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Gli insetticidi di origine naturale, organica e inorganica, o preparati per sintesi, sono impiegati soprattutto in agricoltura nella lotta contro gli insetti nocivi alle colture e ai raccolti, ma sono disponibili anche per abbattere i piccoli insetti fastidiosi della casa, come zanzare, formiche, scarafaggi e mosche.
Tipi di insetticida
Per le irrorazioni viene usata generalmente l'acqua, mentre per i trattamenti polverulenti materie inerti di basso costo (terra, talco, ecc.). A queste formulazioni sono spesso aggiunte sostanze coadiuvanti (bagnanti, adesivi, emulsionanti, ecc.) che aumentano l'efficacia dell'azione insetticida. A seconda dell'azione svolta, gli insetticidi vengono distinti in: insetticidi per ingestione, insetticidi per contatto, insetticidi per asfissia, insetticidi polivalenti.
Gli insetticidi per ingestione agiscono come veleno e sono efficaci soltanto contro gli insetti forniti di apparato boccale masticatore. Le sostanze più note sono gli arseniati di piombo e di calcio, ma per l'elevata tossicità e pericolosità il loro uso è stato in gran parte sostituito con quello di altri prodotti di sintesi.
Gli insetticidi per contatto agiscono per causticità, paralizzando i centri nervosi o impedendo là respirazione. Sono efficaci su insetti ad apparato boccale pungente-succhiante. 1 prodotti più diffusi sono i polisolfuri di bario e di calcio e gli o//' minerali, semplici o attivati.
Di minore importanza altri insetticidi di origine vegetale a base di nicotina {solfato di nicotina), di piretro, di legno quassie, di rotenone, ecc. Gli insetticidi per asfissia agiscono come gas asfissianti. Hanno impiego limitato e sono adatti per fumigazioni in ambienti chiusi e nella disinfestazione del terreno. Per piante all'aperto si ricorre alla copertura con teloni impermeabili (contro le cocciniglie degli agrumi mediante acido cianidrico).
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Insetticidi tossici
Alcuni di questi insetticidi sono molto tossici e pericolosi per l'uomo per cui vanno usati da personale specializzato e abilitato. Appartengono a questo gruppo: bromuro di metile, tetracloruro di carbonio, acido cianidrico, solfuro di carbonio, ecc. Gli insetticidi polivalenti esplicano triplice azione: ingestióne, contatto, asfissia.
Sono suddivisi in cloroderivati, esteri fosforici, carbammati. I cloroderivati hanno elevata persistenza d'azione per la grande stabilità dei componenti chimici, ma scarsa efficacia immediata. Il primo insetticida di questo tipo impiegato in agricoltura è stato il DDT (diclorodifeniltricloroetano). Altri cloroderivati a efficacia immediata sono i ciclopentadienici (Aldrin, Eptacloro, ecc.) indicati particolarmente nella lotta contro gli insetti che vivono nel terreno o in superficie.
Per la lunghissima persistenza d'azione nel terreno, l'uso di questi insetticidi è stato regolato da norme restrittive emanate dal Ministero della Sanità. Gli esteri fosforici sono caratterizzati da una elevata tossicità e grande efficacia contro numerosissimi insetti. Agiscono per ingestione e contatto e hanno efficacia immediata e scarso potere residuo.
Colpiscono anche i parassiti che si trovano all'interno delle foglie e dei frutti. Alcuni entrano nel sistema circolatorio delle piante (insetticidi sistemici) uccidendo gli insetti succhiatori di linfa» Applicati al terreno sono assorbiti dalle radici e trasportati in tutta la pianta.
Tossici anche per l'uomo e gli animali domestici, vanno manipolati con molta attenzione (v. antiparassitari). I carbammati sono insetticidi recenti; non contengono doro ne fosforo e agiscono per ingestione e contatto. Torna su
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