
Vi sono due grandi categorie di barche a motore: quelle dislocanti e quelle plananti. Le prime hanno carene e dislocamenti pesanti, con motorizzazioni non eccessive: il loro vantaggio è il minor costo e i minori consumi. Le seconde hanno configurazioni che permettono di sollevarsi sull’acqua raggiungendo velocità molto superiori alle prime: costano e consumano assai di più. Praticamente l’unica altra differenza fra le moto-barche è la grandezza.
10 metri
Intorno a questa lunghezza abbiamo le day-boat, piccoli cabinati ideali per la passeggiata sotto costa. Il Riva Shuttle è velocissimo, raggiungendo i 31 nodi, molto spazioso ma quasi tutto all’aperto, tranne alcuni gavoni. Costruito dal famoso cantiere Riva, si compone di comodi divanetti e prendisole. Interessante la possibilità di montare o meno il parabrezza e il tendalino. Così anche il Cerritender, lungo 10,50 m., viene usato come tender per imbarcazioni più grosse, si compone di due motori fuoribordo, e ha un bel ponte dove prendere il sole. Il tendalino protegge dal sole e permette un po’ di comfort. Più motoscafo, invece, è l’Atlantis 35, 10,67 m., del gruppo Azimut – Benetti. Qui siamo in presenza di un piccolo cabinato, con quattro posti letto interni, discrete sedute in pozzetto e un razionale studio dello spazio sia interno sia esterno.
Sottocoperta abbiamo un bagno, un piccolo quadrato con dinette e cucina. La console di guida è confortevole. Il Rio 38 Blu è planante e molto veloce, addirittura 40 nodi per una lunghezza di oltre undici metri. Molto sportivo ricorda anche la linea dei motoscafi anni ’60. gli spazi sottocoperta qui aumentano di parecchio, con una dinette con divano a L, una cucina che separa le due cabine, con a prua quella armatoriale con letto queen-size. Due bagni.
Ideale per chi ama la velocità e un minimo di comodità anche in barche piccole. Il Targa 38 è del cantiere inglese Fairline di quasi dodici metri, motorizzato con due Volvo Penta da 310 hp sviluppa una velocità di 35 nodi. Moderno nelle linee e sufficientemente spazioso sottocoperta, conta un salone con divano a U, la cucina a scomparsa (molto utile per guadagnare spazio), una cabina armatoriale, un’altra a poppa con due letti singoli, entrambe con bagno e doccia. L’esterno ha la possibilità di pranzare in pozzetto.
12 – 14 metri
In questa categoria siamo già su veri e propri yacht, con ampie zone sottocoperta e misure impegnative. L’Intermare 43 è in vetroresina, discretamente abitabile, con linea arrotondata piacevole. Ha due motori Yanmar da 440 cavalli.
Utile la larga plancetta in teck a poppa per scendere in acqua e fare il bagno. Il Gagliotta 37 invece è un open, ossia senza ponte elevato, dalle linee più fluide. Il costo di un open è inferiore non essendoci sovra strutture, e si privilegia la vita all’aperto e l’aspetto dinamico. All’interno si trovano 4 posti letto che possono diventare 6. I motori sono due da 500 cavalli.
Il cantiere Sarnico propone lo Spider, un 13,40 m. molto sportivo. Un vero motoscafo. Il prendisole a poppa è il centro della barca, nata per soli scopi balneari, pure se all’interno si è ricavato un quadrato con cucina a scomparsa, una cabina grande con bagno e una doppia per gli ospiti con bagno. L’americana Wellcraft è invece un vero scafo da pesca di dodici metri e oltre.
Questo tipo di imbarcazione ha uno scopo ben preciso, che ne discosta l’utilizzo per crociere famigliari al di là della pesca sportiva. Possiede due vasche per il pescato con maceratore, vasca del vivo, frigo con freezer, cassettone porta esche, hard top con porta canne. Un minimo di sedute all’esterno tipo open-space che si ripete anche all’interno, con letto matrimoniale a prua e varie opzioni di arredamento. Il C42 della Sessa Marine, invece, è un vero yacht con ampi spazi esterni prendisole, un hard top strutturale, a metà strada fra l’open.
