Motosega

Autore Andrea Pilotti

Negli ultimi decenni, la motosega si è affermata come strumento sostitutivo dei classici arnesi usati per diramare gli alberi e abbattere porzioni di foreste, come ad esempio l’accetta o la sega a mano. Proprio all’inizio del secolo scorso vide la luce il primo brevetto di questa macchina, dotata di un motore a scoppio e destinata al taglio di tronchi molto grossi; questo arnese era decisamente poco maneggevole, tanto che per utilizzarlo era richiesto l’intervento di almeno un paio di persone forti. Poi vennero gli anni cinquanta, e Andreas Stihl ideò la prima motosega facile da usare anche per una persona sola, la famosissima Stihl BL (una delle più grandi aziende che producono motoseghe, infatti, porta tuttora il nome di questo inventore). Più avanti fu l’azienda medesima ad avviare l’utilizzo dell’elettrosega, una motosega dotata appunto di motore elettrico e che si adatta in particolar modo alle operazioni di giardinaggio.

Caratteristiche

Il nome stesso di questo strumento, composto da due parti, ci fa intuire il numero di elementi di cui esso è composto, che andiamo a descrivere in breve qui di seguito. Partiamo dal motore; esso è a combustione interna, si alimenta con una particolare miscela di olio e di benzina (nel rapporto di 2 e 5 punti percentuali) ed è a due tempi. Usare benzina pura senza miscelarla ad una giusta parte di olio è severamente vietato, in quanto causa danni al motore, talvolta anche non riparabili; a chi utilizza strumenti che invece vanno alimentati a sola benzina è consigliato di segnalare con una scritta molto chiara sui diversi contenitori il loro effettivo contenuto (benzina o miscela), onde evitare di causare costosissimi danni.

Solitamente la miscela finisce leggermente prima dell’olio, essendo le dosi della miscela calibrate in modo particolarmente attento in previsione di funzionamento regolare; se l’olio dovesse infatti finire prima della miscela la catena andrebbe a surriscaldarsi, a causa della mancanza dell’olio che riduce solitamente l’attrito. Quando si usa la motosega dopo qualche mese in cui è stata inattiva (per esempio negli inizi di stagione) sarebbe buona norma effettuare dei controlli mirati affinchè riparta in tempi brevi. Passiamo a descrivere la barra di guida; essa è un supporto i metallo con solchi all’esterno, in cui agisce la catena di taglio, costituente a sua volta la parte più importante dell’intero attrezzo.

La lama deve avere il giusto livello di tensione, cosa che va appurata con attenzione soprattutto dopo che la si riaccende in seguito a periodi di inattività; per fare questo è sufficiente prenderla tra il pollice e l’indice e tirare nella direzione opposta al corpo stesso della barra. Nel caso dovesse venirsi a creare un vuoto di una certa entità bisognerà regolare una particolare vite, la quale di solito si trova nel punto in cui motore a scoppio e barra di guida si congiungono; aiutatevi con le istruzioni per eventuali operazioni di questo tipo. La cosa più importante da verificare prima di utilizzare una motosega è senz’altro il livello di affilatura, il quale dev’essere molto preciso; è inevitabile che le lamelle più piccole della catena taglino meno efficacemente dopo qualche ora di lavoro, per questo devono essere riaffilate, in modo da ridar loro l’incisività sul legno che possedevano in origine.

Ma come si fa ad individuare il momento giusto per affilarle? Se volete andare sul sicuro fate la cosiddetta prova del truciolo (cioè quella scaglia che la lama produce tagliando il legno); se i trucioli sono mediamente lunghi allora starete tagliando bene e in modo uniforme, ciò significa una corretta affilatura della catena che le permette di affondare bene nel materiale; se i trucioli sono invece piccoli, quasi ridotti in polvere, le lame saranno sicuramente da arrotare. Più avanti parleremo in breve anche di come fare per affilare la catena di taglio. Abbiamo poi un altro elemento della motosega, l’impugnatura o meglio le due impugnature, una per ogni mano di chi la deve utilizzare. L’impugnatura anteriore è una specie di sostegno per l’intero attrezzo: è costituita da un tubo in ferro a forma di archetto, per cui ricurvo, e attraversa in maniera trasversale tutto il corpo del motore.

