Chevrolet Camaro
La Chevrolet Camaro è una macchina sportiva americana molto simile alla Ford Mustang della General Motors, entrambe sono diventante nel cuore degli appassionati di muscle car, auto da collezionare e da usare in pista nei raduni di racing sportivo. Leggi la nostra guida per conoscere la sua evoluzione, dai primi modelli del 1967, sino ai giorni nostri.

Prima generazione dal 1967 al 1970
Proprio come le prime Mustang erano basate sulla Falcon (la vettura compact della Ford), così le prime Camaro del 1967 erano basate sulla compact della Chevrolet, la Nova. Tuttavia, erano basate sul modello ridisegnato del ’68 che stava per uscire sul mercato e che era più robusto di quello del ’67. La Camaro era una vettura con struttura monoscocca, con motore anteriore a trazione posteriore, e con sottotelaio in acciaio.
La Camaro era dotata di sospensioni anteriori indipendenti (formate da doppi bracci a forma di A), mentre il retrotreno era dotato di molle a balestra semi – ellittiche. Come era tipico della dotazione di serie dei veicoli a quel tempo, la vettura era dotata di freni a tamburo, lo sterzo era lento e manuale, e il robusto motore Chevrolet da 3,7 litri (abbinato a un cambio manuale a tre velocità) offriva una potenza di soli 140 cavalli. La Camaro sport coupé del ’67 costava 1.700 euro e aveva una linea semplice e aggressiva, come la cabriolet. Per migliorare la vettura era possibile scegliere gli assetti optional RS e SS. Gli acquirenti potevano optare per un motore da 4 litri che offriva una potenza di 155 cavalli, un motore V8 small-block con carburatore doppio corpo e capacità di 5,4 litri, che offriva una potenza di 210 cavalli, lo stesso V8 con carburatore quadricorpo e un più alto rapporto di compressione (per una potenza di 275 cavalli), o due versioni del V8 big-block da 6,4 litri (che offrivano una potenza di 325 e 375 cavalli, rispettivamente). I motori potevano essere abbinati a un rapporto di compressione alto o basso, a un cambio manuale a tre o quattro marce, o a uno tra due cambi automatici: il Powerglide a due velocità o il fantastico Turbobydramatic a tre velocità.
Il pacchetto Rally Sport (RS) includeva rivestimenti interni deluxe e fari nascosti, mentre il pacchetto a elevate prestazioni Super Sport (SS) includeva rivestimenti personalizzati (incluse delle prese d’aria non funzionali, strisce nere su carrozzeria gialla e badge SS), sospensioni efficienti e cerchi più grandi della serie D70, da 14 pollici. Oltre a ciò, il modello SS-350 offriva anche un nuovo small-block V8 da 5,7 litri e 295 cavalli – il primo motore da 5,7 litri della Chevrolet. I pacchetti Sport Rally e Super Sport potevano anche essere combinati per realizzare la più desiderata di tutte, la RS/SS. Fu proprio una cabriolet RS/SS alimentata da un motore da 6,4 litri che ebbe l’onore di fare da pace car per la 500 Miglia di Indianapolis del 1967. La vettura da corsa Z/28 si discostava un pò dal classico stile Camaro. Introdotta nel dicembre 1966, la Z/28 era alimentata da un motore V8 speciale ad alto rapporto di compressione, da 5 litri, alimentato da un unico carburatore. Con una potenza di 290 cavalli, il propulsore era abbinato a sospensioni più aggressive.
Che prestazioni offriva? Durante il test condotto dal magazine Car Life, la vettura SS-350 percorse i 400 metri in 15,8 secondi a 143 Km/h, mentre Motor Trend riportò che durante il suo test la stessa vettura aveva percorso i 400 metri in 15,4 secondi a 145 Km/h. Grazie alla “Ventilazione Astro”, General Motors eliminò le prese d’aria laterali da quella del 1968 e aggiunse, per via di un ordine federale, le luci laterali e una griglia modificata).
