Usarli con parsimonia deve essere la parola d’ordine. Molto spesso se ne abusa e si utilizzano senza le precauzioni dovute. Ecco cosa sapere per evitare di incorrere in effetti indesiderati per la nostra salute e quella delle piante.

Cosa sono

Gli insetticidi sono composti chimici utilizzati per eliminare insetti di vario genere. Chi di voi non ne ha mai fatto uso almeno una volta nella vita?. Non è detto che utilizzino gli insetticidi solo le persone che hanno una campagna o un giardino con alberi da frutto; anche la salvaguardia di una pianta da appartamento o del nostro balcone può richiedere l’utilizzo di un insetticida, perché anche queste possono ammalarsi. Sovente ci capita di veder morire le nostre piante, spesso senza capirne il motivo, benché curate con amore.

Con un po’ di informazione, scopriremo a riconoscere insetti e malattie che possono colpire le nostre piante e a studiarne le migliori strategie di prevenzione e, quando è troppo tardi, operare con soluzioni drastiche. L’insetticida è una di queste soluzioni. Si raccomanda di utilizzarlo solo in casi estremi e quando le colonie di insetti che hanno attaccato la nostra pianta sono troppo numerose per provvedere con una soluzione meno aggressiva di quella chimica.

Gli insetticidi agiscono con diverse modalità: per ingestione, per contatto e per fumigazione. L’azione per ingestione avviene attraverso una forma di intossicazione alimentare; l’azione per contatto invece, avviene attraverso il tessuto; per fumigazione il prodotto si diffonde come vapore attraverso le vie respiratorie dell’insetto. Relativamente all’azione per contatto, questa può avvenire sia direttamente, uccidendo cioè gli insetti all’istante, oppure per contatto residuo, cioè attraverso un’azione più lenta che avviene dopo aver applicato l’insetticida sulla pianta.

All’avanguardia sono le ultime generazioni di insetticidi , definiti “sistemici” perché agiscono direttamente dall’interno della pianta. Quando l’insetto succhia la linfa muore perché ingerisce una notevole quantità di prodotto chimico che, assorbito dalle foglie, viene trasportato attraverso la linfa in tutta la pianta. Ma non temete per la vostra pianta preferita! A tal proposito, necessita una precisazione. Fermo restando che gli insetticidi sono composti chimici tossici per l’uomo, le piante e l’ambiente, è bene ricordare che tutti i prodotti fitosanitari (cioè quei prodotti che proteggono le piante dai parassiti) non vengono mai utilizzati allo stato puro. Il principio attivo infatti, è miscelato con altri componenti ed è utilizzato in quantità minime, letali solo per gli insetti ed altri parassiti, ma non per le piante o per l’uomo.

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Quando e come utilizzarli

Anche se poc’anzi abbiamo affermato che le quantità di principio attivo contenuto negli insetticidi non è letale per l’uomo, è opportuno sottolineare che possono essere comunque nocivi se non si seguono alcune precauzioni. Gli insetticidi si vendono dal fioraio oppure presso negozi specializzati e devono essere utilizzati solo se strettamente necessario. Molto spesso infatti, degli insetticidi se ne abusa e li usiamo a livello preventivo.

Mai cosa più sbagliata. Non essendoci parassiti l’effetto dell’insetticida è nullo, e abbiamo solo disperso nell’ambiente vapori chimici. Utilizziamo quindi i prodotti firosanitari solo quando siamo sicuri di essere in presenza di parassiti e quando abbiamo individuato il tipo di insetto che ha attaccato la nostra pianta. Non tutti gli insetticidi infatti agiscono in modo indiscriminato sui parassiti; molti fitosanitari sono praticamente inefficaci contro alcune specie di insetti. Prima di acquistare il prodotto quindi, accertiamoci di aver individuato il tipo di parassita.

In commercio gli insetticidi sono venduti sottoforma di spray e polvere. Prima di utilizzarli è necessario indossare l’occorrente per la protezione. Ricordatevi di attrezzarvi con occhiali protettivi, guanti e mascherina. Prima di utilizzare il prodotto, assicuratevi di aver scelto la giornata idonea. Si raccomanda infatti di non trattare mai le piante con questi agenti chimici quando fa molto caldo e la temperatura supera i 28 gradi perché c’è il rischio che l’insetticida evapori prima di arrivare alla pianta. E’ consigliabile anche evitare una giornata piovosa in quanto l’insetticita si diluisce con l’acqua piovana con il rischio di arrivare al terreno e contaminarlo.

