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Si dice che più invecchi, più sia buono ed acquisti valore. Sono molti, infatti, coloro che hanno la passione di collezionare bottiglie di vino pregiato. Un “mondo” davvero interessante che vale la pena di scoprire ed approfondire con questa Guida…
Caratteristiche
Il vino da collezione è una passione che viene perseguita da molti. C’è da dire che può essere costosa , anche perché in certi casi basta un'annata particolare, un nome, una semplice bottiglia o una etichetta, ed il valore si fa interessante. conoscerne le quotazioni, le caratteristiche organolettiche e la storia di un vino in bottiglia per poter valutare il vino. L’Italia ha una tradizione vinicola antichissima. In termini di produzione e consumo. Al pari dei cugini francesi. Ovviamente non si possono considerare vino da collezione quello da pasto, che si consuma a casa oppure al ristorante o nei diffusissimi wine-bar.
È il caso di dire “è tutta un’altra cosa!”. Ci sono, infatti, dei requisiti che un collezionista in generale deve avere. I quali si possono riassumere nella consapevolezza che ciò che si colleziona deve essere speciale, magari non consueto, originale.
Tutto ciò garantisce credibilità alla collezione stessa. Il bravo collezionista deve sapere il vissuto di ogni suo elemento, conoscere ogni bottiglia come fosse suo figlio, saperne raccontare la storia, dalla nascita a quando è arrivata nella sua cantina, così come un bravo archivista conosce ogni documento che ha davanti a sé.
Spesso le bottiglie di vino sono pezzi unici, ahimè con qualche acciacco dell'età, ma conservano dentro di loro il trascorrere del tempo, fermato da un tappo di sughero. Pensiamo ad un'annata qualunque, quanti personaggi hanno vissuto in quel frangente di tempo, quante persone si sono succedute, in quante "mani" è stata quella bottiglia che ora stiamo guardando. Bottiglie in fila come fossero francobolli in un album, ognuna con qualcosa da raccontare. Nomi sconosciuti, ormai scomparsi, luoghi che col tempo non sono più quelli di allora, una storia che l'appassionato collezionista sa cogliere.
Premesso, quindi, che le bottiglie hanno un certo costo. Bisogna anche sapere che le stesse andrebbero conservate e custodite in luoghi adeguati.
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Averne cura
Non è che bisogna creare una cantina! Perché come detto non sono vini che non si dovrebbero bere, ma solo ammirare nella loro bellezza e, nel trascorrere del tempo, che traspare anche solo guardandoli. Il prestigio di talune bottiglie fa si che, il collezionista scrupoloso, si occupi anche della custodia della collezione.
C’è da dire, infatti, che tanto il valore, quanto il contenuto va preservato. Questo affinchè si garantisca la qualità del vino negli anni. Indipendentemente dal consumo che se ne farà.
Vanno messe in un luogo che abbia, innanzitutto, dei requisiti di sicurezza. Preferibilmente asciutto.
Il posto dove si conservano le bottiglie è molto importante.
È in questa sede che il vino invecchia e acquista valore economico. Valore che è certificabile in base a quotazioni esistenti su queste specifiche marche di vini. Fare questo tipo di collezione, inoltre, fa una sorta di investimento. In generale una collezione ha sempre un valore. Ma in questo caso è maggiore. Perché è prezioso l’oggetto che si sta collezionando.
Conservare il prezioso liquido color rubino assicura nel tempo il valore economico dello stesso.
In Italia i vini più famosi da collezione sono piemontesi e toscani, con rare eccezioni. Il valore di mercato viene stabilito, anche, da associazioni specializzate, in cui confluiscono molti appassionati.
Le associazioni sono anche punto di riferimento per incontri e scambi di opinioni. E naturalmente di acquisto di vini pregiati.
A queste associazioni si devono tra l’altro numerose manifestazioni, pubblicazioni di cataloghi e così via. Tra le manifestazioni anche corsi per sommelier, utile per integrare le conoscenze sul vino. Ed, anche, l’organizzazione di vere e proprie aste di vini da collezione.
Farvi parte è motivo di prestigio. Assicura, inoltre, una certa credibilità. Chi vi entra deve essere molto preparato in materia vinicola. Possedere, inoltre, una collezione di un certo “calibro”, garantisce, anche, visibilità all’interno della stessa.
