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Il tuning auto è l'arte di modificare la propria auto per abbellirla esteticamente e migliorare le sue performance su strada. Con questa guida al tuning vi illustreremo le varie tecniche ela componentistica, per rendere la vostra auto un vero gioiello.
Kit estetici per Tuning auto
Recita una canzone:..."Sei gelosa di te ti guardi intorno se c'è una vestita uguale perché sedurre per te è più importante che... che respirare!. E il vero tuner lo sa bene. Si deve distinguere dalla massa e non c'è modo migliore per farsi notare se non quello di vestire la propria auto in maniera originale, creando un proprio stile. Perché agli amanti del tuning non piacciono le imitazioni. L'elemento fondamentale che differenzia la propria macchina dalle altre è quindi il kit estetico, unito a un buon carrozziere e a un tocco di creatività. Nel corso degli anni l'estetica della carrozzeria ha fatto molta strada, acquistando sempre più importanza all'interno del settore dedicato alle auto sportive. Anche il pubblico a cui si rivolge è cambiato. Chi si accosta al mondo tuning lo fa per passione e per distinguersi dalla routine delle auto prodotte in serie e dalla filosofia quattroruote uguale mezzo di trasporto.
Ecco quindi come le modelle da carrozzeria si preparano per un restyling da capogiro. Equipaggiarsi di un profilo aerodinamico in grado di fornire un'efficace fattore di penetrazione (il famoso Cx) è diventato ormai un concetto alla portata di tutti. L'imperativo, in termini tecnici, è costituito dalla ricerca di una luce (ovvero la distanza che separa la scocca della nostra auto dal suolo) il più piccola possibile, in grado di bloccare i vortici d'aria che, "scivolando" sotto la macchina, rallenterebbero la sua marcia. Anche l'impatto frontale, ovvero l'aria che si scontra sul paraurti anteriore e sul cofano, è un altro fattore che offre resistenza all'avanzare della nostra auto. Per ovviare a questo, si è soliti utilizzare soluzioni che incanalano l'aria verso l'aspirazione o il radiatore dedicato al raffreddamento del propulsore. L'utilizzo di spoiler e alettoni, invece, è volto a stabilizzare l'auto: queste due componenti della carrozzeria sono in grado di sfruttare la pressione, esercitata sulla loro superficie dall'aria, e di utilizzarla per "schiacciare" l'auto aumentandone la tenuta nella percorrenza delle curve. Bisogna ricordare, però, che la regolazione di spoiler e alettoni non è cosa da poco. Infatti, un'eccessiva incidenza, comporta si una maggior stabilità in curva, ma ha anche il contro di rallentare sul rettilineo. L'effetto racing scaturito dall'adozione di questi profili rimane comunque di grande effetto, e sempre in grado di coinvolgere un gran numero di sguardi.
Attualmente in commercio l'offerta per quanto riguarda i kit estetici per sostituire i componenti di serie è davvero ampia. Spoiler, alettoni e minigonne vi aspettano per dare alla vostra auto un aspetto sportivo in grado di renderla più performante o anche solo più accattivante. Ma se volete un prodotto davvero originale non resta che affidarsi alle sapienti mani di un carrozziere specializzato. Vero e proprio "stilista" dell'auto in grado di accompagnarvi alla scoperta della "silhouette" che più vi rispecchia cercando di esaudire ogni vostro desiderio. Le nuove tecniche usate, infatti, sono molto sofisticate e, attraverso l'introduzione di nuovi materiali plastici, vetroresina o ABS, e a sistemi di lavorazione rinnovati, consentono la realizzazione di pezzi con forme personalizzate, magari anche particolari disegni che avete in mente o che vi è capitato di vedere su auto straniere. Per quanto riguarda il solo fattore estetico, anche la colorazione da adottare non è argomento da sottovalutare. Il colore, reso particolare da nuove vernici con cromie dagli effetti cangianti che si diversificano in base alla luce, o una vistosa areografia. sono caratteristiche sempre in grado di conferire alla vostra auto un tocco di originalità davvero graffiante!
