
Nell’acquisto di un visore notturno occorre considerare diversi fattori, l’obiettivo di questa guida è descrivere le caratteristiche più importanti che deve avere un buon sistema di visione notturna, in modo da indirizzarvi verso la scelta più adatta alle vostre necessità.
Origine
Inventato dalla ricerca in ambito militare durante l’ultima guerra mondiale, il visore notturno è oggi uno strumento ottico per l’osservazione sempre più richiesto e diffuso, dalle potenzialità elevate. Dai primi pesantissimi modelli si è passati a strumenti leggeri e sofisticati, in grado di intensificare notevolmente la luce presente e permettendo così la visione anche in condizioni di luce crepuscolare o in alcuni casi nel più totale buio.
Esistono quattro generazioni di visori notturni, di cui soltanto le prime due sono reperibili in commercio, mentre la terza e la quarta sono in fase sperimentale o in dotazione alle forze dell’ordine (ed avrebbero comunque prezzi esorbitanti!). Bisogna tenere sempre presente che comunque un visore notturno serve per vedere nell’oscurità e non per vedere come se fosse un normale binocolo.
Come funziona
Il visore notturno può avere due modalità di funzionamento: a intensificazione dell’immagine, oppure sfruttando gli infrarossi. La prima prevede la presenza di una fonte di luce, seppur minima, come quella della luna e delle stelle. Il visore, dotato di un sensore sensibilissimo, cattura ed aumenta la luce permettendo così la visione delle immagini.
La maggior parte dei visori però funziona con gli infrarossi: uno speciale diodo illuminatore emette un fascio di luce infrarossa che riflesso dall’oggetto inquadrato viene ricatturato dallo strumento con un sensore chiamato fotocatodo. Il fotocatodo colpito dai fotoni produce elettroni che passando poi attraverso uno schermo al fosforo riproducono la classica colorazione verde.
Il numero di elettroni prodotto, direttamente proporzionale alla nitidezza dell’immagine, dipende dalla quantità della luce presente e dalla qualità del sensore. Con i visori di prima generazione, i più economici e diffusi sul mercato, le immagini risultano sfocate ai bordi e la luce viene amplificata in misura ridotta. La qualità delle immagini migliora in quelli ad alta risoluzione.
Tutti i visori di prima generazione, consentono comunque una visibilità di almeno 50 metri. I visori di seconda generazione montano amplificatori di luce aggiunti che forniscono quindi visioni più chiare e dettagliate con una visibilità che può arrivare a 500-600 metri di distanza. La terza e la quarta generazione comprendono visori tecnologicamente avanzati, che consentono di vedere anche a chilometri di distanza.
Tipologie
I visori notturni possono essere idealmente divisi in quattro principali tipologie.
- I visori monoculari sono quelli ampiamente più diffusi. Sembrano cannocchiali in miniatura e sono molto duttili, adatti ad ogni circostanza. Hanno ingrandimenti da 1x a 12x, e possono permettere di fare anche foto e riprese video.
- I binoculari, formati da due visori affiancati, danno una visione più minuziosa e comoda.
Essi sono naturalmente più costosi di quelli monoculari. - I visori modulari sono strumenti più complessi, formati da un monoculare come corpo base e da vari accessori per trasformare il visore stesso come binoculare o come goggle o come apparato di puntamento.
- Infine ci sono i goggles, tipi di visore che vengono montati sul volto. Essi servono soltanto ad amplificare la luminosità, lasciando piena libertà di movimento alle mani.
Come scegliere
Per scegliere il visore più adeguato occorre tener conto di numerosi fattori, indirizzandosi quindi sul modello che soddisfa di più le vostre richieste. E’ meglio rivolgersi a negozi specializzati che abbiano personale competente ed esperto. La prima cosa da considerare è il tipo di utilizzo che si intende fare: esplorazione, osservazione di animali notturni, escursionismo, navigazione, caccia, ecc.
La seconda e… forse più importante cosa da valutare è quanto si è disposti a spendere: dai visori più economici da 200-300 euro si passa a quelli di seconda generazione che richiedono sempre una spesa oltre i 1000 euro. Il tipo di visore dipende fondamentalmente dalla necessità o meno di avere le mani libere: in questo caso dovrete orientarvi su un visore da montare sulla testa. Tra il monoculare e il binoculare è preferibile il secondo, che costa di più, in quanto la visione è migliore e più confortevole. Vediamo ora alcuni dei parametri più importanti da valutare.
Nella maggior parte dei casi i visori hanno ingrandimenti standard di 3x, ritenuti sufficienti per ogni situazione. Se avete la necessità di osservare a lunghe distanze, come nel caso di avvistamenti di animali elusivi, dovrete scegliere ingrandimenti 4x o 5x. Se vi occorre un visore da usare mentre vi muovete, orientatevi sugli ingrandimenti zoom di 1-1,5x.
Per la navigazione in barca sono indispensabili visori impermeabili, galleggianti e colorati vivacemente, per un eventuale rapido recupero in caso di tuffo. Attenzione quando comprate un visore di prima generazione: se non hanno l’apposito dispositivo di sicurezza, in presenza di fonti di luce molto forti possono provocare abbagliamenti.
Altri fattori da apprezzare al momento dell’acquisto riguardano: la messa a fuoco, che deve essere comoda e soprattutto veloce; il peso e la praticità dello strumento; la possibilità di usare gli occhiali o di regolare le diottrie; la potenza dell’illuminatore infrarosso; l’opportunità di poter utilizzare gli accessori, per raccordare macchine fotografiche, videocamere, obiettivi; la presenza di apposite guarnizioni di gomma che coprono le deboli luci emesse dal visore durante il funzionamento; la presenza dei pulsanti indipendenti, per accendere lo strumento e per azionare l’infrarosso.



In carica...