L’automobile è un mezzo estremamente efficace e fondamentale nella vita quotidiana delle persone. Spostarsi con i mezzi non è sempre così semplice e al giorno d’oggi la macchina permette di arrivare in qualsiasi posto ed è quindi un mezzo comodissimo. Inoltre al giorno d’oggi tutti possiedono almento una macchina in famiglia. E’ diventata indispensabile.

Storia dell’automobile

Varie leggende e notizie risalenti ad epoche diverse attestano che l’uomo ha in ogni tempo vagheggiato l’idea d’un veicolo capace di muoversi senza trazione animale.
Nel 1680 Newton riusciva a realizzare un modello a vapore, mentre l’olandese Verbist nel 1687 costruiva una carrozza munita di caldaia, il cui vapore agendo sulle palette di un disco trasmetteva attraverso un ingranaggio un movimento rotatorio all’asse delle ruote posteriori. In quegli anni gli studi sull’azione del vapore aprirono la strada alla realizzazione di una vera automobile.

Il primo antenato dell’automobile fu presentato nel 1770 dal suo inventore e costruttore, il francese Nicolas J. Cugnot. Si trattava di un carro a tre ruote con motore a vapore a due cilindri e trasmissione alla ruota anteriore motrice per mezzo di un semplice ingranaggio. Poteva portare due passeggeri e andava alla velocità di poco più di 3 km orari, velocità poi con successive modifiche salita a 7.

In Italia furono realizzati alcuni veicoli con motore a vapore, procedenti fuori rotaie. Tra essi vi è la locomotiva stradale del piemontese Bordino, generale dell’esercito sardo. Questa vettura presentata nel 1836 è oggi conservata nel Museo dell’Automobile di Torino.

ìal gas il carburante liquido e inventò il motore a scoppio in quattro tempi.
Un gran numero di autoveicoli venne costruito tra il 1884 e il 1899. I motori erano orizzontali o verticali, posti ora anteriormente ora al centro o anche posteriormente al telaio ed erano sostenuti da strutture in acciaio o in legno.

Nel 1899, ad opera di un gruppo di personalità torinesi, fra le quali G.Agnelli, nasce la Fabbrica Italiana Automobili Torino - divenuta poi nel 1918 FIAT – che per prima in Italia iniziò la costruzione di autovetture con criteri industriali. Fra il 1899 e il 1901 un passo d’importanza fondamentale viene compiuto nella costruzione di autovetture che si vanno stabilizzando nella forma oggi nota: telaio con quattro ruote uguali, motore anteriore riparato da un cofano, trasmissione alle ruote motrici, dispositivo di riduzione sistemato vicino al motore, sterzo con volante inclinato.

Nel 1912 compaiono le prime ruote anteriori indipendenti e le ruote smontabili. Alla vigilia della 1° guerra mondiale l’automobile ha raggiunto un alto grado di perfezionamento e i costruttori moltiplicano i loro sforzi per ottenere la massima comodità, silenziosità e sicurezza. Nel 1920 l’autovettura adotta il blocco motore a quattro o a sei cilindri, le valvole in testa contendono il campo alle valvole laterali, migliorano le sospensioni e le gomme, l'illuminazione e l’avviamento elettrici sono ormai di uso normale.

L’automobile europea del 1940 si può così sintetizzare: telai in tubi con traverse o struttura a guscio, motori di media cilindrata ad alto rendimento con valvole in testa, cambi sincronizzati a 3 o a 4 velocità, ammortizzatori idraulici, pneumatici a bassissima pressione. L’automobile media di questi anni è caratterizzata dalla carrozzeria a guscio a grande volume interno, nella quale sono scomparsi i parafanghi, motore a 4 o a 6 cilindri ad alto rendimento.

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Struttura dell’automobile

La struttura generale dell’automobile non è sostanzialmente cambiata rispetto a quella delle automobili primordiali. Le principali parti che la compongono sono: la carrozzeria, i freni, le ruote, i comandi, l’impianto elettrico, la trasmissione, i proiettori e i fanali, il serbatoio e il carburatore.

I fabbricanti delle prime automobili considerarono la carrozzeria come un particolare di secondaria importanza, ma in seguito, con l’evoluzione delle parti meccaniche dell’automobile, anche la carrozzeria si è trasformata migliorando nei riguardi della solidità, della comodità e dell’estetica. Costruttivamente la carrozzeria dell’automobile è costituita dalla scocca, formata dall’ossatura e dal rivestimento esterno, in generale completamente metallica e prestantesi alla costruzione della carrozzeria portante, dai finestrini, porte, cofano, vetri, rivestimento interno e sedili.

