Girocollo
 

Girocollo

Modernariato

di Samantha Scaloni

Quante volte avete sognato che quell'uomo in smoking stesse sfiorando proprio il vostro collo per poi agganciare con assoluta destrezza le due estremità del girocollo più incantevole che abbiate mai visto? E quante altre volte, invece, vi siete rese conto che intorno al vostro, di collo, non c'era altro che una sciarpa di lana e di fronte a voi nessun principe azzurro, ma il solito spot pubblicitario di una nota marca di gioielli che spezza il telefilm di fronte al quale, ogni sacrosanto lunedì sera, vi rimpinzate di popcorn e patatine alla paprika?

Ode al girocollo

Se le due opzioni combaciano ed una segue l'altra è il segnale che qualcosa deve cambiare: non il consuetudinario appuntamento con la serie tv, ormai sacro quanto una riunione di famiglia. E nemmeno i popcorn e le chips che fanno tanto Bridget Jones.piuttosto, via la sciarpona e correte di fronte allo specchio. Vedete che bel collo? Perché non valorizzarlo con un meraviglioso gioiello che vi omaggi della regalità e dell'eleganza di una vera imperatrice? Perché non diventare voi stesse le protagoniste di quel bellissimo spot televisivo?

Prendete per mano il vostro fidanzato / marito / convivente / amante e, con l'abilità persuasoria che solo le donne hanno e sanno usare, fatevi regalare un magnifico girocollo che saprà valorizzare il vostro charme ed il vostro decolleté: non ve ne pentirete.gli occhi del mondo saranno tutti su di voi! (Qualora facciate parte della nutrita schiera di rampanti single, non disperate, anzi: correte al più vicino gioielliere e fate da voi. Un gioiello è un incantesimo, una magia d'amore: chissà che quel cavallo bianco che vedo laggiù non stia correndo proprio nella vostra direzione.)

Un girocollo, tanti perché. Per chi ha il seno piccolo questa diabolica e perfettissima invenzione, insieme ad una giusta (ma mai volgare) scollatura è la soluzione migliore: lo sguardo viene catturato dallo scintillio, il resto passa in secondo piano. Ottimo espediente anche per le prosperose, anche se per il motivo opposto. Un decolleté di tutto rispetto va necessariamente valorizzato ed esaltato con un gioiello al collo: non farlo, sarebbe un oltraggio ed un affronto alla natura che tanto vi ha concesso! Non troppo vistoso però, sennò si rischia l'effetto barocco.

Via libera alle more, castane, rosse e bionde, naturali e non, che troveranno nel loro girocollo del cuore un amico che seguirà, accenderà e scalderà i colori e le tonalità del loro viso. Nessun problema nemmeno per le spilungone che col bagliore di un collier si sentiranno come incantevoli fate nella notti di luna piena ed inizieranno a brillare di luce propria.

Ok anche per le minutine che vedranno aumentare il numero di pretendenti ed ammiratori del loro decolleté. Qualora ossessionate dalla statura, puntare su un altro tipo di decolleté.da preferire il tacco 8. Magari 10. Meglio 12.
Per concludere, semaforo verde sia per le donne in soprappeso che per quelle magroline. D'altronde la taglia del girocollo è unica. Un sollievo, no?

Girocolli famosi

Il girocollo ha fatto letteralmente girare la testa a star del piccolo e grande schermo. Pensiamo ad esempio a Marge Simpson che non lascia mai a casa il suo collier di perle. O a Wilma Flinstones che non esce mai di grotta senza il suo girocollo di pietre. Ma arriviamo alle dive in carne ed ossa.

Strepitoso il collier indossato dalla ciociara hollywoodiana Sophia Loren in occasione di un evento di beneficenza presso il St. Regis Hotel di New York: un girocollo Damiani da 1352 diamanti per un totale di ben 81 carati. O quello in oro bianco indossato da Gwyneth Paltrow: brillante come e più di tutte le stelle del firmamento. Per non parlare di quello che ornava il collo di Claudia Cardinale: tutto trapuntato di perle di Tahiti.

Tra le più giovani del jet-set internazionale, ecco Keira Knightley che, candidata come miglior attrice protagonista per "Orgoglio e Pregiudizio" agli Oscar 2006 ha scelto il gioiello più bello tra quelli visti sul red carpet: un collier Bulgari in oro del 1960. Un primato di tutto rispetto che certamente rivaleggia con il girocollo di diamanti da 85 carati in tre file, con cui Chopard ha avvolto il collo di Naomi Watts in occasione della notte degli Oscar appena trascorsa.

