Come scegliere macinadosatore caffè

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Il segreto della preparazione di un buon caffè non si nasconde solamente dietro alla scelta di una buona miscela, dalla macchina per l’espresso e la sua manutenzione, ma anche nel macinadosatore, nella conoscenza del suo funzionamento e, di conseguenza, nella sua manutenzione. Leggi la guida all’acquisto per conoscerne caratteristiche, tipologie, e consigli su come scegliere i migliori per qualità, marche, prezzo e opinioni.

Il macinadosatore è l’apparecchio addetto alla frantumazione dei chicchi del caffè. Senza questa operazione, atta a polverizzare i grani per ottenere parti infinitamente più piccole indispensabili per l’estrazione delle sostanze idrofile del caffè, non si avrebbe quella tazzina di liquido cremoso definita “espresso all’italiana”. Varie sono le parti che lo compongono.

Motore

E’ preposto al movimento rotatorio delle macine siano piane o coniche. La potenza del motore va scelta in base al quantitativo di lavoro giornaliero.

Motori a bassa potenza per bar dai grandi consumi di caffè, andranno incontro ad un’usura anticipata e rotture molto costose. I modelli automatici ovviano a inconvenienti, come uso improprio e surriscaldamento del motore, grazie a sensori posti nel contenitore dosatore.

Il sensore interno si attiva quando il caffè in polvere scende sotto il limite prestabilito e fa attivare automaticamente il motore sino al riempimento del dosatore.

Macine

Possono essere piane o coniche. Le piane, costituite da due dischi metallici dentati e contrapposti, funzionano grazie alla forza centrifuga. Il caffè che cade dalla tramoggia viene spinto verso le macine grazie alla rotazione. Il disco superiore è fisso, mentre, quello inferiore gira a velocità che vanno dai 900 ai 1500 giri al minuto.

L’inconveniente delle piane è l’eventuale surriscaldamento dopo lunghi periodi di rotazione. Questo può portare ad un calo nelle qualità organolettiche del caffè polverizzato. Le coniche sono composte da due elementi ad incastro, dove, una dentellata è fissa e l’altra, a forma di tronco di cono, ruota al suo interno grazie ad un albero motore. In questo caso il caffè cade grazie alla gravità. Mediamente le rotazioni, in questa tipologia conica, si attestano tra i 350 e i 400 giri al minuto.

La scelta di un macinadosatore a macine piane o coniche dipende dalla quantità di caffè che viene utilizzato giornalmente. Se si superano i 3/4 chili di caffè al giorno è consigliabile utilizzare modelli a macine coniche. Anche i tempi di usura sono differenti. Le piane vanno sostituite ogni 400/500 chili di caffè, mentre le coniche vanno cambiate ogni 800/1000 chili.

Tramoggia

E’ il contenitore superiore in cui viene versato il caffè in chicchi. Viene anche chiamata tramoggia a campana. Da qui, i grani di caffè vengono convogliati alle macine.

Ha una capienza che mediamente va dal chilo al chilo e mezzo e, fondamentale per conservare intatto l’aroma della bevanda, i chicchi non devono rimane nella campana troppo a lungo. In base alle tazzine che si preparano durante una giornata, il barista si regolerà sulla quantità di grani da versare nella tramoggia per evitare che questi stazionino troppo al suo interno.

Sportellino di chiusura

E’ una piccola leva, posta al di sotto della campana e prima delle macine, che si chiude quando si vuole interrompere il flusso di chicchi dalla tramoggia.

Ghiera di regolazione macinatura

Consente di ottenere una polvere più o meno fine e quindi, da questa scelta, dipenderà anche il tipo di erogazione che si otterrà con la macchina del caffè.

La regolazione può cambiare da miscela a miscela e da marca e marca di caffè e si ottiene allontanando o avvicinando le macine. Una volta individuato il giusto calibro da dare alla frantumazione, la ghiera non va più regolata. In alcuni modelli la ghiera è dotata di leva di bloccaggio per evitare spostamenti involontari.

Dosatore

Da qui, la dose di caffè in polvere, viene erogata grazie ad una leva a molla. Sul fondo del cilindro si posiziona una stella volumetrica a sei settori che eroga sempre la dose stabilita di polvere.

Per avere la giusta quantità, sempre, bisogna osservare alcuni accorgimenti. Innanzitutto il continuo azionamento della leva può provocare una staratura nella quantità di caffè macinato.

Una verifica periodica della taratura ovvia a questo inconveniente. Più è frequente l’azionamento della leva, in bar dall’afflusso maggiore di clienti, più ravvicinate dovranno essere le verifiche. In secondo luogo il caffè risente delle condizioni atmosferiche.

Durante giornate umide, il potere igroscopico della polvere farà aumentare il peso del caffè, al contrario, in periodi secchi, il peso diminuirà. In caso di giornate umide bisognerà ridurre il volume da erogare, mentre con climi secchi, andrà aumentato. Per avere sempre la stessa quantità di polvere erogata bisognerà agire sulla piastrina tagliadose.

La piastrina si regola grazie ad una vite a correzione interna che la fa abbassare o alzare a seconda delle necessità di regolazione. In ogni caso il funzionamento della leva azionante la stella, dovrà esser sempre lo stesso.

Andrà azionata con un gesto deciso e rilasciata senza accompagnamento altrimenti la successiva erogazione non avrà il peso giusto. Una volta che il caffè è erogato nel gruppo di erogazione, andrà attentamente pressato grazie al pressino che si trova in tutti i modelli.

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