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Macchie d'unto, di inchiostro, di sugo? Niente paura!...vastissima è la scelta di smacchiatori e sbiancanti sugli scaffali dei nostri supermarket. Prodotti che vantano miracolose proprietà se ben utilizzati.. sarà vero? Ecco una guida per comprendere meglio le proprietà e le modalità d’uso di uno smacchiatore.
Dalla candeggina allo smacchiatore
Come nasce lo smacchiatore? Da cosa è composto? Come funziona?
Prevedibilmente gli smacchiatori attuali non corrispondono nella composizione ai prodotti utilizzati dalle nostre nonne, pur a volte riutilizzandone i principi attivi o richiamandosi al loro immaginario.
Lo smacchiatore tradizionale, la candeggina, sembra ormai aver vissuto un definitivo tramonto, surclassata da una vasta gamma di prodotti che promettono miracolose prestazioni e la rimozione di ogni millimetro di sporco residuo sui nostri capi, il tutto preservando la loro integrità e la brillantezza del colore. Sarà vero? Possiamo fidarci?
I meno giovani tra noi ricorderanno gli effetti “traumatici” provocati dalla candeggina sui capi di abbigliamento. L’evoluzione del settore ha in seguito prodotto, e parliamo degli anni ‘50, detersivi in grado di sbiancare i panni utilizzando il perborato.
Oggi numerose nuove tipologie di prodotto si sostituiscono alla candeggina per produrre il magico “effetto sbiancante”, ricorrendo a composti a base di ossigeno. La candeggina, ricordiamo, ricorreva e ricorre al cloro, sostanza abbastanza aggressiva sui nostri capi.
Eccoci dunque nell’era degli smacchiatori, prodotti relativamente recenti che riportano in voga sostanze come il perborato o i percarborati. Stavolta, però, si presentano in miscele sapientemente sviluppate e contenute in gradevoli fustoni ad intasare gli scaffali dei comuni supermarket, disorientandoci sapientemente nell’acquisto.
Chiunque ha esperienza di lavaggio, un’attività (se così la si può chiamare) non priva di frustrazioni e piccoli insuccessi, sa quanti prodotti si possono incontrare in giro, e spesso conosce per esperienza le loro potenzialità poichè prima di riuscire a debellare “quella macchia lì” ha personalmente indagato sull’efficacia o meno di una soluzione. Rimettendoci a volte più di un capo di vestiario. Ecco perché la scelta di uno smacchiatore efficiente va effettuata con cognizione di causa.
Cerchiamo ora di conoscere gli smacchiatori per comprendere quanto effettivamente possano tornarci utili,
e perché. E soprattutto quali tipologie di prodotti possiamo rintracciare in commercio, esaminandone le caratteristiche ed i campi di applicazione.
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Gli smacchiatori
Gli smacchiatori sono dunque gli odierni sostituiti della candeggina per quel che concerne i capi colorati. Molti di essi sono pubblicizzati da promettenti spot televisivi, e vantano proprietà a dir poco miracolose su svariati tipi di macchia. Ma è possibile tutto ciò? Associazioni e privati che si sono occupati di svolgere dei test hanno verificato come spesso l’efficacia di un prodotto non sia totale, e possa dipendere da più di un fattore o dal tipo di macchia sulla quale è applicato… ma pensandoci di composti miracolosi ancora non ne sono stati inventati, né crediamo ciò sia davvero possibile!
Si tratterà dunque di individuare quello più adatto a noi, possibilmente testandone l’efficacia, e soprattutto di utilizzarlo nelle modalità illustrate sulla confezione e richieste dalla macchia.
Tra i componenti che concorrono a realizzare uno smacchiatore, vi sono sostanze come il perborato, sbiancanti ottici, tensioattivi ed enzimi. Non sono prodotti “cattivi”, ma vanno usati con la giusta cautela, e soprattutto nelle dosi indicate dal produttore. Molti smacchiatori, comunque, rispettano il colore solo fino a un certo punto, a causa dei detersivi utilizzati.
Per gran parte degli attuali smacchiatori si consiglia di utilizzarne un cucchiaio per lavaggio. Sarà troppo? No, se consideriamo che le polveri che riempiono un fustino, quelle realmente efficaci ed “attive”sono in percentuale abbastanza piccola. Comunque, prima di ogni lavaggio, e soprattutto prima di utilizzare uno smacchiatore che ancora non conoscete, leggete bene le istruzioni per utilizzarlo al massimo delle proprie potenzialità.
Lo smacchiatore si aggiunge solitamente ai detersivi nelle vaschette delle lavatrici, ma può essere anche utilizzato “a freddo”, ossia come pretrattante, applicandolo direttamente sulla macchia in forma di pasta, che abbiamo precedentemente ottenuto mescolando alla polvere un po’ d’acqua. E’ questa una soluzione molto interessante, perché non solo ci permette di risparmiare sulla sostanza, ma anche di localizzare la propria applicazione alla sola area interessata. Importante: durante queste operazioni è bene sempre proteggersi le mani con dei guanti, e verificare, leggendo ovviamente l’etichetta del prodotto, che lo smacchiatore utilizzato sia adatto per questo tipo di trattamento.