Ha davvero esagerato, invece, Cameron Diaz presentandosi sul red carpet con quasi due milioni di dollari di gioielli di Cartier indosso, conquistandosi il podio ed il record della parure più costosa.
Per comprendere fino in fondo la passione delle donne per il girocollo, guardiamoci alle spalle, facciamo qualche passo indietro e approdiamo negli anni '50/'60 dove il glamour e la dolce vita rivestivano l'intero globo terrestre di uno scintillante e quanto mai prezioso velo incantato.

Da Marilyn Monroe a Audrey Hepburn, passando per Anna Magnani e Greta Garbo, ogni diva è andata almeno una volta in visibilio per un collier di Swarovski che, una volta indossato, creava intorno al viso un'aura angelica e soprannaturale. Ed ecco che i vari Cooper, Bogart e Mastroianni crollavano inermi di fronte a tanto fascino e tanta armonia di forme.

Tanto per tornare ai giorni nostri, erano Swarovski anche quelli indossati da Nicole Kidman nel film Moulin Rouge, attrice nota per la sua allure regale e raffinatissima.
Anche lei, evidentemente, jewel-addicted.

Tipologie, materiali e novita'

Tanta strada ha fatto la moda. E con lei tutto ciò che ruota intorno ad una donna, gioielli compresi. Il girocollo, poi, si evolve e si rinnova ogni stagione, ogni anno. Ogni epoca. Basti pensare ad Hook, la collezione proposta dall'azienda francese Face à Face che oggi offre porta-occhiali gioiello, un must in America, ricercatissimo tra le più famose dive fashioniste di Hollywood. Raffinati collier funzionali e multiuso: in argento massiccio con perle e vetro, cuio e silicone, ambra, agata, onice, madreperla e persino in acetato, la versione più trendy.

Dunque ce n'è per tutti i gusti. Il diktat è: assecondare la nostra personalità, le nostre sfumature, seguire la nostra scia più luminosa.

Che vogliate abbinarlo al materiale e al colore dell'abito che indossate, che intendiate puntare su qualcosa di unico ed irresistibile o, al contrario, su qualcosa di semplice e discreto, un girocollo sa adattarsi a voi e sa seguire le vostre forme.

I vostri cambiamenti. Di umore. Di colore. Di vita.
In commercio ce n'è di tutti i tipi, addirittura alcuni gioiellieri realizzano pezzi esclusivi su richiesta. Ad ogni modo, qualora non vogliate eccedere nella spesa, affidatevi alle tante proposte delle migliori marche.

Potrete sceglierlo di qualsiasi materiale, forma e foggia, dall'oro bianco al giallo, passando per gli ornamenti di diamanti o pietre superpreziose, fino ad arrivare alle classiche ed intramontabili perle, un vero passe-partout per qualsiasi occasione: dal cocktail alla serata di gala.

Da sottolineare che per essere eleganti, raffinate ed uniche, non è assolutamente necessario dare fondo ad ogni risparmio, anzi. Potete puntare sulla bigiotteria, sull'argento, sull'etnic style o su pietruzze non proprio verissime. Addirittura il ciondolo di sempre, magari riattualizzato da un cordoncino in caucciù o una collanina in argento, può richiamare una luce nuova e stregare la luna stessa. E, di certo, parlerebbe più di noi (e per noi) quel vecchio bijou che qualsiasi altro monile fresco di gioielleria.

Dove acquistare

Se capite che ciò di cui avete più bisogno è un girocollo (per un'amante del bello trattasi di un'eventualità tutt'altro che improbabile!) da indossare ed esibire, con cui spezzare cuori su cuori e far morire d'invidia le altre, presentatevi di buon'ora (ci sarà l'imbarazzo della scelta e sarete talmente tentate dal provare ed indossare tutto, che perderete la concezione del tempo,e vi ricordo che la maggior parte dei negozi chiude alle 20!) presso il miglior gioielliere-orafo.

Certo, potrete trovare molte offerte anche nel web, ma che gusto c'è nell'acquistare qualcosa di così prezioso, intimo e personale senza la possibilità di sfiorarne i materiali, apprezzarne i colori, confrontarne i modelli ed innamorarsi delle forme?

Consigli per gli acquisti: migliori marche

Per quanto riguarda le aziende produttrici, c'è solo l'imbarazzo della scelta: partendo da tutte quelle griffe regine del fashion look e dell'haute couture che sono scese in campo anche a livello orafo (parliamo di Chanel, Gucci, Dior Joiellerie, Dolce e Gabbana e molti altri) fino ad arrivare agli ultimi marchi giovani come Dodo, Pomellato e Bliss.