La giornata ideale è quella nuvolosa e senza vento. Attenti a quest’ultimo! Se avete scelto una giornata ventosa, evitate di trovarvi controvento quando spruzzate l’insetticida in quanto l’inalazione potrebbe avere effetti indesiderati sulla vostra salute.
Ricordate inoltre di operare lontano da bambini ed animali. Ultima raccomandazione: è preferibile sempre docciarsi dopo aver spruzzato l’insetticida in quanto la pelle ha comunque un forte potere assorbente.

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Malattie e parassiti

Come già anticipato nel paragrafo precedente, prima di trattare con l’insetticida la nostra pianta, dobbiamo conoscere il tipo di parassita o insetto da cui è stata attaccata. I parassiti posso essere sia animali che vegetali. Entrambi portano alla morte della pianta. Ai parassiti animali appartengono gli insetti, a quelli vegetali appartengono i funghi che privano la pianta della linfa. Tra i parassiti animali più frequenti ricordiamo:

  • La cocciniglia: Ha la forma di un piccolo scudo bianco e attacca sia specie d'appartamento (come ad esempio il ficus benjamin) sia piante d’alto fusto (come quelle di agrumi di cui vanno ghiotte). Non risparmiano alcuna parte della pianta e la attaccano da ogni parte fino a farla morire. Si accompagnano spesso alle formiche perché queste si nutrono della sostanza mielosa che la cocciniglia secerne. Prima di utilizzare l’insetticida, trattate le parti malate con una miscela di sapone ed acqua da cospargere sulle foglie. Terminata quest’operazione, potete cominciare a far cadere una parte dei parassiti sfregando con delicatezza le foglie e poi applicate l’insetticida specifico.

  • Gli Afidi o pidocchi: sono piccoli insetti di colore verde o nero. Quando l’attacco alla pianta è massiccio si possono notare vere e proprie colonie lungo le zone colpite. Prediligono le rose, ma in genere tendono ad attaccare le piante con i germogli più teneri. A volte è possibile eliminarli anche senza l’uso dell’insetticida, semplicemente strofinando le foglie fino a schiacciarli completamente.

  • Gli Acari: sono di colore giallo o rosso e quello più noto è proprio il ragnetto rosso. Quando colpiscono la pianta, le sue foglie cominciano a diventare gialle puntellate di macchiette nere. Questi insetti non sono particolarmente amanti degli ambienti umidi quindi, ottima prevenzione, sarebbe quella di vaporizzare con una certa costanza le vostre piante. Se l’attacco dei parassiti è consistente, è preferibile cominciare a togliere le foglie attaccate e spruzzare l’insetticida nella parte inferiore della foglia.

  • I moscerini bianchi: Solo facili da notare in quanto formano delle vere e proprie nuvole bianche attorno alla pianta. Le foglie diventano vischiose e lucide e la pianta smette di respirare. Se non volete usare l’insetticida, potete provare con un metodo alternativo, sicuramente efficace ma che non previene da futuri attacchi. E’ possibile attaccare sulla pianta alcune strisce adesive di color giallo. Una volta che i moscerini si posano sul nastro adesivo attratti dal colore , vi rimarranno attaccati e moriranno, ed il gioco è fatto!.

  • Tripidi: Sono piccoli insetti alati di colore giallo o nero che solitamente colpiscono la parte inferiore della foglia. Questa comincia a formare della macchie biancastre che la inducono a deformarsi fino a farla morire.

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Insetticidi naturali

Se siete contrari all’utilizzo degli insetticidi per la cura delle vostre piante, possono considerarsi altrettanto validi alcuni rimedi fai-da-te oppure pesticidi a base vegetale o animale che costituiscono una valida alternativa naturale. Relativamente alle soluzioni fatte in casa un ottimo risultato può essere ottenuto con un frullato di acqua ed aglio (senza buccia )da portare ad ebollizione e spruzzare sulle piante. Questo rimedio mantiene lontani i parassiti per lungo tempo.

Un altro rimedio altrettanto efficace è un infuso di ortica e polvere di peperoncino da far bollire per circa quindici minuti e poi spruzzare sulle foglie. Un altro rimedio invece, un po’ più laborioso, consiste nel pulire le foglie infette da entrambe le pagine con un batuffolo intriso di alcoool. Al termine dell’operazione, e se l’attacco degli insetti non è particolarmente corposo, è possibile eliminare i parassiti manualmente con una piccola pinza.

Per chi ha poca pazienza e poca dimestichezza in cucina, è possibile far ricorso ad insetticidi vegetali che hanno un bassissimo impatto ambientale, sono utilizzati spessissimo nell’agricoltura biologica e sono altrettanto efficaci di quelli chimici. Tra i vari insetticidi naturali, quelli più comuni sono il Piretro e il Rotenone. Il primo si estrae proprio dal suo fiore ed è particolarmente efficace contro i moscerini bianchi.