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Tuning freni auto
Uno degli aspetti che definisce un pilota è la sua capacità di frenare al limite, guadagnando così, in pista, preziosi secondi sul tempo del giro. Per fare questo, oltre ad un elevato feeling con le quattroruote, è necessario avere un impianto frenante molto efficiente. I sistemi dedicati all'arresto dell'auto sono schematicamente composti da una pompa e dal complesso pinze/ dischi, il tutto unito ai sistema di comando e ai tubi di collegamento tra queste parti. Ognuna di queste componenti è fondamentale per ottenere una buona frenata. Le auto che acquistiamo di serie, per motivi legati alla sicurezza, sono vendute già con sistemi sicuri e potenti, equipaggiati anche con numerosi sistemi elettronici in grado di garantire una frenata stabile e sicura, come, per esempio, il famoso ABS. Aumentare le prestazioni della propria auto, in termini di potenza, è comunque un aspetto che richiede anche la possibilità di equipaggiarsi con un impianto frenante capace di rispondere prontamente anche a velocità più elevate. E' qui che entrano in gioco le installazioni racing, ovvero sistemi in grado di garantirci spazi d'arresto ridotti e tempi di frenata minimi.
In commercio sono reperibili diverse tipologie di impianti, che differiscono da quelli di serie in quanto non sono costituiti da pinze flottanti bensì da pistoni contrapposti. La differenza sostanziale risiede nel fatto che la prima delle due soluzioni costruttive è composta da un solo pistoncino dedicato all'azione frenante di ambedue le pastiglie; in questo caso la spinta generata dal pistoncino sarà scaricata sulla pastiglia adiacente che a sua volta, agendo sul disco, spingerà l'altra nel verso opposto, ovvero sull'altra parete del disco. I pro di questa soluzione sono descritti dal minor costo costruttivo ( per le Case automobilistiche) e dal minor ingombro all'interno del cerchio con il conseguente maggior range di regolazioni e maggior stabilità dell'auto. Per quanto riguarda le pinze a cilindri contrapposti il discorso cambia. Quello che migliora è la durata e l'efficienza del Sistema: due pinze agiscono in maniera coordinata e garantiscono maggior prontezza alla risposta con l'andare del tempo. Inoltre i circuiti a pinze contrappose posso adottare i sistemi pluricilindro, (a 4 o più pompanti) che hanno dalla loro un direzionamento più preciso, dovuto al minor diametro dei cilindri, una minor pressione agente sul singolo pistoncino e il plus di una minor usura, dovuta alla maggior superficie dedicata all'azionamento della pastiglie. Per quanto riguarda le pastiglie dei freni la differenza sostanziale risiede nel materiale utilizzato per la loro fabbricazione: è possibile acquistare mescole dalle caratteristiche molto performanti, ma anche costose e discarsa durata, così come pastiglie più durature ma anche più aggressive nei confronti dei dischi, che si usureranno maggiormente. La parte finale, ovvero quella su cui è concentrata gran parte dell'azione frenante sono appunto i dischi.
Il buon tuner non disdegnerà di certo la possibilità di maggiorare il loro diametro (magari messo in bella mostra dalle sottili razze dei cerchi e dalla colorazione rossa delle pinze...) ma deve anche sapere che le tipologie acquistabili sono diverse. Per aumentare la capacità di raffreddamento della sua superficie, i costruttori utilizzano delle forature che servono a incanalare il flusso d'aria entrante e avvantaggiare cosi il raffreddamento. Ma non solo, anche lo sporco e l'usura delle pastiglie, che comporta una buona dose di depositi carboniosi, sono nemici della buona frenata. Per ovviare a questo esistono i "baffi" ovvero scanalature radiali che incanalano questo materiale indesiderato e lo espellono durante l'azione frenante. Ma la buona frenata non è garantita solo dalle parti metalliche o dalle leghe di carbonio. Anche il liquido riservato alla trasmissione del comando frenante è fondamentale. Molti lo definiscono olio, ma chiamarlo così non è tecnicamente corretto. Questo speciale fluido che riempie il circuito idraulico e permette di azionare, tramite un pedale, il servofreno e le successive pinze dei freni, è in realtà costituito da eteri e glicoli, da oli minerali e anche siliconi. Le sue caratteristiche sono definite da speciali normative e vengono classificati in base ai parametri fissati dal Dipartimento dei Trasporti Americano (Department of The Transports, da qui il suffisso DOT) che tengono conto delle caratteristiche di temperatura di ebollizione, della tendenza ad assorbire umidità, della viscosità e della capacità di proteggere dalla ruggine i componenti metallici del circuito. Le caratteristiche di resistenza alla temperatura e di costanza nell'azione frenante migliorano al crescere del numero associato ( un ottimo olio, per esempio è il DOT5).