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Uno smacchiatore per ogni macchia
Non c’è limite alla tipologia ed alle dimensioni delle macchie che possono accidentalmente “investire” (o potremmo dire “rivestire” in certi casi) i nostri capi d’abbigliamento, affliggendo la più scrupolosa e prudente delle mamme o semplicemente provocando quella piccola grande indignazione che tutti conosciamo quando proprio quel capo lì, quello conservato con tanta cura ed utilizzato solo per le cerimonie, ha ricevuto un battesimo di caffè o una piccola tempesta di sugo.
Uno smacchiatore nasce, in teoria, per questo genere di situazioni. Per venire incontro all’esigenza di rimuovere quelle macchie apparentemente indelebili, o che tendono comunque a lasciare un segno. Insomma, la più grande promessa di qualsivoglia smacchiatore è quella di agire sulle macchie ostiche.
In caso di macchia su un capo d’abbigliamento, precisiamo, il “pronto intervento” è la prima e più efficace soluzione, per impedire che la sostanza penetri a fondo nelle fibre del tessuto divenendo quindi indelebile.
Tante sono le “ricette della nonna” per circostanze come questa. Ma non sempre è possibile intervenire immediatamente, ed ancora più spesso ci si accorge della macchia soltanto dopo l’incidente, quando ormai sembra troppo tardi.
Le macchie più “semplici”, almeno relativamente, possono essere trattate anche solo con dell’acqua, in combinazione magari con altre sostanze.
Ecco una piccola carrellata delle “situazioni macchia” che possono verificarsi su un capo d’abbigliamento:
- macchie ai polsini
- macchie sul collo di camicie e maglioni
- macchie di grasso (burro, rossetto, olio)
- macchie di amido (pasta, riso, ecc.)
- macchie proteiche
- macchie vegetali (vino, sugo, frutta)
Per tutta la varietà uno smacchiatore può rivelarsi più o meno adeguato.
Ma tante sono le macchie che possono imbrattare i nostri capi. Le più difficili sono spesso quelle di penna biro o di chewing gum, che è preferibile trattare non appena si verifica il “fattaccio”.
I siti web di molti produttori di smacchiatori, specialmente tra i più noti, a volte includono vere e proprie “ricette” per il trattamento di questa o quella macchia, spiegando come applicare il prodotto per ottenere buoni risultati.
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Gli sbiancanti
Gli sbiancanti ottici sono una tipologia di prodotto anch’essa molto diffusa sul mercato, ma che mira a produrre l’effetto sbiancante ricorrendo ad un altro principio rispetto agli smacchiatori. Lo sbiancante, infatti, non rimuove la macchia, ma la riveste con una patina.
Lo sbiancante ottico, scendendo nel dettaglio, si adagia sulle fibre del tessuto e dà luogo ad un effetto ottico particolare grazie alla luce UV, per il quale la zona su cui si è operato appare completamente bianca.
Lo sbiancante può essere contenuto in una quantità relativa all’interno di uno smacchiatore. Anche in questo caso la migliore garanzia è un test personale, per verificare la riuscita dell’operazione.
E’ buona norma comunque, quando intendiamo verificare l’efficacia di un prodotto, non provarlo subito su tutti i capi! Nel caso di pretrattamenti, ci basterà applicare la pasta in una zona del capo di vestiario interna o nascosta. Nel caso dei prodotti sbiancanti, invece, potremmo effettuare un primo lavaggio “di prova” su capi già molto utilizzati o comunque considerati “irrecuperabili”, per non rischiare di rovinare un capo di valore.
Gli sbiancanti che utilizzano perborato, comunque, sono spesso meno biodegradabili. Prestiamo particolare attenzione quando si tratta di lavare prodotti per bambini, cercando soluzioni adeguate che utilizzino componenti non nocivi, anche perché un capo lavato resterà a contatto con la pelle del bambino, e potrà contenere anche dopo il lavaggio residui delle sostanze utilizzate. Inoltre ricordiamo che uno sbiancante non elimina la macchia, che dopo molti lavaggi potrà dunque riapparire come per magia.
Il percarbonato è un altro sbiancante, che ha però effetti meno nocivi sull’ambiente e sull’uomo, ed è attivo già dalla temperatura di 30 gradi circa.
In chiusura qualche utile raccomandazione per la nostra salute:anzitutto leggere bene le istruzioni, attenersi alle quantità di prodotto indicate e, almeno per il primi tempi pesare il prodotto per non sbagliare in eccesso o in difetto con le dosi. Sarà necessario, se possiamo, anche pesare i panni, se non siamo ancora esperti in lavaggi.
Il detersivo, ricordiamo, è tarato per sciogliersi in una quantità definita di acqua, e quando in eccesso può lasciare residui, sicuramente poco benefici per la nostra pelle.
