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Le due ruote sono la passione indiscussa di moltissimi italiani. Sfrecciano su strada tantissime tipologie di moto. Ma chi la vorrebbe o ne sogna una ne sa abbastanza? Senza contare che non sono più soltanto gli uomini ad esserne appassionati, ma esiste una folta schiera di estimatrici tra le donne. Con questa guida, tra sogno e realtà, facciamo un salto nel mondo delle moto.
Sogno a due ruote
“Motocicletta, dieci hp, tutta cromata… è tua se dici si…!! Cantava così, l’intramontabile Battisti, la sua passione per le due ruote. Sentimento che rispecchia lo stato d’animo di tantissime persone che possiedono una moto.
Si perché, stiamo parlando di moto, non di scooter! Acquistarla ha una certo costo, ci vuole una dovuta manutenzione e, soprattutto, bisogna essere in grado di dimostrarsi “centauri” all’altezza della situazione.
Anche perché, come detto, le moto hanno diverse cilindrate. E comunque anche la minima ha una certa potenza e, quindi, velocità.
Non è certo comoda per andare in ufficio. Spesso è nel fine settimana che si inforca la due ruote. Per una passeggiata al mare o in campagna. Dove c’è poco traffico e (diciamola tutta) si può spingere un po’di più sull’acceleratore. Molto spesso capita di incontrare compagnie di bikers, piccoli raduni di amici che si fanno compagnia in queste gite in sella alla propria moto.
Due ruote è sinonimo di corsa. Anche per riflesso allo sport collegato alla moto. I modelli che spesso si sognano e vengono acquistati sono in “stile” motomondiale! E sono tantissimi, alcuni storici. Il rombo di una Harley Davidson, per quanto sempre di rumore si parli, è una melodia! Affascina persino chi non se ne interessa. Se bisogna dirla tutta, credo, che nell’immaginario collettivo una Harley 883 (non il gruppo italiano) sia stato un sogno per molti.
C’è, poi, un’altra tipologia, anch’essa legata ad uno sport, il motocross. Ovvero le moto fuoristrada. Negli anni novanta, molto diffuse e tuttora anno un seguito di estimatori.
E per concludere, se la passione comincia sin da piccoli, il sogno a due ruote si può realizzare con una mini moto…!!! Questo è un argomento a parte, anche se, moltissime sono i ragazzini che si avvicinano sin da piccoli a questo mondo. Anticamera dello sport agonistico.
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Di che cilindrata sei?
Per entrare nello specifico dell’argomento, penso, sia opportuno conoscere alcune nozioni tecniche. La Guida, infatti, vuole essere anche uno strumento per chiarire qualche idea a chi ne ha bisogno, dal punto di vista della composizione tecnica.
Com’è fatta una moto? Diciamo che la sua antenata diretta è il motociclo, di cui ha mantenuto invariata la struttura tecnologica.
La motocicletta è costituita, infatti, da motore in posizione centrale tra le due ruote, e trasmissione sulla ruota posteriore. Sono fondamentali il telaio che ha una forma trapezoidale, realizzato e costruito in tubo d’acciaio o in lamiera stampata. Al telaio sono incernierati il complesso manubrio-ruota anteriore e il complesso sospensione-ruota posteriore; all’interno, in posizione centrale, è disposto il motore collegato alla ruota posteriore con trasmissione a catena o ad albero.
Fondamentale è il motore. Per ogni motocicletta si adottano soluzioni tecniche diverse. Per quanto riguarda la cilindrate sono molte: dalla più semplice 50, a salire 125, 250, 350, 500.
Nei motori oltre la cilindrata, è importante il numero dei cilindri. Possono essere da uno a quattro. Al tempo stesso è importante la loro disposizione: affiancati, a V, contrapposti. Vi è, poi, il ciclo di funzionamento a 2 o a 4 tempi ed il regime, che riguarda special modo le moto da competizione.
