Pittura per pareti

Autore Andrea Pilotti

Tra le operazioni di rifinitura legate agli ambienti interni ed esterni di edifici di qualsivoglia natura risulta di particolare delicatezza la pittura delle mura. Per compiere un lavoro di elevato livello qualitativo è necessario disporre di un’idonea attrezzatura nonché di un bagaglio di conoscenze quantomeno essenziale in materia di tinteggiatura.

Caratteristiche

Per quel che concerne il primo aspetto è opportuno sottolineare la notevole utilità di strumenti quali pennelli, rulli e vernici purché tutti di eccellente fattura. Per distinguere un pennello di pregio da uno scadente è necessario focalizzare l’attenzione su due parametri essenziali: le setole e i manici. Solitamente sono da preferire le pure setole bionde o nere piuttosto che quelle in fibra di nylon e poliestere, così come sono da privilegiare le impugnature ergonomiche in legno a discapito di quelle in moplen.

L’individuazione di un buon rullo, invece, passa per l’attenta osservazione di attributi quali la leggerezza (determinata dai materiali di cui è formato), le dimensioni (variabili per modelli con manici fissi o ad estrazione) e gli accessori (retine e vaschette) oltre che per la composizione del cilindro rotante (microfibra, nylon, pura lana vergine, acrilico, spugna…). Di norma la scelta del modello da acquistare viene effettuata anche in considerazione delle superfici e delle vernici con le quali si ha a che fare.

I principali tipi di pittura sono tre: la tempera, economica ma meno duratura; l’idropittura antistatica traspirante, indicata per locali umidi, e l’idropittura antistatica lavabile che è la più adatta per ambienti interni e consente di rimuovere eventuali macchie senza dover asportare lo strato di colore. Una volta acquisito il materiale è opportuno tenere a mente alcune semplici regole prima di procedere con il lavoro.

In primis è fondamentale salvaguardare i mobili, le porte e le finestre – stipiti compresi – nonché le prese di corrente ricoprendo il tutto con teli plastificati e carta; in secondo luogo è necessario provvedere alla pulizia delle mura eliminando tracce di polvere, ragnatele e muffa; in seguito è indispensabile passare il fissativo al fine di rendere meno assorbente la parete e successivamente si può passare la prima mano di vernice – diluita in acqua secondo le istruzioni riportate sulla confezione – stando attenti a procedere sempre nella stessa direzione. La seconda mano, al pari delle seguenti, deve essere passata quando il colore è asciugato completamente. Il rispetto di queste indicazioni garantirà un risultato soddisfacente anche per i meno esperti.

Traspirazione

Anche la casa, come il fisico umano, deve poter respirare anche attraverso la pelle. E la pelle della casa sono le sue pareti. Attenzione dunque a non limitarne la traspirazione con un uso eccessivo di piastrelle, rivestimento impermeabile per eccellenza. In cucina e in bagno il rivestimento di piastrelle non deve andare mai oltre lo stretto necessario, cioè all’altezza degli occhi o dei rubinetti più alti. Anche gli smalti e le vernici sintetiche andrebbero banditi.

Questi rivestimenti, infatti, oltre a non permettere la traspirazione delle pareti, lasciano nell’ambiente sostanze nocive, che a lungo andare possono avere effetti negativi sull’organismo umano e in particolare sull’apparato respiratorio. Meglio usare vernici ad acqua naturali, a base di sostanze non tossiche e trattare le pareti con calce unita da collanti ecologici.

Quando le pareti sono rivestite in legno, cotto o pietra, necessitano di una manutenzione mirata alla salvaguardia del loro aspetto. Questi materiali, infatti, sono altamente porosi e permettono la traspirazione, ma proprio per questa loro caratteristica tendono ad assorbire lo sporco e ad assumere un aspetto vecchio e trascurato.

Per evitarlo, è consigliabile trattarli con oli impregnanti, sempre di origine naturale: così sarà possibile la normale pulizia di queste superfici con acqua. Per il legno, ad esempio, è ideale la cera d’api. Sulle pareti è sconsigliabile, invece l’uso della moquette, che non traspira e che, in verticale, dev’essere per forza attaccata con i temibili collanti sintetici.

