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Biciclette per bambini

Le biciclette per bambini assomigliano alle bici per adulti, ma garantiscono sicurezza e confort supplementari. Solitamente sono piuttosto colorate, per essere in linea con la voglia di allegria dei piu piccoli. Leggi la nostra guida all’acquisto delle biciclette per bimbi per conoscerne caratteristiche, tipologie, sicurezza e come scegliere il modello più adatto alle necessità del tuo bambino.

Bicicletta per bambini

Invenzione

Il progenitore della bicicletta nasce non più di 200 anni fa in Germania, ad opera del barone Karl von Drais, da cui il primo nome di draisina, poi tramutato in velocipede. In realtà, la prima bicicletta viene anticipata da prototipi illustri, come alcuni disegni di Leonardo da Vinci o il modellino messo a punto dal conte Mede de Sivrac nel 1791.

La sua “bicicletta”, chiamata celerifero venne presentata in quegli stessi anni al Palais Royal a Parigi. Ma, per arrivare alla bicicletta come oggi siamo abituati a concepirla, di decenni ne devono ancora passare. Si pensi che i pedali vennero introdotti solo nel 1857, cioè quarant’anni dopo l’invenzione ufficiale della draisina. Prima dei pedali, infatti, il mezzo veniva spinto in avanti dalla forza dei piedi che non si staccavano dal terreno: era un po’ come camminare seduti sul sellino. Per questo motivo, il prototipo della bici moderna viene chiamato anche velocipede ed è considerato il primo tentativo dell’uomo di spostarsi con un mezzo senza il traino dei cavalli.

Tuttavia, per vedere gli effetti dell’evoluzione tecnica del mezzo, si deve aspettare almeno il 1860. La paternità delle migliorie tecniche che condussero alla bici moderna, è ancora oggetto di discussione: Alexandre Lefebvre, secondo alcuni, che è stato l’inventore della pedalata posteriore, molto più comoda dal punto di vista dell’equilibrio in fase di marcia. Secondo altri, furono Ernest Michaux e Pierre Lallement in Francia o l’americano Jim Hurd. Fatto sta che già verso la fine del XIX secolo, la bici è un mezzo di locomozione diffuso, anche grazie all’invenzione del pneumatico (che rende meno difficoltosa la pedalata e il controllo del veicolo rispetto al semplice cerchio di ferro) e dei cuscinetti a sfera. Le ruote con i raggi (più leggere delle precedenti) comparvero nel 1869, inventate da Eugene Meyer.

Tipologie

Un bellissimo tipo di bicicletta che oggi forse si vede solo in qualche mostra o nei circhi, si chiama Ordinaria o Penny Farthing. Fa la sua comparsa in Inghilterra intorno al 1870 ed è più scenografica che facile da usare. La ruota anteriore infatti ha un raggio di quasi 1,5 metri, mentre dietro vi è solo un piccolo ruotino. Siccome il ciclista si trovava con il baricentro molto spostato in avanti ed era quindi soggetto a frequenti cadute, la Ordinaria non si diffuse presso il grande pubblico.

Nel 1885 arriva la Safety Bike, con le due ruote uguali di diametro e dimensioni: andare in bici divenne subito una pratica popolare. Nuovi modelli di bici iniziano a comparire sul mercato intorno agli anni Ottanta del XX secolo: prima di quel periodo, i modelli di bici più vendute rimangono quelle da corsa, con le ruote sottili, i manubri ricurvi e il telaio leggerissimo con deragliatori da 5 a 15 velocità. Nel 1980 fa la sua comparsa la Mountain Bike. La sua caratteristica è un telaio robusto, le ruote larghe con scanalature del battistrada profonde, sospensioni complesse manubrio diritto. Quest’ultimo accorgimento permette al ciclista di avere una presa salda e maggiore stabilità lungo percorsi accidentati, come, ad esempio, i sentieri sassosi di montagna.

Alle soglie del XXI secolo però, i gusti del pubblico sembrano disdegnare sia la bici da corsa, ritenuta fondamentalmente da professionisti, sia la Mountain Bike, ritenuta scomoda. Il mercato ha risposto rispolverando i vecchi modelli anno Sessanta, leggeri, confortevoli e con affidabili sistemi di cambio. Naturalmente, fatta eccezione per la Bicicletta Ordinaria o Penny Farthing, gli altri modelli vengono prodotte per gli adulti ma anche a misura di bambino. La differenza, tranne che per il ciclismo professionale dove a cambiare sono anche i materiali, si riduce sostanzialmente ad una questione di misure. Nel prossimo paragrafo vedremo tutte le caratteristiche di una bicicletta da bambino.

Modelli

La regola che vale indipendentemente dall’età della persona è la seguente: per sapere qual è il modello più adatto alle esigenze di chi deve guidare la bicicletta, occorre misurare la distanza fra il cavallo e la caviglia. In linea di massima vale la seguente indicazione:

  • 24″: adulti con una distanza cavallo-caviglia da 77 a 85 cm.
  • 26″: adulti con una distanza cavallo-caviglia da 85 cm in poi.