Dal punto di vista meccanico, il cambiamento più significativo fu l’adozione di nuovi ammortizzatori posteriori, disposti uno davanti all’asse posteriore e uno dietro, che migliorarono il comportamento della vettura in accelerazione. Anche se la struttura e le componenti meccaniche della Camaro del 1969 erano praticamente invariate rispetto al modello del ‘68, i parafanghi nuovi, i rivestimenti in pelle, la griglia e i fanali posteriori facevano sembrare la vettura più bassa e spaziosa. Un cruscotto ridisegnato e sedili più comodi avevano aumentato il comfort. Ma fu la scelta impressionante di assetti a elevate prestazioni a rendere grande il modello del 1969.
Non entusiasmava molto il fatto che un nuovo motore small-block da 5 litri (per 200 cavalli di potenza) avesse sostituito quello da 5,4 litri, e che un nuovo motore da 5,7 litri e 255 cavalli avesse sostituito il più performante motore da 5,4 litri. Tuttavia, la buona notizia era che la Chevrolet aveva prodotto la sua seconda Camaro pace car per la 500 Miglia di Indianapolis, e ne realizzò delle repliche. Si trattava di una cabriolet bianca con strisce arancio, dotata di pacchetto RS/SS e rivestimenti interni color arancio (la pace car effettiva era alimentata da un motore da 6,4 litri, ma la maggior parte delle repliche era dotata di un motore da 5,7 litri). Inoltre, furono prodotte due auto in numero estremamente limitato, agli ordini dell’Ufficio speciale centrale di produzione (COPO) 9560 e 9561.
La COPO 9561 era una coupé sportiva dotata di motore da 7 litri big-block, realizzato interamente in ferro, che offriva una potenza di 425 cavalli. La maggior parte delle 1.015 COPO 9561 prodotte furono consegnate alla Yenko Chevrolet in Pennsylvania. Ancora più rara era la leggendaria COPO 9560, con motore da 7 litri ZL-1, realizzato interamente in alluminio, che offriva anch’esso una potenza di 425 cavalli. Ne furono realizzati solo 69 esemplari. Per via della sua rarità, dell’enorme potenza e del fatto che quel motore fosse relativamente leggero, quel modello oggi è considerato la Camaro più veloce e più preziosa mai costruita. Le vendite dei modelli del 1969 si estesero per l’inverno del 1969 e l’inizio del 1970; alcuni esemplari del ’69 potrebbero essere stati venduti come modelli del 1970, il che ha generato una certa confusione.
Motorizzazioni
- 4,0 l (250cui) R6 155 PS
- 4,9 l (302cui) V8 290 PS (Z-28)
- 5,4 l (327cui) V8 210 PS
- 5,4 l (327cui) V8 275 PS
- 5,7 l (350cui) V8 255 PS
- 5,7 l (350cui) V8 295 PS (SS350)
- 6,5 l (396cui) V8 375 PS (SS396)
- 6,5 l (396cui) V8 425 PS (SS396)
- 7,0 l (427cui) V8 430 PS (SS427)
Seconda generazione dal 1970 al 1981
Anche se non arrivò sul mercato fino al febbraio del 1970, la seconda generazione si può far partire dal 1970 e rimase in produzione per 12 anni. Lo stile delle vetture che appartengono alla seconda generazione era ispirato alla Ferrari. Si trattava di vetture più grandi, più pesanti, e non era più disponibile la versione cabriolet. Nel corso del 1970, le vetture diventarono meno potenti, dovendo cedere alla pressione delle leggi sulle emissioni che si facevano più severe, e all’aumento del prezzo della benzina. Ancora basata sulla Nova, la nuova Camaro era stata progettata come il suo predecessore: era sempre dotata di struttura monoscocca con un sottotelaio anteriore, molle a balestra nella parte posteriore e sospensioni anteriori con bracci a forma di A. Le sospensioni erano state riprogettate e lo sterzo era stato spostato, ma per il resto le componenti meccaniche di base erano familiari.