Quali colori scegliere

Poiché i ritmi biologici dell’uomo sono regolati da cicli di luce/oscurità (la notte e il giorno), oltre che da quelli stagionali, è inevitabile che i colori abbiano un influsso diretto sugli stati d’animo, influsso che è già stato studiato e codificato da tempo. Ecco, per cominciare, le emozioni principali indotte da alcuni colori: Il rosso trasmette eccitazione, il giallo gioia, l’arancione allegria, il rosa benessere, il verde freschezza, l’azzurro riposo e il blu calma.

Questi abbinamenti hanno valore generale, ma devono poi essere filtrati dall’esperienza di ciascuno, può darsi per esempio che, in un macellaio, il rosso induca stanchezza anziché eccitazione, perché lo reimmerge nel colore dominante del suo ambiente di lavoro. Ciò premesso, la scelta dei colori nelle varie stanze è abbastanza automatica a seconda delle loro funzioni: blu e azzurro per le stanze dedicate al riposo, giallo arancione e rosa per quelle conviviali, verde per le stanze troppo calde e così via.

In aggiunta, ricordate che anche i colori hanno il potere di modificare i volumi: i colori caldi tendono a emergere, ad avanzare, e quindi a restringere gli ambienti, mentre quelli freddi, al contrario, li dilatano. E il bianco? il bianco significa pulizia: non a caso è il colore di elezione per bagni e cucine.

Come fare

Una delle fasi più importanti quando ci si accinge a tinteggiare una parete è il posizionamento della carta gommata e la preparazione delle linee divisorie. I primi elementi da proteggere sono gli stipiti di porte e finestre che potrebbero macchiarsi di gocce di pittura; una volta eliminato il nastro, inoltre, è importante che non ci siano parti di muro scoperte, e nel caso in cui ci siano è bene ritoccare con un piccolo pennello.

Ancora, prima di stendere il colore potremmo aver bisogno di trattare la parete con appositi prodotti antimuffa; successivamente possiamo dedicarci a preparare la pittura. Alcuni tipi di pittura, infatti, non sono già pronte per essere utilizzate ma hanno bisogno di una diluizione con acqua. La cosa migliore da fare, in ogni modo, è di svuotare parte della pittura in un contenitore comodo e maneggevole, dal peso non eccessivo. E se utilizziamo una tonalità di pittura miscelata al momento dell’acquisto, è bene segnarsi sempre il codice del colore, in caso ne avessimo ancora bisogno in futuro, mentre se si utilizza una miscela fai da te è bene assicurarsi di averne in quantità sufficienti, in quanto la stessa tonalità potrebbe essere difficile da ricreare manualmente.

Per evitare che sulle pareti rimangano i segni dell’attacco del pennello, inoltre, è bene assicurarsi che la pittura abbia il giusto grado di diluizione, sia che lo si faccia con l’acquaragia che con l’acqua. In questo possiamo ricorrere all’aiuto di un viscosimetro, che ci permetterà di valutare con precisione lo stato di diluizione della nostra pittura.
Nel caso in cui manchi un po’ di esperienza in questa pratica, è bene chiedere consiglio agli addetti alla vendita, che sicuramente sapranno consigliare i prodotti e gli strumenti migliori per ogni tipologia di parete. Per quel che riguarda la tinteggiatura vera e propria, se si decide di utilizzare un pennello è bene sapere che nella maggior parte dei casi una sola mano non sarà sufficiente a ottenere il risultato desiderato, e che si dovrà procedere ad applicare una seconda mano quando la prima si sarà completamente asciugata. Il movimento da preferire è quello delle pennellate dall’alto al basso dopo aver diviso opportunamente la parete in tanti quadrati da ‘riempire’.

Per evitare che un eventuale eccesso di pittura sgoccioli sul muro durante la pennellata è bene, dopo aver intinto il pennello nella pittura, passarlo sul bordo del contenitore per sgocciolarlo al meglio. Mentre per la prima mano è meglio applicare pennellate verticali, nella seconda mano si dovrebbero utilizzare passaggi orizzontali, partendo in ogni caso dal soffitto e dai punti più alti delle pareti. In ogni caso, dopo aver tinteggiato una stanza è bene lasciare le finestre aperte per qualche tempo, permettendo alla pittura di asciugarsi pi in fretta e disperdendo più rapidamente l’odore di vernice.

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