Carte da gioco
 

Carte da gioco

di Valeria Scotti

Da oltre mille anni, le carte da gioco sono apparse sulla scena del mondo ludico. In questa guida tratterò a fondo la maggior parte delle tematiche - dalle più curiose alle più interessanti - legate alla tradizione delle carte da gioco. Tipologie, distribuzioni geografiche, giochi per rilassarsi, divertirsi, e perché no, vincere!

Storia delle carte da gioco

Le carte da gioco nacquero in Cina intorno il X secolo dC, subito dopo l'invenzione della carta. Probabilmente i primi esemplari di carte non erano come quelle che conosciamo oggi, ma carte da domino, cioè carte che rappresentavano un lancio di due dadi. Le antiche carte cinesi avevano tre semi: Jian o Qian, Tiao, Wan. Qualche secolo dopo, anche presso gli Arabi giunsero le carte fino a espandersi in tutto il mondo occidentale. Ciò fu dovuto agli scambi nel campo commerciale che le popolazioni mediterranee intrattenevano con gli Arabi. Basto pensare che le carte da gioco, chiamate naibi, termine ancora in uso, derivano dall'arabo na'ib, cioè "deputato”.

I deputati infatti erano due figure del mazzo mamelucco, per la precisione il deputato del re e il deputato in seconda. Il più antico mazzo di questo tipo è oggi custodito nel Museo Topkapi di Istanbul, in Turchia. Era costituito da quattro semi e da quattordici carte per un totale di 56 soggetti. Si dice che l'Italia sia stato il primo paese europeo dove iniziò, nel 400, la produzione del tarocco ma è in Spagna che comparvero ufficialmente, per il mondo occidente, i primi mazzi di carte da gioco. La composizione del mazzo introdusse i personaggi illustrati sulle carte al posto della semplice descrizione a parole.

Il tarocco, che apparve nel Nord Italia, era formato da 78 soggetti. Nacque dalla fusione delle carte dei semi, i naibi, con 22 carte illustrate di origine locale. Il mazzo così composto venne denominato “trionfi”, ispirato probabilmente da un'opera di Francesco Petrarca, il De remediis utriusque fortunae. Tra le pagine di questa opera, infatti, il celebre scrittore dedicò il suo narrare ai giochi d'azzardo. Dal XV secolo, le carte da gioco ebbero sempre più successo e si diffusero velocemente in molte corti principesche raggiungendo pian piano tutto il continente europeo.

Elementi delle carte da gioco

In un mazzo di carte, ciò che risalta in un primo colpo d’occhio, sono le figure e i jolly ove presenti. Le illustrazioni di figure umane, infatti, spesso mostrano particolari interessanti. I personaggi possono avere una testa singola o doppia, possono apparire in pose differenti e con abiti vari. Anche i colori possono essere variegati, insieme ai semi e all’aspetto grafico. Tutti questi elementi, dunque, vanno a costituire ciò che è lo stile del mazzo. Possiamo suddividere l’immensa varietà di carte in due principali categorie: gli stili di fantasia e gli stili regionali. Le prime hanno illustrazioni sempre nuove, originali e lontane da una tradizione consolidata.

Le seconde, invece, presentano immagini simili a quelle dei primi mazzi da cui hanno preso vita e forma. Solitamente un mazzo di carte presenta 52 carte più una serie di jolly. Tipico esempio è un mazzo di carte francesi. Ma vi sono altri mazzi che posso variare dalle 32 alle 78 carte. I mazzi dei Paesi occidentali contengono sempre due tipi di soggetti, ovvero le carte numerali e le figure che presentano numerosi personaggi, ognuno diverso dall’altro. Tra le figure più conosciute ricordiamo un re, una regina, un cavallo, un fante. Proprio la grande varietà delle carte da gioco porta sempre più persone oggi a entrare nel magico mondo del collezionismo. Non vi sono regole precise nel collezionare carte da gioco.

Alcuni si interessano solo a uno o più soggetti mentre altri preferiscono possedere l'intero mazzo. Ci sono mazzi generici dai dorsi raffiguranti pubblicità, vedute turistiche; i tarocchi con stili classici e regionali; mazzi semi tradizionali con numeri o immagini, mazzi regionali utilizzati solo in alcuni Paesi del mondo. Le più amate dai collezionisti restano proprio le carte regionali. Le loro illustrazioni infatti risultano uguali da anni e propongono elementi della tradizione e della storia della regione o della città d’appartenenza.