La velocità massima è di 38 nodi con due motori da 310 hp. Nel pozzetto lo spazio è ampio con dinette e angolo bar. Sottocoperta vi sono due cabine matrimoniali e un saloncino con dinette, cucina e un divano trasformabile in letto singolo.
15 – 16 metri
Siamo qui in presenza di barche di una stazza che permette crociere anche impegnative, dotate di ampie comodità e ben attrezzate. Lo Sciallino Gemy appartiene alla gloriosa tradizione Sciallino delle barche dislocanti, molto ben studiate e confortevoli.
Questo è un tipo di barca adatto a chi non ama a concitazione, la sportività aggressiva, ma vive il mare con calma ed eleganza. Dotata di flying-bridge, è lunga 14,53 m., con una coppia di motori Yanmar, e tocca i venti nodi di velocità, quindi non molto. Molto comoda negli interni, ha una forma marina in grado di sostenere bene il mare formato.
L’Azimut 47 invece è sicuramente più sportivo nelle linee, a parità di lunghezza, ma planante e performante in termini di velocità. Uno spazioso flying-bridge con tavolo da pranzo permette una vita di bordo confortevole, mentre sia il pozzetto sia gli interni presentano soluzioni raffinate. Raggiunge i 31 nodi di massima e 20 di crociera grazie a due motori Caterpillar da 575 cavalli.
L’Apreamare si presenta come un gozzo planante, ma certo di rifiniture superiori a quelle di qualsiasi gozzo. Ben spazioso specialmente in larghezza, ha una velocità di 30 nodi come massima e 26 di crociera. Molto spazioso a poppa e sotto coperta, ha lo svantaggio di non sfruttare l’hard top della barca. In compenso gli spazi interni sono davvero comodi per una barca di appena 14 metri e mezzo. Ben diverso l’approccio di chi fosse interessato al Cayman 48 W.A.
Uno yacht dalle dimensioni contenute eppure strutturato nelle linee dei colleghi di stazza maggiore, questo cavallo di razza appare estremamente slanciato e dinamico, ideale per chi apprezza forme molto sportive, addirittura “stellari”. La prua è studiata per essere solo prendisole ma non usabile in navigazione, mentre gli interni sono assai lussuosi. I motori sono Volvo Penta da 575 cavalli e la carena promette prestazioni invidiabili.
18 metri
Su questa misura si confrontano yacht molto costosi con cui si possono ottenere grandi prestazioni di navigazione e di comfort a bordo, ma i loro costi sono naturalmente assai elevati, sia all’atto dell’acquisto, sia nella manutenzione e consumi, sia nei posti barca anche per quelli di semplice transito nei porti visitati.
Il cantiere Rose Island produce delle originali navette che si richiamano alle antiche Loabster, ossia le barche da pesca aragostiere dell’America del Nord, Maine eccetera. Il Pathfinder è una navetta dislocante di 18,50 m., molto elegante, dalle grandi rifiniture e spazi sia interni sia in coperta. Un oggetto per intenditori, al di fuori delle mode rumorose.
La relativamente bassa velocità (venti nodi la massima, dodici quella da crociera) è ripagata da consumi ridotti di carburante e grande autonomia (fino a mille miglia). Ben diverso l’Itama Fiftyfive, un motoscafo estremamente sportivo dalle linee aggressive e veloci. Con due motori Man da 1360 cavalli tocca i 41 nodi per una media di crociera di 37: davvero solo per appassionati della velocità.
Gli interni sono composti da tre cabine con bagno e ampia dinette, oltre alla cabina per un marinaio. Consumi vertiginosi e molto rumore. Di nuovo un tipo dislocante si ha nell’Antema Prestige 170, un 19 m. olandese, in acciaio con due Volvo Penta da 280 cavalli. Una barca tranquilla, molto spaziosa, con consumi ridotti (18 litri l’ora per motore), dotata di stabilizzatori idraulici. Sia la prua sia la poppa sono vivibili anche in navigazione, mentre gli interni sono degni una tale metratura. Decisamente per altri scopi nasce invece l’Hatteras 64 Convertibile, un battello per la pesca sportiva d’altura ben studiato e capace. Due motori Caterpillar da 1800 cavalli l’uno assicurano ottima velocità, mentre tutta una serie di attrezzature specifiche ne identifica bene le proprie funzioni. Solo per veri appassionati di pesca.
