Giannini (automobili)

La Giannini è una casa automobilistica specializzata nella preparazione ed elaborazione delle auto di serie di altri produttori. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello di auto d’epoca Giannini in base a criteri di qualità di investimento, prezzo e corretta informazione per il consumatore collezionista.

Giannini auto

Nata da un’idea di Domenico e Attilio Giannini nel 1921, a Roma, proprietari di un’officina meccanica che effettua riparazioni, la Giannini ha di fronte a sè un futuro costellato di successi. Già nel 1922, infatti, l’officina dei due fratelli entra nel circuito assistenziale dell’Itala; i due sono veri appassionati di competizioni automobilistiche, tanto che nel 1927 il marchese Pellegrini affida loro la realizzazione di una Itala Tipo 61, in previsione della Mille Miglia.

Dal 1930 in poi effettuano modifiche a freni, telai e motori delle Fiat Topolino, dando inizio ad una lunga carriera di rielaborazioni su vari modelli Fiat; si arriva persino al punto di identificarli con il marchio stesso. Nel dopoguerra producono un motore diesel a 3 cilindri con iniezione diretta, da usare su autocarri di dimensioni ridotte, dalla potenza di 40 Cv; la produzione pero’ non va benissimo, per cui i due fratelli ricominciano ed elaborare automobili nel 1948.

Il G1 di 750 cc è il primo motore prodotto completamente dai fratelli Giannini; nel 1949 riporta qualche ottimo risultato durante la Mille Miglia e successivamente viene trasformato in G2, un motore bialbero da 60 Cv; Berardo Taraschi lo utilizzerà con grandi fortune sulle sue Giaur fino al 1957. Nel frattempo grazie a piloti quali Baravelli, Leopardi, Cecchini e Gino De Sanctis (che diventerà poi famoso a Roma come preparatore agonistico) le Topolino elaborate dai Giannini continuano a riportare importanti vittorie.

Nel decennio che segue i due fratelli avviano officine, concessionarie e vendite per conto di terzi, ma i problemi non tardano ad arrivare: a causa di difficoltà economiche i Giannini decidono di separarsi per fondare due società autonome (Domenico fonda la Giannini Automobili S.p.A., mentre Attilio la Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A.).

La Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A. prosegue nell’attività di elaborazione auto, ma la concorrenza delle case produttrici di auto – che immettono continuamente sul mercato le loro versioni sportive – è spietata. La fine è vicina: l’attività di Attilio Giannini cessa infatti nel 1971. Prosegue invece quella del fratello Domenico con la sua Giannini Automobili: le officine e la rete commerciale vengono rese più capillari e funzionali, senza tuttavia che si rinunci del tutto all’ambito agonistico.

È lui ad elaborare la famosa Fiat 500 strappando l’attività alle Abarth (le classi 600 e 500 si dividono infatti con loro gli autodromi). Domenico Giannini si spegne il 16 marzo del 1967, stroncato da un infarto; gli subentra un “automane” professionista esterno alla sua società, Volfango Polverelli, che dopo poco tempo la rileva (nel 1973), finchè anche lui non scompare, nel 1984.

Nel 1985 l’attività di elaborazioni si chiude e iniziano i lavori sulle carrozzerie Fiat. Si personalizzano le estetiche di Tipo, Panda e Uno; ma ben presto anche questi lavori hanno fine e la società passa al settore di assistenza per auto speciali (vetture di servizio, auto blindate, flotte di grandi aziende).

Autore: Andrea Pilotti - Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2013

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