Dissociatore molecolare

Il dissociatore molecolare smaltisce i rifiuti utilizzando un trattamento termo-chimico che scompone la materia organica trasformandola in gas. Questo tipo di gassificazione, avviene in una camera stagna che permette di controllare la quantità di aria introdotta.

Caratteristiche

In questo modo i rifiuti solidi vengono disgregati in syngas, un gas che può a sua volta essere usato come combustibile. Meno ossigeno viene introdotto, più syngas si otterrà dal processo. Il syngas prodotto ovviamente dipende dalle condizioni di gassificazione e dalle componenti chimiche dei rifiuti inseriti, e i suoi componenti principali sono monossido di carbonio, anidride carbonica, idrogeno e metano. L’idrogeno viene originato dal vapore acqueo prodotto dalla combustione e può essere incrementato iniettando acqua nella camera di reazione, formando così una vera e propria scissione termica dell’acqua in cui diminuisce la concentrazione di monossido di carbonio, incrementando quella di idrogeno.

Rispetto alla semplice combustione, questo processo può vantare un’efficienza energetica maggiore e viene quindi eletto a metodo sostitutivo preferito rispetto all’incenerimento a recupero energetico o alla combustione della biomassa a fini energetici; in più il syngas un elemento è molto più complesso e flessibile rispetto al semplice calore prodotto dalla tradizionale combustione.

Anche in questo caso va però sottolineato che l’energia che si ricava da un processo di questo tipo rimane comunque inferiore all’energia grigia dei rifiuti sottoposti, quindi non va assolutamente a sostituire la raccolta differenziata e il riciclo, ma piuttosto vissuto come una soluzione alternativa al trattamento di alcuni componenti non trattabili in altri modi.

Tipologie

Esistono diversi tipi di impianti atti a questo tipo di smaltimento, differenziati in base alle temperature di reazione. Ovviamente più è alta la temperatura (circa 1000°) più è rapido il processo, anche se le basse temperature (350°-360°) sono risultate essere più interessanti dal punto di vista dell’ambiente: la temperatura di reazione, infatti, favorisce la formazione di diossine, ma la presenza di idrogeno nella camera di combustione dovrebbe limitarne la formazione; in questo modo si eviterebbe la necessità di innalzare le temperature, diminuendo la formazione di particolato ultrafine, favorita anche dall’assenza di turbolenze che semplifica la depurazione del gas. In pià una temperatura meno elevata non consente l’evaporazione e in alcuni casi neanche la fusione della maggior parte degli elementi metallici e del vetro e di altri prodotti, limitando la formazione di particolato di metalli pesanti e permettendo la loro eventuale separazione dal resto delle ceneri.