Qualunque sistema di freni di automobili consta di un organo rotante detto tamburo o disco solidale con la ruota del veicolo e di un sistema di organi destinati a sviluppare l’attrito con il tamburo e solidali a loro volta con una parte non rotante della vettura. La disposizione più usata per il comando dei freni è la seguente: mediante una leva a pedale vengono comandati tutti i freni applicati alle ruote; una leva a mano fa agire i soli freni delle ruote posteriori oppure agisce sulla trasmissione.

Per quanto riguarda le ruote, i primi fabbricanti di automobili adottarono ruote di legno che però sono state in seguito abbandonate e sostituite da quelle metalliche a raggi tangenti o da quelle in acciaio stampato a razze o a disco. I mozzi delle ruote posteriori sono fissati alla estremità dei semi-alberi del ponte con il quale sono solidali in rotazione. I mozzi delle ruote anteriori sono invece girevoli sul fuso articolato per mezzo di cuscinetti a sfere o a rulli. I cerchioni delle ruote sono muniti di pneumatico.

Allo scopo di rendere più facile e comoda la guida, la tecnica moderna ha imposto delle regole per la localizzazione dei comandi. Il volante per la guida porta nella parte centrale il pulsante (clacson). La leva del cambio è sistemata al lato del guidatore. Pure ai lati del guidatore sono situate le leve degli indicatori di direzione e del freno a mano. Sul cruscotto sono sistemati l’indicatore di velocità ed il contachilometri, il manometro dell’olio, l’indicatore di livello della benzina, la spia carica batteria della dinamo, l’orologio, i commutatori per l’illuminazione interna per i proiettori e fanali, per i tergicristalli, ecc…, i comandi per l’avviamento del motore e per il carburatore. Di fronte al guidatore sono posti tre pedali: comando della frizione, del freno e dell’acceleratore.

L’impianto elettrico è costituito da una dinamo, da una batteria di accumulatori, da un motore elettrico e da vari accessori. La dinamo per la carica della batteria è azionata dal motore della vettura. La batteria alimenta – oltre che lo spinterogeno per l’accensione del motore – i proiettori, l’impianto di illuminazione interna, il motorino di avviamento, la tromba elettrica e i vari accessori dell’automobile come i tergicristalli, l’indicatore elettrico del livello di benzina, gli indicatori di direzione, la radio, l’illuminazione della targa e le luci rosse regolamentari.

La trasmissione è il sistema che trasmette la potenza del motore alle ruote motrici (generalmente le due posteriori). Essa comprende la frizione, il cambio di velocità, la coppia di riduzione con relativo differenziale e i semi-alberi, colleganti il differenziale alle ruote motrici. Il cambio di velocità serve a variare il rapporto di trasmissione fra il motore e le ruote motrici, in modo da permettere al motore di girare in ogni caso, alla velocità più conveniente per lo sviluppo della potenza richiesta. Tutti i cambi sono dotati di un rinvio ad ingranaggi, per mezzo del quale si ottiene la retromarcia.

I proiettori, chiamati fari, sono composti da due lampadine di cui la prima con due filamenti: uno disposto nel fuoco della parabola per l’illuminazione a grande distanza (abbaglianti), l’altro disposto poco sotto per far sì che i raggi vengano deviati verso il basso e illuminino la strada senza abbagliare i guidatori dei veicoli che marciano in senso contrario (antiabbaglianti o anabbaglianti). La seconda lampadina invece è di poca intensità e serve per l’illuminazione regolamentare nell’interno degli abitati. I proiettori sono incorporati nei parafanghi. Per la visibilità in caso di nebbia si usano i proiettori fendinebbia.

Il serbatoio è montato nella parte posteriore, mentre nei primi modelli di automobile si trovava avanti, dietro il motore. La benzina passa perciò al motore per una pompa che è in genere a tipo diaframma. Il passaggio avviene attraverso una valvola ad un sol senso, in uno spazio il cui fondo è formato dal diaframma che è tenuto in posizione di compressione da una molla.

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Motori dell’ automobile

Le automobili possono distinguersi in due tipi per quanto riguarda il motore per cui avremo motore a benzina e a diesel.
Il motore usato in buona parte nelle automobili è quello a scoppio che impiega come combustibile la benzina, donde il nome di motore a benzina. Nel motore a benzina la potenza che produce il lavoro meccanico è sviluppata dall’esplosione di una miscela gassosa formata di aria e di vapori a benzina. I motori a vapore hanno l’inconveniente che la generazione di energia attraverso il bollitore prende un certo tempo nella messa in moto e ciò li ha fatti cadere in disuso, malgrado certe peculiari qualità positive, come funzionamento silenzioso e sicurissimo, buona accelerazione, elasticità. Un altro inconveniente è dato dal fatto che la caldaia deve essere frequentemente pulita.

Le automobili con motore a benzina possono anche essere alimentate, attraverso opportuni adattamenti, con altri combustibili come legna o carbone di legna o metano. In questo caso il motore deve avere un miscelatore che sostituisce il carburatore; in esso il gas combustibile si mescola in dose opportuna con l’aria aspirata.

