
La società Lottomatica, per conto dello Stato, gestisce il Lotto, o gioco del Lotto, sicuramente uno dei giochi d’azzardo a premi più diffusi in Italia, seguito da molti appassionati. Interessante studiare la sua etimologia, che ci riporta fino ai due probabili paesi originari: la Francia e la Germania.
In francese possiamo rintracciare in effetti il termine “lot” (che si traduce in italiano in “porzione” o “sorte”) e il verbo “lotir” (“dividere la sorte” o “assegnare la sorte”); in tedesco troviamo “loz” e in danese “lot”, entrambi derivanti dall’antico anglosassone “hlot”. Si presume dunque che il termine sia nato in Germania, per poi diffondersi, attraverso la Francia, in tutti gli altri paesi latini.
Caratteristiche del gioco
E’ possibile giocare al Lotto puntando su diverse ruote: Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, e la ruota nazionale. Le estrazioni vengono effettuate contemporaneamente, in queste città, ogni martedì, giovedì e sabato alle ore 20.00 e prevedono l’estrazione di cinque numeri, tra l’1 e il 90, per ogni ruota. Roma possiede la propria ruota e quella nazionale, che viene estratta appunto nella capitale. Si ricordi che non è possibile reinserire il numero, una volta estratto. Un’urna meccanica provvede a mischiare le palline numerate tramite dell’aria compressa ed è dotata di una nicchia rotante funzionale per catturare e posizionare all’estremità del contenitore le palline da estrarre. Chi gioca al Lotto è tenuto a scommettere sui numeri che usciranno su una singola ruota, su 2 o su tutte le ruote, fino ad un massimo di 10 numeri sulla stessa scheda. Si può puntare ad indovinare:
- l’estratto semplice: un solo numero, indipendentemente dall’ordine di estrazione.
- l’estratto determinato: un numero e la posizione di estrazione.
- l’ambo: si scommette e si vince con due numeri indovinati.
- il terno: tre numeri.
- la quaterna: si indovinano ben quattro numeri.
- la cinquina: cinque numeri.
Ma quanto si vince? La vincita è pagata a quota fissa, ma questo fattore dipende dal numero delle cifre indovinate, da cosa si è giocato e dai numeri messi in gioco.
Vincite e tassazione
Lottomatica, l’ente che gestisce ufficialmente il Lotto, prevede una vincita pari a 11,232 volte la quota giocata, e a questa cifra va applicata la trattenuta del 6%. Per tanto la massima vincita possibile lorda per una schedina è 6 milioni di euro. Si ricordi che la probabilità dell’uscita di un numero su una determinata ruota è di 1 su 18 (5/90).
Vincite record
Nel 2008 sono state effettuate ben 3 volte vincite superiori al milione di euro: era il 14 febbraio quando a Vernole (Lecce) è stata realizzata una cinquina da 3 031 250 €, mentre il 10 giugno una quaterna da 2 400 000 € veniva realizzata a Morgano (Treviso). Infine 3 062 375 € sono stati vinti a Siano (Salerno) il 10 luglio, grazie ad una cinquina. La cifra più alta mai vinta è di 3 069 500 € e risale ad una cinquina giocata nel gennaio 2007 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Si ricordino infine altre due vincite importanti realizzate, tramite cinquine, rispettivamente a Roma (nel settembre 2007) e a Surbo in provincia di Lecce (aprile 2005). Si vinsero 3 064 750 € nel primo caso e 3 062 250 € nel secondo.
Cenni storici
E’ il 1620 quando il Lotto trova una precisa regolamentazione nella città di Genova. Anche il periodo precedente però è costellato da una serie di esperienze simili che possono essere considerate come dei suoi “progenitori”. Nella città ligure, ad esempio, era già diffuso un gioco, basato su un sistema numerico, che prevedeva scommesse sulle elezioni dei senatori; a Milano, sin dal 1448, erano invece diffuse le cosiddette “borse di ventura”, anch’esse basate su scommesse. Certamente in tutta Italia questi sistemi di gioco si diffusero rapidamente ed ogni occasione pubblica era ritenuta adatta ad essere motivo di scommessa.
Il gioco non si diffuse però senza ostacoli: si pensi che a Genova nel 1588 esso venne totalmente proibito, tramite uno Statuto che vietava di scommettere sulla vita del Papa, dell’imperatore, dei re, dei cardinali, sulle prestazioni degli eserciti, sui conflitti, sui matrimoni, sull’elezione dei dogi e persino sulla peste. Dopo il 1600 in quasi tutti gli Stati Italiani, ed in particolare nello Stato Pontificio, il Lotto veniva criticato, per motivazioni morali, tanto che il papa Benedetto XIII minacciò la scomunica per chiunque prendesse parte a tale attività. Solo il papa successivo, Clemente XII, lo ritenne nuovamente lecito, fino ad arrivare a Pio VI che nel 1785 decretò la destinazione del Lotto a favore delle opere pie. Una specificazione particolare merita Venezia, città nella quale il Lotto comparve solo nel 1734, sotto l’egida del Governo della Repubblica.
Pian piano questo gioco si diffuse in tutta la penisola e si riuscì a regolamentarne il funzionamento: furono soprattutto le autorità pubbliche che gestirono la questione e monopolizzarono il Lotto, a causa delle ingenti entrate che riuscivano ad ottenere da esso. Iniziarono a nascere le ruote (nel 1863 esse fecero la loro comparsa, nel numero di sei: Firenze, Torino, Milano, Napoli, Palermo e Venezia) che pian piano crebbero di numero: dopo che Roma fu annessa all’Italia nel 1871 venne aggiunta una ruota, mentre Bari entrò nel sistema nel 1874. Era il 1939 quando il Lotto veniva giocato su 10 ruote, con l’aggiunta di Cagliari e Genova; solo nel 2005 venne ideata la Ruota Nazionale, precisamente nella data del 4 maggio. Oltre all’evoluzione delle ruote è d’obbligo citare anche i cambiamenti delle modalità di estrazione: se in passato esse erano solo due o tre all’anno, divennero quindicinali agli inizi dell’ 800, per poi raggiungere la frequenza settimanale nel 1871. Solo nel 1997 si iniziò ad estrarre 2 volte a settimana.





Loading...