Infine, il raffreddamento che è ad aria, raramente ad acqua. L’estrema variabilità delle soluzioni tecniche, sopra illustrate, rende abbastanza difficile l’individuazione di chiare tendenze costruttive.
Naturalmente più si sale di cilindrata, più si va veloce. E ovviamente si consuma carburante. Tra le cilindrate più diffuse su strada 125 e 250. Le altre sono talmente alte, che mantenerle ha un costo, anche da un punto di vista assicurativo. Poiché la legge prevede, così come per le auto, l’immatricolazione del mezzo e le relative tasse a carico. Diciamo che questa cosa ci “risveglia” dal sogno e, ahimè, ci riporta alla realtà!
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L’origine del successo
Se si parla di moto, va da sé, che si debba fare un richiamo al motociclismo. Ma non in chiave agonistica. È vero che la moto, oltre ad essere un gioiellino da sfoggiare sull’asfalto bollente, per far invidia ai nostri amici, è senz’altro al centro dell’attenzione, e deve il suo successo commerciale, all’uso che se ne fa in ambito sportivo. Poiché, è senza dubbio efficace il messaggio che viene lanciato da questo sport. Ovvero come esso abbia influenzato (e lo fa tuttora) il trionfo della moto, come “oggetto del desiderio”.
I vari motomondiali, gare di velocità, nonché gli stessi piloti (si pensi a Valentino Rossi) sono per le case produttrici uno strumento efficacissimo di marketing. Si pensi che, ad ogni campionato, si elegge il miglior costruttore.
È ovvio (almeno si spera sia così) sia impensabile che qualcuno acquisti un modello da corsa, anche perché non avrebbe senso (ma nel mondo tutto è relativo!) correre su strade provinciali e non, poiché tra autovelox e limiti di velocità, fioccherebbero multe in quantità!
Tuttavia è la marca che ne trae vantaggio. Un’Honda, Yamaha, o l’italianissima Ducati, sono quelle più ricercate. Sinonimo di sicurezza, affidabilità e successo. Decretata dai numerosi successi in pista.
Ed è così che per un ragazzo qualunque, la strada diventa una pista dove l’obiettivo finale è vincere. Sulla due ruote tutto sembra possibile. Per un pomeriggio si diventa campioni e si corre nell’orizzonte.
Il resto vien da sé. Il mercato delle moto è sempre in continua crescita. Grazie a questo motivo. Perché riesce a mantener vivo, e lo ribadisco, quel desiderio di libertà che solo chi guida una moto può provare. E che a sentir loro è una sensazione fantastica.
L’auspicio è che chi guida questi “bolidi” sia cosciente di cosa ha tra le mani e, che per la sua incolumità e quella altrui riesca a “frenare” la sua voglia di stupire.
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Acquistare: nuovo o usato?
Il momento dell’acquisto è sempre il più delicato. Quali offerte e quali possibilità ci sono in giro? E quali fra queste può fare per noi? Bisogna fare un’analisi di tutto ciò che si va incontro. Dopo tutto la moto è un spesa importante.
Il costo di una “due ruote” di media cilindrata si aggira intorno ai 6000 euro e può salire di più, in base a caratteristiche tecniche, accessori etc…
L’acquisto si fa negli show-room. Possibilmente specializzati. In ogni città mediamente ce n’è uno. E in ogni caso è bene consultare i siti internet delle aziende, per cercare i rivenditori più vicini.
Di solito chi fa un acquisto del genere è abbastanza informato ed ha le idee chiare sul prodotto che vuole. L’attenzione che si deve avere è rivolta a possibili agevolazioni sui pagamenti. Se sono compresi nell’acquisto alcune polizze di sicurezza (come furto, incendio); non dimentichiamo, infatti, che la moto acquistata deve sottostare ad obblighi di legge. Pertanto va immatricolata, avrà una targa e il bollo!
Per questi acquisti sono previsti, anche, dei finanziamenti. Pertanto si può scegliere di rateizzare l’importo in base al costo e, se ciò viene concesso dal concessionario.