Nel paragrafo seguente analizzerò le caratteristiche dei motori dell’automobile a benzina.
I motori tipo diesel sono anch’essi in una buona fase di sviluppo. Si caratterizzano con iniezione di combustibile, alta compressione d’aria ed accensione spontanea e sono spesso usati soprattutto per veicoli pesanti adibiti a lunghi viaggi, senza frequenti fermate. Il motore è più pesante, più robusto e di costo maggiore rispetto ad un motore a benzina di eguale potenza, ma realizza una maggiore economia di combustibile.

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Caratteristiche del motore dell’automobile a benzina

Un motore a benzina (nella sua forma schematica) si compone di un cilindro dentro al quale si trova uno stantuffo che può muoversi a dolce sfregamento con moto alternativo. Il cilindro è uno degli elementi principali del motore e le sue dimensioni e disposizioni determinano in genere la potenza e tipo del motore. La sua forma esterna è variabile e dipende dal sistema di raffreddamento adottato e dalla disposizione delle valvole.

Se il raffreddamento è ad aria, la testa del cilindro è munita di una serie di sottili alette ottenute in fusione col cilindro stesso; se invece il raffreddamento è ad acqua – sistema più in uso – i cilindri hanno intorno alla camera di scoppio e alle valvole una intercapedine detta camicia del cilindro nella quale circola l’acqua di raffreddamento. E’ detto alesaggio del cilindro il diametro interno della parte cilindrica nella quale scorre lo stantuffo. Chiamasi corsa la lunghezza massima di cui si sposta lo stantuffo nell’interno del cilindro. Chiamasi cilindrata il volume generato dallo stantuffo durante la corsa.

Lo stantuffo, chiamato comunemente pistone, costituisce la parete mobile della camera di scoppio e permette a quest’ultima di aumentare e diminuire di volume. Ha generalmente la forma di un bicchiere cilindrico capovolto; in genere la sua lunghezza è di circa un terzo superiore al diametro del rispettivo cilindro. Presenta nella parte interna delle nervature che gli conferiscono maggiore robustezza e facilitano il raffreddamento. E’ di alluminio o anche di leghe di magnesio.

Ha un diametro leggermente inferiore a quello del rispettivo cilindro e quindi tra questi due organi esiste un certo gioco che permette le piccole dilatazioni conseguenti alle alte temperature che si producono durante lo scoppio. Pertanto il pistone da solo non può assicurare la perfetta tenuta, cui provvedono però gli anelli elastici chiamati fasce elastiche o segmenti che sono montati in apposite gole circolari, ricavate sulla superficie esterna dello stantuffo.

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Quale automobile scegliere

La scelta dell’automobile è sempre una scelta difficile da dover eseguire. Difficile perché, diciamolo pure, al giorno d’oggi tutti piace avere una bella macchina, elegante ed esteticamente bella da poter ammirare. Una macchina che abbia un forte impatto dal punto di vista estetico. Però è anche vero che non tutti possono permettersi una macchina “potente”. Quindi il primo fattore da prendere in considerazione per la scelta dell’automobile è sicuramente il prezzo, il budget che abbiamo a disposizione per poi poterla acquistare. Una macchina più economica quindi.

In secondo luogo teniamo in considerazione l’uso che intendiamo farne dell’automobile. Nel senso: se ci occorre un’automobile per uso quotidiano, per andarci ogni giorno a lavoro sarà sicuramente ottimo una macchina “normale”, semplice, magari anche di dimensioni non troppo modeste specialmente se si lavora in una città. Occorre anche considerare il parcheggio e spesso si sa che in città una macchina piccola avrà maggiori possibilità di trovare parcheggio rispetto ad una macchina di dimensioni maggiori.

Per fare un esempio: una Seicento avrà maggiori possibilità di potersi inserire in un parcheggio tra due macchine rispetto ad un Mercedes. Quindi, valutiamo anche a cosa ci può servire un’automobile nella scelta. E’ logico che se, invece, l’automobile ci occorre per un uso occasionale, da utilizzare solamente in certe occasioni, possiamo optare (sempre budget permettendo) per una macchina più ampia ed esteticamente carina.

Inoltre nella scelta di un’automobile possiamo poi considerare un terzo elemento e cioè il numero dei componenti della famiglia. Questo perché per una famiglia numerosa sarà magari più conveniente un’automobile spaziosa come una Multipla, mentre per una famiglia non troppo numerosa qualsiasi automobile in questo caso può essere conveniente. Quindi modelli di automobile che mi vengono in mente tipo Punto, Focus, ecc…

Infine dobbiamo valutare anche un quarto aspetto nel momento in cui decidiamo quale auto acquistare. E quindi considerare se preferiamo un’automobile italiana, come un modello Fiat, oppure un’automobile straniera come un modello Toyota.
Si sa che al giorno d’oggi esistono tantissimi modelli di auto, ognuna con caratteristiche diverse e prezzi differenti.