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Distanziali
Per migliorare l'assetto della propria auto, o più semplicemente per conferirle un aspetto più aggressivo e sportivo, spesso si utilizzano i distanziali, ovvero "anelli" aggiuntivi posizionati tra cerchio e mozzo, capaci di incrementare la carreggiata e di rendere l'auto più stabile, correggendo anche eventuali problemi di rollio, in più, se pensate di montare pneumatici maggiorati, tale soluzione rappresenta una necessità capace di donarvi i millimetri necessari ad ospitare le maggiori dimensioni delle nuove coperture. Il materiale di cui sono composti i distanziali è solitamente una lega leggera di alluminio e, in commercio, ne esistono di diverse tipologie: si parte da quelli più "snelli" che si montano direttamente sul mozzo della macchina utilizzando per il loro serraggio bulloni più lunghi degli originali, arrivando a quelli decisamente più corposi, sempre agganciati direttamente al mozzo della vettura ma provvisti di specifiche filettature in grado ospitare i bulloni originali che verranno utilizzati per montare successivamente la ruota. In figura è riportato un piccolo schema rappresentante le misure ammissibili sulla propria auto: nella parte "prima" la lettera "A" rappresenta la distanza tra il margine esterno del parafango e il profilo del pneumatico, la lettera "B", invece, rappresenta il margine inferiore (non sempre previsto) caratterizzato dalla distanza tra l'esterno dei pneumatico e l'esterno del parafango. La differenza di tali due valori (A-B) rappresenta la larghezza teorica del distanziale che si può montare, denominata con la lettera "X", valore a cui è buona abitudine sottrarre ulteriormente altri 5 mm come misura cautelativa. La parte dopo di questo schema evidenzia come la grandezza "X" corrisponda all'effettivo distanziale che possiamo montare sulla nostra auto. La procedura di scelta del distanziale, è la stessa sia sull'assale posteriore che su quello anteriore, ricordando però che. nel secondo caso, bisogna anche tener conto dell'angolo di sterzata della ruota, evitando, a ruote sterzate, di toccare il passaruota con il pneumatico.
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Tuning cerchi auto
Uno degli aspetti che contraddistinguono il buon assetto è caratterizzato dai cerchi dedicati agli pneumatici. Avere dei cerehioni che rendano la guida precisa e sicura è un "must" irrinunciabile per tutti gli amanti della guida sportiva. Non a caso, il materiale con cui sono composti i cerchi deve essere il meno possibile soggetto a deformazione, evitando così comportamenti anomali e vibrazioni poco confortevoli. Per quanto riguarda i pollici che definiscono il loro diametro, spesso si cerca di aumentarli, abbassando di conseguenza la spalla del pneumatico, e ottenere come plus una maggior reattività e una più elevata sensibilità di guida. Ma non solo, questa maggiorazione comporta anche una tenuta più sicura e una maggior prontezza alla frenata. Le tipologie di cerchi adottabili sono principalmente legate al tipo di materiale utilizzato per la loro costruzione: in commercio è possibile trovarli in acciaio o in diverse leghe, di cui la più utilizzata è solitamente quella leggera di alluminio. In più, dedicati ai più esigenti, ci sono i costosissimi cerchi in lega di magnesio, un materiale molto leggero e altrettanto diffuso nell'ambiente delle competizioni sportive. I cerehioni in lega sono a loro volta divisi in base alla tecnica utilizzata per la loro creazione. Posso essere costruiti con fusione monoblocco, dove un'unica colata di materiale viene versata nello stampo e poi lavorata, oppure assemblati in più parti, dove il canale e le razze sono accoppiate tramite bulloni e quindi più facilmente sostituibili nel caso di rottura di una delle sue componenti. Per quanto concerne il disegno, sostanzialmente il discorso ricade nella semplice estetica, una particolare forma della razza o la posizione del canale, è pressoché uguale ad un'altra. Libero spazio quindi alla vostra fantasia, o per meglio dire, al vostro senso estetico. Se siete particolarmente fashion (leggasi alla moda) rinunciare alla nuova moda U.S.A., che impone i bellissimi cerchi a raggi, magari anche dorati o cromati, è davvero impossibile!
