Chevrolet Camaro Z28

La Chevrolet Camaro Z28 offriva una potenza di 165 cavalli, il motore V8 poteva essere abbinato a un cambio automatico a tre rapporti o a manuale a quattro velocità. Leggi la nostra guida per conoscere la storia e le caratteristiche tecniche di questa supercar americana.

Chevrolet Camaro Z28

Le Camaro di terza generazione sono state le prime costruite senza sottotelaio anteriore e sospensioni a balestra posteriori. Ora l’anteriore presentava un sistema modificato di montanti MacPherson e il posteriore si basava su un lungo braccio di torsione e molle elicoidali. Sono state anche le prime Camaro a cinque porte, dotate di sistema a iniezione di serie, cambio automatico a quattro velocità, cambio manuale a cinque marce, motori a quattro cilindri e cerchi da 16 pollici. Nel gennaio 1982, per la prima volta dal 1967, questa macchina era stata del tutto rinnovata ed ora era anche leggermente più piccola. Ma, per il modello del 1982, la scelta dei motori non era di certo entusiasmante.

Le sport coupé avevano di serie un motore da 90 cavalli, una versione del modello GM da 2,5 litri “Iron Duke”, ed era possibile scegliere come optional un motore V6 da 2,8 litri e 112 cavalli (motore di serie nella Berlinetta) o un V8 small-block con carburatore quadricorpo da 5 litri, che offriva una potenza di 145 cavalli. Gli acquirenti potevano anche optare per una versione Z28 “Cross-Fire Injection” (con corpo farfallato), che offriva una potenza di 165 cavalli. Il V8 poteva essere abbinato a un cambio automatico a tre rapporti o a un cambio manuale a quattro velocità, ma la versione con sistema a iniezione era disponibile solo con il cambio automatico.

Una Camaro fece di nuovo da pace car per la 500 Miglia di Indianapolis nel 1982, e le repliche argento e blu di quella macchina sono probabilmente le più attraenti tra le vetture dell’82. Tuttavia, la T-top Z28 che face da pace car montava un motore V8 da 5,7 litri modificato, che non venne reso disponibile al pubblico, il che fu davvero un peccato. I tre modelli continuarono ad essere disponibili nel 1983, con minime differenze visive. Tuttavia, la Z28 ottenne un bell’aumento di potenza con l’introduzione dell’opzione “L69″ del motore. Con un albero a camme tipico della Corvette, uno scarico modificato e un bel motore con carburatore quadricorpo, il V8 L69 “HO” da 5 litri offriva una potenza di 190 cavalli e poteva essere abbinato a un nuovo cambio manuale a cinque marce.

Per il 1984, aumentò la disponibilità del motore L69 e il cambio automatico a quattro marce “700R4″ fu adottato dalla maggior parte dei modelli Camaro. La Berlinetta vantava un’ottima strumentazione digitale, probabilmente più interessante del motore V6 che alimentava la maggior parte delle Berlinette. Il grande balzo in avanti per la performance delle Camaro di terza generazione arrivò nel 1985 con l’introduzione dell’IROC-Z, dal nome della International Race of Champions, disputata dalle Camaro. La IROC aveva grandi cerchi da 16 pollici a cinque razze e un design unico.

Erano ancora disponibili versioni del V8 small-block da 5 litri, ma il grande miglioramento fu dovuto al sistema Tuned Port Injection (TPI), che aumentò la potenza di quel motore fino a 215 cavalli. Purtroppo, il motore TPI poteva essere abbinato solo a un cambio automatico a quattro marce (per entrambe le versioni, IROC o la standard Z28). La sport coupé e la Berlinetta non subirono grosse modifiche nel 1985, fatta eccezione per una nuova versione a iniezione del V6 da 2,8 litri che ora arrivava a 135 cavalli. Le Camaro del 1986 erano facili da riconoscere a causa della luce posteriore montata nella parte alta e centrale del portellone, per osservare la normativa federale CHMSL. Oltre a ciò, era stato realizzato un nuovo impianto di scarico per le vetture che non erano Z28 ed era stato adottato un nuovo sistema di verniciatura a due strati.