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Dove acquistare un’automobile

Per quanto riguarda il luogo dove acquistare un’automobile anche qui prendiamo in considerazione due aspetti. Dobbiamo innanzitutto avere bene in chiaro se desideriamo acquistare un’automobile nuova o di seconda mano.

Se optiamo ad esempio per un’automobile nuova Fiat possiamo recarci da una concessionaria esclusivamente Fiat la quale ci illustrerà tutte le condizioni e caratteristiche dell’automobile, i termini di pagamento e tutto ciò che comporta l’acquisto di una macchina. Al giorno d’oggi quasi tutte le concessionarie di auto nuove applicano finanziamenti a tasso zero per agevolare il cliente ad acquistare la macchina e garanzia che talvolta arrivano anche a 5 anni.

Nel caso in cui desiderassimo acquistare un’automobile di seconda mano, in questo caso la situazione è un po’ più complicata. In primo luogo possiamo rivolgerci ad una qualsiasi concessionaria che, come la concessionaria per macchine nuove, applicherà tutte le varie illustrazioni e modalità varie dell’auto.
Oppure possiamo rivolgerci ad un privato. Privato può essere un amico che conosciamo, un parente, oppure una persona che ha pubblicato un annuncio sul giornale per vendere un’auto. In questo caso si corrono maggiori rischi rispetto all’acquisto di un’auto da una concessionaria.

Il rischio è che colui che mi vende la macchina non mi assicura niente, quindi venderà la macchina nelle condizioni in cui si trova. Io che l’acquisto in un primo momento posso rimanere soddisfatta dell’auto poiché a prima vista mi può sembrare tutto in perfette condizioni. In realtà però posso avere in futuro qualche problema ad esempio, al motore, alla carrozzeria, ecc…In questo caso devo quindi basarmi sulla fiducia dell’acquirente. Inoltre un altro inconveniente è che pagherò sempre in contanti, senza effettuare nessuna modalità di pagamento. La possibilità di pagare a rate è praticamente difficile.

Anche acquistare un’auto in rete al giorno d’oggi è molto diffuso. Solo che occorre procedere con attenzione per non avere brutte sorprese in seguito. Le raccomandazioni sono sempre le stesse di quelle elencate poc’anzi. Il mio punto di vista rimane sempre quello di acquistare un’auto, sia nuova sia di seconda mano, da una concessionaria.

City car, berlina o fuoristrada? L’automobile è uno dei desideri di molti. Tantissime marche e versioni. Italiane, straniere. A benzina, diesel o Gpl? Un quadro veramente ampio in cui districarsi, per scegliere la propria quattro ruote. Ma è importante conoscere tutte le caratteristiche di una auto o, perlomeno, sapere il significato di alcune componenti di essa. Accendiamo i motori….

Caratteristiche

Quando parliamo di auto, un errore a volte commesso, è quello di fermarsi all’estetica del mezzo e magari si tralasciano alcuni concetti che, sono importantissimi. La guida non è in questo caso
L’automobile è generalmente composta da parti principali e da altre “caratteristiche d’uso” a seconda della marca e del modello.

Iniziamo subito col dire che le parti principali sono essenzialmente: telaio, carrozzeria, motore e relativi organi di trasmissione, organi di guida, sospensioni, ruote, freni e impianto elettrico. Queste parti costituiscono le caratteristiche costruttive di un’automobile, che consentono, poi, la classificazione di un’auto rispetto ad un’altra (categorie: city car, berlina, etc…).

Nelle caratteristiche meccaniche rientrano, poi, le varie potenze disponibili, cioè fornite dal motore ai vari rapporti di marcia. Fondamentali: il consumo di combustibile, la ripresa e la velocità massima. Altra proprietà fondamentali dell’automobile sono la tenuta di strada, la capacità di frenata, il comfort di marcia e l’affidabilità.

Il motore fornisce l’energia meccanica. Il tipo più diffuso è alimentato con miscela aria-benzina. Abbastanza diffuso orea è anche il motore Diesel. Anche se con questi ulteriori alzamento dei costi di carburante la differenza tra l’uno e l’altro non è più così evidente.

Il consumo di combustibile di solito espresso in chilometri per litro, è, quello necessario a far mantenere all’automobile una velocità pari a due terzi di quella massima e corrispondente alla cosiddetta velocità di crociera, su strada asciutta, piana, rettilinea e in assenza di vento! La velocità massima è quella raggiungibile in un percorso piano rettilineo senza vento.
La ripresa è definita in base al tempo necessario per aumentare la velocità da un valore iniziale a un valore finale assegnati, con o senza l’uso del cambio.

