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Condizionatore
di Valentina Massenti |
Sia l’estate che l’inverno, l’utilizzo di un condizionatore è oltre che utile, quasi indispensabile! Il refrigerio che si prova nel mese di agosto quando si entra in un appartamento dotato di condizionatore è una sensazione senza prezzo, assolutamente impagabile! Dunque con questa guida voglio indirizzarvi verso una scelta oculata e consapevole, cercando di fare anche un riferimento alle prescrizioni normative vigenti in materia.
A cosa serve il condizionatore
L’estate fa troppo caldo e l’inverno tropo freddo: questo è il problema che ogni anno, quando arriva il bel tempo o il cattivo tempo, affligge milioni di italiani. Come risolverlo? Solitamente le proviamo tutte: ad agosto andiamo al mare e cerchiamo un po’ di refrigerio, mentre l’inverno chi è fortunato può fuggire ai Caraibi, chi non lo è sopporta neve e gelo davanti al caminetto, oppure vicino al classico riscaldamento, che il più delle volte però non assolve a tutti i suoi doveri.
Lo strumento che riesce a porre una soluzione definitiva per entrambe le stagioni è il condizionatore. Il condizionatore è quella tipologia di apparecchio che permette di riscaldare o abbassare la temperatura di un determinato ambiente o stanza della vostra casa. Il suo funzionamento è abbastanza semplice: produce una differenza di temperatura che viene messa in circolo provocando l’innalzamento o l’abbassamento della condizione termica della vostra casa o dell’ambiente in cui viene messo in funzione.
A livello estetico, anche se esistono varie tipologie, sono più o meno tutti uguali: divisi fra unità interna ed unità esterna, collegate tra di loro con dei tubi di rame, e l’unità esterna viene anche collegata in modo elettrico. Ovviamente entrambe le unità sono dotate di tubi di scarico per la condensa, che inevitabilmente si forma durante il funzionamento della macchina. L’unità interna si differenzia per varie tipologie, infatti abbiamo:
- Quella a muro;
- A consolle;
- A pavimento;
- A cassetta;
- canalizzabile.
Quella a cassetta o a consolle è stata pensata per l’incasso nel controsoffitto, mentre quella canalizzabile in caso di presenza di condotti d’aria ed anemostati. Quello a muro è il tipico condizionatore da appartamento, con il pratico telecomando che permette di comandarlo a distanza: fresco e caldo a vostro piacimento e temperatura regolabile in ogni momento della giornata.
Storia del condizionatore
La storia del condizionatore è strettamente legata al ciclo termodinamico: negli Stati Uniti, intorno al 1911, fu in signor Willis Carrier a sfruttare ed impiegare per primo la trasformazione dei gas che avviene nei passaggi di stato, ottenendo sia il freddo che il caldo. Carrier lavorava come ingegnere alla Buffalo Forge Company, compagnia che diffondeva impianti industriali, termici e civili: dopo un anno di lavoro in questa azienda, gli venne affidato il compito di risolvere il problema del controllo dell’umidità nell’aria.
Solitamente, per ovviare a questa questione, veniva aumentata la velocità dell’aria, oppure si ricorreva all’aperture di finestre per contrastarla con una corrente opposta. Tuttavia l’umidità, presente non solo nei climi caldi, ma anche negli ambienti temperati (come i magazzini) portava ad un interruzione del lavoro e dell’attività giornaliera degli operai: quindi l’aria condizionata costituiva proprio una salvezza per vari ambienti. Carrier venne contattato per risolvere questo problema all’interno di una tipografia di Brooklin (New York), in cui la presenza di eccessiva umidità rendeva la carta inutilizzabile, quindi arrestava l’intero ciclo produttivo della stamperia stessa.
Attrezzato di vari strumenti e carte, il giovane ingegnere si mise subito al lavoro, fino a quando il 17 Luglio del 1902 Carrier mise appunto il primo progetto di un impianto di condizionamento dell’aria: il suo impianto, anche se risalente ad oltre cento anni fa, è più o meno simile agli impianti che troviamo in commercio ora, quindi molto moderno. Comunque la dicitura “aria condizionata” non risale a Carrier, ma ad un altro ingegnere, Stuart W. Cramer, che come il suo predecessore si interessò allo studio dell’umidità e del condizionamento dell’aria. Da allora questi impianti vennero installati più o meno ovunque, fino ad arrivare persino nelle sale cinematografiche: infatti proprio questo ambiente affollato, soprattutto l’estate, rendeva lo spazio invivibile.
Con un buon impianto di climatizzazione avvenne il boom del cinema, che nel 1925 registrò uno dei suoi periodi più favorevoli e proficui. Ora il condizionatore lo troviamo dappertutto: negli uffici, nei treni, sull’aereo, al supermercato, nei negozi.. Quindi con questa grande diffusione possiamo distinguerne varie tipologie e varietà.
