Contachilometri bicicletta

Autore Andrea Pilotti

Il contachilometri è un dispositivo elettronico montato sulla bicicletta, che consente ai ciclisti di monitorare in tempo reale i chilometri percorsi, la velocità media e quella di istantanea.

Caratteristiche

Il funzionamento del contachilometri da bici è piuttosto semplice. Il kit di un contachilometri è composto da un magnete, da un sensore e dal piccolo computer (in genere di forma quadrata e dalle dimensioni analoghe o leggermente superiori a quelle di un orologio digitale da polso) sul cui schermo è possibile leggere tutti i dati del caso. Il magnete viene fissato a un raggio della ruota anteriore, mentre il sensore va applicato a una delle due forcelle anteriori, a una distanza molto ridotta dal punto in cui passa il magnete quando la ruota gira.

A ogni giro di ruota, il sensore rileva il passaggio del magnete e manda l’informazione al mini computer sul manubrio, che traduce il tutto in km percorsi e mancanti al traguardo, e, mettendo in relazione questi dati con il tempo trascorso, in velocità raggiunte e tempi di percorrenza. Una piccola annotazione è dovuta in merito al metodo impiegato dai vari kit per trasmettere le informazioni dal sensore al mini computer. Vi sono infatti dei modelli che utilizzano una semplice connessione via cavo: a un semplice cavetto è demandato il compito di portare i dati al “cervello” del kit, e questo tipo di soluzione non presenta evidentemente problemi di sorta.

L’altro tipo di soluzione adottata, quella di un trasmettitore a onde radio che trasferisce i dati senza cavo, può sembrare più pratica, ma nasconde un piccolo inconveniente. A causa della facilità con cui i dispositivi operanti a onde radio generano delle piccole interferenze, è possibile andare incontro a problemi di questo tipo nel caso in cui due bici con apparecchi simili si trovino a viaggiare a distanza ridotta l’una dall’altra. In altri termini, pedalando in compagnia questo tipo di contachilometri (a patto ovviamente che anche chi ci affianca ne monti sulla propria bici uno simile) può dare qualche noia.

Funzioni principali

La prima funzione di un ciclocomputer, e in buona sostanza quella più utilizzata da chi impiega questo tipo di dispositivi, è la velocità raggiunta: il computer si limita a indicare a schermo a quale velocità di sta procedendo. Molto importante è anche la velocità media, che mostra per l’appunto una media della velocità di pedalata tenuta fino a quel momento. Altre funzioni fondamentali sono le varie voci in cui viene declinato il conteggio dei chilometri.

Ogni modello indica infatti sia il numero di chilometri relativo al tratto percorso in giornata, sia il chilometraggio totale, calcolato dal momento in cui si è fatto per la prima volta uso del ciclocomputer, o da quando si è azzerato l’ultima volta questo valore. Quest’ultimo dato consente dunque al cicloamatore di calcolare la percorrenza settimanale, mensile o lungo un maggiore lasso di tempo fatta segnare in sella alla sua bici.

Ogni contachilometri dispone inoltre di un orologio (funzione che solleva sostanzialmente il ciclista dalla necessità di indossarne uno al polso quando è in bici) e di un cronometro, il quale, come i modelli analoghi utilizzati nelle palestre, calcola solo il tempo effettivo di utilizzo: a ogni sosta, in altre parole, il tempo si arresta, per proseguire solo quando riprende la pedalata. Funzione importante per conoscere la reale durata, al netto di pause, semafori e quant’altro, del proprio esercizio fisico. Sempre in modo molto simile a quanto permesso dai computer montati sulle attrezzature da palestra, tutti i contachilometri dispongono inoltre di un tasto d’arresto, con il quale è possibile mettere in “standby” per alcuni minuti il computer durante una sosta più lunga. Il problema è che non tutti i modelli sono in grado di rimanere a riposo a lungo, e alcuni tendono a spegnersi in caso di un’inattività che si prolunghi per più di qualche minuto.

Optional

Altre funzioni, non disponibili su tutti i modelli e sicuramente meno fondamentali di quelle esaminate nel paragrafo precedente (ma comunque potenzialmente interessanti, soprattutto per chi è interessato a tenere sotto controllo le proprie performance su due ruote), sono ad esempio il countdown e la cadenza. Il countdown, o conto alla rovescia, mostra in pratica il numero di chilometri mancanti all’arrivo: per impiegare tale funzione occorre evidentemente impostare sul ciclocomputer, prima della partenza, la distanza che separa in chilometri quel punto dalla destinazione.

La cadenza è una funzione per il cui utilizzo viene impiegato un secondo sensore, che va installato questa volta in un pedale anziché su una delle due forcelle anteriori. Il suo scopo è quello di mostrare quante pedalate vengono completate al minuto: ciò consente al ciclista di mantenere regolare la propria pedalata lungo tutto l’arco del percorso, regolando i rapporti della bici di conseguenza nei punti in cui vi siano delle variazioni di percorso significative (tratti in discesa e, soprattutto, in salita). In questo modo lo sforzo atletico compiuto resta costante, si distribuiscono in modo uniforme le proprie forze sull’intero tratto da percorrere e si diminuisce il rischio di problemi muscolari.