Altro fattore importantissimo è la tenuta di strada. In rettilineo e in curva è connessa con l’attitudine dell’automobile a conservae la traiettoria voluta, nonostante la presenza di cause perturbatrici, ad esempio l’irregolarità fondo stradale – in Italia non ne parliamo proprio! – frenate brusche ed improvvise, etc…In questo caso un ruolo fondamentale hanno i pneumatici in merito alla convergenza. È bene quindi fare sempre attenzione che l’angolazione delle 4 ruote sia perfettamente regolata.

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Di che carrozzeria sei?

La carrozzeria dell’automobile, oltre che caratterizzarla esteticamente, ha la fondamentale funzione di definirne l’abitabilità, il comfort, l’aerodinamicità e tutte le caratteristiche specifiche dovute agli usi particolari.

Alle origini dell’automobilismo ciascun modello di vettura esisteva soltanto come autotelaio, e la scelta e la costruzione della carrozzeria erano affidate al gusto dell’acquirente e all’estro e abilità del carrozziere. Oggi le cose son un po’ diverse!

La produzione è in serie. L’auto è un prodotto, appunto, industriale progettato e costruito interamente in fabbrica. Seppure è possibile scegliere gli optional, colore e motorizzazione, per cui un margine di originalità è salvaguardato!
Basandomi su quanto stabilito dall’Iso – International Standard Organisation – ecco, a partire dal 1072 i principali tipi di carrozzeria attualmente in commercio.
Berlina: carrozzeria chiusa, a 4 o più posti distribuiti su due ordini, a 2 o a 4 porte, con almeno 4 luci laterali.

Berlina decappottabile: carrozzeria dimile alla berlina, ma con il tetto costituito da una capote ripiegabile.
Cabriolet: carrozzeria a 4 o più posti a 2 o a 4 porte, con la parte superiore dell’abitacolo costituita da una capote ripiegabile.

Coupé: carrozzeria chiusa a 2 porte, per 2 posti.
Familiare o come si definisce adesso Stationwagon: carrozzeria chiusa a 4 o più posti, con bagagliaio e possibilità di eliminare i sedili podteriori per aumentare lo spazio. A 2 o 4 porte.
A queste si aggiungono i recentissimi Suv, ossia fuoristrada da città e le Citycar. Queste ultime costituiscono fanno il maggior fatturato delle aziende produttrici. Auto di qualità, a prezzi convenienti. Agevolazioni statali grazie agli ecoincentivi. Non a caso l’automobile è diventata uno dei fattori determinanti dell’economia di un paese.

Ogni industria produce mediamente i modelli sopracitati. Puntando, poi, soggettivamente al target di riferimento. Ci sono macchine che sono famose per il loro lusso come la Lamborghini. Altre per il loro comfort in città, ad esempio una Smart.

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La carica delle citycar

Circolano ogni giorno su strade ed autostrade migliaia di automobili. Serpentoni che si snodano tra traffico e code ai semafori. L’automobile è parte di noi! Con lei andiamo a lavorare, a fare la spesa, ad uscire per divertirci. Un mezzo davvero utile e senza dubbio indispensabile.

Tra le tante carrozzerie in commercio sicuramente riscuotono un successo le auto di piccole dimensioni. Costano poco (mediamente il prezzo di una nuova va da 5,8000 a 6,900 euro), si parcheggiano dappertutto, sono maneggievoli e anche a livello assicurativo non ci fanno stringere troppo la cinghia.
Il mercato ci propone tantissimi modelli. Alcuni di essi nati dalla partnership, di più case automobilistiche. Per cui la scelta a volte è dettata più dall’affidabilità di un marchi piuttostoche dalla composizione meccanica del mezzo. In effetti tra Citroen C1, Peugeot 107 e Toyoto Aygo non c’è nessuna differenza se non di estetica, dato che sono nate dalla collaborazione di queste tre industrie per rilanciarsi o posizionarsi nel segmento delle macchine di piccola cilindrata.

Non a caso la rediviva Cinquecento, sta ottenendo consensi notevoli. Nonostante i plausi della Panda, anch’essa auto di dimensioni contenute, che è stata, in assoluto una delle macchine Fiat ad aver venduto di più negli ultimi anni. Poi, restando in Italia, c’è la Lancia Y, lussuosa e chic. Con il senso della città! Wollkswagen punta sulla Fox e sulla nuovissima Das (in fase di ultimazione).

Altre idee? Bè c’è un’outsider vincente quale la Chevrolet Matiz, oppure la Kia Picanto (freschissima di restyling). Una falsa “citycar” nel senso di prezzo è, invece, a mio avviso la Mini. Che sarà esteticamente bella, anche piccola. Ma ha di grossa motorizzazione. Per cui anche i costi sono quasi al pari di una macchina di livello superiore. Tipo una Golf oppure una GrandePunto. Ci vogliono circa 18.000 euro per un modello base. E per non parlare dei costi di assicurazione.

