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Trattore usato

8 feb, 2014

Il rischio di ritrovarsi a fare un pessimo affare è molto alto se si sceglie di acquistare un trattore di seconda mano. Inutile pensare che troverete persone sempre corrette durante le trattative: il più delle volte bisognerà stare, come si suol dire, con gli occhi aperti. Questo non vuol dire che dobbiamo tenerci alla larga dai trattori usati: l’importante è valutare perché ci serve il trattore, e soprattutto che utilizzo ne facciamo.

Trattore usato di seconda mano

Come scegliere

Quanti ettari dobbiamo arare? Con quale frequenza dobbiamo utilizzarlo? Ci serve una potenza alta o basterà un trattore di piccola cilindrata? Una volta che si è trovata risposta a queste domande, saremo sicuri che anche il miglior prezzo possibile non riuscirà a dissuaderci dal trattore realmente più utile per noi. Selezionati i modelli che potrebbero interessarci, per prima cosa verifichiamo la parte esterna: se ci sono ammaccature o graffi evidenti è meglio cercare qualcos’altro.

Dopo aver controllato la parte esterna, dobbiamo anche accertarci che il trattore funzioni: chiediamo quindi al concessionario o al proprietario di mettere in funzione il motore per verificare che non ci siano delle irregolarità. Ad esempio, se vi è del fumo eccessivo che fuoriesce dai tubi, potrebbe significare che ci sono dei problemi. Peggio ancora se il fumo non esce dai tubi di scarico, ma da altre parti!! Controllate poi che i vari dispositivi da montare sul trattore non presentino difetti. Provate infine a guidare il trattore, per vedere se le manovre possono essere svolte con facilità, se vi sapete destreggiare con i comandi.. insomma, quasi come se fosse una macchina! Soffermatevi in particolare su servosterzo, freni, frizione.

Non si possono poi dimenticare le ruote, che devono essere perfettamente integre e ben gonfie. Un ultimo consiglio: non accettate di acquistare niente che non sia accompagnato da una garanzia più che sufficiente e dai tagliandi di revisione che indicano lo storico del macchinario. Anche se ci sono pezzi sostituiti, verificate con quale frequenza e soprattutto se i ricambi che sono stati messi sono di buona qualità. Veniamo al prezzo: considerate che non dovreste superare i 10.000 euro, anche se non è facile dare una stima perché le variazioni dipendono dalla marca, dalla potenza e da molti altri fattori.

Link di approfondimento: Come scegliere il trattore usato

Cavalli potenza

Il trattore perfetto è sostanzialmente quello che permette di lavorare al meglio il terreno nella massima economia di costi al momento dell’acquisto. Se ci si chiede qual è il prezzo giusto per un trattore si scoprirà che non è sempre semplice comprendere le politiche commerciali che stanno dietro a questo business.

Ad esempio, la differenza tra un trattore di 250, 300 e 350 cavalli della medesima serie spesso consiste solo in una scheda diversa che depotenzia la macchina dandole il numero di cavalli desiderati; questo succede per invogliare le persone ad orientare la propria scelta sui modelli più costosi, dato che la differenza tra i modelli con cavalli inferiori e quelli con cavalli superiori non è molto rilevante e questo dà l’impressione che sui modelli più costosi sia sia applicato uno sconto maggiore.

Spesso le politiche dei prezzi impostate in questo modo invogliano le persone ad acquistare il modello più costoso, che non sembra poi tanto costoso se paragonato ai modelli inferiori, che si rivela poi inadatto al tipo di lavoro a cui è preposto o che costringe il suo possessore a modificare l’attrezzatura, che non sarà sufficientemente adeguata per sfruttare appieno la potenza del motore, e a pentirsi di non aver scelto un modello con un consumi più contenuti.

