
Una volta al mese ogni donna in età fertile deve fare i conti con il proprio ciclo mestruale. In questa guida farò il punto della situazione sui tanto discussi assorbenti interni, una grande invenzione per le sportive e più in generale per tutte le donne che non vogliono sentire gli scomodi fastidi che a volte provocano gli assorbenti tradizionali.
- A cosa servono
- Come sono fatti
- Tipologie
- Consigli per un utilizzo corretto
- Reali pericolosità e polemiche
A cosa servono
L’assorbente interno è un piccolo e stretto dispositivo atto ad assorbire il sangue del flusso mestruale, solitamente è principalmente composto di cotone o di altri materiali assorbenti, come ad esempio il Rayon. È indiscutibilmente molto comodo rispetto a quello esterno, che se mal attaccato agli slip può provocare scomode pieghe tra i vestiti, pruriti e fastidi. Inoltre si presta certamente di più ad essere usato per lo sport, per andare al mare o in piscina, o per fare qualsiasi attività particolarmente movimentata. Infatti ha la caratteristica fondamentale di rimanere, una volta inserito, molto fermo e si ha la sensazione di non averlo indosso. È poi molto discreto: gli altri non si accorgeranno della sua presenza ed essendo interno, lascia molto meno traspirare gli odori.
Originariamente il tampone era nato, intorno al XIX secolo, come antisettico trattamento medico per il sanguinamento causato dalle ferite di guerra, in particolare dalle pallottole. L’idea di utilizzarlo come assorbente interno per il flusso femminile venne nel 1929 al dottor Matthew Martin, americano originario del Maryland, che nel 1931 depositò il brevetto del primo tampone con applicatore e cordicella per la rimozione. I primi esemplari vennero commercializzati dalla Tampax nel 1936 ma solo nel 1974 si ebbe l’evoluzione moderna di questo tipo di assorbenti. Infatti il dottor Kermit E. Krantz brevettò il tampone espandibile.
Ai giorni nostri è ormai divenuto un oggetto di cui molte donne non sanno fare a meno e sono molte le ditte che in tutto il mondo commerciano questo tipo di prodotto (anche se in Italia il mercato è ancora quasi del tutto monopolizzato da un paio di marche). Ne sono nati moltissimi tipi differenti, per grandezza, capacità di assorbenza, forma dell’applicatore (alcuni addirittura non lo hanno) e materiali di composizione. Ma vediamo adesso più approfonditamente la composizione e la struttura di questi piccoli assorbenti.
Come sono fatti
Gli assorbenti interni sono composti essenzialmente di fibre di cellulosa (come il Rayon), viscosa o cotone, sono decisamente sconsigliati dunque a chi soffrisse di allergie a questi tipi di fibre. Questi materiali vengono poi trattati in un processo di sbiancamento, che le maggiori ditte produttrici assicurano essere dovuto esclusivamente alla necessità di eliminare le impurità delle fibre e rendere il prodotto migliore, utilizzando una minore quantità di materia prima e salvaguardando così l’ambiente. La lunghezza degli assorbenti può variare ma la forma è essenzialmente la stessa: quella di un cilindro arrotondato.
Sono incartati singolarmente, insieme all’applicatore, in confezioni di plastica per garantire una migliore pulizia al prodotto sebbene non sia sterilizzato. Ognuno di essi ha poi una cordicella che dopo l’applicazione deve rimanere esterna per poter rimuovere poi l’assorbente, quando ce ne è bisogno, in maniera più comoda e rapida.
Gli applicatori aiutano la donna ad inserire l’assorbente senza usare le mani, riducendo così il rischio di introdurre batteri che potrebbero provocare arrossamenti, irritazioni o vere e proprie infezioni. Questo strumento è solitamente di carta o plastica ed è costituto da un tubo più grande e uno più stretto, quello maggiore ha una superficie liscia e ha una punta arrotondata per un inserimento più agevole. Il meccanismo su cui si basa è di tipo telescopico – cioè il funzionamento è dovuto a due elementi di forma tubolare che scorrono uno dentro l’altro. Esistono poi degli applicatori che hanno una forma a stella che si apre su una fine rotonda.
Il tampone va inserito nel tubicino più grande (dove c’è l’apposito spazio) e la parte finale aperta dell’applicatore va posizionata e trattenuta nella vagina, si inserisce a questo punto il tubicino più piccolo e si fa scorrere con le dita dentro il tubo grande permettendo così al tampone di inserirsi correttamente nella vagina. Successivamente vanno rimossi i due tubicini, che se fatti di carta possono anche essere gettati nel Wc.
Per chi ha più dimestichezza con questo prodotto, e lo usa magari già da diverso tempo, esistono anche assorbenti interni senza applicatore che semplicemente si scartano e si inseriscono utilizzando esclusivamente le dita.
Tipologie
Esistono assorbenti per ogni tipo di flusso e la loro dimensione varia proprio in relazione al loro grado di assorbenza. Questa è sempre indicata sulla confezione, di solito con diciture del tipo: mini, regular, super, ultra, di comune uso e diffusione anche per gli assorbenti esterni. A volte, a seconda della tipologia, cambia anche la dimensione dell’applicatore, che naturalmente si deve adattare alla grandezza del tampone. Ecco uno specchietto riassuntivo dei vari tipi di assorbenze:
- Mini: Vengono usati per flussi molto leggeri e per questo sono piccoli e hanno anche un applicatore di misura molto ridotta. Possono assorbire fino a 6 grammi.