E poi capitolo a parte la Smart! C’è a chi piace e achi no. Chi la considera una macchina chi nemmeno questo! L’unico pregio è che in una grande metropoli risolve problemi di parcheggio non indifferenti. E dato che c’è la versione con cambio automatico, anche i più negati al volante possono guidarla… sperando in ogni caso che non vadano addosso a qualcuno!!!

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Dal fuoristrada al suv

Ultimamente si stanno affermando molto i fuoristrada. In città e non solo capita di essere sorpassati da questi giganti a quattro ruote.

I fuoristrada, già il nome lo dice, dovrebbero circolare su percorsi “non cittadini”. Anche se come ormai è visibile da tutti non è così. Diciamo che a volte, i proprietari di queste vetture si sentono un po’ investiti di un0autorità che non gli compete. È pur vero che sono belli e fa un certo effetto guidarne uno.

Le caratteristiche tecniche del veicolo sono differenti dal consueto. Dovendo rispondere a esigenze particolari. L’interesse a costruire veicolo concepiti per il fuoristrada è stato in origine esclusivamente militare, poiché è opportuno, oltre che strategicamente positivo, oter fare uso dei mezzi di trasporto su qualsiasi terreno. La diffusione di queste particolari automobili si è avuta, in seguito ai conflitti mondiali, quando giunsero in Europa con le truppe americane con le allora famosissime Jeep.

Al di là degli usi militari, le automobili fuoristrada hanno trovato un’utilizzazione crescente come mezzo sportivo e come veicolo per il turismo a largo raggio.

Le caratteristiche che deve possedere un’automobile da fuoristrada sono essenzialmente una grande robustezza e a capacità di procedere su terreni accidentali. Tutti i veicoli di questo tipo adottano la trazione sulle quattro ruote motrici.

Grandi marche sono state e lo sono tutt’ora la Jeep, la Chrysler. Ma un po’ tutto il mercato automobilistico siè dovuto adattare, alla continua richiesta da parte della gente.
Ebbene si! Fiat, Mercedes e BMW per fare solo alcuni nomi, sono scesi in strada, è il caso di dirlo, con modelli che stanno riscuotendo grosso successo.
La Fiat, addirittura per essere sicura di far centro, si è affidata a Suzuki creando la “Sedici”, che ha la gemella “S4”.

Un outsider, anche a costi non eccessivi però, ce lo propone “inconsciamente” la stessa mamma Fiat con la Panda 4x4 o nella versione Climbing. Che rispondono alla voglia di dominare l’asfalto cittadino!!! Attenti a non farli arrabbiare…

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Full optional

Acquistando un’automobile vogliamo che sia dotata dei migliori comfort. La tecnologia, ormai, rende fattibile qualsiasi cosa. Diciamo che per questioni a volte anche di 1000 euro di differenza rispetto a modelli base, possiamo dotare la nostra utilitaria di qualche optional. Vanno per la maggiore lo stereo e il climatizzatore. Questi in assoluto sono al primo posto!

Lo stereo di serie di solito è incorporato nella plancia, con altoparlanti (2 o 4 già montati), con l’rds per la radio. Oggi in alcune auto con porta USB per ascoltare mp3 direttamente dall’I-pod. Il climatizzatore, optional per eccellenza, è manuale con filtro antipolline. Utile non solo d’estate per refrigerarsi dalla calura, ma anche d’inverno poiché riscalda l’abitacoli più velocemente, rispetto al riscaldamento per auto tradizionale. Oggi questi vengono dati anche di serie.

Certamente utili, tra gli optional, i fendinebbia. Una salvezza se ci si trova in condizioni atmosferiche sfavorevoli! E non bisogna essere in montagna, poiché spesso sulle nostre autostrade d’inverno c’è il pericolo dei banchi di nebbia.

Altri optional, che mi vengono in mente, gli specchietti termoriscaldati, i cerchi in lega e naturalmente come dimenticare il navigatore satellitare?

Sicuramente il prezzo delle automobili, è più vantaggioso rispetto ad anni precedenti. Poiché l’offerta è più vasta e c’è molta concorrenza. Così le aziende produttrici fanno offerte concorrenziali notevoli.
Acquistare full optional conviene! Anche perché la differenza in euro è minima, anche in base al finanziamento che si avrà sull’auto.

Così in pieno sole d’agosto, non rimpiangerete di aver scelto la macchina senza il clima! Oppure se vi siete persi nella nebbia non dovrete chiamare l’Anas per venirvi a recuperare! Ha proprio ragione la Lancia che in questi ultimi giorni ha fatto la pubblicità in cui fa il funerale ad una Limousine… Ormai l’optional come lusso, è superato. Chi spende i soldi per un’auto è giusto che ne sia ricompensato!

