi: lo sguardo incantato che vedrete sul volto del vostro bimbo vi ripagherà di ogni fatica.

Nessuno può crescere senza fiabe. E nessuno poi se ne dimentica.
Insomma, le fiabe aiutano a diventare grandi.
Pensate a tutte quelle che terminano con un’edificante morale: insomma, quale miglior monito per un futuro adulto, cittadino ed abitante del mondo?

Senza contare il fatto che moltissimi ex-bambini collegano degli istanti particolari dell’infanzia proprio ad una fiaba! Ognuno è legato ad una storia, sta a chi racconta il dovere di interessare, rapire e coinvolgere. Il resto verrà da sé…e con tutti gli animali parlanti e chiacchieroni di cui vi farete carico e a cui presterete la voce per parlare, le mani per gesticolare e le gambe per mettere n scena la fiaba del giorno.
Le fiabe fanno sognare ad occhi aperti, entusiasmano e alleggeriscono la giornata. E’ ormai appurato. Ma non solo quella del bambino, anche e soprattutto quella della mamma.

Se pensate a quanto è rilassante la lettura di un buon libro a fine giornata, capirete subito che se siete stanchi, affaticati e stressati un libro di fiabe è quello che fa per voi.
Non importa l’età, l’unico ingrediente che non può mancare è il sentimento e la capacità ad accogliere quel sortilegio che racchiude il mondo incantato delle fiabe. Senza contare che per appassionarsi all’antica tradizione fiabesca non occorre essere in compagnia di un bambino che non ci pensa nemmeno ad addormentarsi.

La regola è: scegliete il libro ed innamoratevene.
Anche se non avete né bambini, consideratelo un libro come un altro (d’altronde pur essendo assai speciale, in fondo lo è) e fatevi trascinare in quel mondo in cui non entrate da tanto, troppo tempo.
C’è sempre da imparare da un libro. Specialmente se si tratta di una buona fiaba.
A un anno, come a sessanta.

Una, cento, mille fiabe

Di fiabe ce n’è per tutti i gusti. Basta solo decidere se si vuole pescare nella tradizione o affidarsi alle ultime novità.
Pensate alle fiabe della Disney (che tra l’altro hanno preso molto in prestito dalle loro antenate) spesso trasformate in cartoni animati o puntate dritto ai racconti moderni, popolati da mostri, animali curiosi, nuvolette capricciose, pirati e personaggi dai colori più improbabili.

Il mio consiglio, però, è quello di tornare indietro nel tempo, alle origini, alla tradizione più vera.
E magari imparare a volare con il Peter Pan di James Matthew Barrie, a non dire bugie con Pinocchio, creatura collodiana, o farsi cullare dalle parole dei celebri fratelli Grimm (autori di ben 156 fiabe) o di Hans Christian Andersen.

Che siate fan scatenati del Brutto Anatroccolo, di Cappuccetto Rosso (scritta dal francese Charles Perrault), di Cenerentola, di Biancaneve, di Pollicino, della Piccola Fiammiferaia o delle creature inventate da Italo Calvino, vi auguro buon divertimento: le fiabe, delizia per la mente e per il cuore, sapranno allietare la vostra vita e vi faranno tornare indietro di anni ed anni. Un desiderio di tutti visto che persino Joseph Heller ha dichiarato “Quando sarò grande, voglio essere un bambino”.

Dove acquistare

Le migliori sono quelle di un tempo. Quelle che ci hanno incantato da piccoli, quelle che colleghiamo all’amabile volto della nostra paziente mamma o a quello della zia che proprio non sapeva recitare. Quello con cui abbiamo imparato cosa vuol dire giustizia (anche se dentro ad una fattoria) o amicizia, lealtà o amore. Quella che ci ha indicato la strada della vita e ci accompagna ancora oggi, se solo con la mente torniamo indietro fino a quella tenera età.

Ma qualora non possiate recuperare il vecchio amico di ogni notte, correte alla più vicina libreria e pescate tra i numerosissimi autori presenti.
Un consiglio che potreste seguire è quello di non farvi consigliare dal commesso, ma fate da soli. Muovetevi tra gli scaffali e i volumi con calma e pazienza, ogni libro nasconde un mondo tutto suo e nessuno meglio di voi conosce i gusti e le esigenze del vostro bambino.

D’altronde sarete voi a prestare voce e cuore al libro, sarete voi ad assistere il testo con esempi ed insegnamenti. Sarete voi, insomma, il libro stesso e non c’è niente e nessuno che possa sceglierlo meglio di voi. O meglio, si sarebbe, ma il vostro bambino preferirà sicuramente le copertine più colorate e questo non è sempre un buon metodo. Un’idea: poiché la verità sta nel mezzo, potreste sceglierne uno voi ed uno farlo sceglierlo a lui. La democrazia non fa mai male, specialmente se rientra proprio nella schiera di quei valori da insegnare. E vissero per sempre felici e contenti…mamma e bebè.

 
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