Tipologie di condizionatori
Oramai tutti gli ambienti sono provvisti di condizionatore: gli appartamenti, i luoghi di lavoro, i negozi. Tuttavia questi variano per tipologia, in quanto gli apparati di condizionamento dell’aria possono essere suddivisi in due grandi famiglie: gli impianti a freddo, e quelli invece a pompa di calore. La differenza principale tra queste due categorie sta nel fatto che quelli a pompa di calore oltre a rinfrescare nei mesi estivi, riscaldano l’aria in quelli invernali, rendendo inverso il loro ciclo di funzionamento. Ancora, i condizionatori vengono divisi per la loro alimentazione e il loro funzionamento: esiste la variante “On-Off” e quella “Inverter”.
Queste due categorie differiscono per il fatto che i condizionatori On-Off raggiungono subito la massima potenza necessaria per il funzionamento, disperdendo tanta energia e consumando ovviamente di più, anche se il loro costo è meno elevato rispetto all’altra variante. Quelli “inverter”, infatti, costano un po’ di più ma utilizzano una particolare tecnologia, detta a modulazione, che raggiunge la potenza massima a poco a poco, consumando meno e risparmiando, ovviamente tanta energia. Un condizionatore classico, facente parte di qualsiasi di queste categorie, è formato principalmente da quattro parti fondamentali: il compressore, il condensatore, l’evaporante e l’organo di laminazione.
In più dobbiamo aggiungere a queste parti il gas, i più comuni sono l’R12, l’R22, l’R407 e l’R410, tutti a norma di legge eccetto i primi due, ormai fuori legge. Ovviamente esistono altri accessori che completano il condizionatore, come le valvole, le sonde, il telecomando, le schede elettroniche eccetera. Solitamente l’evaporante è separato dal resto della macchina, quindi l’unità interna e l’unità esterna sono quasi sempre separate, eccetto in alcuni rari casi, in cui vengono unificate.
Prescrizioni normative per i condizionatori
I condizionatori sono soggetti ad alcune prescrizioni normative che, seppur non chiaramente, ne vietano l’installazione in alcuni determinati luoghi o abitazioni. In realtà esiste un’imperante ignoranza in questo settore per quanto riguarda le leggi nazionali, fatta eccezione per alcuni articoli del codice civile che, in modo incerto, vietano l’installazione di questi apparecchi nelle facciate dei condomini, anche se queste leggi si prestano a numerose interpretazioni. Il motivo di tale divieto è puramente estetico, in quanto alcuni comuni ritengono aberrante la vista delle unità esterne dei condizionatori nelle facciate dei palazzi (ciò è a discrezione del vostro comune, non è una legge nazionale).
Oppure gli stessi abitanti del condominio possono decidere, di comune accordo e in assemblea, di vietare il posizionamento di tali unità all’esterno delle loro abitazioni, in quanto la presenza di questi renderebbe sgradevole la facciata del condominio stesso. Tuttavia questa questione è abbastanza discussa: infatti alcune persone devono utilizzare il condizionatore anche per motivi medici, di conseguenza l’abbellimento estetico (in questo caso) passa in secondo piano: un certificato medico risparmia le innumerevoli discussioni che ci potrebbero essere in merito. L’uso del condizionatore è legato alla legge 10 del 91’, e per i collegamenti elettrici alla 46 del 90’.
Tuttavia, sebbene il condizionatore sia formato da due macchine separate (unità interna ed unità esterna) per la legge è come se queste due parti si fondessero in un solo componente: di conseguenza il collegamento fra queste due parti non ricade nella normativa legislativa. Le principali norme in merito sono quelle che riguardano i requisiti di sicurezza ed ambientali, dall’installazione all’esercizio, dalla manutenzione all’utilizzo, dalla progettazione alla documentazione. Tra i migliori marchi di condizionatori: De Longhi, Vortice, Laminox, Sharp, Lg Electronics, Panasonic, Samsung, Samsung, Daikin, Zibro, Siemens, Toshiba, Bosch.
Condizionatore Pinguino Delonghi
Uno dei condizionatori più conosciuti e reclamizzati è sicuramente il “Pinguino”, messo in commercio dalla Delonghi, strumento dal rapporto qualità-prezzo molto buono. Alcuni pensano che, arrivati alle porte dell’estate, per sconfiggere l’afa e il caldo incessante siano sufficienti gelati, bibite ghiacciate o ventilatori più o meno potenti. In realtà questa è una pura e semplice illusione o il classico ragionamento di chi, forse per tirchieria, decide di non investire il suo denaro acquistando questo strumento utilissimo.