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Migliori marche

Uno sguardo ai siti di alcune delle tantissime aziende produttrici di automobili. Ogni sito è ricco di informazioni sui singoli modelli. Presenti i Car-configurator ed è possibile creare dei preventivi online, con definizione delle rate del finanzamento. In ogni sito, poi, sono presenti i punti vendita concessionarie, per toccare con mano l’auto che si vorrebbe acquistare…

  • http://www.fiat.it
    L’azienda di “casa nostra” Fiat. Propone automobili di buona qualità che si sono fatte spazio nel difficile mercato delle quattro ruote. Fiori all’occhiello GrandePunto, Panda, e ora Nuova Croma e Cinquecento.
    Sono migliorati i dettagli, più cura per la carrozzeria e gli interni. Le motorizzazioni sono di alto livello a benzina o il “brevettato” multijet (diesel).

  • http://www.peugeot.it
    Il leoncino francese continua ad essere uno dei marchi più apprezzati della categoria. Riscuote successo nei giovani con auto come 107 e 207. Ma estimatori in padri di famiglia e manager: 407. Affidabilità, cura dei dettagli. Innovazione e ricerca continua. Rispetto del cliente fanno di Peugeot un’ottimo investimento.

  • http://www.toyota.it
    Toyota è il secondo produttore mondiale di automobili: produce oltre 9 milioni di veicoli ogni anno e ha 67 stabilimenti in tutto il mondo. In Italia Toyota è presente con più di 235 punti vendita e 228 centri assistenza. L’azienda deve il suo successo nel bel paese anche alla Yaris, un’auto di media cilindrata che ha saputo imporsi grazie alla sicurezza, tecnologia e agli optional che quest’auto offre a prezzi vantaggiosi.

  • http://www.chevrolet.it
    Chevrolet si è inserita con l’acquisizione della coreana Daewoo nel settore delle auto di “largo consumo”. Nel senso che il suo nome era sempre legato a suv o fuoristrada.
    Fiore all’occhiello la Matiz, come citycar e la Lacetti come berlina. Ma la gamma è molto varia. Naturalmente non poteva mancare un gigante di strada la Captiva.

  • http://www.mercedes-benz.it
    Sinonimo di lusso e di auto eleganti, ovvero Mercedes-benz. Auto d’eccellenza, berline o coupé. Classe A, B, C, E… ognuno di questi modelli parla da solo! Nel sito è possibile vedere le automobile cui è dedicato un apposito e soggettivo sito internet. Per alcuni sono un sogno. Ma che auguro si possa realizzare.

  • http://www.alfaromeo.it
    L’Alfa Romeo è nata nel 1910 e il marchio che ha assunto era Alfa. Tratta macchine di classe sportive.

  • http://www.wolkswagen.it
    La Wolkswagen è un gruppo affermato fondata da Richard Gumpert. Già dai primi anni Ottanta ha raggiunto degli ottimi risultati per quanto riguarda la vendita.

  • http://www.ford.it
    La Ford è attualmente il terzo costruttore automobilistico al mondo con 7.5 milioni di autovetture prodotti nel 2007. Inoltre sono circa 245 mila le persone che lavorano nei 200 paesi in cui opera la Ford.

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Hyundai Getz

Prodotta dalla coreana Hyundai, la Getz è un’ottima citycar, compatta e confortevole, il giusto punto d’incontro tra l’utilitaria ed automobili di fascia superiore. Per me che la uso praticamente ogni giorno, un’auto, oltre che confortevole, decisamente pratica, non ingombrante e soprattutto dai bassi consumi, che si tratti di convivere con il traffico o di marciare discretamente su strada. Poi, non dimentichiamolo, i costi sono veramente contenuti.

Gli interni hanno diverse particolarità. Spicca anzitutto l’abbondanza di portaoggetti, il che può tornarci davvero utile, ed è un aspetto troppo spesso sottovalutato. Le numerose tasche laterali non sono mai di troppo. Nel complesso gli interni sono confortevoli e spartani, essenziali, la mobilità dei sedili è buona, la leva per lo spostamento è facilmente accessibile. I sedili posteriori sono ribaltabili, consentendoci dunque di creare velocemente spazio ulteriore.

Gli Airbag sono lato guida e lato passeggero, con airbag passeggero disattivabile in caso di trasporto bambini. Segnalo anche che l’ultima versione ha ricevuto alcuni ritocchi estetici, pur mantenendo l’aspetto classico della Getz. Molto utili le modanature laterali, concepite soprattutto per i parcheggi, e che non stonano con il design complessivo.

La Getz è in commercio in tre gamme di colori: perlati, metallizzati e pastello, nella versione 3 porte o 5 porte. Per gli interni sono previsti allestimenti speciali red package e blue package. Le dimensioni dell’auto sono: 3,81 metri di lunghezza x 1,53 di larghezza e 1,57 di altezza, ed il sedile-guida è leggermente più rialzato di altre monovolume della stessa fascia. E’ attualmente in vendita con una garanzia di 3 anni. Monta anche un ABS con riparatore elettronico EBD. Il cambio è manuale, ma è scelta è possibile montare un automatico a 4 velocità su alcune versioni a benzina. E’ in commercio con due motori a benzina (1.1 e 1.4) e motore diesel 1.5 CRDi VGT, prodotti secondo le ultime normative europee e tutti EURO4.