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Tuning sospensioni auto
Un altro paragrafo de! capitolo assetto è rappresentato dal gruppo molle/ammortizzatori e dalle loro relative regolazioni. Modificare questo aspetto della propria vettura è fondamentale per chi, come noi, ama la guida sportiva. Solitamente le auto che acquistiamo di serie sono provviste di sistemi, composti dal gruppo molle/ammortizzatori, regolati con una taratura decisamente morbida e dalle corrispondenti caratteristiche in grado di rendere la marcia confortevole durante la percorrenza della strada, cercando di smorzare le asperità del terreno e di assorbire gli urti, come la presenza di gradini o sassi. Quando si parla di tuning, molle e ammortizzatori rappresentano l'anticamera di successive regolazioni meccaniche volte ad aumentare la potenza erogata dal propulsore. Infatti, incrementare l'accelerazione e la velocità di punta delia nostra auto necessita, dal punto di vista della guidabilità, di un "sostegno" adeguato, rivolto a rendere la stabilità della macchina più efficace, soprattutto nella percorrenza delle curve veloci.
Solitamente il primo step riguarda le molle, che vengono sostituite in modo da abbassare la scocca di 3 o 4 cm e di rendere più rigida la loro risposta. Il passo successivo riguarda gli ammortizzatori, dedicati ad ospitare le molle e a limitarne la corsa. Attualmente le tipologie presenti sul mercato sono diverse. Si parte dei classici ammortizzatori idraulici, a tubo semplice o doppio, dove il compito di smorzare è affidato ad un liquido, ovvero l'olio, che passando attraverso dei fori calibrati, presenti all'interno del pistone (quello all'interno dell'ammortizzatore) attutisce l'oscillazione della molla. Questa tipologia di ammortizzatori prevede anche la possibilità di attuare delle regolazioni, come quella interna dedicata all'altezza del corpo vettura e quella esterna di estensione, per irrigidire o ammorbidire l'auto e soddisfare le più svariate tipologie di guida. Le auto da competizione, invece, adottano una tipologia differente, contraddistinta da un ammortizzatore monotubo comandato a gas, e non più a liquido.
Il vantaggio dei secondi rispetto ai primi è sostanzialmente in termini di risposta, che sarà più pronta e reattiva. L'ultimo ritrovato in termini di tecnologia è rappresentato dalle sospensioni pneumatiche, dove l'altezza della scocca da terra è variabile e comandata da un compressore. In questi sistemi, chiamati pneumatici, le possibili regolazioni posso arrivare anche ad un range di 12 cm. Sempre in campo di regolazioni, esistono anche altri elementi che permettono di aumentare la rigidità e la stabilità della macchina. Le barre duomo, per esempio sono delle aste che collegano le estremità superiori delle sospensioni (ovvero i duomi) e svolgono il compito di irrigidire la struttura e di correggere il rollio. Anche i distanziali rappresentano una soluzione per aumentare la tenuta di strada. Infatti, allargare la carreggiata della propria auto è un altro modo per assorbire meglio il rollio provocato dalla tendenza della macchina ad "appoggiarsi" sul lato esterno alla curva. Per concludere, ricordiamo una precisazione d'obbligo. Alterare la geometria o le regolazioni delle vostre sospensioni, magari con una taratura più rigida, vi permetterà una guida più sportiva, ma risulterà più scomoda in termini di comfort di marcia.