Anche la maggior parte dei motori era familiare. Il motore di serie ora era il modello da 4 litri e 155 cavalli di potenza, che poteva essere sostituito dal modello da 5 litri per 200 cavalli, il più modesto tra i motori V8. Il motore da 5.4 litri era stato sostituito in maniera efficace da una versione da 5,7 litri con carburatore doppio corpo, che offriva una potenza di 250 cavalli. Per chi sceglieva il pacchetto SS, il motore da 5,7 litri veniva sostituito con uno dotato di carburatore quadricorpo e un più alto rapporto di compressione, che consentivano di raggiungere una potenza di 300 cavalli. Inoltre, gli acquirenti del pacchetto SS potevano pagare un sovrapprezzo per ottenere un motore big-block V8 da 6,4 litri (per una potenza di 350 – o 375 cavalli). Come per il modello dell’anno precedente, era possibile scegliere il pacchetto Sport Rally o Super Sport o entrambi. Il pacchetto Sport Rally si distingueva per un paraurti anteriore diviso e una griglia centrale con contorno in gomma. Il pacchetto SS comprendeva sospensioni più efficienti e loghi “SS”.
La migliore Camaro per il 1970 è stata nuovamente la Z/28, ora alimentata da un motore “LT-1” da 5,7 litri ad alto rapporto di compressione che offriva una potenza di 360 cavalli. A differenza dei motori utilizzati nelle prime Z/28, il modello LT-1 era facile da utilizzare anche per la guida di tutti i giorni, ed ora era disponibile con cambio automatico.
Nel test di Car and Driver la Z/28 del ‘70 andò da zero a cento in 5,8 secondi e percorse i 400 metri in 14,2 secondi a 144 Km/h, anche se i piloti ancora pensavano che non fosse abbastanza potente. Ma la gloria dell’LT-1 sarebbe durata solo un anno. Via via che le normative sulle emissioni si facevano sempre più severe, GM dovette far crollare i rapporti di compressione su tutta la linea per il 1971 e adottare il sistema di misurazione della potenza “SAE net” in luogo del sistema “SAE gross” per i suoi motori.
Con questi nuovi criteri, la potenza per il motore a sei cilindri da 4 litri scese da 155 a 110 cavalli. L’LT-1 ebbe un calo di appena 30 cavalli (per una potenza di 330 cavalli in base ai criteri SAE gross e 275 cavalli in base ai criteri SAE net). Per il resto, la vettura del ‘71 non subì grosse modifiche rispetto al modello dell’anno precedente; era dotata di nuovi sedili a schienale alto e spoiler posteriore più grande a tre unità. La Camaro del 1972 era cambiata soprattutto per quanto riguarda il vano motore, dove la devastazione della potenza continuava. L’LT-1 ora arrivava a soli 255 cavalli SAE net e il big-block da 6,5 litri arrivava ad appena 240 cavalli SAE net. Nel 1973 i paraurti furono leggermente rivisti e il crollo della potenza proseguì, dal momento che ora il motore di serie a sei cilindri arrivava ad appena 100 cavalli SAE net e l’L82 a soli 245.
Il big-block fu tolto dalla lista degli optional. Il pacchetto Super Sport fu sostituito dalla Camaro “Type-LT”, che raccoglieva una serie di optional di lusso in un unico pacchetto. Per soddisfare le nuove normative sui paraurti, l’auto americana del 1974 fu riprogettata con spessi paraurti anteriori e posteriori in alluminio. L’unica griglia (il pacchetto Sport Rally era scomparso) era ormai a forma di pala e le luci posteriori erano posizionate nei parafanghi. I motori disponibili rimasero gli stessi dell’anno precedente. Con incredibile miopia, nel 1975 Chevrolet smise di produrre lo Z/28 e ridusse la scelta del motore a soli tre modelli attrezzati con marmitta catalitica: motore sei cilindri da 4 litri per 105 cavalli di potenza, motore V8 da 5,7 litri con carburatore doppio corpo per una potenza di soli 145 cavalli e modello con carburatore quadricorpo che raggiungeva una misera potenza di 155 cavalli.