Esiste anche un altro tipo di Piretro, cioè quello di sintesi che è tossico ed uccide anche gli insetti utili. Per questo motivo non è utilizzato in agricoltura biologica. Il Piretro agisce sul sistema nervoso dell’insetto provocando la paralisi e poi la morte. Il Rotenone invece, è estratto dalla Derris elliptica ed è particolarmente efficace contro molti coleotteri fra cui la dorifora della patata. Il Rotenone inoltre, può essere utilizzato in miscela con Piretro ma la sua durata non supera i due giorni. Bisogna nebulizzare il prodotto su entrambe le pagine della foglie e sui germogli. Anche se questi rimedi non sono efficaci al 100%, sono naturali ed non hanno alcun impatto sull’ecosistema.

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Effetti sulla salute

Anche se nei paragrafi precedenti abbiamo detto che gli insetticidi non hanno alcun effetto deleterio sulla salute di chi li utilizza, in alcuni soggetti possono risultare comunque nocivi ed indurre effetti indesiderati. In commercio esistono una grande varietà di insetticidi che possono portare a sintomi di intossicazione sia lievi che seri. Fermo restando che la precauzione d’impiego previene da effetti indesiderati per la nostra salute, molti sintomi lievi possono comunque manifestarsi in soggetti particolarmente predisposti.

Solitamente gli effetti indesiderati lievi sono il mal di testa, le vertigini ed un diffuso formicolio. In caso di rilevanti quantità di prodotto inalato, si può arrivare anche a manifestazioni preoccupanti come danni al fegato, ai reni ed al sistema nervoso. Negli ultimi anni però, le Aziende Produttrici di insetticidi, stanno adottando delle strategie di produzione tendenti ad una maggiore salvaguardia della salute a scapito anche di una maggiore efficacia del prodotto stesso.

Le ultime scelte produttive ad esempio, si stanno orientando sulla scelta dei “ferormoni sessuali sintetici” che sono considerati gli insetticidi di ultima generazione e che provocano una confusione sessuale nei maschi, impedendone il proliferare delle specie. Questi composti odorosi sparsi nell’ ambiente attirano i due sessi in luoghi non adatti allo sviluppo, bloccandone la riproduzione.

Anche la “lotta biologica”, utilizzata su larga scala sta contribuendo a ridurre l’utilizzo di prodotti chimici. Attraverso la lotta biologica infatti, si utilizzano insetti predatori di specie dannose per le colture, contribuendo a tenere sotto controllo la proliferazione di popolazioni nocive. Diciamo quindi che la scelta integrata di forme diverse di lotta ai parassiti, può considerarsi un mezzo valevole nella riduzione di tutti gli effetti collaterali gravi e meno gravi che l’utilizzo di insetticidi chimici può provocare.

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Un po’ di storia

Chi pensa che il “concetto” di insetticida come prodotto utile alla neutralizzazione degli insetti sia un’invenzione della moderna tecnologia, si sbaglia. Già nell’antica Roma le popolazioni si industriavano per escogitare metodi sempre più efficaci contro questi insetti vandali e indisciplinati che attaccavano senza sosta la fonte di sostentamento primaria di tante popolazioni. Nella sua ”Storia Naturale”, Plino il Vecchio ci racconta dei rimedi più bizzarri utilizzati nell’antica Roma per prevenire e combattere i parassiti delle piante e delle colture.

Egli raccomanda ad esempio di bagnare i semi con soluzioni di urina, di liberare gli alberi di fico dall’attacco dei vermi con della cenere, oppure consigliava l'uso di zolfo o solfuro di arsenico naturale per preservare dall’attacco della peronospora della vite. L’utilizzo del solfuro di arsenico fu molto usato nel ‘600 mentre già nel ‘500 si conoscevano gli effetti positivi dei composti di rame sulle piante di vite. Nell’Ottocento invece, si può annoverare il massiccio utilizzo di pesticidi organici tra cui l'acido cianidrico, il bromuro di metile, il solfuro di carbonio.

Ma è nel 1939, con la scoperta del DDT che i prodotti organici da sintesi chimica prendono il sopravvento monopolizzando l’intero mercato di settore. Da allora la ricerca di settore ha dato al mercato altri composti tra cui quelli clorurati e la sintesi degli esteri fosforici. Questi ultimi sono molto importanti in quanto negli anni Quaranta hanno dato vita ad una serie di prodotti attivi contro parassiti insensibili agli insetticidi clorurati. Ma le cose stanno cambiando e, come già anticipato nei paragrafi precedenti, la ricerca di nuove soluzioni si sta orientando verso prodotti sempre più specifici come gli insetticidi sistemici e la sintesi dei fero-ormoni, per tutelare maggiormente la nostra salute e l’impatto negativo che alcuni prodotti chimici potrebbero avere sull’intero ecosistema.

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