
Simbolo dell’universo femminile per antonomasia, accessorio onnipresente in qualsiasi borsetta del gentil sesso: il rossetto è da sempre alleato delle donne, aiuta a valorizzare le labbra rendendo anche le più sottili carnose e irresistibili. Come direbbe la grandissima Coco Chanel: «Si vous etes tristes, si vous avez un chagrin d’amour, maquillez vous, mettez du rouge à lèvres et attaquez!!!» (Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettete il rossetto e attaccate!).
La storia
Il rossetto era già conosciuto dalle donne della Mesopotamia, che lo utilizzavano per rendere più belle le labbra e a volte anche gli occhi. In seguito venne largamente adoperato dalle Egiziane, che lo ricavavano dall’ocra rossa e lo applicavano con l’ausilio di un bastoncino d’avorio o un pennellino. Divenne poi molto popolare in Inghilterra durante il regno della regina Elisabetta, dove era prodotto usando una cera particolare e dei coloranti di origine vegetale.
Invece sotto la sovranità della regina Vittoria venne abolita qualsiasi forma di trucco, in quanto considerata una cosa volgare, ad appannaggio delle prostitute e degli attori. Si dovrà aspettare fino alla metà del ’900, grazie anche alla diffusione della moda tra le star cinematografiche, per vedere il rossetto come elemento indispensabile del trucco femminile, almeno in occidente. In Oriente, perlopiù in Giappone, le geishe utilizzavano un rossetto prodotto dai petali del cartamo o zafferanone (nome comune di una pianta che cresce spontanea in quei luoghi) schiacciato non solo per truccare la bocca ma anche il taglio degli occhi e le sopracciglia.
Il colore prevalente del rossetto è sempre stato il rosso fino al 1915, quando Maurice Levy, un americano, oltre ad inventare lo stick portarossetto come lo conosciamo noi attualmente, riuscì ad ampliare la gamma di colori disponibili con tutte le sfumature del rosso, dal rosa al bordeaux. Nel 1927 il chimico Paul Baudecroux creò il primo rossetto indelebile, chiamato “Rouge Kaiser”.
Nel trentennio che va dal ’40 al ’60 assistiamo al passaggio dalla colorazione scura e intensa, sintomo di un disagio interiore caratterizzato dal secondo conflitto mondiale, a quella lucida e accesa, che rappresenta la voglia di lasciarsi il passato alle spalle. Negli anni ’70 appaiono i madreperlati, che con la loro iridescenza danno sfoggio della voglia di trasgressione che il periodo impone. Ma la moda si sa, è in costante mutamento, recupera vecchie tendenze; nell’ultima parte del secolo scorso si è visto il riproporsi di rossetti scuri, lucidi, brillanti.
Composizione
Il rossetto ha una formulazione tra le più intricate di tutto il mondo del make-up. Tecnicamente è un gel formato da cere, oli, grassi e pigmenti, colato in stampi allo stato fuso e in un secondo momento raffreddato per ottenere la forma stabilita. E’ composto da una pasta grassa chiamata “corpo bianco” nella quale sono sciolti alcuni coloranti, di origine sintetica o più raramente minerale (che potrebbero provocare una reazione di intolleranza alla mucosa labiale), perlopiù particelle solide tritate finemente per un effetto metallizzato.
E’ costituito anche da cera (d’api, animali, vegetali, sintetica ecc.) per aumentare la brillantezza e la consistenza, oli (di ricino) per l’untuosità e la lucentezza, i corpi grassi pastosi (lanolina, burro di karitè o di cacao) per la dolcezza, la morbidezza e l’aderenza.
Inoltre contengono conservanti (per impedire la proliferazione dei batteri), antiossidanti (per evitare che il prodotto deperisca), aromi (per profumare il rossetto e dargli un sapore più gradevole), principi attivi (anti-radicali liberi, filtri solari, vitamina A ed emollienti) che non risultano aggressivi nei confronti della mucosa labiale. Contiene una decina di componenti, dall’equilibrio dei quali dipende la qualità del cosmetico.
Il rossetto deve avere determinate qualità, indispensabili per un buon cosmetico: si deve applicare e togliere con facilità; non si deve rompere o sbriciolare; la sua composizione deve rimanere inalterata nonostante gli sbalzi termici (non si deve sciogliere con il calore o gelare con il freddo); la traccia sulle labbra deve essere aderente, netta, e deve durare nel corso della giornata senza che la tinta si alteri; infine, non deve lasciare un cattivo odore o sapore.
Se avete tra le mani un capo d’abbigliamento sporco di rossetto (sperando che non sia la camicia di vostro marito, altrimenti la macchia sarà l’ultimo dei vostri pensieri), si può utilizzare un batuffolo imbevuto di trielina per sciogliere la componente grassa, e uno smacchiatore per la parte colorata.
Tipologie
Principalmente esistono tre tipi di questi prodotti, reperibili in commercio, che si differenziano per il loro aspetto esteriore e per la capacità di copertura (lucido, opaco, trasparente):
- Rossetti: o “lipstick”, è quello che identifichiamo di solito con questo termine. Come già detto precedentemente, nasce più di 5000 anni fa e da allora è uno degli alleati migliori delle donne. E’ composto da oli, cere e pigmenti di varia natura, ed il suo compito è quello di colorare le labbra. Una marca di rossetto viene scelto solitamente in base alla tenuta (ovvero, quanto tempo dura sulle labbra). Oltre che in stick, si può trovarlo in cake (contenitore di forma cilindrica e piatto) o in pot (vasetto).