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Italiani da collezione
I vini italiani sono tra i più richiesti nel mondo. Ma quali sono quelli che maggiormente attraggono un collezionista e perché? Quelli che vanno per la maggiore sono piemontesi e toscani, ma come sempre ci sono delle eccezioni. Alcuni vantano una tradizione pluriennale. Il sapore è caratterizzato dalle uve, che lasciate riposare a lungo aquistano sapore e colore, i due requisiti per eccellenza del vino. Le località dove esse vengono coltivate sono sottoposte a controlli serrati. Per consentire la produzione al meglio. E la conseguente classificazione “di origine controllata”, ovvero il sistema DOC.
Anche la conservazione deve avvenire in particolari condizioni. I vini sono stipati per l’invecchiamento in botte, altri in contenitori di acciaio inox.
Alcuni di essi vengono lavorati per essere inseriti nel mercato della vendita. Altri appunto vengono classificati come vini da collezione.
I vini italiani made in Toscana sono anche conosciuti come Supertuscan. La Toscana rappresenta una delle poche regioni italiane in grado di fornire una vasta gamma di prodotti adatti ad essere collezionati: il Brunello, il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano.
Ecco di seguito, la storia e la scheda tecnica di uno dei più grandi vini italiani: il Brunello di Montalcino.
Questo vino è ritenuto il migliore per qualità e gusto. È sempre presente nelle grandi collezioni.
Le origini del Brunello, secondo il Marescalchi nella sua opera “Storia della vite e del Vino”, fu creato dal dottor Ferruccio Santi vinificando le sole uve rosse del vitigno Brunello, uno dei tanti cloni del Sangiovese.
Ed è così che dal ‘64 è stato garantito dalle norme doc e ,dall’80 dalla denominazione d’origine controllata e garantita.
Gli accorgimenti riguardo il Brunello di Montalcino sono: viene invecchiato per un totale di 4 anni, due dei quali in botte. I “Riserva” vengono invecchiati per cinque anni. Di colore: Rosso rubino intenso che vira al granato con l’invecchiamento. Profumo caratteristico ed intenso.
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Francesi da collezione
Grande produttore di vini è anche la Francia. I cugini d’oltralpe, sono anch’essi custodi dell’amore per i vini. Siano essi da bere che da collezionare.
Anzi si può affermare che la Francia ha compreso, prima di chiunque,che la qualità del vino fosse uno dei principali fattori per il successo. E che col tempo si sarebbe trasformato in un vero e proprio
Business in termini economici. Spingendosi in diversi settori.
Anche in qui ci sono delle zone ben precise per la coltivazione dell’uva. Da cui, poi, prendono le caratteristiche i vini prodotti. La Borgogna è famosa per il Pinot Nero e lo Chardonnay, Bordeaux per il suo Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, la Valle della Loira per il Sauvignon Blanc e l'Alsazia per il Riesling e il Gewürztraminer.
Per quanto riguarda la classificazione in Francia è detta AOC (Appelation d’Origin Controlèe).
Ecco di seguito, le origini e la scheda tecnica di uno dei più famosi vini francesi: lo Champagne.
È uno spumante segno e simbolo da secoli di eleganza, raffinatezza.
Gli Champagne vengono prodotti con uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier in proporzioni diverse a seconda delle scelte del produttore.
Nello specifico quando il vino è ottenuto solamente con alcune di queste uve, si utilizzano due definizioni: Blanc de Blancs, quando è prodotto esclusivamente da uve Chardonnay, Blanc de Noirs quando è prodotto esclusivamente con Pinot Nero e Pinot Meunier o solamente una di queste.
Esiste inoltre anche lo Champagne Rosé prodotto con una base di vino bianco a cui viene aggiunto una parte di vino rosso, entrambi ottenuti con le tipiche uve della zona. In annate eccezionali vengono inoltre prodotti i cosiddetti Champagne Millésimé ottenuti con i vini della vendemmia indicata in etichetta. Il costo di una di una bottiglia? Il più scarso, si fa per dire, Mercier Brut 22.90 euro per una bottiglia di 0,75 litri. Il leader è il Dom Pérignon il cui costo medio è di 150 euro per una bottiglia di 0,75 litri.
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Consigli
Chi volesse diventare un collezionista di vini cosa deve fare? Innanzitutto informarsi e apprendere la materia “vino” è fondamentale.
È consigliabile, in tal caso, un corso per Sommelier. Annualmente ve ne sono tantissimi che se ne svolgono in Italia. Poi, tenersi costantemente aggiornato. Consigliabile, come dicevamo, far parte di qualche associazione.
