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Amplificatori stereo hi fi vintage

Chi l’ha detto che la tecnologia non possa convivere con strumentazioni più vecchie? Esistono ad esempio alcuni amplificatori stereo degli anni ’70 e ’80 che conservano ancora un certo fascino, oltre a funzionare correttamente. Leggi la nostra guida per sapere come scegliere l’amplificatore hifi vintage più adatto alle tue esigenze in base a criteri di qualità sonora, stato di conservazione, prezzo e corretta informazione per il consumatore.

Amplificatore hifi vintage

Un amplificatore vintage di altà qualità può suonare molto meglio di un modello recente, ma piuttosto economico, chiaramente questa considerazione vale per gli amplificatori tenuti con un certo riguardo, un’occhiata superficiale vi permetterà di individuare eventuali riparazioni e aggiustature che solitamente si rispecchieranno anche in un prezzo più contenuto.

Gironzolando per qualche mercatino dell’usato, se siete amanti del genere rimarrete senz’altro affascinati da questi amplificatori, che già per i loro tempi erano molto all’avanguardia. Gli esemplari più noti e famosi sono i NAD, ma anche i QUAD erano assai diffusi tra gli amanti degli HiFi. Per rimanere su cifre ragionevoli, a questi “mostri” potete aggiungere marche di altri amplificatori, come ad esempio alcuni prodotti della casa Revac.

Spostandoci invece nei fantastici anni ’80, oltre ai Nad ci sono i Rotel e i Proton che, benché piccoli, hanno un’ottima resa. Non sono degne di nota invece le produzioni giapponesi di quegli anni. Nello scegliere un amplificatore di questo tipo, potete farvi aiutare da alcuni parametri guida come la presenza della separazione pre-finale, che vi permetterà di fare del vostro amplificatore la parte finale di un Home Theater, o ancora la possibilità di escludere i controlli di tono (che lo renderebbe molto simile ad un source direct). Se poi amate oltre alla musica il collezionismo, un piccolo restauro renderà il vostro amplificatore un pezzo davvero unico.

Se la produzione degli anni ’80 si diversifica a tal punto da rendere parziale e insufficiente qualsiasi tipo di inquadramento, è possibile fare un discorso più strutturato per quel che riguarda gli amplificatori anni ’70. L’audio di questi strumenti è senza dubbio molto particolare e ricercato, ma il più delle volte dettato dall’utilizzo di alcuni materiali piuttosto che altri. Una caratteristica che si trova spesso negli amplificatori di questa decade è una resa di suono dei bassi particolarmente gonfia e lenta. Ciò determinava una scarsa potenza, e quindi una resa del suono molto meno vigorosa, che paragonata agli amplificatori moderni anche di più piccole dimensioni sembra appartenere alla preistoria della musica.

In generale, non si può certo dire che questi strumenti fossero dei capolavori nella resa del suono: i toni medio alti non vengono riprodotti fedelmente, e alcune sfumature del suono spesso non vengono colte. Nonostante ciò, acquistare uno di questi impianti per chi è alle prime armi rappresenta davvero una conquista verso l’assemblaggio del proprio sistema HiFi.

Se avete deciso di acquistare, per i motivi più vari, un amplificatore un po’ datato, non avrete certo in cambio una resa del suono impeccabile. Tuttavia, il particolare gusto estetico, associato alla cifra irrisoria alla quale spesso si trovano questi strumenti, può rappresentare un buon incentivo all’acquisto.

I soldi che risparmierete potranno essere impiegati per altri componenti che hanno bisogno di maggiore qualità tecnica, come ad esempio i cavi o le casse. Assemblando i vari pezzi del vostro HiFi avrete la gratificante sensazione di aver costruito qualcosa con le vostre mani, dando nuova vita a pezzi che magari sarebbero rimasti ingiustamente in qualche cantina, e conquistando un po’ di autonomia rispetto agli impianti-stereotipi che il mercato ci propone, molto costosi e senza dubbio più impersonali.