Chevrolet Corvette
La Chevrolet Corvette è una delle macchine sportive più amate dagli appassionati di automobilismo di tutto il mondo. In Italia sono diverse le agenzie specializzate nell’importazione di queste auto, per realizzare i sogni di molti consumatori. Leggete la nostra guida per conoscere la storia e le caratteristiche tecniche di questa supercar americana.

Nei primi anni ’50, nessuna società poteva anche solo sperare di competere con la General Motors in quanto a dimensioni, portata dei progetti o profitti. GM era grande il doppio della seconda società più grande del mondo, la Standard Oil del New Jersey (antenata dell’attuale ExxonMobil), e i suoi affari spaziavano dalla realizzazione di elettrodomestici, alle assicurazioni, alla realizzazione di Chevrolet, GMC, Pontiac, Oldsmobile, Buick, Cadillac e locomotive. Era così grande da produrre più della metà delle auto vendute negli Stati Uniti e la divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia Americano minacciava di disgregarla. E’ quasi impossibile immaginare cosa volesse dire la GM a quei tempi. Tuttavia, non aveva realizzato una vettura sportiva.
L’idea di una vettura proveniente dalla pesante GM che potesse competere con Jaguar, MG e Triumph era quasi assurda. Eppure, alla GM c’era chi la sognava, anche se veniva riservato poco spazio alle stravaganze. Harley J. Earl, capo progettista della GM (formalmente il capo della Sezione arte e colori), nonché l’uomo che inventò il “prototipo” con la Buick Y-Job del 1938, si faceva carico di queste riflessioni ambiziose della società. Nell’autunno del 1951, Earl iniziò a rimuginare su una vettura sportiva aperta che sarebbe costata quanto una berlina tradizionale americana – circa 2.000 dollari di allora.
Le sue idee erano piuttosto nebulose, ma le espresse a Robert F. McLean; il progetto iniziò a prendere forma e fu realizzato il prototipo. Determinato a mantenere bassi i costi, McLean utilizzò i componenti meccanici off the shelf della Chevrolet. Il telaio e le sospensioni erano a tutti gli effetti della berlina Chevrolet del 1952, con la trasmissione e l’abitacolo spinto all’indietro per ottenere una ridistribuzione del peso anteriore e posteriore 53/47 con l’interasse da 102 pollici. Il motore era sostanzialmente lo stesso della Chevrolet, ma con un rapporto di compressione più alto, e un albero a camme più aggressivo che portava la potenza a 150 cavalli. Temendo che nessun cambio manuale Chevrolet fosse in grado di gestire questa potenza (e non c’erano cambi a quattro velocità nell’inventario GM), fu montato un cambio automatico Powerglide a due velocità. E per mantenere i costi di lavorazione al minimo, la carrozzeria fu realizzata in fibra di vetro anziché in acciaio.
Anche se la vettura fu concepita con rigorosa attenzione alla fattibilità della produzione, per ora era solo destinata a far parte delle auto esibite da GM all’Auto Show di New York del 1953. Questo fino a quando Ed Cole, recentemente nominato capo ingegnere della Chevrolet, la vide. Cole in quel momento era completamente immerso nello sviluppo del motore small-block V8 che avrebbe cambiato il mondo. Si dice che saltò letteralmente su e giù per l’entusiasmo quando vide l’auto. Perciò, prima ancora che venisse mostrata a New York, la mise in produzione.
Prima però bisognava darle un nome. Organizzò un meeting con Myron Scott, fondatore della All-American Soap Box Derby e un assistente pubblicista che lavorava per Chevrolet, per decidere il nome. Scott suggerì “Corvette”, a Cole piacque molto e il resto è storia. Il pubblico al New York show mostrò di amare la Corvette del 1953 quasi quanto Cole. Migliaia di potenziali acquirenti volevano sapere quando avrebbero potuto comprare una. Solo sei mesi più tardi, fu davvero possibile. La Corvette del 1953, praticamente identica al prototipo, entrò in produzione il 30 giugno del 1953, a Flint. Da allora non è mai uscita di produzione.
Autore: Andrea Pilotti - Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2013