A dir la verità molti si affidano anche all’usato. È possibile trovare affari. Ma bisogna prestare attenzione e, magari cercare di sapere perché viene messa in vendita. Attenzione alle cosiddette “fregature”.
Diciamo che i rivenditori stessi, spesso, propongo al cliente, una vasta offerta di modelli usati. Questi dovrebbero godere della cosiddetta formula “usato sicuro”. Infatti, questi prima di essere in vendita sono sottoposti ad un completo check-up tecnico.
In generale sia per il nuovo, sia per l’usato chi vuole comprare può anche fare riferimento alle tante riviste cartacee ed online (ad esempio Due Ruote).
Qui si trovano recensioni di tantissimi modelli ed anche i listini dei prezzi. Uno strumento utile a chi deve scegliere la propria moto.
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Accessori
Un centauro che si rispetti, oltre ad avere una venerazione per la propria moto, ha cura di tutti i dettagli. A cominciare dalla pulizia. La due ruote deve essere sempre lucida e pulita e, possibilmente, quando resta ferma in garage o nel nostro giardino, coperta con i teli copricarrozzeria. Anche per quanto riguarda l’equipaggiamento non si scherza…
Si pensi al casco! È un accessorio obbligatorio per legge. Quindi non se ne può fare assolutamente a meno. Innanzitutto per un fattore di sicurezza. Ma col tempo si può dire sia diventato un vero e proprio accessorio da esibire. Addirittura ne esistono modelli specifici, secondo la moto che si possiede.
Vale a dire che ci sono caschi semplici, per normali scooter, e caschi che coprono completamente la testa, compresi di “mascherina” trasparente anti-insetto.
Colori accessi, flou e decorazioni. Ma anche classici grigio metallizzato. Alcuni sono personalizzabili con il nome o le iniziali. Tra gli accessori per il casco come non ricordare le “orecchie” da orsacchiotto, maialino, e così via, da attaccare su di esso?
Al casco, poi, si aggiunge l’immancabile giubbino di pelle. Tra l’altro è imbottito, per preservare da eventuali cadute. Questi sono gli immancabili nel kit del perfetto motociclista. Poi, si sa, esistono sempre gli eccessi. C’è quindi chi acquista le tute (stile moto mondiale) stivaletti e guantini.
Proprio come un vezzo si possono sfoggiare ai tantissimi raduni di moto che si svolgono in tutta Italia ed Europa. I fanatici non se ne perdono uno.
Tra l’equipaggiamento ci sono poi gli accessori per moto: il bauletto portatutto, le manopole del manubrio termoriscaldabili, glitters ed stickers adesivi.
Insomma si può parlare di un vero e proprio business! Online tra l’altro è possibile sbizzarrirsi acquistando di tutto, ed a prezzi molto accessibili. Sul portale web Punto Moto, ad esempio, molti degli accessori citati, sono in offerta.
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Migliori marche
Per quanto riguarda le marche, quelle inglesi, tedesche ed italiane hanno mantenuto a lungo il loro predominio sul mercato, grazie all’esperienza accumulata negli anni, soprattutto nelle competizioni internazionali. Poi, con l’arrivo da oriente dei giapponesi, queste ultime hanno cominciato s segnare svariati successi commerciali, e sportivi.
Uno sguardo tra Europa e Asia alle migliori case produttrici di moto!
- http://www.aprilia.com
Italiana al 100%! Così Aprilia si è imposta come secondo produttore europeo di moto. Una storia iniziata a Venezia, quando il fondatore Alberto Beggio fondò una fabbrica di biciclette. Il primo modello di moto risale al 1968 e da allora di strada ne è stata fatta tanta. Oggi Aprilia è un marchio che garantisce esperienza e sicurezza. E la sua presenza è in 24 paesi. Uno standard di qualità certificato anche dal riconoscimento ISO 9001:2000.