Altre due funzioni accessorie sono legate alla velocità: la velocità massima mostra infatti a schermo le punte raggiunte sul percorso, mentre la velocità comparata permette di capire in tempo reale se l’andatura che si sta tenendo sia in linea, al di sopra o al di sotto della propria velocità media. Su alcuni modelli di ciclocomputer è inoltre possibile memorizzare più profili utenti diversi (per il caso in cui a usare la stessa bici siano più persone) e impostare, prima della partenza, dei punti intermedi lungo il percorso (calcolati in base ai chilometri percorsi: ad esempio al 20°, al 30°, etc.), in modo da avere più punti di riferimento, con le relative misurazioni, nel caso in cui quello stesso percorso venga scelto più volte per i propri allenamenti.

Installazione

Per quanto, come detto sopra, il funzionamento di un contachilometri da bici sia in effetti una cosa concettualmente molto semplice, affinché il dispositivo operi al meglio è indispensabile seguire alcuni accorgimenti in fase di installazione del kit sul proprio ciclo. Per poter rilevare in modo preciso ciascun passaggio del magnete, è necessario innanzitutto che il sensore sia posto a una distanza quanto più possibile ridotta dal magnete stesso.

L’ideale sarebbe installare sensore e magnete in punti tali di forcella anteriore e ruota da far sì che i due elementi, senza ovviamente toccarsi, arrivino a operare solo a pochi millimetri di distanza. Non a caso alcuni dei modelli migliori tra quelli in vendita oggi sul mercato sono stati progettati in modo tale da consentire di disporre sensore e magnete a circa 2-5 millimetri l’uno dall’altro. È inoltre importante, nel caso in cui la trasmissione dei dati avvenga via filo, che lo stesso sia assicurato bene al tubo del telaio che collega manubrio e forcelle, in modo che non diventi d’intralcio durante l’impiego della bici.

Ma non è tutto: per poter misurare correttamente le distanze e i tempi, è necessario che il mini computer sul volante “conosca” con esattezza a quanto corrisponda la circonferenza della ruota. Solo così, a ogni giro della ruota stessa, potrà infatti assegnare una distanza di tot centimetri. Ora, alcuni modelli di contachilometri dispongono, nella manualistica a corredo, di tabelle che consentono di calcolare tale valore in rapporto al tipo di ruota montata, tabelle spesso reperibili anche nei negozi specializzati in cicli e relativa accessoristica.

In assenza di tale ausilio, basterà affidarsi a un metodo empirico piuttosto elementare: sarà infatti sufficiente segnare una tacca sulla ruota con una penna, in corrispondenza del terreno, e fare altrettanto su tale punto del suolo; fatto compiere un intero giro alla ruota, si segnerà una nuova tacca sul terreno nel punto in cui la rotazione viene completata. La distanza tra i due punti tracciati al suolo è pari alla circonferenza della ruota.

Consigli

Un minimo margine di errore, nel funzionamento del contachilometri, va comunque tenuto in conto, in quanto intimamente connesso all’utilizzo stesso della bici su vari tipi di fondo. Il maggiore o minore attrito prodotto infatti da una strada in asfalto piuttosto che da una pista in cemento, e lo slittamento cui la ruota è indotta in caso di fondo bagnato, altereranno lievemente le misurazioni del contachilometri.

Si tratta comunque, a ben vedere, di scarti minimi, e dunque non rilevanti. Nell’utilizzo della bici cui è collegato un contachilometri va inoltre ricordato sempre che questo tipo di dispositivo, per quanto costruito per un impiego sportivo, all’aria aperta, nasconde pur sempre le idiosincrasie e i problemi degli apparecchi digitali. Conviene pertanto prestare particolare attenzione in caso di pioggia scrosciante: non tutti i modelli in commercio hanno infatti una struttura impermeabile. Allo stesso modo, occorre evitare di lasciare la bici con il contachilometri sotto il sole: le alte temperature possono danneggiare la componentistica dell’accessorio.

Per quanto riguarda le pile grazie a cui il contachilometri funziona, quasi tutti i modelli impiegano una pila a bottone, anche se delle differenze sono ravvisabili in merito alla tipologia di pila adottata. La soluzione più gettonata, grazie alla maggior durata garantita da questo tipo di pila, è senza dubbio quella al litio, anche se alcuni kit prediligono una pila alcalina. Una pila al litio permette a un contachilometri da bici di operare per un lasso di tempo che va da uno a tre anni, evidentemente in rapporto all’utilizzo più o meno intensivo che si faccia dell’apparecchio. Come avviene per buona parte dei dispositivi digitali alimentati a pile, al momento della sostituzione della pila quasi tutti i contachilometri perdono purtroppo i dati in memoria: solo pochi modelli godono di una funzione tampone che consente di conservare le informazioni al cambio di pila.

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