Cipria

La cipria è cosmetico impiegato per opacizzare la pelle, renderla vellutata e garantire un trucco duraturo. La sua origine ci porta fino in Cina dove, anticamente, era utilizzata come colorante per capelli.

Caratteristiche

La cipria entra in Europa verso il XV secolo, ma solo nel XVII secolo iniziò ad essere impiegata come cosmetico, ottenendo una larga diffusione. Un forte incremento nell’utilizzo ci fu quando la moda impose l’uso di cipria per parrucche da uomo e da donna, per poi rivolgersi nuovamente, fino ai tempi della Rivoluzione francese, verso i capelli naturali.

L’isola di Cipro è un’isola del Mar Mediterraneo che in passato era consacrata a Venere, dea della bellezza e dell’amore. L’utilizzo del nome “Cipro” per connotare questo cosmetico è appunto un richiamo verso quella idea di bellezza e giovinezza della dea dell’isola.

La cipria è composta da quantità di caolino, amido, riso, carbonati (di bismuto, di zinco ed altri), di coloranti e profumi. Oggi, grazie ad una legge del 1897, è prodotta seguendo leggi e composizione scientifica, ma in precedenza non vi era nessuna regolazione, tanto che i sacchetti sfusi di cipria che venivano venduti, potevano essere anche nocivi per le consumatrici.

Utilizzo

La cipria deve innanzitutto essere cosparsa con un piumino di velluto, dopo aver applicato il fondotinta, o dopo la crema da giorno, nel caso in cui non si utilizzi fondotinta. Si parte dal collo e si risale verso la fronte, toccando tutte le parte coinvolte: mento, angoli della bocca, base del naso, naso e fronte. Queste parti del viso sono denominate dai truccatori professionisti “zona T”. Per ottenere un buon risultato è fondamentale che si scelga con cura la colorazione della cipria, che deve accordarsi con la propria carnagione, al fine di conseguire un effetto gradevole e naturale.

Economia

Si tentò di commercializzarla, ponendo l’attenzione anche sui contenitori e le scatole esterne: esse mutarono con le mode del tempo e si susseguirono modelli liberty, ArtDec, scatole in latta (anni 1900-20), in cartone o bachelite (1920-50). L’aspetto del contenitore della cipria era importante per invitare all’acquisto, tanto da spingere le industrie di cosmetici a servirsi dell’esperienza di artisti ed appositi disegnatori.

La cipria è un cosmetico antico e le varie scatole hanno segnato l’evoluzione delle mode e delle preferenze del tempo. Dagli anni ’50 in poi hanno preso piede principalmente astucci metallici, ideati dalla Max Factor e diffusi ormai per tutte le industrie di cosmetici.