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Papaya fermentata

8 feb, 2014

Attualmente le preparazioni a base di papaya fermentata sono fortemente ricercate, pur essendo di scoperta recente e senza una vera efficacia rilevata. Perché allora ha avuto e sta avendo un’ampia visibilità? Una grossa fetta della popolarità della papaya fermentata va attribuita a Luc Montagnier, premio Nobel 2008, che ne elogiò le qualità pubblicamente. Successivamente approfondiremo questo aspetto, insieme agli altri fattori che l’hanno resa agli occhi dei consumatori quasi un ”elisir di giovinezza”.

Papaya fermentata

Effetti sulla salute

Le qualità maggiori attribuite alla papaya fermentata sono le proprietà immunostimolanti ed antiossidanti, utili sia alla salute ed al benessere dell’organismo e per combattere l’insorgenza di malattie più o meno gravi legate alla vecchiaia e ad altri gravi malattie come l’Alzheimer ed il Morbo di Parkinson. In questo testo vedremo come un fenomeno di costume quale è la papaya fermentata viene analizzata scientificamente mostrandone proprietà, caratteristiche e pareri scientifici.

La papaya è ricca di sostanze biologicamente attive quali la chimo papaina e la papaina, entrambi sono principi attivi aventi funzione proteolitica. Ciò significa che questi enzimi facilitano la digestione delle proteine, con questo principio spesso la papaya viene accostata a cibi con una maggiore difficoltà di digestione. Inoltre, sempre grazie alla funzione proteolitica la papaya viene lavorata ed usata per prodotti che rendono morbida la carne essendo state le fibre indebolite. Un uso più antico e tradizionale della papaya è il trattamento di vari disturbi gastrointestinali: diarrea, meteorismo, costipazione, sindrome dell’intestino irritabile, digestione difficoltosa.

Altre sostanze contenute in questo frutto hanno un potere antinfiammatorio, antiedemigena(impedisce e contrasta l’accumulo di liquidi) e leggermente diuretica. Ciò ne fa un ottimo alleato nel trattamento anticellulite e contro la ritenzione idrica. Inoltre non vanno scartate le sostanze antiossidanti (licopene e carotenoidi) che rallentano i processi di invecchiamento cellulare e contrastano i radicali liberi. Dopo alcuni esperimenti in vitro queste sostanze sono risultate antiproliferali nello sviluppo di cellule tumorali, ciò grazie ad una stimolazione non diretta del sistema immunitario.

La papaya, sembrerebbe anche in grado di contrastare infezioni da Salmonella typhi, Staphylococcus aureus ed Escherichia coli. I risultati sono però preliminari, e deve essere ancora studiata e confermata dalla comunità medica su larga scala. Ennesima qualità della papaya è la probabile azione nefroprottetiva che protegge i reni in caso di insufficienza renale. Oramai è chiaro, la papaya ha moltissime ed ottime proprietà sia nutrizionali che curative di vari disturbi. Vediamo ora più in dettaglio le caratteristiche e le proprietà della papaya fermentata.

Quando assumerla

Entriamo ora nel vivo del discorso, parliamo della papaya fermentata, diventata famosa a dismisura negli ultimi tempi. Il processo di fermentazione della papaya parte da un frutto non ancora maturo totalmente, questo viene poi sottoposto ad un processo di fermentazione naturale, della durata di diversi mesi, fermentazione resa possibile da microorganismi come batteri e lieviti. Passato questo periodo, il composto rimanente viene ridotto in una finissima polvere. A livello commerciale la papaya fermentata è spesso denominata FPP (Fermented Papaya Preparation).

Le differenze tra frutto fresco e fermentato sono sostanziali. Il processo di fermentazione modifica quasi totalmente le caratteristiche del prodotto, sia per i principi attici sia per il punto di vista nutrizionale. La fermentazione “cancella” molti dei componenti originali quali vitamine, amminoacidi ed enzimi, trasformando il tutto in zuccheri oligosaccaridi ed altre sostanze immunostimolanti ed antiossidanti.

Le preparazioni a base di papaya fermentata sono consigliate in situazioni in cui l’organismo è particolarmente stressato, alcuni esempi sono: inquinamento ambientale, ingestione di alcol, esaurimento nervoso, alimentazione squilibrata, nervosismo, affaticamento, fumo. In queste particolari condizioni dell’organismo l’azione dei radicali liberi è particolarmente accentuata, quindi l’azione contrastante delle sostanze antiossidanti della papaya fermentata sono particolarmente d’aiuto.

Oltre a ciò a questi tipi di preparazione vengono attribuite, senza riscontri scientifici, capacità di combattere malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, osteoporosi, fino alla capacità di curare il cancro. Il mondo della ricerca è molto cauto nel confermare queste caratteristiche, attualmente gli studi clinici effettuati sull’uomo che supportino tale tesi sono esigui. Non si può quindi escludere l’azione benefica della papaya fermentata, ma in assenza di prove, come in questo caso, non si può neppure verificare. I risultati dei test effettuati su animale o in vitro non possono essere trasferiti al livello umano.

La mancanza di studi medici oltre che a non avere la certezza che la papaya fermentata è o non è efficace non permette di tenere in considerazione effetti collaterali, dosaggio raccomandato e controindicazioni. Va ricordato che i malati di Alzheimer, morbo di Parkinson, malattie neurologiche e neurodegenerative, di ogni genere non deve mai e poi mai affidarsi ad una cura a base di papaya fermentata, le prove scientifiche dell’efficacia non esistono. Anche se è banale dirlo queste malattie vanno valutate da un medico specializzato nella malattia definita, solo lui potrà indicarvi cure adatte.

Fa bene davvero?

All’inizio si era accennato a Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina nel 2008, come uno dei principali artefici della popolarità dei benefici delle cure a base di papaya fermentata. Vediamo ora più dettagliatamente chi è Montagnier e come ha catalizzato l’attenzione sulla papaya fermentata. Luc Montagnier, nato il 18 Agosto 1932, è un illustre medico, virologo e biologo francese vincitore del premio Nobel per la Medicina del 2008 “per scoperta del virus dell’immunodeficienza umana”.

Il professore fece scalpore quando dichiarò che, con una terapia a base di papaya fermentata, curò con notevoli miglioramenti il Morbo di Parkinson di Papa Giovanni Paolo II. La comunità scientifica fu subito dubbiosa riguardo tali convinzioni, questo perché non credevano sia che fosse vero che la malattia fosse migliorata ed i dubbi furono moli anche sulla scientificità di un prodotto in cui caratteristiche e benefici non fossero ancora stati studiati.

A discapito di Montagnier erano anche le condizioni fisiche di Papa Giovanni Paolo II che non sembravano assolutamente migliori rispetto alla precedenza.