Per l’acquisto di bici per bambini, la tabella delle misure è ancora più semplice: non è necessario misurare la lunghezza cavallo-caviglia, anche perché i bambini tendono a crescere rapidamente e anche se le bici hanno il sellino regolabile, è sempre meglio che tutta la bicicletta sia proporzionata al bambino che la deve guidare. Quindi, i produttori, hanno stabilito delle fasce di altezza compatibili con le bici a seconda della misura del cerchione. Ecco la tabella indicativa:

  • 12″: bambini da 71 a 97 cm.
  • 16″: bambini da 97 a 122 cm.
  • 20″: bambini da 122 a 152 cm.

Una volta individuata la dimensione giusta e il modello da comprare (generalmente le biciclette per bambini riprendono i modelli delle bici da adulti, aggiungendovi parti in plastica come i parafanghi, il cestelli porta oggetti e le rotelle per chi ancora deve imparare ad andare su due ruote), è importante far dotare la bicicletta di alcuni accessori di sicurezza come i catarifrangenti. Se la bici viene usata in un luogo chiuso o delimitato, come ad esempio un cortile, non è indispensabile (ma è pur sempre consigliato) far montare una luce anteriore per essere visibili. La borraccia dell’acqua, fissata sul telaio grazie all’apposito supporto, completa l’equipaggiamento dei ragazzi o dei bambini grandicelli che vogliono fare gite fuori porta. Non bisogna dimenticare, in questo caso, anche il baschetto protettivo, gli occhiali da sole e un abbigliamento traspirante e adeguato a questo sport.

Sicurezza

Chi volesse fare una passeggiata in bicicletta con i propri figli, sappia che è meglio far indossare, anche ai più grandicelli, un caschetto protettivo, di quelli che si trovano in vendita nei negozi di sport. Evitare di comprare i caschi da bici in un altro contesto poiché non sempre i prodotti venduti sono omologati, cioè rispettano i criteri e gli standard di sicurezza stabiliti a livello europeo. Se in famiglia, poi, ci sono bambini piccoli che non sanno ancora andare in bicicletta, possono essere portati sulla bici dei genitori facendo montare al telaio un apposito seggiolino, anche questo in vendita nei negozi di sport. Il seggiolino da bici rispetta le norme contenute nella direttiva europea EN 14344, entrata in vigore anche in Italia.

Quindi, per trasportare i propri figli si dovrà compare obbligatoriamente un seggiolino omologato in base a questa tabella:

  • Seggiolino posteriore A15 per bambini che pesano da 9 a 15 kg
  • Seggiolino posteriore A22 per bambini che pesano da 9 a 22 kg
  • Seggiolino anteriore C15 per bambini che pesano tra i 9 ed i 15 kg

Il bambino va poi legato con le apposite cinture di sicurezza in modo che rimanga ancorato al seggiolino e non corra il pericolo di scivolare o, peggio, di venire sbalzato fuori. È obbligatorio anche l’uso del casco protettivo che deve essere anch’esso omologato, della corretta misura e rigorosamente allacciato. Per verificare che il casco sia stato messo correttamente fare pressione verso l’alto con un dito: il casco non deve muoversi sopra la fronte del bambino. Infine, per la propria sicurezza e per quella dei propri figli, adottare alcune semplici norme di circolazione, soprattutto in quelle città dove la scarsa consuetudine a questo mezzo non ha previsto l’istituzione di apposite piste ciclabili con relativa segnaletica.

Quindi, osservare e insegnare ai propri figli le seguenti regole per la circolazione in bicicletta:

  • Anche in bicicletta si cammina in senso di marcia e mai contromano.
  • Bisogna rendersi visibili, soprattutto dove c’è scarsa illuminazione o all’imbrunire e all’alba, quindi sì ai catarifrangenti e alla luce anteriore.
  • Usare segnali manuali per comunicare a chi sta dietro la propria direzione ed evitare svolte brusche senza preavviso. La bici non è prevista di indicatori di direzione (frecce) automatici.

Dopo questo breve excursus, sarà utile ai genitori, nonni e zii che desiderino regalare una bici al proprio bambino, sapere ancora qualche dettaglio per far si che il nuovo regalo sia usato correttamente. In primo luogo, la bicicletta non è un giocattolo ma un vero e proprio mezzo di trasporto anche quelle bici piccole dedicate ai bambini. Insegnare loro le norme basilari del traffico è utile soprattutto se vanno su strada.

Per l’acquisto della bici: si pure lasci decidere il colore al bambino che dovrà usarla, ma come modello è preferibile quella tradizionale, poiché è più stabile rispetto a quella da cross. La misura della bici va bene se il bambino, sedendosi, riesce ad appoggiare per terra tutta la pianta del piede.

Per l’acquisto del casco: l’uso del casco è obbligatorio su strada e consigliato anche in luoghi più sicuri come strade private o cortili. Educare il bambino all’uso del casco non è semplice ma si rende necessario per la sua sicurezza. Quindi, in fase di acquisto, lasciar scegliere a lui disegni e colori limitandosi a verificare che abbia la sigla di omologazione EN1078. Il casco, inutile ribadirlo, deve calzare perfettamente. Il cinturino deve poter essere allacciato e slacciato con una mano sola e non deve aprirsi da solo. Il casco, dopo un urto violento, deve essere sostituito anche se risulta apparentemente integro. Importante: a casco indossato il bambino deve poter vedere e sentire perfettamente.