L'Italia, da sempre cultore ed intenditore del bello e dell'eterno, è un'ottima vetrina per emergenti designer che sapranno accarezzare con delicatezza ed eleganza il vostro palato gioiellifero. Qualora invece non vogliate puntare su esemplari e modelli innovativi, lasciatevi cullare ed incantare dai prodigi orafo-pirotecnici offerti dalle quattro meraviglie del mondo, in ordine alfabetico: Bulgari, Cartier, Chopard e Damiani.

Affidandovi alle loro sapienti mani vi sembrerà che il paradiso sia sceso in terra.

Non dimentichiamo l'alternativa vintage che può costare meno (o anche più!) di un qualsiasi pezzo di fine gioielleria: spesso il girocollo trovato nel baule della nonna, quello scovato nei mercatini o, addirittura, quello acquistato tra le collezioni che rivisitano modelli antichi, vale (anche a livello affettivo) molto e molto di più di qualsiasi altro pezzo nuovo e fresco di negozio.
E straordinariamente forte sarà il rapporto che instaureremo con lui, unico e rarissimo tesoro.
Al mondo solo e soltanto per noi.

Quando la cultura ruota intorno al collo: la donna-giraffa

Sembra quasi una di quelle leggende che parlano di mondi lontani da noi, isolati nel tempo e nello spazio, magari relegati a qualche periferia marziana. Eppure le donne-giraffa esistono davvero.

Abitano le sponde del fiume Inle, famoso anche per i pescatori che remano con un piede, al confine tra Birmania e Thailandia. Piccole di statura e dal collo lunghissimo, devono la loro particolare conformazione fisica ad una cerimonia. Un rito di iniziazione che, tra danze e canti, costringe ogni bambina di 4/5 anni del villaggio ad indossare un collare di circa tre chili intorno al collo. Ogni due anni gliene verrà aggiunto uno.

Ed è proprio a causa del gravoso peso delle spirali che il collo inizia a deformarsi (allungandosi fino a raggiungere una lunghezza di 25/30 cm) e la cassa toracica tende ad abbassarsi. Ovviamente sono limitati i movimenti del collo costretto in questa morsa (di una decina di chili) e per favorire la circolazione del sangue è obbligatorio un massaggio quotidiano a gambe e braccia.

Una volta che i muscoli si sono completamente atrofizzati, il collo non sarà più in grado di sorreggere il peso della testa tanto che se venisse rimosso il collare, la donna sarebbe condannata ad una morte per soffocamento: la testa, infatti, cadendo in avanti, arresterebbe la respirazione.

Una tradizione antichissima che molti hanno cercato di spiegare: "una punizione per le adultere" attestano alcune fonti; "una difesa dalle tigri assetate di sangue", dichiarano altre. Alcuni studiosi affermano che gli uomini ricorrerebbero agli anelli per rendere le proprie donne meno appetibili agli occhi di eventuali rivali; altri, al contrario, che non sia altro che un'ostentazione della propria ricchezza ed un modo per ottenere maggior rispetto.

Quello di cui possiamo star certi è che non si tratta di un'attrazione circense per attirare turisti e tour operator, ma una pratica culturale che identifica quella specifica popolazione.
Se pensiamo che oggi, nello stato di Myanmar essere una donna-giraffa è considerata la migliore opportunità di lavoro a disposizione, la nostra concezione di girocollo, ninnolo vezzoso e talvolta costosissimo che brilla al ritmo di " Diamonds are a girl's best friends", crolla nella più miserabile ed umiliante mortificazione.

E forse ecco perché, quella delle donne-giraffa, continua a sembrarci una di quelle leggende che parlano di mondi lontani da noi, isolati nel tempo e nello spazio, magari relegati a qualche periferia marziana.

Collana Dalia



Pensare all’arte dell’oreficeria legandola inestricabilmente a gemme e metalli preziosi è come negare il valore dell’arte ad una serie di sperimentazioni con materiali del tutto diversi servendosi però della tecnica più antica. Nel 1984 ci prova lo scultore olandese Gijs Bakker, con la sua collana Dalia, prodotta in plastica, metalli e altri materiali sintetici intarsiato con petali di fiore su motivo a spirale. Nel 1985 costava 167.600 lire.

Collana d’argento Viviana Torun



Se fino agli anni Sessanta i gioielli per definizione erano solo d’oro e preziosi, in quegli anni interviene il design a rivoluzionare il panorama. Sceglie l’argento e le pietre dure, linee pulite e minimali, per un’eleganza discreta e non ostentata. La tendenza si diffonde dai paesi nordici, dove Viviana Torun Bulow-Hube disegna una collana in argento e quarzo, che costava 5.062 lire.

 
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