- http://www.ducati.com
Su strada il rosso Ducati lascia il segno. Per design innovativo, ingegneria avanzata ed eccellenza tecnica. Nata nel1926, a Bologna, Ducati è uno dei marchi più richiesti sul mercato oltre per le caratteristiche è riuscita a trasformare il proprio marchio in un sinonimo di qualità. Numerosi i modelli di moto da strada prodotti, che in anteprima sono in visione sul sito. Tantissimi i rivenditori sparsi sul territorio. È un acquisto sicuro!
- http://www.bmw-motorrad.it
Dire BMW, può gia bastare per descrivere questa azienda. Da anni tra i leader europei e mondiali nella produzione di auto e moto. Le due ruote di BMW sono belle ed eleganti, veloci e sicure. Tedesche in tutto per affidabilità e qualità. La larga diffusione sul territorio consente un contatto diretto con il cliente che viene seguito in tutte le fasi, dall’acquisto alla manutenzione.
- http://www.honda.it
Nata nel 1948, Honda è un’azienda che sin dagli esordi ha basato la sua attività sull'eccellenza tecnica, sulla creatività, su impianti costruttivi di assoluta qualità e innovazione. Oggi è uno dei marchi asiatici più richiesti. Forte anche del grande riflesso dei successi dei motomondiali. L’azienda è sempre in forte crescita ed espansione. Ha una larga distribuzione sul territorio.
- http://www.harley-davidson.com
Il sogno in assoluto! Harley-Davidson, azienda made in USA oltre a produrre moto di indiscussa qualità e design inconfondibile. Ha creato nel tempo un vero e proprio fenomeno di costume. Sono moto di grande cilindrata pensate (viste nei film!) per lunghi viaggi. Il sogno di ogni uomo (o donna) si può realizzare a cavallo di una Harley. Inconfondibile è il suo fragoroso rombo!
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Moto Triumph Tiger 1050

Lo storico marchio motociclistico di Sua Maestà nel 2007 ha voluto re-inventare un suo modello di gran successo del passato. E così è nata la nuova Tiger della Triumph, sulle ceneri del celebre modello con il graffio della tigre. La nuova Tiger conserva tutto il fascino di una moto inglese, ma rivisto in chiave moderna: un design sicuramente più elegante e più moderno, ma con una grinta e un motore da far invidia ad altre sue colleghe.
Il nuovo modello della Triumph monta il tricilindrico 1050 della Speed Triple. La sua forcella rovesciata e i cerchi da 17 che installano gomme 120/70 ZR17 davanti e 180/55 ZR17 dietro rendono questa moto sportiva e aggressiva. Il manubrio è più alto rispetto ad altri modelli di moto affini: questo rende il mezzo molto più comodo rispetto ad esempio ai mezzi più sportivi. La moto ha un peso di 198 chilogrammi nella versione standard, mentre la sua versione con l’Abs raggiunge i 201 chilogrammi: una moto non troppo pesante, che però aumenta di peso se si aggiungono i vari bauletti, siano essi quelli messi in commercio dalla stessa Triumph oppure quelli di altri marchi famosi di questo settore.
Un consiglio per i bauletti e le valige laterali: quelle di serie sono perfette e non disturbano la linea, ma sono al tempo stesso un po’ troppo piccole. Dipende da quando bagaglio dovete portarvi dietro! Se cercate una moto che sia sportiva e vi dia molta adrenalina, ma che allo stesso tempo vi consenta di viaggiare nelle vostre mete preferite, allora la Tiger della Triumph è una delle moto da tenere in considerazione nella scelta di acquisto finale.
Molto comoda anche per viaggiare in due, grazie soprattutto alle maniglie, posizionate in modo da avere una postura più che normale: anche se il passeggero, forse, è posizionato un po’ troppo in alto rispetto al pilota. I colori disponibili per la Tiger della Triumph sono il nero, il blu, il giallo (che tende all’oro) e il bianco. Il prezzo di partenza è di 10.300 euro, che salgono a 11.200 euro se si sceglie il modello con l’Abs.
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