
L’insieme delle sostanze naturali o chimiche che curano e conservano la salute della pelle, dei capelli, delle unghie, e che migliorano l’odore e l’aspetto di una persona, costituisce il mondo dei cosmetici. Essi sono estremamente diffusi, in particolare nel mondo femminile occidentale.
Quelli esclusivamente rivolti alla funzione decorativa sono i celebri trucchi, utilizzati per esaltare e sottolineare pregi ed aspetti piacevoli del viso e dei lineamenti, e per coprire e minimizzare difetti, inestetismi, imperfezioni.
Storia
Esplorare la storia dei cosmetici ci conduce fino all’antichità, tra gli Egizi, i Sumeri, i Greci ed i Romani. Tutti usavano trucchi, alcuni anche tossici, in quanto contenenti elementi dannosi, come il mercurio. Il primo reperto archeologico che testimonia l’utilizzo di trucchi è addirittura del 4000 a.C.; anche le statuette dei Sumeri, rinvenute presso la città di Ur, dimostrano come fosse diffusa la tendenza a marcare il contorno occhi con il colore nero, tendenza presente d’altronde in tutta l’area della Mesopotamia del tempo. Tendenza arrivata fino ai nostri giorni, con una estrema diffusione nel mondo occidentale. Perché ci si trucca oggi?
L’obiettivo primario è quello di possedere un aspetto più gradevole, giovane, salutare, sessualmente appetibile. Non dimentichiamoci tuttavia che i cosmetici vengono impiegati anche in altri campi dell’attività umana: gli attori del teatro e del cinema riescono addirittura, grazie al trucco, a non assomigliare neanche più a loro stessi. Possono avvenire delle vere e proprie trasformazioni, anche in esseri non umani (utilizzando specifiche protesi) ,che ci testimoniano quale sia l’importanza della cosmesi in attività quali quella artistica e cinematografica. Il trucco ha, a volte, funzione pedagogica, essendo in grado, ad esempio nel campo medico, di simulare lesioni o escoriazioni e di aiutare gli aspiranti medici a riconoscere i differenti casi simulati. Ma la cosmesi è anche maschera, travestimento, festa: si pensi al carnevale o a Halloween in Inghilterra, occasioni durante le quali nessuno prova imbarazzo nel truccarsi e nel modificare il proprio volto.
E’ indubbio comunque che l’esigenza maggiormente avvertita dalle persone che normalmente si truccano è quella estetica, è quella di cercare di coprire i propri difetti ed imperfezioni, per esaltare i lati positivi. Si tende in sintesi verso un canone di bellezza che si ritiene, a volte erroneamente, universalmente valido, ma che è invece frutto di impulsi della società ed influenze, inconsciamente memorizzati. E’ pur vero che esiste un senso di bellezza comune, al quale le donne aspirano. Già Leonardo da Vinci aveva lavorato sul bello oggettivo: egli, dopo l’osservazione di molti volti europei, aveva stabilito delle proporzioni e delle regole, che garantissero la bellezza perfetta, ovviamente più presente nel mondo dell’arte e della rappresentazione che nella realtà.
Il fatto che oggi la cosmesi sia molto diffusa e sia considerata normale, non ci deve far dedurre che le cose siano sempre andate così. La Regina Vittoria, ad esempio, considerava l’abitudine al trucco una peculiarità delle prostitute e degli attori, reputandola un atto volgare e maleducato, per le altre categorie di persone; la Germania nazista vietò categoricamente alle donne di truccarsi. Nonostante ciò la cosmesi si diffuse capillarmente in molte parti del mondo, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. Persino nel lontano Giappone si creò una cultura del trucco, peculiarità delle geishe: queste donne utilizzavano petali di cartamo e zafferanone come rossetto, come correttore per le sopracciglia, come contorno occhi e labbra. Il fondotinta era una sorta di pomata utilizzata anche dai lottatori di sumo per ungersi i capelli, il Bintsuke. Le geishe erano solite inoltre utilizzare pasta bianca e polvere per la colorazione del volto e della schiena, tinture rossa per il contorno occhi e il naso; inoltre le apprendiste, le cosiddette maiko, durante la cerimonia di iniziazione, si tingevano i denti di colore nero.
Pur così diversa e distinta nei differenti luoghi geografici, la cosmesi oggi tende sempre più ad uniformarsi a causa delle multinazionali che, dal XX secolo in poi, si sono succedute, monopolizzando il mercato. La prima che nacque nel 1909 fu L’Oreal di Eugene Shueller che apparse con il nome di French Harmless Hair Colouring Company. Il 1910 è l’anno dell’incremento dello sviluppo dei trucchi, soprattutto a causa della triade statunitense Elizabeth Arden, Helena Rubinstein e Max Factor, ma neanche gli anni successivi sono privi di nuove comparse come il gruppo Revlon e Esté Lauder, di analoga origine americana.
Tramite una serie di marchi, oggi ogni multinazionale è in grado di essere presente in differenti canali di vendita e in diverse fasce di prezzo: L’Oreal si impone con Garnier nella grande distribuzione, con Vichy e con La Roche-Posay in farmacia, con LancÔme e Biotherm in profumeria. Lo stesso vale per Beiersdorf AG, presente con Nivea nella grande distribuzione, con Eucerin in farmacia, e con La Prairie nella profumeria selettiva, o per Kelemata che compare con Venus e Orlane, rispettivamente nella grande distribuzione e nella profumeria selettiva.
Tipologie
Vediamo i principali tipi di trucco utilizzati dalle donne:
- per colorare le labbra e renderle più lucenti e carnose, si utilizzano rossetti, lucidalabbra, gloss (dall’inglese “lucentezza”).
- per illuminare il viso, renderlo più omogeneo, nascondendo imperfezioni, brufoli, macchie cutanee, si usano fondotinta, cipria, belletto. Essi conferiscono l’impressione di salute e giovinezza.
- per creare contrasti di luce ed ombre sul viso, per plasmare ed armonizzare i volumi, per conferire un aspetto colorito, si utilizza il phard o blush (dall’inglese “arrossire”). In passato esso era impiegato solo nei toni del rosa e del rosso e l’unica finalità era quella di conferire una colorazione sana.
- per allungare l’occhio, dare maggiore volume alle ciglia e intensificarne il colore, si utilizza il mascara o rimmel. Esso rende affascinante lo sguardo della donna, lo sottolinea, rendendo l’occhio più grande e più giovane.
- se si desidera modellare la forma dell’occhio e ingrandirlo o colorare le palpebre, si possono utilizzare, per il proprio trucco, ombretto e matita per gli occhi.
Molte donne considerano questi due elementi già sufficienti per un maquillage completo. Il tutto serve principalmente a rendere l’occhio più grande: in tal modo si assume una espressione più tenera ed infantile, tanto da evocare bisogno di affetto e protezione. Lo smalto, colorato o trasparente serve per la colorazione e la cura delle unghie delle mani e dei piedi.



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