La Camaro del ’75 si distingueva da quella del ‘74 per un nuovo lunotto posteriore che arrivava fino al tettuccio. Un’altra novità per il ‘75 fu un pacchetto “Sport Rally” che consisteva in verniciatura bicolore e alcune strisce decorative. Per nessun motivo apparente, le vendite della supercar del ‘75 andarono bene, quindi non ci furono grosse modifiche sul modello del 1976. Sulla Type-LT fu introdotto un pannello di alluminio tra le luci posteriori, i freni power brake erano finalmente diventati di serie e il cruise control comparve nella lista degli optional. Il motore da 5,7 litri con carburatore doppio corpo fu eliminato in favore di un modello ancora peggiore, un motore da 5 litri con carburatore doppio corpo che offriva 140 cavalli di potenza, mentre il motore da 5,7 litri con carburatore quadricorpo arrivava ad appena 165 cavalli.
Nemmeno il modello del 1977 presentava grossi cambiamenti, ma a metà dell’anno ritornò la Z/28, con modifiche che si concentravano sulla guidabilità e sull’aspetto. Il nuovo Z/28 offriva un’ottima guidabilità, anche se la sua potenza arrivava a soli 170 cavalli (cinque in più rispetto al miglior motore disponibile per una Camaro del ’76, un V8 da 5,7 litri e carburatore quadricorpo). La macchina del ’77 era abbastanza fiacca, ma con la Ford che aveva proposto la terribile Mustang II, per la prima volta furono vendute più Camaro (198.755) che Mustang (161.654). Desiderosa di osare (senza esagerare), Chevrolet dotò la sua macchina del 1978 di un nuovo paraurti, nel quale i grandi bumper erano avvolti da plastica morbida. Per quell’anno furono offerti cinque modelli (sport coupé, Rally Sport, Type-LT, Type-LT Rally Sport e Z/28), e tra gli optional c’era un nuovo tettuccio traslucido T-top.
Nel 1978, la carrozzeria della Z-28 (con prese d’aria sui parafanghi anteriori e scoop non funzionale sul cofano) era sostenuta da una versione aggiornata del V8 da 5,7 litri, che offriva una potenza migliore rispetto alla versione precedente ma ancora limitata: 185 cavalli. Anche se molto simile a quello del ‘78, la Camaro del 1979 si sarebbe rivelata la più popolare prodotta fino ad allora. Il modello Type-LT era scomparso in favore di un nuovo assetto chiamato Berlinetta, ma i motori erano tutti invariati, anche se i livelli di potenza erano cambiati un pò per via del contenzioso riguardo le normative sulle emissioni (la potenza dello Z/28 era calata a 175 cavalli). Il cambiamento più sostanziale apportato alla Camaro del ‘79 fu un nuovo pannello con strumentazione più moderna.
Chevrolet vendette ben 282.571 modelli del 1979 – un numero che non sarebbe mai più stato superato dai modelli successivi. Cercando di migliorare il risparmio di carburante, Chevrolet peggiorò i motori macchina del 1980, lasciando il resto della vettura praticamente inalterato. Era possibile scegliere tra un nuovo V6 da 3,7 litri e 115-CV (sostanzialmente un V8 small-block con una coppia di cilindri in meno) – o, in California, un V6 da 3,7 litri per 110 CV e un nuovo V8 small-block da 4,3 litri con carburatore doppio corpo, dalla ridicola potenza di 120 cavalli.
Il lato positivo fu che la potenza dello Z/28 da 5,7 litri era arrivata a 190 cavalli eccetto in California, dove gli acquirenti ottennero un motore V8 da 5 litri e 155-CV, abbinato a un cambio automatico a tre velocità. Per via dell’aumento dei prezzi del carburante, le vendite della Camaro del 1980 crollarono a 152.005 esemplari. Nel 1981, la struttura antiquata dell’auto di seconda generazione aveva fatto il suo corso. Con un nuovo computer di controllo del motore a bordo, tutti i motori ora erano certificati per tutti e 50 gli stati USA, ma la potenza dello Z/28 da 5,7 litri era scesa a 175 CV. Il pacchetto Sport Rally era scomparso (di nuovo) ed era possibile scegliere fra tre modelli del 1981: sport coupé, Berlinetta e Z/28. Questi tre nomi sarebbero sopravvissuti nel 1982, ma per il resto ci sarebbero state grandi modifiche.
