Mandolino

Autore Andrea Pilotti

Il mandolino è uno strumento musicale della famiglia dei liuti discendente dall’antica mandola. Ha un corpo a forma di lacrima o ovale, con uno o più fori di varie forme che sono aperti e non decorati, con una griglia finemente intagliata come nei mandolini dell’era barocca.

Struttura

In origine i mandolini avevano sei doppi passaggi di corde fatte con visceri, accordate in maniera simile a un liuto e pizzicate con le dita, mentre il design più comune oggi ha otto corde in metallo disposte in 4 passaggi e pizzicate con un plettro. I mandolini moderni sono nati a Napoli, in Italia, alla fine del 18° secolo. C’erano, e tuttora ci sono, molte varianti, tra le quali Milanese, Lombardo, Bresciano e altri tipi a sei passaggi e altri a quattro corde (una corda per passaggio), dodici corde (tre corde per passaggio) e sedici corde (quattro corde per passaggio).

Il corpo in legno di un mandolino ha un collo con una tastiera intarsiata piatta (o leggermente inclinata), un capotasto e un ponticello sospeso, una coda o pinblock all’estremità della superficie alla quale sono attaccate le corde, e accordatori meccanici, piuttosto che piroli di frizione, per accordare le corde di metallo. Come la chitarra, il mandolino ha scarso sostegno, il che vuol dire che il suono di una corda pizzicata si esaurisce velocemente. Una nota non può essere mantenuta per un tempo arbitrario come si fa con un violino.

Le sue piccole dimensioni e le note più alte rendono questo problema ancora più importante che nella chitarra, e spesso si usa il tremolo (pizzicare rapidamente una o più paia di corde) per tenere una nota o un accordo sostenuto. Questa tecnica funziona particolarmente bene con un mandolino a corde accoppiate, dove una delle due corde suona mentre l’altra viene colpita dal plettro, permettendo di ottenere un suono più prolungato di quanto sia possibile con uno strumento a corde singole. Anche il corpo piccolo contribuisce al fatto che il volume del suono sia relativamente basso rispetto ad altri strumenti. Sono state usate varie tecniche di amplificazione per superare questo problema. L’ibridizzazione con il più rumoroso banjo crea il banjo-mandolino, e sono stati usati degli amplificatori, soprattutto di Dobro e della National String Instrument Corporation. Alcuni musicisti usano persino mandolini elettrici attraverso amplificatori per chitarra.

Forme

Esistono diverse forme di mandolino. Lo stile Napoletano, noto anche come mandolino a fondo rotondo o a scodella, ha un fondo arcuato fatto con strisce di legno disposte a forma di scodella, simile a un liuto, e in genere una parte anteriore smussata, non intagliata. Un’altra variante ha un corpo simile a un banjo. Alla fine del 19° secolo, un nuovo stile con una parte superiore intagliata e un fondo ispirato agli strumenti della famiglia del violino iniziò a sostituire gli strumenti in stile Europeo con il fondo a scodella, specialmente negli Stati Uniti. Questo nuovo stile è attribuito ai mandolini di Orville Gibson, un liutaio di Kalamazoo, Michigan, che fondò la “Gibson Mandolin-Guitar Manufacturing Co., Limited” nel 1902. I mandolini della Gibson evolsero in due stili di base: lo stile Fiorentino o F-style, che ha uno scroll decorativo lungo il collo, due punti sulla parte inferiore del corpo e in genere uno scroll intagliato nella parte superiore; e l’A-style, a forma di pera, senza punti, e con una parte superiore più semplice.

Questi stili in genere hanno due fori per il suono a forma di F come il violino (F-5 e A-5), o un foro ovale per il suono (F-4 e A-4 e modelli precedenti) direttamente sotto le corde. A partire da questi archetipi, i produttori hanno apportato apportare molte variazioni, quindi oggi esistono numerose versioni. E’ tipico e tradizionale per suonare la musica bluegrass Americana, mentre l’A-style generalmente è associato alla musica Irish, folk o classica.
Più è complessa la costruzione in legno, più lo strumento costa. Gli incroci interni nei mandolini F-style si ottenevano con asticelle parallele, simili alle bassbar di un violino. Invece alcuni costruttori usano l’“incrocio a x”, cioè due asticelle disposte in una X che supporta la parte superiore.

