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Pensione integrativa

La pensione integrativa è un fondo a cui si aderisce volontariamente, (diversamente dalla pensione pubblica che viene assegnata a tutti senza bisogno di farne richiesta) che un lavoratore può sottoscrivere per garantirsi delle prestazioni pensionistiche aggiuntive che si affianchino a quelle erogate dagli enti pubblici.

Caratteristiche

Questi fondi per legge possono essere costituiti su base Aziendale o Nazionale, e fanno in ogni caso riferimento agli art. 36 e 12 del Codice Civile per quanto riguarda la configurazione giuridica. Ogni persona che sottoscrive uno di questi fondi diventa automaticamente titolare di un conto corrente previdenziale nettamente separato da quello degli altri iscritti, in cui confluiscono tutti i versamenti operati dal lavoratore e dal datore di lavoro.

Come abbiamo già accennato nell’introduzione, esiste la possibilità di scegliere il fondo che meglio si adatta alle proprie esigenze presso tutti gli operatori finanziari specializzati, come banche, assicurazioni e società, anche perché ogni diverso ente avrà un modo diverso di far girare il fondo sul mercato per far accrescere il capitale dei propri iscritti.

Le prestazioni del fondo naturalmente dipendono dall’entità dei versamenti e dal tipo di contratto prescelto, ma in ogni caso la pensione integrativa matura dopo 10 anni di versamenti: al raggiungimento dell’età pensionabile (60 anni le donne e 65 gli uomini) il capitale versato più i rispettivi interessi maturati sul mercato dal fondo verranno restituiti al contraente della polizza sotto forma di pensione in senso classico, ed andrà ad affiancarsi a quella erogata dallo Stato Italiano.

Recentemente si è parlato molto di quale fosse la scelta migliore per la destinazione del proprio TFR, ed insieme a questo la pensione integrativa è diventata un argomento molto discusso. Nonostante i consigli espressi da sindacati e lavoratori, è bene che ogni individuo si interessi personalmente di questo aspetto importante della propria vita, anche perché a prescindere dalla pensione legata al lavoro ogni cittadino può decidere liberamente di aprire un fondo pensionistico di propria iniziativa, e quindi è bene muoversi solo quando si è sicuri di avere un’informazione obbiettiva e completa sulle opportunità a disposizione.

Tipologie

Come abbiamo già citato, l’adesione ad un sistema pensionistico complementare è una scelta che può essere liberamente operata da chiunque, lavoratore e non, prediligendo tra quelle disponibili l’opzione che meglio si adatta alle proprie esigenze ed alle proprie tasche. Esistono infatti molti tipi di pensionistiche, che vanno dai fondi aperti, ai fondi pensione negoziali ed ai PIP (piani individuali pensionistici).

Nell’operare la scelta è di vitale importanza informarsi bene su ciò che si sta per sottoscrivere, evitando accuratamente il fai-da-te (quando possibile) e facendosi consigliare da un esperto del settore, che attraverso le proprie conoscenze ed esperienze sarà in grado di indirizzare la decisione in base alle aspettative ed alle disponibilità del contraente.

Ma prima ancora di recarsi da un esperto è utile avere bene in chiaro in testa quali sono le proprie aspettative riguardo al fondo, gli scopi, le metodologie ed i costi che si è disposti a sostenere. Meglio quindi sedersi a tavolino ed analizzare accuratamente tutti gli aspetti considerandoli ed intrecciandoli tra di loro: bisogna chiedersi innanzitutto quali sono i costi fissi dei fondi presi in considerazione, analizzare accuratamente i rischi finanziari di un’eventuale impiego in borsa di parte del capitale, cercare di capire quali sono i rendimenti che si potrebbero ottenere ed infine cercare la presenza di eventuali garanzie sul capitale investito.

E’ importante tenere presente anche che la scelta iniziale può essere cambiata in un secondo momento se non ritenuta più quella ottimale per le proprie esigenze (sempre che non ci siano clausole che lo vietino esplicitamente), orientando la propria preferenza verso un altro fondo.

Anche la scelta dell’ente erogatore del servizio è molto importante, in quanto diverse compagnie avranno diverse metodologie di movimentazione del capitale affidatogli al fine di massimizzare interessi e profitti dei propri clienti. Può essere quindi utile confrontare la stessa tipologia di polizza presso più assicurazioni o enti erogatori, e sondare attentamente le ultime proposte del mercato al fine di trovare la migliore condizione al momento disponibile.

Tipo di contribuzione

Del proprio piano di previdenza pensionistica si può decidere anche il tipo di contribuzione da applicare. Esistono due modi principali di contribuzione:

  • proprio versamento contributivo, ovvero ciò che ogni anno si decide di versare;
  • per i lavoratori dipendenti, anche attraverso il TFR e il contributo del datore di lavoro.

La scelta del tipo di rata da versare riguarda anche la periodicità dei contributi, e varia a seconda del modello di pensionistica selezionato. E’ molto importante valutare con estrema attenzione questo aspetto, per non rischiare di trovarsi in situazioni economiche sfavorevoli e dover ritirare anticipatamente il capitale, perdendo così non solo tutti i benefici che si sarebbero accumulati ma spesso anche incorrendo in delle penali che variano, e che comunque sono ben specificate nel contratto di adesione.