- Regular: per i flussi medi, spesso usati nei giorni intermedi del ciclo mestruale. Sono in grado di assorbire dai 6 ai 9 grammi.
- Super: Ideali per le donne che hanno un flusso abbondante. Il grado di assorbenza oscilla tra i 9 e i 12 grammi.
- Ultra o Super Plus: per chi ha un flusso decisamente abbondante, indicati soprattutto per essere utilizzati nei primi due giorni del ciclo. Assorbenza tra i 12 e i 18 grammi a seconda delle marche.
Quelle indicate sono le classificazioni più usate sul mercato, ma ogni ditta le varia a seconda del proprio catalogo di prodotti, eliminando alcuni gradi di assorbenza e magari aggiungendo alcuni più adatti al mercato in cui devono essere venduti. Ad esempio negli Stati Uniti sono molto diffusi i tamponi di assorbenza Mega, che corrisponde a 19 grammi o più.
Se avete bisogno di qualche consiglio su quale grado di assorbenza scegliere per il vostro ciclo mestruale, molti siti delle ditte produttrici mettono a disposizione alcuni test da poter fare on-line. Alla fine di poche brevi domande sull’età, la frequenza e l’intensità del ciclo, lo stile di vita e l’eventuale fuoriuscita di perdite nell’ultimo utilizzo di un assorbente interno, verrà fuori il tipo di tampone giusto.
Consigli per un utilizzo corretto
Un corretto utilizzo degli assorbenti interni è essenziale per evitare di incorrere in fastidi o problemi, che in rarissimi casi posso divenire anche seri. Qui vi darò alcuni suggerimenti, ma poi è d’obbligo leggere con attenzione il foglietto illustrativo che ogni confezione contiene al suo interno.
Innanzitutto il tampone va inserito del tutto nella vagina, ad eccezione della cordicella che, come già detto precedentemente, ha la funzione di far rimuovere l’assorbente rapidamente e semplicemente tirando. Prima di iniziare l’inserimento lavatevi abbondantemente le mani, poi è consigliato mettersi, almeno per le prime volte in cui si adopera, in una posizione comoda che sia essa distesa o in piedi, in modo da rilassarsi e non contrarre i muscoli e dunque rendere più difficoltoso il tutto.
Cosa importante poi è che il tampone deve essere sostituito, o comunque rimosso, al massimo dopo 8 ore dall’inserimento (possibilmente anche molto più frequentemente) e se si ha un flusso particolarmente abbondante o nel caso non si possa sostituire spesso il tampone, per evitare fastidiose perdite, è consigliabile indossare anche un salva slip. Potete andare tranquillamente in bagno anche indossando un assorbente interno, l’unica accortezza è semplicemente quella di spostare la cordicina avanti o indietro. Se inserito correttamente esso non scivolerà via da solo, infatti i muscoli della vagina, che sono molto elastici, gli permetteranno di rimanere ancorato e inoltre assorbendo il flusso mestruale ne permetterà e favorirà la continuazione.
Un altro consiglio che danno tutte le ditte produttrici di tamponi è quello di usarne uno con un grado di assorbenza in meno rispetto a quello del proprio flusso, o comunque al limite, e di non usarlo in nessun caso al di fuori delle mestruazioni, né per assorbire fastidiose perdite né in previsione dell’arrivo del flusso. È consigliabile infine, almeno una volta al giorno (la notte potrebbe essere il momento più consono), usarne uno esterno.
Reali pericolosità e polemiche
Qualche anno fa girava per mail una specie di catena di Sant’ Antonio che riguardava proprio la pericolosità nell’usare gli assorbenti interni. In questi casi non si sa mai se credere all’attendibilità della presunta dottoressa firmataria del documento o se pensare piuttosto di essere incorsi nell’ennesima bufala via web. Comunque in questa mail si diceva che le maggiori marche di assorbenti interni utilizzano nei loro prodotti sostanze altamente pericolose per la salute delle donne, che sarebbero la causa principale della diffusione sempre più estesa di tumori alla cervice e all’utero.
Nello specifico si parlava soprattutto di Rayon, sostanza presente in quasi tutti i tamponi che serve a renderli assorbenti, e Diossina per sbiancare, oltre ad alcuni casi in cui si sarebbe registrata traccia anche di amianto allo scopo di rendere più forte il flusso mestruale e dunque far consumare un maggior numero di tamponi. Queste notizie sembrano essere state smentite più volte, rimane comunque il dubbio che in effetti inserire un oggetto esterno in una parte così delicata del corpo femminile possa quanto meno essere poco naturale e comportare qualche rischio in più.
Al di là delle polemiche però è comunque da segnalare che l’uso di questo tipo di assorbenti può, esclusivamente in rarissimi casi, causare la Sindrome da Shock Tossico, nota come TSS, malattia causata da un infezione batterica (precisamente quella dello Staphylococcus aureus presente normalmente nella vagina) che in casi estremi può portare addirittura alla morte. I sintomi che possono presentarsi, durante il ciclo o subito dopo, sono: febbre molto alta, diarrea, eritemi, irritazioni cutanee, senso di vertigini e svenimento. Non è detto che essi si presentino tutti insieme e che siano facilmente riconoscibili, dunque se sospettate una possibile TSS, rimuovete subito il tampone e rivolgetevi ad un medico. Ci tengo a precisare che eliminando l’utilizzo di assorbenti interni anche il rischio di TSS mestruale è del tutto eliminato.



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