Alcuni liutai oggi usano un “incrocio a x modificato”, che comprende sia un’asticella sia l’incrocio a x. Molti produttori di mandolini oggi costruiscono repliche dei modelli Gibson F-5 Artist fabbricati nel 1920 sotto la supervisione dell’acustico della Gibson Lloyd Loar. Gli strumenti originali firmati da Loar sono molto ricercati e di grande valore. Altre varianti realizzate in America includono il mandolino Howe-Orme a forma di chitarra (prodotto dalla Elias Howe Company tra il 1897 e il 1920), con un rigonfiamento cilindrico nella parte superiore, dalla fine della tastiera alla coda; lo stile Esercito-Marina con fondo e parte superiore piatti; e il Vega mando-liuto (chiamato più comunemente mandolino dal fondo cilindrico prodotto dalla Vega Company tra il 1913 e il 1927), che aveva un rigonfiamento longitudinale sul fondo, piuttosto che sulla parte anteriore dello strumento. Come per qualsiasi altro strumento moderno a corde, un’altra variante moderna è il mandolino elettrico. Questi mandolini possono avere quattro (singolo), cinque (singole) o otto (doppie) corde.

Storia

I mandolini nacquero dalla famiglia dei liuti, in Italia, durante i secoli 17° e 18°, e il mandolino a scodella, costruito soprattutto a Napoli, si diffuse nel 19° secolo. Lo strumento originale era la mandola, che nacque nel 14° secolo dal liuto. Con il passare del tempo, e la diffusione dello strumento in tutta Europa, il mandolino acquistò vari nomi e varie caratteristiche strutturali. Tra il 15.000 e l’8.000 AC, molti strumenti a singola corda sono stati raffigurati in pitture murali. Venivano pizzicati e, in seguito, suonati con archetti. A partire da questi, si sono sviluppate le famiglie degli strumenti a corda. Le corde singole erano lunghe e davano un’unica linea melodica.

Per diminuire la lunghezza, furono aggiunte altre corde con tensione e intonazione differente, in modo che il suono di una corda iniziasse dove terminava quello dell’altra. Questo permise di suonare coppie di note e accordi. La famiglia degli strumenti con archetto iniziò con il rabob, e poi il violino rebec, e si sviluppò nella famiglia dei violini nel 1520 (sempre in Italia). La famiglia degli strumenti pizzicati divenne quella degli strumenti simili al liuto nel 2000 AC in Mesopotamia, con l’oud o ud, prima degli strumenti realizzati in Spagna, documentati per la prima volta nel 711 DC, grazie ai Saraceni.
Nel corso dei secoli, le corde raddoppiarono fino a quando, in Europa, si aggiunsero i frets e si realizzò il primo liuto nel 13° secolo.

A partire da questa data, le storie del liuto e del mandolino sono intrecciate. Il liuto acquistò un quinto ordine di corde nel 15° secolo, un sesto ordine il secolo dopo e oggi arriva fino a tredici ordini. Nel 14° secolo apparve un liuto in miniatura o mandora. Simile alla mandola, aveva strumenti corrispondenti in Assyria (pandura), nei paesi Arabi (dambura), e in Ucraina (kobza-bandura).  Da questo strumento, fu sviluppato in diverse zone d’Italia il mandolino (una piccola mandola con sei corde di visceri accordate in Sol, Si, Mi, La, Re, Sol, a volte chiamato Mandolino Barocco e suonato con una piuma, un plettro di legno o con le dita).

Questo strumento venne chiamato mandolino all’inizio del 18° secolo (attorno al 1735) a Napoli.  Allora, tutti gli strumenti di questo tipo avevano corde di visceri. Si trovano evidenze dei primi mandolini moderni con corde in acciaio nella letteratura sui musicisti Italiani che viaggiarono attraverso l’Europa insegnando e organizzando concerti. Da ricordare il Signor Leone e G.B. Gervasio che viaggiarono tra il 1750 e il 1810. I dati raccolti sulla famiglia di liutai italiani Vinaccia, di Napoli, hanno portato alcuni studiosi a credere che il mandolino con le moderne corde in acciaio sia stato sviluppato a Napoli da questa famiglia.

Gennaro Vinaccia operò tra il 1710 e il 1788, e Antonio Vinaccia tra il 1734 e il 1796. Un primo esempio di mandolino è stato costruito da Antonio Vinaccia nel 1772 e si trova oggi al Victoria and Albert Museum a Londra, Inghilterra. Un altro è stato costruito nel 1763 da Giuseppe Vinaccia, e si trova al Kenneth G. Fiske Museum of Musical Instruments a Claremont, California. Il mandolino più antico ancora esistente è stato costruito nel 1744 da Gaetano Vinaccia. E’ conservato al Conservatoire Royal de Musique a Brussel, in Belgio.

Sottocategoria:
Menu