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Tuning pneumatici auto
Uno pneumatico costituisce l'interfaccia principale tra la nostra auto e la strada ed è quindi un elemento fondamentale della macchina. Le gommature impiegate attualmente sugli autoveicoli sono di tipo radiale, costituiti cioè da due cordoni metallici circonferenziali uniti tra di loro mediante una carcassa radiale. Tali cordoni si trovano alla base della gomma e rappresentano la parte che andrà poi a contatto con il cerchione. Questa tipologia di gomme presenta, rispetto a quella più obsoleta a maglie, la caratteristica di elevata sicurezza, di maggior durata, di miglior comfort di marcia, unite all'elevata maneggevolezza di guida (in termini tecnici handling) e al maggior carico supportato. Sulle auto "comuni" le gomme equipaggiate rappresentano un compromesso tra usura, prestazioni su fondo asciutto o bagnato e comfort. La tipologia di queste coperture è generalmente riconducibile al nome "tubeless", ovvero prive di camera d'aria. La ragione di questa scelta è riconducibile alla maggior facilità di montaggio sul cerchio e alla maggior possibilità di riparazioni semplici, grazie alle caratteristiche del rivestimento interno.
Tale fodera ha il compito di contenere l'aria all'interno del pneumatico grazie alla tenuta circonferenziale garantita dal contatto con il cerchio. Inoltre, in caso di foratura, il pneumatico tubeless ha un comportamento più sicuro, poiché il rivestimento interno, essendo adagiato sulla carcassa e quindi non sottoposto direttamente a elevate sollecitazioni, non favorisce l'allargamento rapido della foratura con la conseguente brusca perdita dell'aria al suo interno. In commercio la scala di tipologie adottabili è davvero ampia, partendo da mescole economiche e battistrada dal profilo standard e arrivando a mescole altamente performanti con profili specifici per diverse condizioni di aderenza (asfalto asciutto, bagnato, neve e ghiaccio, ecc.). Quando si scelgono le coperture è importante tenere conto di queste caratteristiche, ma quello che maggiormente deve essere preso in considerazione è l'utilizzo che se ne deve fare: se è fondamentale scegliere la gomma giusta, ancora più importante è cercare di mantenere il suo utilizzo il più sicuro possibile, controllando le sue condizioni di lavoro. come la pressione (che va controllata sempre a gomma fredda), il consumo omogeneo del battistrada e la giusta aderenza del disegno sulla superficie stradale (ovvero la giusta equilibratura e la corretta convergenza delle ruote sia anteriori che posteriori).
Dal punto di vista della mescola, anche in questo caso la scelta spazia in un campo ampio, passando da mescole con alte percentuali di gomma naturale (come quelli invernali, adatti alle basse velocità ma molto aderenti) ad altre composte da gomma artificiale, (come quelle adottate per i pneumatici sportivi, adatte alle alte velocità e alle alte temperature). In questo caso è giusto sottolineare che la durata delle nostre gomme è proporzionale alla sua durezza: maggiore sarà la durezza della gomme, con il conseguente rinuncio alle alte prestazioni, e maggiore sarà la sua vita utile. Per scegliere la giusta copertura, vi riportiamo un piccolo vademecum su come leggere le simbologie in rilievo sulla parte laterale delle ruote. Facciamo un esempio: mettiamo di aver montato della gomme con dicitura 205/40 R 17 82 H. In questo caso il numero 205 indica la larghezza del battistrada espressa in mm, il numero 40 rappresenta il rapporto tra l'altezza della spalla e la larghezza del battistrada espresso in percentuale, la R è il codice del tipo di pneumatico, in questo caso radiale, la cifra 17 indica il diametro del cerchio espresso in pollici, il numero 82 costituisce l'indice di carico ammesso e l'ultima lettera definisce il codice di velocità, in questo caso H indica limiti compresi tra 190 e 210 km/h. Le cifre e le lettere proposte in questo esempio posso variare, ma la loro posizione rimarrà sempre la stessa, in modo da unificare la lettura delle caratteristiche tecniche dei nostri pneumatici.