E’ giusto concedersi un lusso ogni tanto, no? Esistono due varianti di “pinguini”: uno è quello fisso, l’altro è portatile, provvisto di unità esterna di split. I punti di forza di questo strumento sono prima di tutto il timer, che permette di regolare la giusta temperatura a seconda di quella ce c’è all’esterno, e in secondo luogo il telecomando, che ci concede di accendere e spegnere l’apparecchio comodamente dalla nostra poltrona. Attraverso la funzione AUTO il Pinguino regolerà da solo la sua potenza e la temperatura più adatta all’ambiente che deve andare a rinfrescare, senza che l’utilizzatore intervenga su questa operazione.
Silenzioso, estremamente semplice da usare, assorbe circa 24 litri di umidità in 24 ore, funziona in modo ottimale e a tutela di ciò c’è la sua casa produttrice (Delonghi) leader del mercato italiano e simbolo di garanzia. Il costo? Ecco la parte dolente. In realtà rispetto a tutti gli altri condizionatori attualmente in commercio (forse di marche anche meno conosciute) il Pinguino ha un prezzo contenuto, se pensiamo alle sue funzionalità e caratteristiche. Ovviamente il costo varia di modello in modello, tuttavia se sarete fortunati e troverete qualche sconto riuscirete a pagarlo intorno ai 1000 euro, fino ad arrivare ad un tetto massimo di 1500. E’ logico che il prezzo salga in base alle caratteristiche richieste e, soprattutto, in base alla scelta di un modello fisso o portatile.
Condizionatore Samsung classe A
Questo tipo di condizionatore, appartenente al marchio onnipresente Samsung, si può definire un vero ritrovato tecnologico, funzionale e curato nei dettagli. Il modello Dual permette di mantenere un solo motore acceso ma rinfrescare contemporaneamente due stanze diverse: quindi questa caratteristica permette l’installazione anche per chi ha poco spazio disponibile all’esterno.
Per rendere minore l’emissione di anidride carbonica e risparmiare sui consumi, la Samsung applica sui suoi prodotti l’etichetta energetica, in questo caso la classe A: infatti la scala energetica si basa su una scala che va dalla A alla G, cioè da un consumo bassissimo a quello maggiore. In più questo condizionatore, nel pieno rispetto delle normative vigenti, utilizza dei nuovi gas ecologici (HFC), al posto dei classici gas HCFC, lesivi per l’ambiente. Questa nuova tipologia di gas sfrutta il cloro che non danneggia l’ozono, evitando che i buchi si allarghino e i raggi ultravioletti possano colpirci, causando problemi di ogni genere al nostro pianeta.
Questi gas possono essere utilizzati in tranquillità perché non sono infiammabili né tossici, permettono di raggiungere senza problemi le prestazioni massime di efficienza dell’apparecchio. Con la funzione Turbo, invece, è possibile aumentare il flusso di ricambio dell’aria del 10% in più, in quanto il ventilatore gira molto più velocemente che con l’impostazione classica, senza badare alla temperatura che è stata precedentemente impostata. Questa funzione rimane attiva per venti minuti, poi la macchina si riporta alle prestazioni normali in modo automatico; attraverso la regolazione notturna, inoltre, potrete impostare il vostro condizionatore per un funzionamento serale, garantendovi un sonno fresco e sereno, ad una temperatura costante. Il costo? Circa 1400 euro, per un gioiello tecnologico.
Come usare il condizionatore
Molti sono contrari all'aria condizionata, e magari sono quelli stessi che d'inverno pretenderebbero di avere in casa temperature sahariane. Non si capisce perché, una volta accettato il principio di modificare a nostro vantaggio la temperatura dell'ambiente in cui viviamo, si debba accettare il caldo e non il freddo. Dovrebbe essere, semmai, il contrario, visto che contro il freddo c'è una difesa, quella di coprirsi, mentre contro il caldo spogliarsi non basta. Ma più del caldo l'umidità: è questo elemento, infatti che ci da la sensazione di afa, impedendoci l'unica difesa naturale, la traspirazione, con la conseguente evaporazione del sudore, che sottrae gradi al corpo.
I condizionatori, raffreddando l'aria, condensano. espellendola, anche molta dell'umidità in eccesso. Sì, dunque, ai condizionatori, la cui reputazione è gravemente compromessa da colpe non loro. Molti malanni che la gente attribuisce genericamente ai condizionatori sono invece dovuti a scarsa pulizia degli impianti, soprattutto negli uffici. Ogni condizionatore è dotato di un filtro, che raccoglie e ferma le impurità dell'aria, tra cui microbi e batteri.
Molti di essi finiscono ibernati dalla bassa temperatura interna dell'apparecchio, ma quando il condizionatore viene spento e cessa di produrre freddo, si risvegliano e quando riprende a funzionare rientrano allegramente in circolazione. Il condizionatore, perciò, è pericoloso al momento della riaccensione, se i filtri non vengono puliti con regolarità e con cura. Il giorno più brutto è il lunedì, negli uffici, quando rientrano in funzione impianti centralizzati che restano spenti durante il fine settimana. |
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