E’ molto utile tenere ben a mente tutti i fattori, partendo dalle entrate di denaro mensili della famiglia e sottraendo le spese fisse di ogni mese per eventuali rate, affitti, ecc. Bisogna prevedere quale parte del rimanente si vuole destinare al risparmio, ripartendolo tra i vari piani previdenziali e di risparmio della famiglia. Un piano come questo di ripartizione delle entrate deve obbligatoriamente prevedere dei margini di denaro per eventuali spese extra o imprevisti (la necessità di cambiare il frigorifero, un ricovero in ospedale, una visita specialistica, ecc.) e ricordarsi di mettere in conto anche quelle spese che hanno cadenza trimestrale o semestrale, come la retta dell’università o l’assicurazione dell’automobile.

Una volta individuate e quantificate tutte le voci sopra elencate può aiutare annotare tutto ordinatamente, o meglio costruirsi una tabella ripartita con un apposito programma del PC. In tal modo non sarà solo più semplice e responsabile la scelta della pensione integrativa e delle sue varie voci (tra cui importo e cadenza delle rate), ma sarà anche molto semplificata la gestione del bilancio familiare della casa: attraverso l’utilizzo di colori diversi per gli ambiti delle spese, evidenziando quelle uscite con cadenza meno frequente e quindi potenzialmente dimenticabili, sottolineando le uscite extra/per imprevisti è possibile avere un quadro limpido della gestione del denaro, primo passo per il raggiungimento dell’ottimizzazione delle spese e della previsione di un piano di risparmio adeguato.

Convenienza fiscale

Il nuovo piano previdenziale prevede su questo tipo di risparmio delle agevolazioni fiscali. Infatti i contributi versati per questo tipo di piano possono essere dedotti dal reddito fino ad un importo di 5164,57 euro annui, informazione tanto utile quanto poco conosciuta dai risparmiatori. Quando si sarà raggiunta l’età pensionabile, la tassazione del maturato (compreso quello derivante dal versamento del TFR) sarà al massimo il 15%, riducibile fino al 9% per ogni anno di permanenza del fondo superiore al quindicesimo.

In tal modo i rendimenti finanziari ottenuti annualmente hanno meno tasse rispetto ad altre forme di risparmio anche a parità di contributi versati, rendendo la scelta di una pensione integrativa la scelta ideale per quei risparmiatori che amano considerare attentamente tutte le voci di spesa in rapporto ai guadagni maturati.

Anche per quest’aspetto riguardante la scelta è importante essere bene informati sulle alternative a disposizione e sulle agevolazioni messe in pratica sia in forma pubblica dalla Stato Italiano che in forma privata dai vari enti erogatori di questo tipo di servizi.

Essere ben informati è quindi l’elemento fondamentale alla base di una scelta oculata, anche perché molte volte si rischia di incorrere in piani di risparmio poco vantaggiosi solo per la pigrizia di informarsi autonomamente in materia di agevolazioni:va sempre tenuto in considerazione che non tutti gli enti erogatori sono onesti e mirano a offrire il miglior servizio al cittadino, ma spesso tendono a omettere quei particolari che potrebbero creare condizione di vantaggio per l’ente, agendo indisturbati nell’ignoranza in materia della gente comune.

Internet in tal senso può rivelarsi uno strumento valido (e quasi indispensabile) per poter accedere a tutte le informazioni utili del caso, consultando tutti quei siti che offrono gratuitamente materiale informativo a scopo divulgativo sull’infinità di opzioni presenti in materia di pensioni integrative. Informarsi è dunque sempre la via migliore per arrivare alla soluzione più adatta.

Fondi pensione

Una volta che investiamo il nostro denaro in un fondo pensione questi soldi non rimangono immobili presso l’ente erogatore del servizio, ma compiono diversi movimenti di mercato a seconda del profilo di fondo che abbiamo scelto, e quindi conseguentemente con diversi livelli di rischio del capitale. Una soluzione per persone poco propense al rischio potrebbe essere la scelta di un fondo che investe in obbligazioni, che avrà un rendimento fisso minimo pressoché assicurato e che garantisce il minimo pericolo delle perdita del capitale.

Una linea decisamente più aggressiva e potenzialmente più redditizia è quella dei fondi che investono in azioni, una tipologia rischiosa e dipendente dall’andamento del mercato: il guadagno con questa tipologia è potenzialmente molto elevato, come d’altra parte la possibilità di perdere il capitale. Nella scelta di un fondo azionario è particolarmente indicato controllare attentamente se esistono garanzie di reddito minimo annuo o di garanzia del capitale in caso di forti flessioni del mercato.

Esiste però anche la possibilità di sottoscrivere un fondo che è una via di mezzo tra le due posizioni precedenti, che prevede una percentuale del capitale investito in azioni ed un’altra parte investita in obbligazioni: una soluzione del genere risulta particolarmente favorevole secondo la regola che è meglio diversificare i propri investimenti. Anche all’interno di questa tipologia ci sono diverse possibilità e soluzioni, in quanto variando la percentuale dei due diversi investimenti cambia sostanzialmente l’entità del fondo.

Più la percentuale azionaria è alta è più aumentano in proporzione il rischio e la possibilità di guadagni. La scelta va operata tenendo bene a mente ciò che si vuole ottenere dal fondo, sia in materia di guadagni previsti che rispetto alla propria propensione al rischio in materia finanziaria. A tal proposito è utile farsi consigliare da un esperto del settore sulla combinazione ottimale alle nostre esigenze.