Nel mondo dell’agricoltura si tende a pensare che è necessario sfruttare tutta la potenza di un trattore per poter lavorare in economia di esercizio, e spesso si preferisce ‘esagerare’ con i cavalli pensando di ottenere delle prestazioni superiori. Un comportamento come questo sotto certi aspetti è anche condivisibile, perché ad esempio un trattore con potenza superiore può essere utilizzato in caso di necessità di carico superiore al solito o in situazioni con pendenze di un certo livello. Nonostante tutto, i motori più moderni regolati elettronicamente dispongono di un regime di giri che supera di qualche centinaio di giri il regime del minimo consumo: questo vuol dire che quando si utilizza una macchina alla sua massima potenza si dovrà fare i conti con un consumo superiore.

Il discorso cambia quando si parla di trattori di gamma alta, che spesso sono dotati di moderni sistemi di regolazione del motore che permettono a chi li utilizza di poter contare su un 10% o 15% di cavalli in più per poter farsi carico dei picchi di lavoro eccezionali. Questo porta spesso a consumi esagerati e a rotture ‘misteriose’ che avvengono proprio quando la macchina è messa sotto pressione: una trattrice con una potenza nominale di 300 cavalli, infatti, consuma qualcosa come 40 litri di gasolio all’ora, ma se la si utilizzasse entro i limiti di un lavoro ‘normale’ senza mai spingerla oltre i suoi limiti si potrebbe realizzare un risparmio di circa 5.000 litri all’anno.

È stato statisticamente dimostrato che, di ogni gamma di macchine, quella che presenta sempre i problemi maggiori è sempre il modello più potente a parità di trasmissione e di telaio: un motore più esuberante, infatti, ha sempre il suo rovescio della medaglia che spesso si manifesta in termini di affidabilità e di durata. Ma se da una parte è vero che un motore più potente potrebbe durare di meno, è anche vero che un telaio compatto e leggero con un numero di cavalli superiore è una macchina molto versatile che può prendersi carico di lavori di maggiore entità in modo decisamente più economico rispetto al primo modello base della gamma superiore. E in un panorama economico come quello in cui stiamo vivendo, i consumi e i costi rivestono praticamente la stessa importanza delle prestazioni, quando ci si appresta a decidere per quale macchina optare.

E se è vero il detto che ‘nessuno regala nulla’, non ci si deve stupire se i prezzi di listino sia per il nuovo che per il semi-nuovo siano quelli che sono. I costi di ogni macchina, infatti, variano anche in base al tipo di manutenzione che i nuovi proprietari dovranno affrontare e sull’effettiva ‘recuperabilità’ di un determinato intervento.

Reali esigenze di lavoro

Quando si tratta di scegliere un macchinario di lavoro piuttosto costoso, come il trattore,  bisognerebbe orientarsi su quello che meglio si adatta alle specifiche esigenze, cercando di effettuare una scelta quanto più razionale basandosi su fattori come la sua praticità e la sua reale utilizzabilità.  La prima cosa da tenere presente è che ogni trattrice in commercio al giorno d’oggi altro non è che l’evoluzione e il perfezionamento di un modello precedente nato dopo le attente sperimentazioni sul campo da parte dei contoterzisti, naturalmente molto più esigenti e severi degli addetti ai centri di sviluppo e ricerca e attenti a individuare mancanze e difetti da correggere nel modello successivo.

Un altro fattore da tenere in considerazione è che la globalizzazione del mercato ormai impedisce di costruire macchine agricole che siano adattabili a qualsiasi utilizzo e che vadano bene tutte le esigenze, per questo è importante che sia l’utilizzatore finale a individuare la macchina che possa esaudire le proprie esigenze, senza lasciarsi abbindolare da optional e funzioni accessorie: quando ci si appresta a rivendere una trattrice usata dopo sei anni di utilizzo, infatti, il prezzo di vendita non tiene assolutamente conto di eventuali optional.