Nel 1987 fu di nuovo dotata di grandi motori, poiché il buon vecchio V8 da 5,7 litri entrò a far parte della lista degli optional per la IROC-Z. Abbinato al sistema TPI, il motore da 5,7 litri arrivava a 225 cavalli – la più alta potenza raggiunta da una Camaro in 13 anni e con una migliore guidabilità. Anche se il TPI 5,7 era disponibile solo con cambio automatico a quattro marce, il TPI da 5 litri finalmente era disponibile con cambio manuale a cinque velocità. Una notizia altrettanto buona era il ritorno della Camaro cabriolet – la prima cabriolet Camaro dal 1969 – e l’eliminazione definitiva del motore a quattro cilindri. Era scomparso anche il V8 da 5 litri ad alto rendimento, e un nuovo V8 da 5 litri e 165 cavalli era diventato il modello di serie per la Z28.

Nel 1987 erano scomparsi anche la Berlinetta (sostituita da un pacchetto opzionale “LT”), e la luce posteriore montata nella parte alta e centrale del portellone era stata eliminata da qualsiasi Camaro con uno spoiler posteriore. La luce in rispetto della normativa CHMSL fu spostata nello spoiler e Chevrolet semplificò la propria produzione per il 1988, dotando tutte le Camaro di spoiler posteriore. Perciò quella luce dei freni scomparve da tutte le Camaro nel 1988, ma scomparve anche la Z28. Tutte le Camaro dell’88 ad alte prestazioni furono chiamate IROC.

Il modello standard dell’88 ereditò gli eleganti cerchi da 15 pollici a cinque razze dalla Z28, così come la parte inferiore del corpo di quel modello. Inoltre, il motore V8 da 5 litri entrò a far parte degli optional della sport coupé, abbinato a un sistema a iniezione che consentiva di raggiungere i 170 cavalli. La più rara e intrigante tra le Camaro ‘88 era quella dotata di pacchetto di corsa su strada 1LE, optional per la IROC con motori TPI da 5 o 5,7 litri. Dotata di freni a disco di grandi dimensioni, semiasse in alluminio e sospensioni ottimizzate, il pacchetto 1LE era stato realizzato per vincere le gare su strada Showroom Stock.

Dimostrando che nessun nome è mai scomparso per sempre nel mondo delle Camaro, nel 1989 tornò la vecchia sigla “RS” (ma non era più l’acronimo di Sport Rally). Molto simile nell’aspetto a una Z28 dell’85, la RS era fondamentalmente una sport coupé, alimentata da un motore V6 o da un V8 da 5 litri. Anche se il V8 TPI da 5,7 litri ora vantava 240 cavalli, l’unico modo per distinguere una IROC dell’89 da quelle degli anni precedenti era guardare la chiave di accensione e vedere se vi era inciso il simbolo del “Pass-Key”, sistema deterrente per i ladri. Il 1990 fu l’ultimo anno per la IROC, anno in cui Dodge ottenne la sponsorizzazione della International Race of Champions. I grandi cambiamenti di quell’anno consistevano nella crescita del V6 di serie da 2,8 a 3,1 litri, con un salto di potenza da 135 a 140 cavalli e il montaggio di airbag per il guidatore su tutti i modelli.

Chevrolet risolse il problema del modello del 1991 reintroducendo la Z28 nella primavera del 1990. E’ vero che il modello del ’91 era dotato di un’ala posteriore alta, nuovi rivestimenti per la parte inferiore della carrozzeria,  e nuovi cerchi a cinque razze, ma per il resto non era molto diverso dalla IROC e adottava un motore da V8 TPI da 5,7 litri e 245 cavalli. Gli altri esemplari del ‘91 erano simili ai modelli del ’90, con l’aggiunta di effetti quali prese d’aria non funzionali. Nel 1991 fu introdotta la B4C. Fondamentalmente, una B4C era una Z28 targata come RS e dotata della maggior parte dei begli optional sviluppati per il pacchetto gara 1LE. Ne furono prodotti pochissimi esemplari. Il modello del 1992 non presentava modifiche importanti rispetto al modello dell’anno precedente, ma per il 1993 era in arrivo una macchina completamente rinnovata. Nel 1992, l’innovazione più importante era stata la scritta 25° anniversario sul cruscotto. Per circa 100 euro era possibile acquistare il “pacchetto Heritage”. Era giunto il momento per una nuova Camaro.

Autore: Andrea Pilotti - Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2013

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