Gli stili regionali

Le carte, sin dai tempi antichi, sono state un grande passatempo. I tarocchi e le altre carte riscossero da subito un successo comune, ma mentre il primo tipo di mazzo, abbastanza costoso, era preferito dai giocatori nobili, il popolino si serviva delle carte più economiche che permettevano giochi più semplici. Sebbene le carte più economiche avessero in comune alcuni schemi, di regione in regione ogni mazzo presentava una propria composizione anche a seconda dei giochi che si decideva di praticare.

Tutto questo portò ad una varietà di combinazioni che, nel tempo, divennero gli stili regionali che oggi conosciamo. Nel Nord Italia, ad esempio, si usa sia il sistema a 52 carte con valori da 1 a 10 e tre figure, sia quello a 40 carte con valori da 1 a 7 più tre figure. Nell’ Italia centrale e meridionale si usano invece sempre solo 40 carte. Spostandoci all’estero, la Spagna usa mazzi sia a 40 che a 48 carte. Quanto al Portogallo, i giocatori si servono di un mazzo a 40 carte, ma con alcune varianti rispetto a quello spagnolo. La lista completa sarebbe troppo lunga. Basta citare ancora che in molte altre regioni europee centrali e settentrionali, come la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, l'Ungheria, la Repubblica Ceca, si usano di solito mazzi con 32 carte, mentre la Germania meridionale, l’Austria e la Svizzera preferiscono quelli di 36. E’ facile notare differenze anche riguardo i segni dei semi. In Spagna, la forma di Denari, Coppe, Spade e Bastoni è poco stilizzata.

La Germania invece ha ormai adottato da molto tempo simboli che richiamano la vita rurale, ovvero Cuori, Foglie, Ghiande e Campanelli. La Svizzera ha accettato le Ghiande e Campanelli ma, rispetto alla Germania, ha aggiunto Stemmi e Rose. La Francia ha semi in forme stilizzate molto conosciuti anche da noi italiani: Quadri, Cuori, Fiori e Picche. Parliamo appunto del classico sistema di semi internazionale o, meglio ancora, francese. Quanto all’Italia, al Centro e al Sud le caratteristiche dei semi derivano dagli stili locali. Abbiamo dunque i semi di Denari, Coppe, Spade e Bastoni.

Produzione

In passato, la produzione delle carte da gioco avveniva in maniera interamente artigianale con una tecnica costosa che non consentiva la produzione di massa. Le carte, durante il loro lungo processo, venivano stampate con un metodo chiamato xilografia. Sui fogli di carta infatti venivano impressi i disegni attraverso delle matrici incise nel legno. Poi si passava alla colorazione a mano con tamponi imbevuti di inchiostro. I mazzi più economici venivano colorati solamente tre , massimo quattro colori.

Non si hanno notizie certe circa l’ evoluzione nella stampa delle carte almeno fino all’inizio del 1800. E’ in questo periodo infatti che appare la litografia, tecnica più economica rispetto alla xilografia Nel 1900 infine, si giunse all'introduzione della cromolitografia, tecnica che permise la produzione delle carte da gioco senza doverle poi colorare a mano. Il lungo processo produttivo nel mercato odierno inizia col scegliere il materiale più adatto: cartoncino o plastica. Le carte vengono impresse su fogli unici e successivamente sovrapposte da uno strato di vernice che dona loro luminosità e brillantezza.

Esistono poi prodotti HQ che, subendo trattamenti superficiali denominati calandratura e telatura, assicurano il massimo della resa proprio per un uso più professionale del mazzo di carte. I fogli, a questo punto, vengono tagliati in bande, ovvero risultano essere strisce verticali tagliate a loro volta in carte singole. Non meno importante, il processo finale di arrotondamento degli angoli per giungere alla tipica forma di rettangolo arrotondato. Ciò si rende necessario soprattutto per una ragione di maggiore praticità nel maneggiare il mazzo. L’ultimo passaggio vede il mazzo di carte da gioco avvolto in cellophan ed inserito nell'astuccio per essere poi distribuito e utilizzato da appassionati e intenditori dei giochi. Tra i produttori più famosi del mondo, l’Italia si difende bene grazie a dei nomi che hanno fatto la storia: Dal Negro, Modiano e Masenghini.

