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Il parafulmine è un'apparecchiatura installata allo scopo di proteggere dalla caduta dei fulmini gli edifici per abitazione, gli stabilimenti industriali, i depositi di munizioni o di sostanze infiammabili, i monumenti e così di seguito.
Il fulmine
Scarica elettrica, che si produce nelle zone inferiori dell'atmosfera e che si verifica quando la differenza di potenziale, dovuta all'accumularsi di cariche statiche, tra due ammassi di nuvole, ovvero, più comunemente, tra una nuvola e la superficie del suolo, del mare o di un lago, diventa così elevata da determinare gradienti di campo capaci di ionizzare il dielettrico interposto.
II fulmine ha luogo con il caratteristico lampo di notevole intensità luminosa, accompagnato da un caratteristico boato, il tuono, dovuto alle istantanee variazioni locali di densità, conseguenti, tra l'altro, anche agli intensi processi di condensazione che ivi hanno origine.
La scarica segue il percorso di minore resistenza elettrica, seguendo linee spesso tortuose ed a zig-zag; la lunghezza è di norma compresa tra uno o due chilometri, ma può anche raggiungere, tra le nuvole ed in condizioni particolari, perfino 10—15 km. Ogni fulmine è costituito da numerose scariche elementari, della durata di circa 600—800 microsecondi, intervallate l'una dall'altra di circa 10 millisecondi, mentre fra due fulmini diversi intercorrono tempi più grandi, sebbene a volte possano susseguirsi anche a pochi secondi di distanza.
L'intensità della corrente di scarica può essere variabilissima; in generale compresa tra 10.000 e 50.000 ampère, può giungere, in casi eccezionali, anche a valori decupli. A sua volta il campo elettrico tra due nuvole può attingere valori eccezionali, che vanno da 100.000 a 300.000 volt/ metro. A seconda dell'aspetto, la forma del fulmine può essere a scintilla, a rosario, lineare, a razzo, globulare, ecc.
La difesa da esso non può avere che carattere di generalità in quanto la protezione consiste essenzialmente nel convogliamento e drenaggio della scarica lungo percorsi prestabiliti, in maniera che non vengano investiti impianti od apparecchiature importanti. Per la protezione di edifici o di zone localizzate si impiegano i parafulmini, a suo tempo inventati da Beniamino Franklin, oggi perfezionati con l'impiego anche di sostanze radioattive, mentre, allo scopo di proteggere le linee aeree, che si svolgono su lunghe distanze, si adottano le funi di guardia e gli scaricatori.
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Proteggersi dai fulmini con il parafulmine
Il parafulmine è un'apparecchiatura installata allo scopo di proteggere dalla caduta dei fulmini gli edifici per abitazione, gli stabilimenti industriali, i depositi di munizioni o di sostanze infiammabili, i monumenti e così di seguito. Nella sua forma classica il parafulmine è costituito da un'asta metallica, fissata verticalmente sull'edificio di cui si realizza la protezione.
La sommità dell'asta termina con una stella a più punte metalliche opportunamente trattate, in maniera che resistano alla ossidazione. L'asta è collegata, mediante conduttori di rame, di sezione adeguata ed a percorso per quanto possibile rettilineo, ad un picchetto di terra o, meglio ancora, ad una rete di terra.
La sua efficacia è dovuta al fatto che, realizzando come detto un conduttore metallico continuo di piccola resistenza, consente alla scarica atmosferica una comunicazione con la terra più facile di quella offerta dalla struttura dell'edificio, il quale viene pertanto shuntato e cioè cortocircuitato.
La migliore protezione, nei casi di edifici di grandi dimensioni, si ottiene rivestendoli con una rete a larghe maglie di conduttori metallici tra di loro collegati, i quali corrono lungo gli spigoli, i cornicioni, le facciate, e costituiscono una specie di gabbia protettiva di Faraday. Torna su
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