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Tuning interni auto
Quando acquistiamo una macchina nuova, il concessionario è solito proporre un lista di optional che ci permettono di personalizzare il modello prescelto e di renderlo più funzionale all'utilizzo che ne faremo. In alcuni casi la lista delle soluzioni aggiuntive adottabili è davvero lunga e spazia dal bracciolo per il sedile del guidatore all'impianto stereo o dal volante sportivo agli interni in pelle. L'esigenza di aggiungere dei plus nell'abitacolo della nostra auto è quindi un concetto ben noto a tutti e, soprattutto, un modo per personalizzarlo donandole un proprio "segno" di distinzione. Nel campo del tuning, questo aspetto è portato all'estremo e la scelta di possibili personalizzazioni è davvero molto vasta. La prima delle parti che solitamente vengono modificate è lo strumento che utilizziamo per la guida, ovvero il volante. Sostituirlo, sulle auto di nuova concezione, è un aspetto delicato, in quanto i dispositivi di sicurezza (leggasi Aribag) non permettono la sua completa sostituzione.
Ma a renderlo più originale, in questo caso, troverete l'opera di sapienti artigiani capaci di rendere le sue caratteristiche più consoni alla vostra passione, mantenendo le stesse caratteristiche e senza obbligarvi a rinunciare a questi preziosi dispositivi. Una volta dato il "la" con questo intervento, la musica continua in crescendo. Anche la pedaliera, altro strumento indispensabile per la guida, può essere oggetto di alterazione "genetica", quella intrinseca nel DNA sportivo di ogni appassionato. Spazio quindi a prodotti. anch'essi costruiti con i più moderni materiali e di grande impatto racing. E ancora: pomelli, cuffie e leve del freno a mano capaci di spaziare tra dettagli in pelle con inserti in alluminio, cromature o particolari in carbonio. Rimanendo sempre in ambito "classico" anche i sedili dovranno essere adeguati a tanta sportività. Adottare soluzioni dal profilo più contenitivo è un aspetto che non si sposa con il concetto di comodità, ma che è capace di rendevi più solidali alla vostra auto durante la guida.
Allo stesso modo, cinture di sicurezza a quattro punti di ancoraggio, saranno in grado si farvi assaporare quella sensazione di grande riparo che contraddistingue l'ambiente delle competizioni. Se pensate che la lista si fermi qui, vi sbagliate di grosso, in questo settore l'unic'o limite è rappresentato dalla vostra fantasia: anche i pannelli delle portiere, il cruscotto o la plancia della vostra auto potranno essere modificati nella maniera che più vi contraddistingue, come per esempio con il carbonio, grande protagonista nelle auto targate 2005. Tutto a fare da cornice ad impianti Hi-Fi, pulsantiere per luci al neo e strobo o anche a strumenti aggiuntivi per il controllo delle condizioni di lavoro del vostro motore, come manometri di pressione o voltmetri per monitorare lo stato della (o anche delle) vostra batteria. Gli effetti speciali dati dal gioco di luci e strumenti non si contano e le possibili aerografie attuabili sono un altro aspetto da non sottovalutare.
Se poi pensate che l'impianto audio si il protagonista dell'abitacolo di un tuner che si rispetti, seppur non sbagliando, rimane un concetto limitativo. Lettori DVD e monitor LCD sono anch'essi "primi attori" in una regia tecnologica dominata da elettronica e multimedialità. Tanto sofisticata che è in grado di ospitare a bordo addirittura consolle di ultima generazione come la "gettonatissima" Playstation2 o la nuovissima Xbox 360! Insomma, guardando quello che i nostri preparatori hanno a disposizione per noi oggi. C'è davvero da chiedersi cosa ci riserverà il futuro, ma non disperate, a comunicarvelo, in edicola, troverete sempre Mega con tutte le novità del settore!
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Tuning impianti HiFi auto
Quando si parla di sistemi Hi-Fi Car bisogna fare una distinzione. Da una parte c'è l'SPL (acronimo di Sound Pressure LeveI), che si misura in decibel, e dall'altra c'è la qualità, sinonimo di pulizia del suono. Scuole di pensiero. Per qualcuno avere un impianto capace di generare potenze esorbitanti e in grado di "sconvolgere" con fiumi di decibel è molto meglio di ottenere una qualità inferiore sulla purezza del suono, o viceversa. Sta di fatto che in questi ultimi tempi le competizioni dedicate alla misurazione del suono si sono fatte sempre più strada, arrivando a vere e proprie gare a livello europeo. Nella scelta dei sistema da adottare, a meno che non abbiate un portafoglio dalle dimensioni esagerate e possiate permetterveli ambedue, bisogna prima di tutto capire se preferite la qualità o la quantità. Tutto il resto è solo questione di tempo, componentistica e, soprattutto, soldi.