Motorizzazioni
- 1979-1981: 3,8-litri-V6 (229 cui) della Chevrolet
- 1980-1981: 3,8-litri-V6 (231 cui) della Buick (solo per la California)
- 1970-1979: 4,1-litri-6 cilindri in linea (250 ci) della Chevrolet
- 1970-1973: 5,0-litri-V8 (307 cui) della Chevrolet
- 1976-1981: 5,0-litri-V8 (307 cui) della Chevrolet
- 1970-1976: 5,0-litri-V8 (305 cui) della Chevrolet
- 1970-1981: 5,7-litri-V8 (350 cui) della Chevrolet
- 1970-1972: 6,6-litri-V8 (402 cui) della Chevrolet
- 1970-1973: 7,4-litri-V8 (454 cui) della Chevrolet
Terza generazione dal 1982 al 1992
Motorizzazioni
- 1982-1986: 2,5 l (151 cui) 4 cilindri in linea
- 1982-1984: 2,8 l (173 cui) V6
- 1985-1989: 2,8 l (173 cui) V6
- 1990-1992: 3,1 l (191 cui) V6
- 1982-1983: 5,0 l (305 cui) LU5 V8
- 1982-1987: 5,0 l (305 cui) LG4 V8
- 1983-1986: 5,0 l (305 cui) L69 V8
- 1988-1992: 5,0 l (305 cui) LO3 V8
- 1985-1992: 5,0 l (305 cui) LB9 V8
- 1987-1992: 5,7 l (350 cui) L98 V8
- 1984-1985: 6,6 l (403 cui) L311 V8
Quarta generazione dal 1993 al 2002
Anche se la quarta generazione di Camaro, realizzata nel 1993, presentava molte novità, queste auto montavano le stesse sospensioni posteriori delle vetture di terza generazione e il fondo aveva lo stesso design. Ma con parafanghi anteriori in plastica, nuove sospensioni anteriori, sterzo a pignone e cremagliera e un nuovo profilo slanciato, la vettura del ‘93 era abbastanza innovativa. Per il ‘93, la gamma Camaro era limitata a due modelli: la standard sport coupé alimentata da una versione da 3,4 litri del V6 GM (per una potenza di 160 cavalli) e la Z28, dotata del motore V8 small-block LT1 da 5,7 litri (lo stesso della Corvette, che offriva una potenza di 275 cavalli). Ancora una volta, la cabriolet era uscita di produzione.
Il modello con tettuccio nero (a prescindere dal colore della carrozzeria) Z28 del ’93 era splendido. L’LT1 era sicuramente il più potente small-block mai installato su una Camaro dai tempi del suo quasi omonimo LT-1 del 1970 e, considerando il passaggio dai criteri di potenza SAE gross a quelli SAE net, forse era ancora più potente di quella leggenda. Era supportato da un cambio automatico a quattro marce o da un cambio manuale a sei rapporti e cerchi da 16 pollici; i freni a disco antibloccaggio erano di serie. Dal momento che il prezzo della Z28 partiva da meno di 12.000 euro, il rapporto qualità / prezzo era semplicemente fantastico.
Quale è stata la Camaro più desiderabile del ‘93? Probabilmente le repliche della Z28 nera che fece da pace car per la 500 Miglia di Indianapolis di quell’anno. Queste repliche erano identiche alla vera pace car che, a differenza di quanto accaduto nel ’82, non aveva subito modifiche meccaniche rispetto ai modelli disponibili sul mercato. Come previsto, la cabriolet Camaro ritornò nel 1994. Progettata e costruita dalla GM a S. Teresa, Québec, nell’impianto in cui sono state assemblate tutte le F-car. Era dotata di un telaio significativamente più rigido rispetto alla cabriolet che l’aveva preceduta. Per il resto, era quasi impossibile distinguere una coupé del ‘94 da un modello del ’93, a meno che non si aprisse la trasmissione automatica per scoprire che si trattava della versione della 4L60 dotata di controllo elettronico.