Chi, invece, vuol essere solo un cultore può seguire i consigli di “Vini d’Italia”. Infatti, se c’è uno strumento a cui il collezionista appassionato di vini puo’ far riferimento è la Guida dei vini de l’Espresso. Diretta da Enzo Vizzari, e curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, “I Vini d'Italia 2008” esce annualmente. Distribuita in edicole ed in libreria.
Quest’anno l’edizione 2008 è stata anticipata da un’asta tenutasi a metà ottobre a Firenze (ricordate che la Toscana è regione leader), presso la Casa d’aste Pandolfini. Qui c’è stata un’asta di vini da collezione, ovvero “Etichette-Star”: dal Solaia al Sassicaia, da Terra di Lavoro a Barolo Gaja, aa Mouton Rotschild a Romanee Conti. La manifestazione patrocinata dal gruppo editoriale l’Espresso ha visto susseguirsi ben 160 vini, italiani e francesi.
Si evince, soprattutto, il sorprendente valore di vini francesi. In base all’anno e al modo in cui viene confezionata la bottiglia si arriva a cifre che superano i 10.000 euro!
Torniamo, invece, alla guida che è il frutto di 20 mila vini assaggiati, 10 mila recensiti, 2.200 produttori raccontati. Al suo interno una sezione introduttiva sulla degustazione e la conservazione del vino e carte regionali delle principali DOC e DOCG. Seguendo le indicazioni, si imparerà tutta la terminologia e le classificazioni dei vini. Apprendendo le informazioni necessarie di cui abbiamo bisogno per diventare conoscitori, e poi collezionisti. In sintesi, sapere ed informazione sono alla base. Ma dato che come collezione è anche costosa, bisogna avere un cospicuo contocorrente in banca.
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Vini pregiati
- http://www.fratellipavia.it
Dal 1901 L'Azienda Fratelli Pavia produce e vende i migliori vini della tradizione Piemontese e in particolare la grande Barbera d'Asti di Agliano. In azienda si svolge l'intero ciclo di produzione, dal vigneto alla cantina, con la ricerca di sempre più elevati livelli qualitativi e proseguendo nella centenaria tradizione di famiglia di esperienza e competenza nella produzione del vino.
- http://www.vinimalvicini.com
Nel comune di Ziano, cuore della viticultura piacentina, si trova l'azienda agricola Malvicini immersa nelle dolci colline di questa splendida zona della Valtidone. Un'accurata vendemmia esclusivamente manuale, una rigorosa selezione dei vitigni, nonchè metodi di coltivazione, uniti alla dedizione dei proprietari garantiscono la produzione di uve di rara qualità.
- http://www.vignameridiana.it
Vigna Meridiana è un’azienda vinicola situata nelle Grave al confine con i Colli orientali del Friuli, zone a denominazione di origine controllata del Friuli Immersa nel verde delle dolci colline moreniche le stesse descritte dal poeta Ippolito Nievo, l’azienda produce, con sapiente e antica tradizione, i vini classici della tradizione friulana noti in tutto il mondo.
- http://www.librandi.it
L'azienda vitivinicola Librandi, ha sede in Cirò Marina, lungo la costa ionica calabrese, posta in prossimità di Punta Alice, promontorio sud del Golfo di Taranto. Area storica, naturalmente vocata per la cultura della vite, per la bontà del terreno argilloso. produce due vini realizzati esclusivamente con uve provenienti da questo vitigno: il Cirò rosso (e la versione rosato) e la riserva Duca Sanfelice. Alla più remota antichità risalgono anche le origini del Magliocco, del Greco bianco e del Mantonico a frutto bianco, dai cui grappoli accuratamente selezionati derivano diverse perle vinicole dell'azienda.
- http://www.vallebella.eu
Produttori di vino sin dagli anni ’50. Utilizzando solo tecniche vitivinicole che siano sinonimo di qualità, dall'impianto all’allevamento della vite, dalla raccolta alla vinificazione, dall’imbottigliamento alla conservazione. Nell’alchimia del gusto, non possono mancare le uve tipiche come il catarratto, il grillo, lo zibibbo, il nero d'Avola, alle quali si affiancano syrah, merlot e cabernet sauvignon. Attualmente Valle Bella produce due vini, il Catarratto e il Nero d'Avola.
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