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Audi A3

Vi presento ora un auto che risulta sì costosa, ma possono rappresentare dei soldi spesi bene vista la qualità sia in termini di prestazioni che di design, sicurezza, ergonomia e tenuta del valore. Le prestazioni sono elevate, ovviamente dipenderanno dalla cilindrata e dai cavalli che deciderete di acquistare. In generale il motore è fluido, brillante, sportivo ma al tempo stesso non aggressivo, nonostante il peso della vettura non sia trascurabile. In quanto fluido ed elastico consente ottima efficacia anche a marce basse, per questo i consumi sono contenuti, ovviamente in rapporto al tipo di vettura.

Di serie è presente l’ESP, un controllo sulla stabilità, molto utile in curva e sul bagnato. Gli interni sono davvero eleganti, raffinati, soprattutto con le scelte dei sedili in pelle e cruscotto in radica. Ciò che colpisce sono le finiture: nulla è lasciato al caso in questa vettura. Materiali, cruscotto, pulsantiera, illuminazioni, sono tutti ricercati in un design semplice ma molto elegante. Punto forte di questa visione estetica è anche l’esterno, dove la vettura è più allungata delle precedenti versioni Audi, soprattutto il muso. Linee affascinanti si protraggono dal muso con lo stemma della casa madre (4 cerchi) al retro leggermente bombato.

Gli spazi all’interno della vettura sono studiati bene, per questo si sta bene anche in 5. Forse una piccola pecca è rappresentata dal bagagliaio, non eccessivamente spazioso. Il prezzo si sà, è elevato, ma le marche tedesche sono sinonimo di indiscussa qualità e sicurezza. Inoltre soprattutto per le auto di casa Audi, possiedono una tenuta del valore molto alta, vale a dire, rivendendole dopo qualche anno non venderete un prodotto svalutato ma porterete a casa ancora dei bei quattrini. Anche l’assistenza è degna di nota a partire dal periodico Audi che vi spediranno gratuitamente (vorrei ben vedere) a casa vostra dopo l’acquisto di una loro vettura.

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Golf Giugiaro

Un’auto così longeva è difficile da trovare nel mondo delle case automobilistiche. Prodotta da Volkswagen su disegno dell’italiano Giorgetto Giugiaro, ha subito numerosi restyling nel corso degli anni ma ha mantenuto inalterato lo smalto della grande automobile che dura nel tempo. Quando venne lanciata, fu acquistata da 4 milioni di italiani: un successo strepitoso, mai finito. Nel 1975 costava 3.768.000 lire.

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Mini Cooper

Acerrima nemica della Fiat 500, con cui si contese il mercato per decenni, la britannica Mini è la versione snob dell’utilitaria democratica. In Italia ebbe un certo successo nonostante la concorrenza della nostrana Cinquecento, e paradossalmente il colore preferito fu un beige pallido molto simile a quello proposto dalla Fiat. Nel 1962 costava 793.600 lire. Oggi è molto amata dai più giovani e il prezzo è decisamente più salato.

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Mercedes-Benz 300 SL

La velocità che poteva raggiungere l’avveniristica Mercedes-Benz 300 SL a iniezione, lanciata sul mercato nel 1954, fece rabbrividire persino gli appassionati di motori. Era in grado di raggiungere i 265 km. orari con un’accelerazione da 0 a 100 in soli otto secondi. Avanguardia pura, per gli anni ’50. In più, stupiva anche il design: le portiere laterali si aprivano verso l’alto e l’auto si guadagnò il soprannome di “ali di gabbiano”.

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Fiat 500

Simbolo del boom economico dell’Italia che cresce, del riscatto del dopoguerra e del lusso alla portata di tutti (o quasi!). La Fiat 500, utilitaria per eccellenza oggi riproposta con successo, fin dal suo apparire sbaragliò la concorrenza, Mini in testa. Il suo punto di forza erano gli 8 cm. in meno, che la rendeva comodissima per il parcheggio. Nel 1956 costava 465.000 lire.

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Lamborghini Miura

Le idee più brillanti e duratura spesso nascono da un caso fortuito. Avvenne così che il signor Lamborghini, produttore di trattori, decise di mettersi a costruire auto sportive. La sua Ferrari s’era guastata e per ripicca nei confronti della casa automobilistica di Maranello decise di costruirsene una da solo. Il primo modello fu presentato con gran successo al salone di Ginevra del 1966: si chiamava Miura e raggiungeva i 282 km. orari. Il prezzo andava da 25.744.000 a 39.442.000 lire.

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