Per capirci, vi basterà sapere che ottenere alti livelli di SPL non è cosa facile e tanto meno economica: la proporzione tra potenza e decibel è nettamente a sfavore della potenza, che, in linea di massima, dovrà essere raddoppiata all'aumentare di ogni singolo decibel, salvo piccoli "trucchi", come l'efficienza e la tenuta in potenza degli altoparlanti o la capacità dell'amplificatore di erogare forti correnti su carichi molto bassi. Diverso il concetto di pulizia del suono o per meglio dire della qualità: qui il costo rimane sempre abbastanza elevato, ma è soprattutto riferito alla bontà della componentistica scelta e a come viene assemblata. Costruttivamente un impianto audio classico (ma pur sempre tuning!) è così strutturato: si parte dalla sorgente, comunemente l'autoradio o un lettore DVD o qualunque altro lettore di file audio (come per esempio l'iPod...). Ad alzare "la voce" del segnale audio, ci sono gli amplificatori volti a creare un fiume di potenza che verrà poi successivamente incanalato nel crossover, elettronico o autocostruito, e che ha il compito di dividere le frequenze ripartendole nei vari subwoofer, tweeter e woofer.
Tutto unito a cavi di sezione adeguata, morsettiere, condensatori (per stabilizzare il segnale di alimentazione) e accessorì vari, rigorosamente scelti in funzione delle potenze in gioco. Se poi vi piace esagerare potremmo tentarvi con questo esempio: potremmo dividere ulteriormente il segnale che, una volta uscito dal primo crossover elettronico, potrà successivamente essere smistato nella parte posteriore e anteriore della macchina. Per quella riservata a pilota e passeggero, incanaliamo il segnale facendolo "dirigere" in due crossover passivi auto-costruiti dedicati alle due portiere laterali anteriori. Per ognuna di queste costruiamo tré vie, dedicate ai woofer e ai tweeter. Nella parte posteriore, invece, come capolinea delle nostre frequenze, poniamo dei subwoofer, in grado di lavorare sui toni bassi. Dulcis in fundo, ad agire sulle frequenze medie del segnale, mettiamo un medio a cono, dedicato al toni medi. Per ultimo, ma non in senso di importanza, abbiamo bisogno di una capacità elettrica in grado di alimentare il nostro impianto, niente di meglio che batterie al gel! Ma Hi-Fi è sì sinonimo di musica, ma anche di intrattenimento.
C'è anche ci preferisce le immagini. Entrano cosi in gioco gli schermi LCD, i sintonizzatori TV e i lettori DVD, tutti rigorosamente dedicati all'auto. Con questi componenti, posizionare un monitor all'altezza dello specchietto retrovisore centrale o uno schermo ultrapiatto nel vano bagagli della nostra quattroruote diventerà un gioco da ragazzi. Spazio quindi a "drive in" artigianali dove il luogo lo decidete voi, dipendente solo da dove parcheggerete l'auto. Ma non è tutto! Ormai l'auto è vista come una vera e propria abitazione, dove i suoi occupanti possono godere di tutta la tecnologia che è già presente nelle'nostre case. Infatti anche le console di ultima generazione potranno salire a bordo, previa qualche piccola modifica, come un'inverter di corrente per alimentarle. Playstation, X-box e computer palmari diventeranno cosi vostri inseparabili compagni di viaggio.
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Scarico e aspirazioni
I sistemi dedicati all'aspirazione dell'aria fresca e all'espulsione dei gas combusti, all'interno delle camere di scoppio, sono solitamente il primo oggetto dei desideri di un tuner alle prime armi. Dotare la propria auto di una "voce" più rotonda e corposa è sicuramente un plus capace di attirare l'attenzione di molti e, soprattutto, oggetto di orgoglio per il guidatore. Per quanto riguarda l'ingresso, ovvero il filtro dell'aria, le tipologie adottabili sono suddivise in base alla forma e ai materiali utilizzati. I più diffusi, come geometria, sono i filtri a pannello. Molte Case adottano questa struttura unita all'utilizzo della carta per filtrare l'aria in entrata. In commercio esistono anche pannelli realizzati in cotone speciale, materiale decisamente più capace di garantire una portata d'aria maggiore, fornendo una minor perdita di pressione del flusso durante l'attraversamento della scatola filtro. L'altra geometria per l'air box è costituita dai filtri a cono, contraddistinti dal minor ingombro all'interno del vano motore e dalla diversificazione nelle sottocategorie "single air" e "twin air". Nei primi il flusso d'aria in ingresso passerà solo dalla superficie laterale del cono, mentre nel secondo anche da quella superiore, aumentando la sezione di passaggio. Attenzione però, se sotituite il filtro, anche la centralina dovrà essere "informata" con una nuova taratura.