Mentre la Z28 del 1995 aveva subito solo piccole modifiche (erano disponibili pneumatici all-season e controllo di trazione), per la macchina standard era possibile scegliere come optional un motore V6 da 3,8 litri GM “3800″ da 200 CV. Il 3800 era significativamente più potente e avanzato del 3400, e nel 1996 sarebbe diventato l’unico V6 disponibile sulle Camaro. Con l’adozione del 3800 come motore di serie, la Camaro meno potente del 1996 offriva comunque più cavalli della più potente del 1984. Il nome RS riapparve sulla coupé V6 come pacchetto di spoiler ed effetti. Per quanto riguarda la Z28, la potenza del V8 era salita a 285 cavalli e l’ingegneria SLP riportò indietro il nome SS di modifiche aggiungendo alcune modifiche al motore e cerchi da 17 pollici a cinque razze con pneumatici P245/40ZR17 BFGoodrich Comp T/A. Il modello SS, con i suoi 305 cavalli di potenza, fu la prima vettura Camaro a superare la barriera dei 300 cavalli dal 1971.
Per celebrare il 30° anniversario di produzione, nel 1997 Chevrolet introdusse uno speciale pacchetto optional Z28 bianco con strisce arancio e interni color arancio (che ricordava la Camaro che fece da pace car nel ‘69) per il 1997. Per il resto, per tutti i modelli erano disponibili con nuovi fanali posteriori “tricolore”, e SLP realizzò una serie estremamente limitata (106 esemplari) di Corvette Z28 SS con motore V8 LT4 da 5,7 litri, che offriva una potenza di 330 cavalli. Il primo e unico aggiornamento del design per la quarta generazione arrivò nel 1998 con un nuovo design per la fascia anteriore. Ma la vera novità consisteva nel fatto che la Z28 era stata dotata dello stesso motore della Corvette C5, realizzato interamente in alluminio: il V8 LS-1 small-block. Il motore LS-1 da 5,7 litri è stato il primo motore realizzato interamente in alluminio offerto sul modello ZL-1 del ’69, e offriva un’entusiasmante potenza di 305 cavalli (il modello standard aveva mantenuto il motore V7 3800 da 200 cavalli).
Per quell’anno GM riprese la produzione della SS, e il sistema a induzione portò la potenza dell’LS-1 a 320 CV. Fatto salvo il controllo della valvola elettronica a farfalla sui modelli V6, un nuovo sensore dei livelli dell’olio e un differenziale a slittamento limitato Torsen, le auto del 1999 erano indistinguibili dai modelli del ‘98. A loro volta, le auto del 2000 erano più o meno uguali a quelle del ‘99, fatta eccezione per l’autoradio integrata nel volante, gli specchietti laterali dello stesso colore della carrozzeria, nuovi rivestimenti per l’abitacolo e un lettore CD optional da 12 dischi. Nel 2001, era ovvio che i giorni della Camaro erano contati, e le uniche modifiche alla vettura furono un restyling dei cerchi da 16 pollici e un nuovo colore per la carrozzeria, mentre la potenza dell’LS-1 era rimasta ferma a 310 cavalli. Il 2002 fu l’ultimo anno di produzione. Comprensibilmente, per l’ultimo anno i cambiamenti furono ridotti al minimo. La Z28 aveva un nuovo radiatore, il sistema audio era stato migliorato e le cabriolet V6 avevano un cambio automatico di serie.
Tuttavia, Chevrolet celebrò il 35° anno della vettura con un pacchetto speciale per il design dei modelli Z28 SS coupé e cabriolet. Le strisce fiammeggianti e i loghi del pacchetto per il 35° anniversario erano interessanti a modo loro, ma non fu l’addio glorioso che gli appassionati di Camaro avevano sperato.
Motorizzazioni
- 1993-1995: 3.4 L (208 cid) V6
- 1995-2002: 3.8 L (231 cid) V6
- 1993-1997: 5.7 L (348 cid) V8
- 1997: 5.7 L (350 cid) V8
- 1998-2002: 5.7 L (346 cid) V8
Autore: Andrea Pilotti - Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2013