Per fare un esempio pratico, dopo circa seimila ore di utilizzo una trattrice del valore originale di 130.000 di cui almeno 20.000 euro erano costituiti da accessori e optional potrà essere rivenduto a una cifra che si aggira intorno ai 42.000 euro, mentre una versione base senza optional potrebbe valere intorno ai 38.000/39.000 euro, con un rapporto assolutamente non proporzionale. Un altro discorso va invece fatto se si decide di valutare l’effettivo vantaggio in termini di qualità del lavoro che si ottiene attraverso l’utilizzo degli optional: quando si parla di optional, infatti, bisogna tenere in considerazione il suo effettivo utilizzo e non il suo possibile utilizzo; se l’utilizzo è certo allora conviene acquistarlo, ma se è solo un utilizzo possibile è bene escluderlo fin dal primo momento.

Ancora, una macchina moderna e super tecnologica potrebbe rivelarsi di difficile gestione per le persone che la dovranno utilizzare, spesso di giovane età o non adeguatamente formate per maneggiare certi tipi di apparecchiature: in questi casi è spesso poco vantaggioso acquistare un macchinario eccessivamente moderno se poi non si dispone di nessuno in grado di sfruttarne al meglio le potenzialità ed è invece consigliabile dirigere la propria preferenza su una macchina altrettanto prestante, performante, affidabile e sicura ma dotata di un impianto tecnologico meno complesso.

Nella maggior parte dei casi, infatti, la modernità di un trattore non è l’elemento fondamentale per la determinazione della qualità di una lavorazione agricola; rivestono invece un ruolo decisamente più importante le attrezzature che saranno utilizzate e l’adeguatezza della macchina scelta alle condizioni del terreno dove la si dovrà utilizzare.

Manutenzione

Quando ci si appresta ad acquistare uno strumento di lavoro come il trattore sono tanti i fattori che entrano in gioco per determinarne la scelta, e non sempre si tratta di fattori razionali: nel caso dei trattori infatti spesso vengono considerate anche caratteristiche come il colore, l’aspetto esteriore e anche il rumore, tralasciando fattori come le esigenze di manutenzione periodica, che rappresentano una importante voce di spesa.

Chi opera nel settore dell’agricoltura si sarà senza dubbio accorto che quelle che una trentina di anni fa erano considerate macchine di lusso, ad esempio macchine da 130 cavalli con doppia trazione, oggi sono vere e proprie macchine ‘tuttofare’ estremamente versatili a cui basta indossare le gomme adatte per poter essere impiegata per gli utilizzi più disparati.

Questo esempio dovrebbe essere abbastanza indicativo e rivelatore di cosa ci si può aspettare negli anni a venire. Un fattore che attualmente si presenta ancora in fase di contrattazione è l’incidenza economica della manutenzione; da qualche anno, infatti, stiamo assistendo al sopravvento delle nuove tecniche di progettazione assistita che permettono di ottenere componenti meccaniche ed elettroniche molto accurate, che riducono sensibilmente la possibilità che si verifichi una rottura o un guasto.

La dinamica dei costi, invece, è caratterizzata da un incremento che, seppur di entità variabile, ha in ogni modo permesso di spostare in vanti i tempi di ammortamento dai cinque anni degli anni Ottanta a quelli, molto più lunghi, di oggi.

Un altro fattore che incide molto nel momento della scelta del trattore più adatto è anche il costo attuale delle risorse energetiche, in continua impennata e tanto lontani dai pochi centesimi al litro che si pagavano solo una ventina di anni fa. Questa tendenza però viene in mina parte ‘tamponata’ da un consumo unitario molto inferiore, grazie a motori dotati di rendimenti superiori e all’introduzione di tecniche come la sovralimentazione, il controllo elettronico del propulsore e l’incremento della pressione dell’iniezione. Tante delle macchine di oggi, figlie delle più moderne tecniche di costruzione, sono spesso interamente gestite da moderni computer di bordo che regolano la potenza e il consumo in base al lavoro da eseguire.