Monete d’oro romane

Autore Andrea Pilotti

I romani usavano monete d’oro, argento e rame nel loro sistema monetario. Le monete d’oro erano utilizzate principalmente dagli amministratori o dai ricchi mercanti. Le monete d’argento e in leghe di rame erano utilizzate dai commercianti ordinari e dal popolo di Roma e dell’Impero Romano. La gente spesso convertiva i propri guadagni e risparmi di una vita in monete d’oro per nasconderli.


La moneta d’oro o ‘aurei’, come si diceva allora, era di solito oro puro al 95%. Un legionario ne avrebbe guadagnate circa 4 a settimana. Con una aurei si sarebbero potuti acquistare 400 litri di vino a buon mercato o 90 kg di farina.

Le monete d’oro romane di solito avevano sulla testa l’Imperatore che regnava nel momento in cui la moneta veniva battuta, e la maggior parte delle monete d’oro romane furono coniate presso la zecca di Costantinopoli.

Esistono molte varianti di monete, raffiguranti diversi imperatori. La maggior parte sono rare e hanno un valore molto elevato, ben oltre il valore dell’oro contenuto. Le monete romane di solito vengono misurate in grammi e possono pesare pochi grammi o essere alquanto pesanti.

Per esempio un Onorio, 22 gennaio 393 – 15 agosto 423 d.C in oro zecchino del peso di 4,449 grammi con Onorio raffigurato su entrambi i lati, vale circa 480-550 euro.

Dato che raccogliere monete d’oro romane è un’attività molto specialistica, si ha la necessità di garantire che chi le vende sia un rivenditore affidabile che le conosca bene. Nel campo della raccolta di monete o numismatica, la collezione di monete d’oro romane è un po’ più per intenditori.

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