I comandi della motosega si trovano tutti vicino al punto in cui si trova la base della seconda impugnatura, quella cioè posteriore; questi comandi sono la manopola per l’aria da usare solo quando il motore è ancora freddo, la leva per il gas, e infine ovviamente lo start e lo stop. E’ da quest’impugnatura che di fatto si manovra davvero la motosega, direzionandola correttamente e dandole l’esatta intensità per tagliare. Passiamo quindi ai serbatoi: essi sono tutti dotati di un contrassegno, di tradizione situato sui tappi, per cui è davvero difficile confonderli tra di loro (sui tappi è infatti di solito situato il “cibo” necessario alla motosega per un corretto funzionamento).

L’olio per lubrificare la catena di taglio è uno degli elementi fondamentali; non è un olio di tipo minerale come gli altri (correntemente in uso per motori di auto o miscele), per cui ogni volta che decidete di acquistarlo curatevi di comunicare al negoziante il modello e la marca della motosega in vostro possesso. Il libretto delle istruzioni vi aiuterà per ulteriori verifiche su caratteristiche più prettamente tecniche e tipologie di attrezzi. Per verificare in maniera agevole se la catena di taglio è ben lubrificata, fate girare quest’ultima a vuoto ad una distanza di una decina di cm circa da un elemento di legno, che sia pulito e liscio; se l’elemento che si occupa di distribuire l’olio automaticamente funziona in maniera corretta allora rimarrà sul legno una macchia ad indicare l’olio che è stato schizzato fuori dalla forza centrifuga in azione; se la macchia non dovesse esserci allora dovrete recarvi al più presto da un meccanico specializzato. In ultimo parliamo dei dispositivi di sicurezza: di solito sono rappresentati da una placca in plastica situata accanto all’impugnatura della motosega (quella superiore); spingendo questa placca si riesce a bloccare immediatamente la rotazione della lama in casi urgenti.

Tipologie

I tipi di motosega disponibili sul mercato sono vari, e differiscono tra di loro per l’utilizzo che se ne fa. I tipi di motosega più diffusi sono quelli destinati ad utilizzo forestale o agricolo: sono di forma generalmente allungata e sono dotati di una barra di guida per far scorrere la catena per tagliare. Ne esistono diverse misure: di piccola cilindrata per i tagli meno consistenti, ad esempio da utilizzare sulle piante da giardino (20-35 cm cubici, potenza 2 o 2,3 hp); grandezza e cilindrata medie, da utilizzare su tronchi di grandezza appunto media (cilindrata di 40-60 cm cubici, potenza 2,5-4 hp); cilindrata gigante, utilizzate in particolar modo da chi lavora nei boschi (80-100 cm cubici, potenza 6-8,5hp).

Il costo varia a seconda dei livelli di potenza e grandezza, si spazia dai 200€ indicativi per le cilindrate minori ai 500/600€ per quelle maggiori (bisogna poi tener conto delle variazioni che intercorrono tra una marca produttrice e l’altra e fra un punto di acquisto e l’altro, ovviamente, per ulteriori variazioni nei prezzi); in un paragrafo apposito saranno indicati un paio di siti internet sui quali potrete verificare i vari prezzi presenti sul mercato. Ma torniamo a parlare delle varie tipologie d’uso: alcune motoseghe hanno la barra di taglio montata su delle prolunghe, in modo da poter tagliare i rami di piante molto alte o alberi come la quercia, ecc.

Per chiudere descriviamo un particolarissimo modello di motosega, la quale è destinata ad usi di tipo eccezionale; per esempio abbiamo la motosega con una grande mola montata al posto che spetterebbe alla barra, utilizzata dal corpo dei Vigili del fuoco. Concludiamo questa sezione con qualche veloce consiglio per un acquisto consapevole della vostra motosega e per evitare “fregature” durante questa fase: prima di acquistare la motosega, fate un giro per tutti i negozi presenti nel vostro quartiere in modo da poter fare dei paragoni ben studiati tra i vari prodotti; chiedete al commerciante il maggior numero di informazioni possibile sull’attrezzo che intendete acquistare; fatevi consigliare da conoscenti o amici con esperienza nel campo; fate ricadere la vostra scelta su marche prestigiose e di qualità (i costi più elevati saranno sicuramente bilanciati da un notevole risparmio in campo di riparazioni e operazioni di manutenzione).

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