Per quanto riguarda lo scarico, possiamo scomporlo in tré parti principali: il collettore, attaccato alle camere di combustione del motore, le "camere di espansione", che fungono da silenziatori intermedi o finali, e il terminale, owero la parte visibile a tutti, quella che solitamente si trova sotto il paraurti posteriore. La geometria del collettore di scarico è importante in termini di prestazioni: ne esistono diverse tipologie, classificate in base al "percorso" che i gas combusti compiono al suo interno: a ogni cilindro, a valle delle valvole di scarico, è collegato un tubo che andrà a confluire in un altro più largo e in grado di convogliare i gas prodotti dagli altri cilindri. Le Case costruttrici, in virtù delle attuali normative sull'inquinamento, cercano di ottimizzare il sistema di scarico trovando il giusto compromesso tra prestazioni ed emissioni nocive. Infatti, spesso, all'interno di questo dispositivo, abbiamo un catalizzatore trivalente (la marmitta catalitica) o, per i sistemi più raffinati, dei sensori (come la sonda Lambda) in grado di analizzare la concentrazione di ossigeno presente all'interno dei gas combusti e agire poi sulle condizioni all'aspirazione. Chiaramente, in termini di prestazioni, questi stratagemmi rappresentano un limite, in quanto tagliano il "fiato" del motore.
Se cercate una soluzione per non rischiare pesanti multe e adottare un sistema performante, sappiate che esistono anche catalizzatori di tipo metallico (che rappresentano una barriera più permeante rispetto a quella ceramica) capaci di abbattere le emissioni nocive e di garantire prestazioni racing. Per quanto riguarda la "resa", il discorso si articola principalmente su come sono dimensionati i suoi componenti. E' importante sapere che la giusta geometria è realizzabile solo a un determinato numero di giri motore. Infatti, in fase progettuale, si dimensiona l'architettura del condotto di scarico idealizzando un regime di rotazione del motore che potremmo definire "ottimale" (tale valore è solitamente fissato intorno ai 3.000 giri/minuto per i motori a benzina e compreso tra 2.000 e 2.500 per i diesel). Cambiare completamente questo dispositivo, per esempio, risulterà vantaggioso se si cerca una soluzione che sia più performante a un più elevato regime di rotazione. Per quanto riguarda l'aumento in termini di potenza, cambiando solo il sistema di scarico sappiate che il guadagno è molto ridotto, al massimo sull'ordine di pochi cavalli per i motori più performanti. Quello che davvero si modificherà alla radice è il sound generato dal vostro motore, un aspetto che, comunque, è sempre in grado stupire e coinvolgere!
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Rivenditori Tuning auto
Il Italia il Tuning auto è un settore in continua espansione, gli appassionati di tuning si ritrovano spesso in fiere del settore e si rivolgono, per il tuning della propria auto a rivenditori e tecnici specializzati nel settore. Un ottimo rivenditore italiano di prodotti per il tuning auto è la Casa della Marmitta, divenuta famosa grazie alla grande passione per il tuning del suo titolare, il signor Donald Pantoli.
Questa guida al Tuning auto è stata realizzata utilizzando articoli presenti nella migliore rivista italiana di Tuning, l'oramai famosa Mega Tuning, a tutti gli appassionati di questo settore consigliamo vivamente di acquistare la rivista.
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Tuning club
In Italia esistono molti club dedicati al tuning auto, tra i migliori in circolazione vi consigliamo un tuning club situato nella regione Abruzzo, il suo nome è Tuning Club CDM.
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