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Detersivi ecologici: una soluzione?
L’esigenza di utilizzare prodotti ecocompatibili e preservare la salute personale ha oggi generato un notevole incremento nella produzione di detersivi e smacchiatori “alternativi” o presunti tali. Anche, qui ci chiediamo: ci si può fidare?
Detersivi, smacchiatori e sbiancanti chimici contengono spesso sostanze (come tensioattivi, perossidi e complessanti) che, se usate in grosse quantità possono a lungo andare essere poco benefiche per la nostra salute e soprattutto per l’ambiente. Con questo non voglio suggerire di smettere di utilizzare i detersivi.. Semplicemente la prima precauzione sarà quella di attenersi alle quantità indicate, non esagerando con i dosaggi.
E’ possibile però un uso alternativo e più consapevole dei detersivi, ricorrendo a prodotti specifici che utilizzano tensioattivi di origine vegetale ed in più biodegradabili. Utilizzare materie prime di origine animale o vegetale significa ad esempio ricorrere a tensioattivi cationici o non ionici, a fosfonati e silice lamellare in sostituzione di altri complessanti come l’NTA, ed in molti casi fare a meno di perlanti e coloranti.
Questa tipologia di prodotto può comunque essere molto adatta, ad esempio, a chi presenta allergie a qualche componente presente in detersivi o smacchiatori chimici.
Ma in questo campo, precisiamo, bisogna essere molto prudenti. Anzitutto perché molti prodotti vantano “eticità” e utilizzo di componenti di origine naturale senza che la realtà confermi i fatti, od in generale inseriscono informazioni che è difficile verificare nel dettaglio. Poi, ricordiamo, i detersivi biologici si ritrovano solo di rado nei supermarket o nei centri commerciali, e vanno spesso acquistati in negozi specializzati. Quindi sarà bene farci consigliare da un medico o da un negoziante di fiducia se abbiamo necessità specifiche.
Non lasciamoci impressionare dalle quantità ridotte! Spesso questi detersivi non contengono tutte quelle componenti aggiuntive utilizzate per aumentare il volume dei fustini degli smacchiatori.. Dunque le dosi da utilizzare per ogni lavaggio saranno notevolmente inferiori! (anche qui, leggere bene le istruzioni). Quindi, in conclusione, nel rapporto qualità/ prezzo questi detersivi si riveleranno comunque convenienti, anche se in alcuni casi possono costare qualcosina in più.
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Migliori produttori
- ACE
ACE è un marchio Procter & Gamble. L'azienda, nata nel 1837, è una grossa multinazionale che opera nel settore del personal care, e dei prodotti per l'igiene della casa, tra cui detergenti, prodotti farmaceutici e cosmetici. Possiede circa 300 marchi, di cui alcuni molto noti, ed opera in tutto il mondo. E' presente in italia dal 1956. Sotto il marchio ACE vengono prodotti detersivi e smacchiatori.
- Johnson wax
Johnson Wax è un'azienda attiva da circa un secolo (nasce nel 1886), ancora gestita dalla famiglia Johnson.
Dal 1961, fornisce una vasta gamma di prodotti per l'igiene e la cura della casa, prestando particolare attenzione alle problematiche ambientali. Tra di essi, prodotti dedicati nello specifico alla rimozione delle macchie, ed uno smacchiatore a secco che va applicato sulle macchie fino ad asciugatura.
- Napisan
La Napisan si preoccupa dell'igiene per l'infanzia producendo una gamma specifica di prodotti, progettati per tutelare la salute del bambino garantendo pulizia ed igiene dei capi. Napisan include prodotti in polvere, liquidi (formula ipoallergenica), in tabs e detergenti. Il sito web presenta sezioni informative dedicate all'igiene personale del bambino: dai consigli dell'esperto a quelli su natura e caratteristiche dei germi, fino alle regole d'igiene.
- Omino bianco
Omino bianco e' un marchio Bolton Manitoba. Si occupa di prodotti per la pulizia dal 1954, quando entrò sul mercato con il "perborato dell'omino bianco". Da allora sono sorti numerosi nuovi prodotti, sempre dedicati alla pulizia ed alla cura dei tessuti: sbiancanti, additivi, saponcini, candeggine, pretrattanti, detersivi liquidi marsiglia, disinfettanti, candeggine, detersivi in polvere. Il sito web è ricco di utili consigli per lavare al meglio il nostro bucato, suggerendo le tipologie di prodotto più adatte.
- Winni’s
La madel è un’azienda italiana fondata nel 1977, attiva nel settore del body care e della detergenza.
Propone numerose soluzioni per il nostro bucato, tra le quali una completa linea di detersivi ecologici.
Winni’s è il loro marchio, ed identifica prodotti che utilizzano materie prime biodegradabili ed elementi non nocivi per l’ambiente. Questo grazie anche agli investimenti nella ricerca che l’azienda dichiara di effettuare.
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