20 metri
Categoria ancora superiore sono le barche da venti metri, decisamente impegnative e anche di non semplice conduzione e gestione, infatti qui occorre sempre prevedere la presenza di un comandante e di un marinaio professionisti a bordo. Le spese aumentano a dismisura: sono adatte soltanto a clienti davvero facoltosi.
Sempre del cantiere Riva, il Vertigo 63 è uno yacht open dalle linee filanti e dinamiche, capace di elevate prestazioni con due motori Man da 1360 cavalli l’uno: addirittura 38,5 nodi, pur mantenendo un assetto confortevole. La parte superiore del pozzetto ha un hard top apribile sia lateralmente sia di sopra, creando eccellenti suggestioni. Il Sunseeker Manhattan 60 appare più morigerato nel disegno, più tradizionale.
La motorizzazione è con due V drive collegati a eliche FP a quattro pale in tunnel in modo da ridurre l’ingombro della sala macchine. Non eccessiva la potenza, 900 cavalli per due motori, con una velocità massima di 31 nodi e un’autonomia di 270 miglia. Sulla controplancia c’è l’utilissima seconda timoneria. Il cantiere Carnevali propone dal suo canto un 65 di dimensioni cospicue con flying- bridge e grandi spazi interni. Gli interni sono molto ben curati ed eleganti, ma nonostante la stazza la barca ha ottime prestazioni di velocità, fino a 29 nodi con 24 di crociera, grazie a due motori Caterpillar da 1015 cavalli.
L’equipaggio ha un alloggio separato il che è fondamentale per la libertà dei passeggeri. Estremamente classico è il Morgan 66, di tutt’altro aspetto. Elegantissimo e filante, racchiude disegni mai fuori moda assieme a prestazioni di estremo comfort. Veloce e spazioso, si caratterizza per l’assenza di strutture elevate ma in una concezione di ordine e pulizia di forma. Veloce, tocca i 32 nodi di massima e 30 di crociera con due Caterpillar da 1030 l’uno. Per chi ama le grandi abitabilità senza rinunciare all’estetica.
Oltre i 20 metri
Nel regno dei mega yacht si inizia da oltre venti metri per toccare i 40, 50, e infine senza limite. Qui siamo in un paradiso della nautica di altissimo lusso dove possono entrare solo i più grandi miliardari del pianeta, eppure ce ne sono moltissimi perché si tratta di un’industria in sempre maggior espansione. Molti armatori sono poi società e compagnie che usano queste navi per noleggi e pubbliche relazioni.
Cominciando da un Pershing 72, ci si immerge subito su una stazza di 46 tonnellate, con 8 posti letto più due marinai, due motori da 1823 cavalli, ma soprattutto su una serie di soluzione di arredamento di estrema raffinatezza specialmente per gli interni, sia nei materiali sia nella disposizione. L’Astondoa 76 è lungo 23,50 metri con tutte le possibili soluzioni per l’estremo lusso, dai garage per i tender alle zone panoramiche.
Le cabine sono quattro molto spaziose oltre a quelle per i marinai. Le linee sono moderne. Anche l’Alena 72 ripete una concezione molto moderna e slanciata del grande panfilo. Gli interni sono grandiosi. Il Predator Sunseeker 82 invece è un maxi open con due motori da 4800 cavalli complessivi, assai ben studiato per creare uno yacht molto spazioso ma altrettanto sportivo.
Curioso il Terranova Explorer, una navetta dislocante concepita per grandi viaggi ed esplorazioni in tutti i mari del globo. Estremamente sicura sotto il profilo della navigazione, all’interno si scopre lussuosa e dalle mille comodità. Il Baglietto Blue Princess è decisamente un colosso di 35 metri che racchiude i sogni di ogni essere umano. Velocissimo, sontuoso, super accessoriato, è il mega yacht per antonomasia. A questi livelli la spesa si considera di un milione di euro. Al metro… Qui si necessita di un vero equipaggio professionale di molti elementi, dal comandante ai motoristi, alle hostess, al cuoco. Niente è lasciato al caso nella gestione di una nave simile, e non si può badare a spese.



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