- Rossetti opachi: o “lipstick matte”, venivano utilizzati moltissimo negli anni 90 dalle star per regalarsi un tocco di eleganza e sobrietà. Sono l’ideale per chi ha labbra molto pronunciate e vuole evitare l’orribile “effetto canotto”, ma sono molto difficili da reperire e la gamma di colori è piuttosto contenuta. Un pregio che rende questo prodotto molto ricercato è che idrata le labbra, rendendole morbide e sensuali.
- Lucidalabbra: detti comunemente “lipgloss”, sono ricchi di oli, quasi privi di pigmenti colorati, e viscoso al tatto. Si possono trovare in forma liquida o cremosi, da applicare direttamente sulle labbra come un rossetto o usando un bastoncino. Perfetto per le giovanissime e per chi ha labbra piccole, in quanto “dilatano” il volume delle labbra facendole apparire più pronunciate.
A parte si può annoverare tra le tipologie di rossetto anche la matita per le labbra, sebbene il suo uso comprenda solo i contorni delle labbra. Una matita di buona qualità si riconosce dalla sua resistenza al calore, che permette di temperarla e di avere una punta acuminata e conseguentemente un tratto più netto.
Modalità d’applicazione
C’è un criterio giusto per applicare un tipo o una tonalità di rossetto rispetto a un altro? Non proprio, infatti molto dipende dalle vostre labbra. Per quelle naturalmente espressive e luminose basta usare un rossetto tenue, che le accentui appena; se invece avete il bisogno di modificare la loro conformazione, ci si può affidare a qualche tecnica, che va affinata con una buona dose si allenamento per ottenere un buon risultato.
Avete labbra sottili? No problem, basta truccarle con dei colori brillanti per farle apparire più voluminose, per poi delineare i contorni con una matita più chiara del rossetto. Se sono troppo pronunciate, le tonalità opache e contorni più chiari e stretti rispetto alla forma originale vi aiuteranno a farle sembrare più fine. Se sono troppo piccole invece vale l’opposto, colore vivace e contorno più ampio.
Se il vostro problema è una forma della bocca irregolare, ad esempio un labbro più grande dell’altro, cercate di ingrandire quella più piccola o rimpicciolire quella più grande, tenendo conto della posizione della bocca (ad esempio se è vicina al naso sarebbe meglio rimpicciolire quello inferiore, mentre se c è spazio tra mento e bocca si dovrebbe ampliarlo).
Nel caso in cui i contorni della bocca siano frastagliati o le labbra siano sciupate, si può ovviare al problema stirandone gli angoli con due dita prima dell’applicazione del prodotto.
Infine, se le labbra hanno una linea cadente, basta disegnare verso l’alto gli angoli del labbro superiore.
Passiamo ora a qualche piccolo suggerimento artistico.
Come si sa, è importante abbinare il colore del rossetto a quello della pelle e dei capelli, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione.
La regola di base è questa (prendete appunti signore, prendete appunti):
- Ii toni caldi (capelli rossi o castano chiaro, pelle ambrata) vanno d’accordo con rossi con un tocco di marrone o giallo, come il rosso mattone o il corallo.
- I toni freddi (capelli corvini o biondo platino, pelle chiarissima, rosata o olivastra) si sposano perfettamente con i rossi con una punta di blu, come il fucsia, lo scarlatto, il geranio.
Se proprio avete paura di sbagliare, esiste una tinta che sta bene a tutte, ossia il rosso bordeaux.
Simbologia
Nella nostra cultura che significato ha il rossetto?
Come già detto sopra, il valorizzare le labbra è una pratica diffusa da 5.000 e passa anni. Vi siete mai chiesti il perché? Non è una fissazione della donna (o almeno, non è solo quello) ma dietro questo gesto c’è un significato molto più profondo, al quale la psicologia e l’antropologia hanno cercato di dare una spiegazione.
Le labbra sono da sempre simbolo della carica femminile della donna, uno degli strumenti più attraenti di essa; soprattutto se carnose e sensuali, richiamano il suo organo sessuale, che a differenza dei nostri cugini primati non esibiamo. Non solo, quando la donna è eccitata, queste si arrossano e inturgidiscono. L’atto di colorarle con il rossetto rimanderebbe proprio a questo meccanismo (ed è per questo che, secondo alcuni psicologi, una donna che si mette il rossetto di fronte ad un uomo equivale a dare la disponibilità ad un approccio).
Non bisogna dimenticare poi che il rosso è il colore dell’istinto, della passione, dell’eros, inteso come l’insieme delle energie del nostro essere, non solo quindi in ambito sessuale ma anche a livello personale, come espressione di sé. Non si può negare inoltre che le fattezze del viso dipendano in maniera considerevole dall’aspetto e dal colore delle labbra. La bocca per le donne è come un biglietto da visita: si sorride, si parla, si bacia. vedere delle labbra morbide e carnose sono un segno inequivocabile di avvenenza e vitalità (infatti molte donne ricorrono al bisturi proprio per questo).
Ma al di là delle tendenze, scegliere il rossetto vuol dire mettere in rilievo la propria personalità, la voglia di mettersi in gioco e di parlare di sé. Secondo alcuni psicologi infatti, il rossetto usato può influire sul proprio modo di porsi nei confronti dell’altro.



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