Regole comuni nei giochi di carte

Un gioco di carte è un qualunque gioco che necessita l'uso di carte da gioco, di qualunque tipo esse siano. Esistono alcune regole comuni ai vari giochi che bisogna rispettare. Prima regola fra tutte, i giocatori devono disporsi intorno a un tavolo dove poter posare le carte. La disposizione deve essere equidistante affinché i giocatori non possano vedere le carte altrui. La distribuzione delle carte può essere fatta in senso orario o antiorario. Occorre scegliere, tra i giocatori, quello che farà da mazziere con il compito di mescolare e distribuire le carte.

Tante sono le diverse tecniche per mescolare le carte, tutto sta nell’abilità manuale del prescelto. Il mazziere poi porge le carte a un altro giocatore a cui spetta il compito di tagliare il mazzo. Dopo questa operazione, la parte inferiore del mazzo sarà posta sopra a quella superiore. Quanto il mazziere distribuisce le carte, deve far in modo che le facce delle carte siano sempre rivolte verso il basso. Se una carta dovesse accidentalmente essere visibile a tutti, ogni giocatore può chiedere di procedere a una nuova distribuzione. Le carte possono essere distribuite come più si preferisce, una alla volta o in gruppi. In genere, una volta che si sono ricevute tutte le carte, è utile tenerle in mano in una posizione chiamata a ventaglio.

Il giocatore che riceve la prima carta della mano, deve iniziare la partita. Riguardo le regole del gioco, è sempre bene accertarne la conoscenza o proporre eventuali cambiamenti a inizio partita. Occorre tener conto anche della possibilità di infrazioni durante una partita. Infatti, un giocatore potrebbe liberamente decidere di infrangere le regole di un gioco, e in questo caso, barare. Il principio generale, nei giochi di carte, avverte che la persona che ha infranto una regola non dovrebbe mai beneficiarne. Quindi gli altri giocatori, quelli “puliti”, non dovrebbero avere conseguenze negative da questo gesto poco corretto.

I giochi piu' famosi

Tanti, tantissimi sono i giochi di carte. Ne citiamo brevemente alcuni tra i più apprezzati. Sono certa che, almeno una volta nella vita, vi capiterà di partecipare a tornei o a lunghe sfide!

  • Poker: gioco con le carte francesi basato sulla fortuna e sulla psicologia dei giocatori. Questi fanno delle scommesse - "nel piatto" - sulle combinazioni di carte da loro ricevute a inizio della partita. A fine partita, il piatto viene assegnato ai giocatori che posseggono la combinazione di carte di valore maggiore.


  • Scopa: gioco della cultura italiana che si pratica con un mazzo di 40 carte divise nei quattro semi conosciuti ovvero coppe, denari, bastoni, spade. La scopa presenta alcune varianti. La scopa semplice si può giocare in due, tre o in quattro giocatori. Lo scopone invece – famoso quello “scientifico” - si gioca in quattro giocatori.

  • Scala 40: gioco di carte con due mazzi di carte francesi. Il numero dei giocatori varia da un minimo di due a un massimo di cinque. Scopo del gioco è chiudere, cioè calare le carte – in partenza sono 13 - formando tris, quartetti o scale.

  • Uno: gioco di carte creato nel 1971. Si gioca con un mazzo di carte speciali. L'obiettivo finale è essere il primo giocatore che totalizza 500 punti. Questo gioco è distribuito in 80 Paesi nel mondo e ogni anno propone varie versioni dedicate, ad esempio, a personaggi dei fumetti.

  • Canasta: gioco di carte con 2 o 4 persone con 162 carte francesi. Una delle caratteristiche della canasta, a differenza degli altri giochi, è che lo svolgimento della partita deve avvenire in rigoroso silenzio. Non sono infatti ammesse comunicazioni tra i giocatori se non nel momento della chiusura.

  • Asso piglia tutto: gioco di carte molto diffuso soprattutto nel Sud Italia. Occorre un mazzo da 40 carte divise in 4 semi e si gioca da 2 a 4 persone. E’ uno dei giochi maggiormente preferito dai più piccoli che iniziano così a comprendere le caratteristiche delle carte da gioco. Scopo finale è prendere il maggior numero di carte possibili.
 
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